venerdì 2 novembre 2012

Esposizioni da vedere e visioni da esporre.


I miei sogni erano questi: avere tempo e voglia di visitare qualche museo a Berlino.
Appena iniziato il corso di tedesco, a settembre, avevo tenuto d’occhio i programmi culturali della scuola, che ogni mercoledì organizza una gita, poi ho iniziato a lavorare e, guarda caso, il mercoledì è stato spesso il mio giorno libero. Le visite al museo con la scuola costano sempre 3 o 4 euro, anziché 8 o più, perché entriamo tutti assieme come gruppo, e anche se non veniamo accompagnati da una guida esperta, perché le ragazze della scuola che hanno il compito di accompagnarci sono tirocinanti straniere che non sanno nemmeno che bus dobbiamo prendere per andare in centro, né cercano di informarsi prima, avevo pensato di non perdermi nessun mercoledì culturale.
È successo però che la prima gita l’ho saltata perché ero ancora pigra, la seconda non mi interessava, la terza mi ha lasciata perplessa perché pensavo che avremmo avuto una guida esperta, poi c’è stata la gita al mare (o al lago) di una giornata e io non potevo, infine sono partita per l’Italia, e per ultimo, questa settimana, c’è stato un appuntamento cinematografico al cinema più vecchio di Berlino, o della Germania intera, per vedere un film documentario su.. non me lo ricordo più, però sembrava interessante, ciononostante me lo sono dimenticato.

L’unica visita quindi è stata quella al museo di storia, per l’esposizione temporanea “Fokus DDR”, un’esposizione di oggetti tipici della Germania Est e della sua società costruita attorno ad una ideologia politica. Il libretto con i testi dell’esposizione c’era solo in tedesco o in inglese, dettaglio che non mi spaventa, anzi mi aiuta ad esercitarmi infatti, dal giorno dopo, me lo sono portata appresso dentro la mia agenda con l’intenzione di tradurne una paginetta alla volta, infatti ogni pagina è una piccola spiegazione di un aspetto della vita sociale e lavorativa, ma non solo, della Germania Est.
I sogni son desideri, la realtà è tutt’altra cosa, perché a scuola c’è stata la presentazione di un argomento da preparare, e poi altri compiti, e spesso approfitto della mezz’ora di pausa al lavoro per farli, quindi dopo la seconda pagina mi sono fermata. Ora voglio copiare qui le mie traduzioni, sia per informarvi su un argomento che mi affascina dal 2008, quando l’ho scoperto per la prima volta, sia per spronarmi, chissà, a tradurre anche le altre pagine. So però che nei prossimi giorni avrò meno tempo, perché i compiti si fanno più difficili e complessi*, però ogni tanto una pagina posso tradurla, sono testi davvero brevi e abbastanza facili, nelle due pagine che riporto oggi avevo tralasciato in tutto 25 parole, alcune delle quali avevo tradotto bene, ma non ero completamente sicura, altre invece totalmente sconosciute.

Focus DDR – Dalla collezione del Museo storico tedesco – 7 giugno-25 novembre 2012
A più di vent’anni dall’Unificazione, non sono più presenti alcune delle  caratteristiche della Germania Est, come le onnipresenti abbreviazioni. SED, NVA o FDJ forse sono ancora conosciute, ma chi si ricorda ancora cosa si intendeva con WBS 70, cos’erano IFA e RFT o cosa produceva la KIM? Queste e altre abbreviazioni verranno svelate nella mostra, e rese vive tramite gli oggetti: una sfilata di pezzi d’esposizione costituisce il fulcro dell’esposizione. Molti oggetti riflettono l’aspetto ufficiale della società socialista, illustrano le abbreviazioni, definiscono i partiti, lo Stato e spiegano la polizia, le organizzazioni di massa, la produzione industriale e l’agricoltura; un altro settore dell’esposizione è dedicato agli aspetti della vita quotidiana. Un allestimento della vita dei tedeschi dell’est che rappresentava lo Stato ma che venne rotto dalla Resistenza**. Nell’insieme di sviluppa un piccolo lessico di parole selezionate della DDR.

