giovedì 4 ottobre 2012

Il plurilinguismo europeo * Die Mehrsprachigkeit Europas.


In questi giorni in Germania ci sono le vacanze d’autunno. Siccome le scuole iniziano ad agosto, in questo periodo si fa una pausa di due settimane: ogni scuola (o ogni città?) sceglie liberamente le settimane, la mia scuola di lingue (o tutte le scuole di Berlino?) è in vacanza dal primo ottobre sino al quattordici, ma non chiude, semplicemente gli insegnanti che prendono le ferie in questi giorni vengono sostituiti. Il supplente è uno strano grillo che fa le smorfie e anche le battute, purtroppo però ci sobbarca di compiti, soprattutto per oggi con la scusa che ieri era la festa della riunificazione tedesca (avvenuta il 3 ottobre 1990, un anno dopo la caduta del Muro): der Tag der Einheit, il giorno dell’unità, tutte le scuole e gli uffici sono chiusi, perciò noi avremmo potuto fare vacanza e/o i compiti per casa. Io ho lavorato e preparato la mia presentazione per oggi.
Una delle idee stupende del nuovo insegnante è stata infatti farci preparare una presentazione su un argomento di attualità, un articolo di giornale o un evento recente, da presentare alla classe in cinque minuti, a seguire domande degli altri e risposte del relatore. Siccome questa sarà per me e per due degli spagnoli la nostra ultima settimana di corso, siamo stati additati come coloro che avrebbero portato per primi la relazione. In realtà già martedì ce n’è stata una, dell’Irlandese (lui è nuovo) che si è offerto volontario, mentre gli spagnoli si sono prontamente offerti per venerdì, e poiché né la matematica, né i giorni feriali e scolastici a disposizione in una settimana sono un’opinione, oggi toccava a me.
Ho cercato su internet un articolo di cultura (lingua e storia sono gli unici argomenti di cui potrei parlare senza sbadigliare), per non stare a farla lunga ho cliccato sul primo risultato, e mi sono accinta a leggere. Ho scritto sul motore di ricerca le parole in italiano semplicemente perché, ogni volta che devo preparare una relazione su un argomento a piacere, io ne approfitto per scoprire qualcosa di più dell’Italia o della Sardegna, e qualcosa di nuovo per chi mi dovrà leggere o ascoltare sarebbe l’ideale, come biglietto da visita del mio Paese, perciò non volevo qualcosa scritto in tedesco che, quindi, si suppone in Germania sia già noto.
L’articolo che ho trovato però interessa tutti, italiani tedeschi e anche sardi, gli europei insomma (vi anticipo che con le due domande che mi sono state fatte alla fine della mia breve relazione, ho dovuto parlare delle varie lingue minoritarie in Italia, e dell’insegnamento del sardo nelle scuole), ho trovato anche un (altrettanto breve) articolo correlato e così ho preso due paginette di appunti in italiano sul tema plurilinguismo. Poi mi sono resa conto che quello era il sito del Parlamento Europeo, perciò ho cliccato su “tedesco” alla voce “lingue” e ho trovato in tedesco gli stessi due articoli, il che vuol dire: tutte le parole tedesche che non avrei saputo tradurre dall’italiano senza vocabolario. A quel punto il contenuto degli articoli mi era chiaro e ho scritto la mia esposizione dei fatti e delle informazioni a modo mio, nell’ordine che mi è sembrato migliore, con un’introduzione personalizzata, con il mio parere e con il finale adatto, benché breve e conciso (o forse proprio per questo?), ma soprattutto: l’ho scritto direttamente in tedesco, perché scrivere in italiano e poi tradurre è una fatica inutile e dannosa, non tanto per l’apprendimento della lingua, quanto per la qualità del discorso. Sul treno mentre andavo al lavoro l’ho corretto, dopo cena l’ho riscritto in bella, o almeno queste erano le mie intenzioni, e ho cercato nel vocabolario alcune parole che mi servivano per completare il mio quadro.
Eccolo qui di seguito in traduzione italiana (mia naturalmente).


