domenica 7 ottobre 2012

Saluti da Berlino.


Berlino, 2 ottobre 2012
Cara RosaLux,
domani è la festa della riunificazione tedesca, non c’è scuola ma lavoro. Questa è la mia seconda settimana di lavoro, faccio solo il pomeriggio, così la mattina continuo il corso. Ora sono in pausa. Qui al negozio tutto è cambiato, ma è anche tutto uguale, dei vecchi colleghi ne è rimasto solo uno, che ora gestisce il negozio di souvenir. La libreria “nuova” super accessoriata ha fallito, perciò il Capo ha intestato il “vecchio” negozio e la casa editrice a suo figlio (che però da noi non si fa mai vedere), e ha riaperto una libreria di fianco a noi (non ci sono ancora stata, e i libri li abbiamo anche noi). Da noi, nella seconda metà del negozio, visto che è grande, ha installato il museo sulla storia di Berlino (che per il Capo è come un figlio), perciò dentro il negozio di souvenir ci sono la cassa e l’ingresso del museo. Già diverse volte ho sostituito la collega alla cassa del museo, quindi ho avuto occasione di balbettare in inglese.
Ieri sono stata al Bürgeramt per registrare il domicilio, ma è sempre pieno, riprovo giovedì. Con il foglio che mi daranno devo andare al Finanzamt per farmi dare il codice fiscale tedesco, necessario per l’assunzione. Per ora resterò fino a dicembre, oltre non posso programmare, né voglio. Fra due settimane torno a CasaMia per prendere i vestiti invernali: stessa scena del 2008 ma a stagioni invertite; però non ho ancora fatto il biglietto di rientro perché per ora costano ancora troppo, devo tenere i prezzi sotto controllo come in borsa. Rimarrò a casa dell’amica che mi ospita ora, ma pagherò metà delle spese e smetterò così di sentirmi un’intrusa; da quando me l’ha detto mi sento meglio, perché con 30 ore di lavoro a settimana non potrei pagare il corso e l’affitto intero di una camera chissà dove e l’abbonamento ai mezzi e mangiare.


L’entusiasmo di cui mi chiedevi non c’è. Non giro per la città per scoprire cosa c’è di nuovo né penso a cosa potrei fare di bello. Ho passato le prime settimane a cercare di integrarmi, visto che mi sento così precaria in tutto. Prima la convivenza, ma soprattutto la lingua tedesca che non mi tornava in mente, mi avevano avvolta in una patina di demoralizzazione e quasi paura. Poi il lavoro, che non è da sogno, e che io avrei fatto in questo mese solo per pagarmi il corso, invece qui sono tutti felicissimi che ci sia anche io, soprattutto quelli che mi conoscono già, perché sanno che lavoro per due indipendentemente da quanto mi pagano e loro sono veramente a corto di personale. Io tutto quest’entusiasmo non ce l’ho: avevo accettato la proposta del mio (ex) Capo già ad agosto quando mi ha scritto, solo perché so che in Italia non ho (ancora) un lavoro e non perché intendessi restare a Berlino. Al lavoro faccio quello che mi dicono e cerco di non prendere nessuna delle mille iniziative che mi vengono in mente, ma so che resisterò per poco: qui è tutto sottosopra, senza regole, pane per i miei denti, insomma. Ma non lo mangio. Aspetto che mi venga un po’ di entusiasmo.
Un incentivo sarebbe sapere che a CasaMia è tutto a posto: non è semplice trovare una badante che rimanga 24 ore su 24, è una casa di matti in cui nessuno vuole restare (due sono già scappate, aspettiamo responso della terza, ma ti dico già che ci siamo rivolte ad un’agenzia). Tutti mi dicono che devo vivere la mia vita, ma io una vita vera ora me la devo ricostruire e non avevo programmato di farlo a Berlino.

