lunedì 26 novembre 2012

Risotto ai funghi e altre ricette dall’Italia inventate all’occorrenza e trascritte in tedesco.

In Mitten der Seite findet ihr das Zitronen-Kalbsschnitzel-Rezept und das Risotto-Rezept auf Deutsch.

Almeno due volte a settimana cucino. Perché ho due giorni liberi a settinana, di solito mercoledì e giovedì, ma non è detto, sicuramente però non sabato o domenica. Sabato e domenica infatti non ho il corso, perciò posso lavorare otto ore anziché sei e recuperare le ore (di lavoro) che ho passato in Italia ad ottobre perché, non so se l’ho mai detto, io ferie non ne ho, però adesso ho 36 ore di lavoro da recuperare.
Indipendentemente da questo, io nei miei giorni liberi cucino. Gli altri giorni mangio qualcosa preparato da Domj e riscaldabile, ma da quando mi è venuta voglia di manzo grigliato al sangue e condito con aglio e prezzemolo, i miei appetiti si stanno affinando, e prendo le fette di pane con formaggio spalmabile come una malattia, salvo divorarle se solo mi capitano sotto mano dopo le 14, come succede il sabato e la domenica, quando gli orari di lavoro non mi permettono di sedermi a pranzare quando ho fame ma devo aspettare almeno fino alle 15 (ma mi sto organizzando per anticipare).
Quindi una sera mi sono fatta ‘ste fettine, e la sera dopo me ne era avanzata una cruda e mi era venuta un’altra voglia, quella di scaloppina al limone. Per vincolare la Domj, o meglio per evitare che cucinasse lei anche per me, gliel’ho detto, e lei si è offerta volontaria per prepararla, questo mi pare di averlo detto. Ho detto che sono una cuoca perfetta in Germania? Beh, è così. Almeno per ciò che riguarda la cucina italiana per gli stranieri. Perché noi diamo tante cose per scontate, come se davvero la nostra cucina fosse l’unica al mondo, invece ci sono tante diverse cucine, anche regionali, lo sappiamo, ma non ci pensiamo finché la nostra coinquilina polacca non ci fa domande strane.
Avevo già accennato alla domanda sul contorno della scaloppina, se fosse riso o patate bollite, c’è stata poi quella per il risotto, al momento di apparecchiare, se si mangia con la forchetta o col cucchiaio. Ne deduco che il riso, se non è in bianco (quindi mangiato come contorno o come pane), sia una zuppa. Infatti poi Domj mi ha detto che il riso preparato coi funghi non l’aveva mai visto, e quando le ho detto che è un piatto tipico italiano si è stupita. Naturalmente anche io mi sono stupita quando ho scoperto che il vero Wurst tedesco non è quella cosina in confezione da quattro, marroncina, che troviamo noi nel banco frigo, ma ne esiste un’infinità che nemmeno immaginiamo, uno più buono dell’altro, e si comincia a capire che cos’è davvero un Wurst se si pensa che la parola significa “salsiccia” e se ci si mette in testa (giusto per non fare figure di merda all’estero) che invece la parola “wurstel” in tedesco non esiste. O meglio, ho appena visto che esiste ed è sinonimo di “Hanswurst”, che significa “buffone” in generale oppure è una delle maschere del teatro tedesco del XVIII secolo, una sorta di Arlecchino. Stiamo attenti alle nostre convinzioni, va bene?

Ho tradotto alla Domj la seguente ricetta presa su internet, e gliel’ho lasciata sul tavolo. Al mio rientro ho capito dall’odore che la quantità di limone era troppa, mi sono resa conto che avevo sbagliato a non dividere le quantità per otto, visto che noi avevamo una sola fettina e non otto come nella ricetta, e appena ho visto la padella ho capito ad occhio nudo che la fettina affogava nella salsa al limone da più di quattro o cinque minuti. Un tempo anche io ero così ignorante in materia, ho perso il conto delle schifezze che mi son dovuta mangiare perché erano la mia cena e non avevo altro, perciò non posso dire nulla contro una persona che, al contrario di me, non è cresciuta in Italia quindi non è tenuta a sapere come si cucina un piatto italiano. Perché dovete sapere che cambia tutto: le quantità ma anche le unità di misura, gli ingredienti e quindi i verbi (che necessitano di definizione per poter essere tradotti, non basta una parola), il clima e quindi i tempi di preparazione eccetera.
E io glieli devo spiegare. Io, capito? Oddioddioddio..
Ma veniamo alle ricette: questa che segue è la traduzione trascritta per Domj di una ricetta delle scaloppine al limone.