***

Il mio argomento è il plurilinguismo dell’Unione Europea. “Plurilinguismo”, è chiaro, significa che (in Europa) si parlano molte lingue. Da quando sono a Berlino, molti dei miei amici* vogliono parlarne con me, un’amica ad esempio mi ha detto che in Europa si dovrebbe parlare un’unica lingua comune: l’esperanto; purtroppo non ha funzionato perché secondo lei è troppo artificiale. Io penso che qualsiasi lingua sarebbe artificiale, se fossimo obbligati ad usarla come unica lingua.
Naturalmente non è l’esperanto la probabile lingua veicolare dell’Unione Europea, bensì l’inglese; io ho paura di questo, indipendentemente da quale lingua venga presa in considerazione. Perciò ho cercato l’argomento su google**, per scoprire cosa dice a tal proposito l’Unione Europea. La ricerca mi ha tranquillizzata, perché il Parlamento europeo discute anche di questi problemi; il plurilinguismo infatti è una caratteristica dell’Europa, che può essere visto non solo come un problema, ma anche come una qualità.
Secondo una dichiarazione del vicepresidente del Parlamento Europeo Miguel Angel Martinez, che è responsabile per il plurilinguismo europeo, se l’inglese venisse parlato in tutta Europa come lingua veicolare, sarebbe una tragedia. Invece il plurilinguismo dell’Europa dovrebbe essere valorizzato, protetto e incentivato dall’Unione Europea, ad esempio attraverso il programma Erasmus, cosicché grazie alle conoscenze linguistiche diventi più facile viaggiare, lavorare, studiare e vivere in Europa  .
Naturalmente il Parlamento, e il vicepresidente, non si occupano solo di possibilità di lavoro e di vita dei privati cittadini europei, ma anche delle leggi europee e della creazione dei relativi documenti, che sono sempre scritti in ognuna delle 23 lingue ufficiali dell’Unione Europea; a questo scopo sono sempre a disposizione traduttori e interpreti, che rendono le leggi accessibili ai cittadini. Ogni cittadino inoltre può farsi eleggere deputato europeo, perciò deve essere in grado di leggere i documenti, di porre domande, e di capire le risposte. Inoltre ogni deputato dell’Unione Europea ha il diritto di esprimersi nella propria lingua. In questo modo il Parlamento Europeo riflette il plurilinguismo dell’Europa e la democrazia che protegge.
Il 18 settembre del 2012, il Vicepresidente Martinez ha guidato una chat sulla pagina Facebook del Parlamento, per chiarire meglio il suo parere e per provare che il plurilinguismo non è difficile e che ha dei vantaggi: durante la chat ha risposto  domande sull’argomento poste da persone di diversi paesi europei, e il segnale più forte del plurilinguismo è stato l'aver risposto nella stessa lingua nella quale era stata posta la domanda. Il Vicepresidente però ha notato che sono state usate solo inglese, francese, spagnolo e tedesco***, e ne è rimasto un po’ deluso.
Io credo però che lui abbia in ogni caso dimostrato i vantaggi e la facilità del plurilinguismo europeo.

***

Ed ora come sempre l’originale tedesco. Non so se nell’insieme sia corretto, il correttore del sito del Duden (il vocabolario più famoso in Germania) mi ha segnato come errori le cose che riporto qui in rosso, ma non so se controlli anche l’esposizione nell’insieme, e siccome era una presentazione orale, non ho dato il testo all’insegnante per farmelo correggere. In realtà, super sicura di me, non l’ho nemmeno tirato fuori e son andata a braccio. Con successo.
PS. quando l'insegnante ha detto a tutti che avrebbero potuto farmi qualche domanda, io simpaticissima ho avvisato: "Io posso rispondere solo in italiano o in tedesco".