6 ottobre 2012
Riprendo la lettera: altro giorno, altra pausa al lavoro. In questi giorni sono stata impegnata con il corso e i compiti per casa, ho preparato una presentazione che è andata molto bene e abbiamo iniziato a leggere un libro, un fantasy per ragazzi i cui veri protagonisti sono i libri. Ieri era il mio ultimo giorno, ma ci tornerò a novembre, nel frattempo infatti ho fatto anche il biglietto di rientro e sarò di nuovo a Berlino il 28 ottobre. Man mano che passano i giorni entro sempre più nell’ordine di idee di restare qui finché il tedesco non sarà definitivamente parte di me, ma confermo che non c’è l’entusiasmo di una volta, eppure non considero negativa questa mancanza. Quando sono arrivata a Berlino nel 2007, venivo da un’estenuante ricerca di una “casa mia” e del “mio mondo”. Oggi, dopo le esperienze di Berlino e del Paesello, so che il mondo non è un luogo fisso e determinato, bensì un qualsiasi posto dove posso essere me stessa, seguire i miei interessi, imparare qualcosa di nuovo, rimanere in contatto con le mie persone. Ho capito che per me “casa” significa questo, perciò va bene anche Berlino, anche se non l’avevo previsto. Se poi vogliamo passare dal filosofico al veniale: qui ho un lavoro. Punto.
Mi pare che le novità ci siano tutte. Da ieri piove, forse l’autunno si è deciso. La settimana prossima non ho il corso, e a parte le beghe burocratiche, vorrei dedicarmi ad un libro o a un museo, vedremo. Intanto la mia amica mi ha passato un po’ di libri di tedesco con esercizi, non mi annoierò. Principalmente voglio fare queste cose: lavorare, imparare il tedesco, e leggere/scrivere (manca “far di conto” ma quello è come respirare per me).
Tu come stai? […] Fammi sapere se riuscite a cavarvela eh! 
A presto,
tua Elle.

15 commenti:

  1. Elle cara..per me "casa" significa proprio questo..un posto in cui poter essere me stessa, imparare cose nuove, fare esperienze e sentirmi parte di qualcosa..un posto in cui sentirmi a mio agio...Vivi la tua vita..anzi, ricostruiscila..ricostruiscila fino a sentire che ti appartiene veramente..sii ciò che sei, sempre !

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    1. Sto racimolando mattoncini per ricostruire ;) e penso che tutte le riflessioni su me stessa fatte in questi mesi di inattività non siano state inutili, perché almeno ora ho un'idea di come dovrebbe risultare la costruzione finale, e anche del fatto che modifiche strada facendo saranno ben accette, se il risultato di sentirmi a mio agio non verrà compromesso :)

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  2. Quante cose, quante cose ... e riesci pure a scrivere sul blog con molta costanza. Be', complimenti... salutami Rosa Lux.
    p.s.
    Conosco altri musicanti che hanno scelto di vivere in Germania (due, in passato intervistate sul mio mio blog).

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    1. Cerco di tenermi occupata e allo stesso tempo di non agitarmi se non riesco a fare sempre tutto. In realtà mi mancano un po' i miei hobby casalinghi, ma devo riabituarmi prima alla sveglia "presto" e al lavoro fuori casa (che sembra sempre più stancante, perché ho a che fare con altre persone a cui rendere conto o di cui tener conto ecc), poi riuscirò a riunire tutti assieme i miei interessi :)
      Ah, le musicanti italo-tedesche, se ritrovi i link mandameli così appena posso leggo un po' :)

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    2. Marta Collica ed Etta Scollo, entrambe da Berlino, dove all'epoca dell'intervista vivevano, e forse vivono ancora, non sono passati secoli (se vedi qualche loro concerto, vai e salutamele). I link:
      qui e
      e qui

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    3. Grazie Alli :) ho trovato i loro siti (myspace invece non è aggiornato) e sembrerebbe che siano entrambe ancora a Berlino, appena ho un po' di tempo ci frugo con calma. Tschüssi ;)

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    4. Fruga fruga, chissà che non le trovi ...
      Tschüssi ;)

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  3. Ciao Elle!
    Mi dispiace leggere che l'entusiasmo ti ha, in qualche modo abbandonata, ma intanto capire cosa significhi "casa" per te penso sia già tanto!
    Stai facendo molte cose, magari più in là troverai qualcosa che ti soddisfi di più! Non perdere la speranza!
    Ti abbraccio forte

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    1. Hai ragione, non voglio avere fretta, si vedrà :)
      Ciaoo

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  4. Beeeeeella Berlino. Son contenta per tutto l'entusiasmo che si legge tra le righe, che bella cosa!

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    1. Sì, sono felicissima di imparare il tedesco e, naturalmente, anche di avere un lavoro, tutto il resto verrà. Ciao Sandra.

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  5. Eccomi qua! Entro piano, in punta di piedi. Ma che coincidenza, forse a novembre saremo a Berlino per una mostra di mio marito :-)

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    1. Ciao Silvia, eccoti, benvenuta nella Casa dello Spirito (che sono io). Che coincidenza! è una mostra fotografica? no, perché coi quadri non vado molto d'accordo, non ti direi mai se riesco vengo a vedere ;) portatevi l'ombrello, eh!

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    2. Sembra proprio che ce la faremo! La data non è ancora fissata, ma probabilmente intorno all'8.
      No, niente foto, mio marito è un... ehm... artista concettuale.

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    3. ..e io non sono un'esperta.. ho cercato il significato di "concettuale" e se ho capito bene l'esempio, potrebbe piacermi ;)

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