Zitronen-Kalbsschnitzel.
Zutaten.
400 ml Wasser
600 g Fleisch (8 Schnitzel)
Mehl
1 Zitrone
1 EL Maisstärke (o. Mehl)
4-5 EL Olivenöl
Pfeffer und Salz nach Geschmack

Vorbereitung.
Die Fleisch mit Mehl wenden.
In einer Pfanne das Öl aufwärmen, und dann die Schnitzel auf den beiden Seiten goldbraun anbraten lassen (3 Min. pro Seite).
Die Schnitzel herausnehmen und auf einem Teller, gedeckt und warm lassen.
Im kalten Wasser die Maisstärke lösen, dann sie in dieselbe Pfanne eingießen, wo die Fleisch angebraten worden ist, und sie mit dem Fond bei mäßiger Hitze vermischen.
Zitronensaft und geriebene Zitronenschale hinzufügen, mischen und eindicken lassen.
Mit Salz und Pfeffer würzen, die Schnitzel hinzufügen und 4-5 Minuten kochen lassen.
Bilder auf: ricette.giallozafferano.it/Scaloppine-al-limone.html”

Le ho trascritto anche il link nel caso volesse vedere le foto, ma non so se le ha guardate, voi andateci pure per la ricetta in italiano, ma sappiate che la grattugia non funzionava bene, quindi Domj ha tagliato piccoli dadini di buccia di limone (l’acidità della salsa era ai massimi livelli consentiti  in caso di improvvisazione dall’HACCP già alla fine della prima rivoluzione industriale, quando i diritti dell’uomo erano nemmeno un abbozzo), e non ha ben disciolto la farina nell’acqua, né l’ha ben amalgamata nella padella, oppure non lo so, in ogni caso era cruda e pastosa e ha creato uno strato di plastica sulla padella, così Domj ha potuto trovare conferma alla sua affermazione durante la cena: la farina fa male alla salute, è peggio dello zucchero.


La nostra insegnante, quella di ruolo dal lunedì al mercoledì, la scorsa settimana ci ha spiegato le costruzioni sintattiche col participio presente e passato, il primo corrisponde più o meno al gerundio italiano come uso ma anche al participio presente italiano (che però in italiano è oramai usato quasi solo come aggettivo, addirittura sostantivato, come la parola “cantante”), il secondo corrisponde al participio passato italiano (come in “ha cantato”). Ebbene, in tedesco sono molto usati nello scritto, e più formale è lo scritto più compaiono costruzioni participiali, e queste consistono in incastri potenzialmente infiniti, di cui naturalmente non si deve abusare se si vuole essere capiti. A me ha fatto venire in mente il Decameron di Boccaccio e le sue costruzioni di subordinate, quindi le ho usate per la traduzione in italiano. In tedesco la cosa è complicata (ma per un tedesco in fondo comprensibile) perché l’incastro avviene fra l’articolo determinativo o indeterminativo (se c’è) e il sostantivo a cui si riferisce, indipendentemente dal suo ruolo nella frase (soggetto o oggetto diretto o indiretto).

Leggete l’inizio della novella che narra di Andreuccio da Perugia:
“Fu, secondo che io già intesi, in Perugia un giovane il cui nome era Andreuccio di Pietro, cozzone di cavalli; il quale, avendo inteso che a Napoli era buon mercato di cavalli, messisi in borsa cinquecento fiorin d’oro, non essendo mai più fuori di casa stato, con altri mercatanti là se n’andò: dove giunto una domenica sera in sul vespro, dall’oste suo informato la seguente mattina fu in sul Mercato, e molti ne vide e assai ne gli piacquero e di più e più mercato tenne, né di niuno potendosi accordare, per mostrare che per comperar fosse, sì come rozzo e poco cauto più volte in presenza di chi andava e di chi veniva trasse fuori questa sua borsa de’ fiorini che aveva.”
Ho sottolineato “il quale.. là (a Napoli) se n’andò” che poteva essere: "il quale se ne andò a Napoli perché aveva inteso che lì..".
E “dove (a Napoli).. la seguente mattina fu in sul Mercato" perché sono connessi ma separati da participi (giunto, informato).
E "per mostrare che.. trasse fuori questa sua borsa de’ fiorini che aveva” perché tutta la novella ruota attorno alla borsa di fiorini imprudentemente mostrati da Andreuccio al mercato, ma le due frasette che lo dicono sono circondate dalle altre informazioni, che ritardano quella principale. Vedete quante subordinate, con gerundi, participi presenti e passati, usa Boccaccio?