Mein Thema ist die Mehrsprachigkeit der Europäische Union. „Mehrsprachigkeit“, das ist klar, bedeutet, dass viele Sprachen (in Europa) gesprochen werden. Seitdem ich in Berlin bin, möchten viele von meinen Freunde mit mir darüber sprechen. Eine Freundin z.B. hat mir gesagt, dass es in Europa eine einzige gemeinsame Sprache gesprochen werden solle, und zwar Esperanto. Leider hat es damit nicht geklappt: Diese Sprache sei zu künstlich. Ich denke, dass jede Sprache künstlich wäre, wenn wir verpflichtet wären, sie als einzige Sprache zu benützen.
Natürlich ist Esperanto nicht die denkbare Verkehrssprache in Europa, sondern Englisch. Ich habe Angst davor, egal welche Sprache infrage steht. Deshalb habe ich das Thema gegoogelt**, um zu erfahren, wie die Europäische Union gegen es steht. Die Recherche hat mir erleichtert, weil man solche Probleme im Europäischen Parlament bespricht. Die Mehrsprachigkeit ist nämlich eine Eigenschaft Europas, die nicht nur als Problem, sondern als Qualität gesehen werden kann.
Laut der Aussage des Vizepräsidenten des Europäischen Parlaments Miguel Angel Martinez, der zuständig für die Mehrsprachigkeit ist, wenn Englisch als Verkehrssprache Europaweit gesprochen wäre, wäre es eine Katastrophe. Stattdessen soll die Mehrsprachigkeit Europas von der EU verwertet, geschützt und gefördert, z.B. durch das Erasmusprogramm, sodass in Europa reisen, arbeiten, studieren und leben dank der Sprachkenntnissen einfacher wird.
Natürlich kümmert sich das Europäische Parlament bzw. Vizepräsident Martinez nicht nur um private Arbeits- und Lebensmöglichkeiten der Europäer, sondern auch um die europäischen Gesetze und um die Erfindung der entsprechenden Unterlagen, die immer auf jede der 23 offiziellen europäischen Sprachen geschrieben werden. Dafür sind Übersetzter und Dolmetscher zur Verfügung, die diese Gesetze für die Bürger zugänglich werden lassen.
Jeder Bürger kann außerdem sich als europäische Abgeordnete wählen lassen, deswegen soll in der Lage sein, die Unterlagen zu lesen, Frage stellen zu können und die Antworten zu verstehen. Außerdem hat jede EU-Abgeordnete das Recht auf seine eigene Sprache sich auszudrücken. Das Europäische Parlament ist dadurch das Vorbild der Mehrsprachigkeit Europas und der Demokratie, die das Parlament selbst schützt.
Am 18. September 2012 hat Vizepräsident Martinez einen Chat auf die Facebook-Seite des Parlaments geführt, um seine Meinung besser zu erklären und um die Vorteile neben die Mühelosigkeit der Mehrsprachigkeit zu beweisen. Während des Chats hat er auf die Fragen von Leuten aus verschiedenen europäischen Ländern über das Thema geantwortet. Dabei das stärkste Zeichen dieser Mehrsprachigkeit war, dass er dieselbe Sprache benützt hat, auf die die Frage gestellt worden war. Vizepräsident hat aber bemerkt, dass man leider nur Englisch, Französisch, Spanisch und Deutsch verwendet hat, und war davon etwa enttäuscht. Ich glaube aber, dass er die Vorteile und die Mühelosigkeit der Mehrsprachigkeit Europas gut bewiesen hat.


* questa è una delle mie “bugie” da corso, non solo non ho “molti” amici, quindi dire “molti dei miei amici” è eccessivo, ma ne ho parlato solo con la mia coinquilina, cioè l’amica che cito poco dopo;
** ebbene sì, dal 2004 esiste in tedesco il verbo  “googeln” che ha coniugazione regolare, come tutte le new entry;
*** la chat su facebook naturalmente non è più disponibile, ma nel punto in cui veniva annunciato che entro dieci minuti sarebbe partita la chat con Martinez c’erano alcuni commenti in inglese di persone dal nome italiano: anche questo è plurilinguismo, e forse non sapevano di poter scrivere in italiano, perché l’inglese è così predominante che con un non-italiano si passa direttamente all’inglese.

8 commenti:

  1. Il verbo "googeln" mi ha scioccata!!! O.O
    Comunque stai diventando davvero brava, complimenti! Tra l'altro hai scelto un argomento molto interessante!
    Un bacione cara e riposati, non studiare troppo! ;-)

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    1. I tedeschi ci tengono a tedeschizzare le novità linguistiche. Di molte parole esiste il prestito inglese o latino, affiancato dal termine in tedesco, solo il francese compare sempre in originale senza gemellino tedesco. "Googeln" però è un verbo insuperabile in quanto a.. genialità ;)

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  2. Ovviamente leggo solo la parte in italiano, avendo perso per strada una lingua di famiglia, come già sai ...sulla lingua europea il problema (o l'oppurtunità), è annoso. Vince chi ha più peso a livello politico? Allora il tedesco dovrebbe essere la lingua ufficiale... Oppure l'inglese è così semplice, che per questo ha preso il sopravvento? ... a livello mondiale. Il fatto poi, che in Europa si parlino così tante lingue, dimostra come l'unità sia fragile, difficile, una vera utopia ... vado a braccio pure io. Un abbraccio allora ;)