SED. Nella zona di occupazione sovietica nel 1946 i comunisti tedeschi, che si erano formati a Mosca, obbligano i partiti KPD (comunista) e SPD (socialista) a confluire nel Partito comunista unito di Germania, il SED (Sozialistische Einheitspartei Deutschlands). Dopo la fondazione della DDR (Deutsche Demokratische Republik) nell’ottobre del 1949 il SED assunse il ruolo di guida dello Stato, ruolo che nel 1968 venne fissato addirittura nella Costituzione. Il “partito della classe operaia” influì su tutti i settori della società e controllò la politica e il governo attraverso il suo organo più alto, il Politbüro, e il Comitato centrale. L’ideologia marxista-leninista costituì il “cuore del lavoro politicizzato” e venne proclamata come verità: il SED perseguitò aspramente le interpretazioni che si allontanavano dalla dottrina del partito, anche quelle dei propri membri. Ed essere compagni era spesso utile ma qualche volta necessario.

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*Per la settimana prossima devo leggere un capitolo dal romanzo per ragazzi Tintenherz di Cornelia Funke: è un mattone e per riuscire a leggerne il più possibile l’insegnante ha fotocopiato una decina di capitoli, ce ne ha dato uno ciascuno e dobbiamo leggerlo e scrivere un breve sunto, come in un gruppo di lettura, per poi presentarlo alla classe; dobbiamo anche indicare gli aspetti cronologici, in modo da ricostruire l’intera storia unendo i diversi capitoli, infine ripetere l’esercizio che abbiamo svolto sinora con i primi capitoli letti assieme: scegliere tre vocaboli nuovi o che ci sono piaciuti, e spiegarli alla classe.

Dobbiamo anche scegliere uno fra due argomenti, ambiente lavorativo e rispetto per l’ambiente (in tedesco la parola “ambiente” per questi due significati si traduce con due parole diverse: “Arbeitsumfeld” e “Umwelt”), di cui scrivere: abbiamo un articolo che ne parla e dobbiamo dire la nostra, io ho deciso di parlare dell’ambiente lavorativo; abbiamo quattro punti da seguire per esporre la nostra argomentazione e, purtroppo, nessun limite di spazio.

Infine dobbiamo preparare un tema per il giornalino della scuola, anzi del corso (di cui parlerò con meno entusiasmo in futuro), l’insegnante ha scritto i vari temi alla lavagna, ovvero quelli che io chiamo “l’argomento della settimana” o “il tema di oggi”, e ognuno doveva sceglierne uno, però mentre io mi chiedevo quand’è che abbiamo parlato di ambiente, o di salute, o di lavoro, e trovavo come soluzione il fatto che quando sono arrivata io il corso era già iniziato e che dopo mi sono assentata per tre settimane, gli altri avevano già scelto il loro tema, quando mi sono decisa a dire “Beziehungen” a voce alta, ne erano rimasti solo tre, e fra “Umwelt” e “Gesundheit” non avrei saputo cosa scegliere, o cosa scrivere. Ma l’argomento che ho scelto, “rapporti, relazioni tra persone” è un po’ quello di cui scrivo sempre, di cui quando ne parlo trovo qualcosa da dire, e se non è vero che ne scrivo o ne parlo, sicuramente ci penso ogni volta che ho a che fare con altre persone.
Quindi non ho molto tempo per tradurre il libretto di un museo, né per visitare altri musei.

**di questa frase non sono sicura

PS. sto anche scrivendo il racconto di cui vi avevo mostrato qualche incipit!

2 commenti:

  1. Veramente interessante la mostra sulla DDR, un marchio vintage, che dalla caduta del Muro in poi è sempre cresciuto nella musica (ricordo le Trabant, che ho visto nel sito da te linkato, a partire dagli U2), certo cinema ("Good Bye Lenin!", che se non hai mai visto ti consiglio), e l'arte in genere. Curioso di leggere altre pagine.

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    1. Sì, è molto vintage, con colori che io chiamo "anni Settanta" e forme rotondeggianti. E stavolta non mi cogli impreparata: Good bye Lenin! l'ho visto e mi è piaciuto molto :)
      Cercherò di tradurre qualche altra pagina, promesso.

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