L’insegnante ci ha detto che in tedesco si può raccontare un’intera storia con i participi preposti al nome, e dire il nome solo alla fine. Non lo si fa, ma per divertimento e come esercizio si può fare. Allora ci ha dato un compito: scrivere una favola conosciuta secondo una costruzione participiale. Si prende una frase, che ne so “Cappuccetto Rosso riabbracciò la nonna” e la si spezza, mettendo fra la prima e la seconda parte il resto della fiaba.
Io questo compito non l’ho fatto, perché avevamo altri esercizi da fare sui participi e lo trovavo noioso ed era l’unica cosa che mi è rimasta da fare domenica , ma dopo il lavoro non ne avevo voglia, e poi che palle eccetera eccetera, e per fortuna lunedì mattina c’era di nuovo la supplente, quindi abbiamo passato una mattina solo a correggere gli esercizi, della favola participiale non sapeva nulla. Ero pure l’unica che non l’aveva scritta (non sono più la secchiona della classe, è evidente).
Ma la sera di lunedì, mentre cucinavo mi è venuta in mente la mia fiaba, perché pensavo al post con la ricetta che avrei scritto, così mentre la cena cuoceva ho buttato giù una bozza di ricetta del risotto che era contemporaneamente una bozza di compito di tedesco.
La vera ricetta, quella che ho cercato di seguire, la trovate sul blog di Alessandra, qui vi indico vagamente gli ingredienti e poi partiamo col procedimento boccaccesco (non in senso malizioso, però).

Ingredienti (noch unten für das deutsche Rezept)
125 g di riso qualsiasi, cioè un riso a chicco lungo e appuntito in buste.. da infilare nell’acqua, mi pare di capire dalla confezione


3 o 4 mestoli di funghi che erano secchi, che sono stati usati in una zuppa insapore, e che io ho prelevato dal pentolone: funghi raccolti nel bosco, e seccati in casa, proprio come consigliava Alessandra



1/2 cipolla rossa
1 pastiglia di brodo di pollo che non so come si chiami in italiano, come il riso l’ho trovata in dispensa, ma avevo visto la pubblicità anche in Italia


Una noce di burro


Ein Rezept.
Die vor einigen Wochen im Wald gesammelten, bei einer Freundin von mir zu Hause ausgetrockneten, die ganze Zeit hierher bei mir in einer auf dem Kühlschrank stehender Glasdose vergessenen, endlich gestern wiedergefundenen und zu einer von meiner Mitbewohnerin vorbereiteten geschmacklosen Suppe verwendeten, aus dem Topf von mir heute geretteten, von Zwiebeln und Pfefferkörner sorgfältig getrennten, in einer Pfanne mit Öl und frisch gewürfelten Zwiebeln kurz angebratenen, mit Reis 2 Minuten gerösteten, mit nach und nach zu hinzufügender Hühnerbuillon 20 Minuten bei mittlerer Hitze gekochten, zuletzt mit einem nussgroßen Stück Butter verrührten, nach Geschmack gesalzenen, mit frisch, klein zerstückelter Petersilie garnierten Pilzen schmecken lecker.
Italienischer Pilzrisotto und andere auf Not erfundene und auf Deutsch übertragene Rezepte aus Italien.



Una ricetta.
I funghi, raccolti qualche settimana fa, fatti seccare a casa di una mia amica, fino ad ora dimenticati in un barattolo di vetro sopra il frigorifero a casa mia, ieri finalmente ritrovati e usati dalla mia coinquilina per preparare una zuppa insapore, oggi da me salvati dalla pentola, separati accuratamente dalle cipolle e dai grani di pepe, rosolati in una padella con olio e cipolla appena tagliata, tostati due minuti con il riso e cotti a fuoco medio per circa venti minuti con brodo di pollo aggiunto a poco a poco, in ultimo mantecati con una noce di burro, salati a piacere, e decorati con prezzemolo fresco sminuzzato, sono saporiti.


Risotto ai funghi e altre ricette dall’Italia inventate all’occorrenza e trascritte in tedesco.
La costruzione in tedesco tradotta letteralmente è: “altre, inventate all’occorrenza e trascritte in tedesco, ricette dall’Italia”.

Nella prima foto del post c'è il mio piatto, questo è quello della Domj.. indomabile, ha "rovinato" il mio risotto...
Il risultato, quello nel mio piatto, è stato davvero ottimo e appetitoso, ve vojo di'.

21 commenti:

  1. Ma qui è un capolvoro di gusto e mescolanza: lingue, cucina, storia, letteratura, vita ... risotto cucinato da diverse cuoche... è vero, via i pregiudizi in cucina. Anzi, via i pregiudizi.

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    1. Ho o non ho un blog enciclopedico? Mancava la musica che mi ha accompagnato, ma ora l'ho aggiunta :)
      Via i pregiudizi dal naso: respiriamo aria pura e libera!