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    1. L'articolo diceva che tutte le lingue dell'Unione Europea hanno pari diritti e pari importanza, perciò si può ben sperare che a nessuna verrà dato maggior peso, e lo dimostra il fatto che tutto viene tradotto in tutte queste lingue. Ho letto altri articoli sull'argomento, e pare che in altri ambiti (cioè fuori dai documenti e dalle leggi prodotte dal Parlamento Europeo) il problema ci sia già (o ancora, ma l'articolo era del 2010), perché le lingue in cui automaticamente vengono tradotti altri documenti (l'articolo parlava dei brevetti) sono inglese francese e tedesco. Il dubbio era se aggiungere qualche altra lingua al ventaglio (però erano in gioco solo italiano e spagnolo) o se aggiungerle tutte. I costi di queste traduzioni sono altissimi e sarebbero a carico dell'azienda o della persona che vuole brevettare una sua creazione. Insomma, hai ragione, è un problema di difficile soluzione, perché la soluzione è un'utopia. Però io sono positiva perché non punto all'unità totale, ma semplicemente alla pacifica collaborazione e convivenza, al sentirsi uniti anche se non si condivide la stessa lingua.
      Più o meno questo :)

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  3. Il problema è di difficilissima soluzione. Per quanto mi riguarda, ritengo che la lingua sia elemento fondamentale e caratterizzante di ciascuna nazione e pertanto, a mio avviso è una identità che si deve mantenere anche in ambito internazionale. Pensavo alla Spagna..la Spagna non ammette contaminazioni linguistiche di nessun tipo..a differenza di noi italiani che abbiamo introdotto molti termini inglesi nel nostro linguaggio comune, gli spagnoli se ne vedono bene. Anche gli hamburger, ad esempio non li chiamano hamburger ma amburgesa...
    Ciao Elle ! Buon week end :)

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    1. Hai perfettamente ragione, la lingua è cultura, sia quando si cerca di impararla, sia quando la si deve proteggere, perché contribuisce all'identità di un popolo. Perciò approvo il fatto che all'interno di un organo così importante come il Parlamento Europeo, ogni deputato usi la propria lingua che viene tradotta per i deputati che non la conoscono. Inoltre, come ha detto Martinez nel suo discorso, in questo modo si da lavoro a interpreti traduttori e giuristi.
      L'esempio della Spagna ricalca quello della Francia, mentre la Germania, come ho detto quassù si comporta un po' come l'Italia.
      La storia linguistica d'Italia non assomiglia affatto a quella spagnola o francese: loro hanno avuto l'unità nazionale e quindi linguistica già alla fine del medioevo, da allora la lingua si è evoluta in maniera uniforme in tutto il territorio nazionale. Noi no. La nostra lingua ha la stessa età di spagnolo e francese, ma è una lingua parlata solo dal 1861. Prima era lingua di scrittori e burocrati. Per questo motivo molti termini di uso quotidiano li ha presi in prestito dai dialetti (ossia le lingue parlate in Italia prima dell'italiano), e per questo, forse, non le sembra così strano prendere termini da altre lingue.
      Io mi dichiaro contro il burocratese e contro l'inglese, sono per l'italiano quello vero, ma abbiamo avuto un problema storico che, quando l'inglese ha preso il potere linguistico, ha impedito che noi lo rifiutassimo in toto come fanno spagnoli e francesi: il purismo fascista. Ed è (anche) per questo che l'italiano accetta con leggerezza termini stranieri, perché rifiutarli (e rifiutare i dialetti) era il programma di politica linguistica della dittatura fascista. La nostra Costituzione invece riconosce tutte le minoranze e tutti i dialetti, e fino a poco tempo fa non indicava nemmeno espressamente che lingua nazionale è l'italiano (non so se l'abbiano modificata, ma la dicitura è comparsa per la prima volta solo nelle leggi speciali per la tutela delle minoranze linguistiche del 1999, quindi circa cinquant'anni dopo la costituzione).
      Ehm.. scusa, deformazione professionale ;)

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    2. Ho trovato questo sul sito dell'Accademia della Crusca:
      Il 28 marzo 2007 la Camera dei Deputati ha approvato, a larga maggioranza, la modifica dell'articolo 12 della Costituzione con l'aggiunta di un secondo comma: "L’italiano è la lingua ufficiale della Repubblica nel rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali". Il testo dovrà adesso passare all'esame del Senato.

      E questi sul sito del Governo:
      Art. 6 - La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
      Art. 12 - La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.


      Quindi ancora nulla? :(

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    3. Grazie Elle :)))) Ottima deformazione professionale ;)

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