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  2. Concordo con l'Alligatore...VIA I PREGIUDIZI !
    p.s. quel risotto ha un bellissimo aspetto ;)..anche le scaloppine..ma con la storia di tutto quel limone, me le hai fatte andare di traverso :D
    Buona giornata !

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    1. Il risotto era buono, le scaloppine immangiabili, ho finto di apprezzare e dato la colpa al solo limone. Ma oltre ai cubetti di buccia di limone c'era anche quella farina cruda, e la suola bruciacchiata al posto della carne :(

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  3. Davvero, che belle queste avventure tra letteratura, lingue e cucina!

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    1. Mi sento molto intellettuale, infatti :) E il compito è andato benissimo!

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  4. Mmmm che risotto squisito cara Elle, sei davvero una cuoca sopraffina!
    Mi hai illuminato su "Wurst" e wurstel, sai? Sì, ho studiato tedesco, ma ahimè, ho praticamente dimenticato tutto, peccato :-(
    Ahiahiahi non hai scritto la favoletta, che mi combini?
    Ma soprattutto, come va lì? Spero bene... un abbraccio

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    1. La favol.. ehm, la ricettina l'ho presentata oggi, volontariamente (oggi abbiamo fatto altro). Ed evidentemente mi son messa così d'impegno che ho fatto solo due errori (ora in rosso nel testo) e l'insegnante, che me l'ha corretto di sfuggita alla fine della lezione, mi ha detto di portarla domani così la fotocopia per tutti :D ecchecavolo, la secchiona sono io!!
      Qui tutto bene, pure poco freddo, ma progetto di..

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  5. Ottima faccia il risotto :-)

    Quanto allo spiegare agli stranieri la cucina italiana, be'... la mia amica J, francese ma di origine italiana, mi confessò candidamente che nell'acqua della pasta metteva l'olio, per non far incollare gli spaghetti tra loro, ma in compenso non metteva sale perché lo aggiungeva dopo...

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    1. Nonostante mancassero metà degli ingredienti e i funghi fossero riciclati, anche buono ;) posso solo migliorare!
      Sì, anche Domj ha il vizio di aggiungere il sale dopo senza scomporsi!
      Grazie per la ricetta "semplice".

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  6. Che piacere rivedere la cucina nel tuo blog!...Riso?? Non credo ci sia bisogno di ribadire quanto mi piace!! Se sei capitata nel mio blog ultimamente sai a cosa mi riferisco ;)
    Il risotto ai funghi mi piace moltissimo, mia nonna l'ha sempre cucinato; mi hai fatto venire voglia di rifarlo..dalle foto è davvero invitante!
    Mi piace l'idea delle traduzioni in tedesco...è una lingua che da sempre mi affascina, ma è difficile impararla senza dedicaci molto tempo! Avevo iniziato con le primissime parole tipo "buongiorno", "buonanotte", "lei è una ragazza alta", "benvenuto" e via dicendo...tramite un sito internet, ma è da un po' che non riprendo questa specie di mini-studio della lingua..

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    1. Ciao Pocahontas, hai visto che piano piano mi riprendo le mie abitudini? E le amplio pure, ho lasciato da parte i dolci per preparare anche altro. Purtroppo il tedesco mi prende tempo (hai ragione) quindi ho qualche ricetta in sospeso, ma questo è l'unico risotto, che invece non cucino spesso anche se anche a me piace molto! (sì ho visto quante varianti ne prepari, arriverò un giorno anche io a quello alle fragole??)
      Dai, riprendi il tedesco, così puoi leggere le mie ricette in originale!

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  7. Brava Elle!!! Pero' potevi aggiungerci un po' di curry ;)

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    1. Grazie Vaty! Per il curry verrò a scopiazzare qualche ricetta da te (prima o poi) ;)

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  8. Ma guarda che sembra incredibile che i wurstel (o almeno la parola) in Germania non esistono/esiste.

    Non ci si crede.

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    1. Davvero, e pensa che Angela in realtà si chiama Anghela!!

      Uno non la riconosce.

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    2. Ma dai, Anghela Merdel. Come cambia la pronuncia.

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    3. Cambia anche il significato del paese dei balocchi se raccontato dalla mia insegnante di tedesco che non è esattamente quel che si dice campanilista ;)

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  9. ciao cara come va? mi chiedevo ma torni in Italia per Natale? Io andro a Torino da mio figlio. Buono questo risotto ai funghi bella la foto brava!
    Mi piace quando posti ricette, sei brava anche in questo poi interessante la traduzione in tedesco ciao cara un abbraccio

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    1. Ciao Alba, no per natale non torno, ma lavoro ;) meglio così! Sono contenta che vai da tuo figlio, preparerai qualcosa di buono o sarai ospite assoluta? A presto :)

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Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

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