domenica 23 dicembre 2012

La semplicità può bastare.


Nevica di nuovo, un pochino, e in realtà ha anche piovuto, un pochino, ma non mi pare ci sia tanto freddo, solo la neve sui marciapiedi è ghiacciata, mentre rientravo a casa sono caduta, per un attimo ho sentito dolore al braccio e al polso, ma nell’insieme sono soddisfatta: sono riuscita a riprendere subito il filo dei miei pensieri annoiati, mentre di solito un cambiamento della situazione esterna così brusco mi blocca il flusso di memoria e non so più a cosa stavo pensando, né mi torna più in mente dopo. Vuol dire che non era importante, direbbe mia madre, ma certo che non lo era, erano solo pensieri così, annoiati.
Oggi al lavoro mi sono annoiata, non riuscivo però a proseguire il mio libro sulla chimica a Berlino, è leggermente noioso, comincio ad avere pile di libri noiosi lasciati a metà. Poi sul più bello ho preso in mano una guida di Berlino, e ho iniziato a leggere del quartiere Kreuzberg, poi ho guardato il nome della guida, poi son tornata a leggere, era davvero interessante, raccontava un po’ di storia del quartiere, con vaghe dritte su locali e negozi, ma non vere e proprie informazioni, era davvero più una guida della storia del quartiere. Naturalmente parla di tutta la città, ma a quel punto, siccome mancavano dieci minuti alla chiusura, sono entrate sei persone, e ho dovuto lasciare lì il libro, il cui titolo era qualcosa tipo “guida completa della città”. Spero di riuscire a dargli un altro sguardo mercoledì, quando tornerò al lavoro. Oggi il Grande Capo, vista la moria, ci ha permesso di chiudere alle sei anziché alle otto. Ma alle sei meno dieci è entrata una cliente che voleva cambiare due tazze comprate sei mesi fa, e anche se aveva lo scontrino, la mia collega le ha detto che non poteva restituirle i soldi, perché finanziariamente non aveva modo di giustificare un’uscita di cassa, lo storno va usato con parsimonia eccetera; in realtà credo che soprattutto personalmente non avrebbe potuto giustificare un’uscita di cassa, sarebbe sembrato come se lei si fosse inventata uno storno per prendersi dieci euro. Comunque la cliente si è lasciata convincere a scegliere qualcos’altro per lo stesso importo, lentissima si è avviata tra i tavoli e gli scaffali. È stato allora che è tornato il Grande Capo, la collega le ha spiegato la situazione, lui le ha detto che non aveva sbagliato, ma che in questi casi, pur di essere gentili coi clienti, si può fare uno strappo alla regola, soprattutto se è chiaro che la cliente non è lì per imbrogliare (ce ne sono che tornano senza scontrino, e dall’etichetta del prezzo noi capiamo che non hanno comprato da noi), ma davvero vorrebbe solo restituire un oggetto difettoso; in questi casi, le ha detto, possiamo decidere noi, senza tirare in ballo finanza e grandi capi. Poi, si vedeva che voleva che chiudessimo in tempo, erano ormai le sei e dieci, il negozio era già chiuso, e quella ancora vagava fra i tavoli e gli scaffali, e la mia collega ripeteva che lei non voleva prendere i soldi dalla cassa così, contro uno scontrino vecchio di sei mesi e per di più stampato dal vecchio registratore di cassa, allora ha tirato fuori il portafogli, ha guardato se aveva dieci euro, e si è diretto verso la cliente in fondo al negozio. La mia collega si è girata verso di me, io mi sono girata verso di lei e ho iniziato a ridere, moltissimo: immaginavo la scena, il Grande Capo che paga una cliente affinché se ne vada, ok economicamente le stava restituendo i soldi delle due tazze, ma a quell’ora sembrava “ti do dieci euro se te ne vai subito”. Ridevo anche perché mi sembrava impossibile, lui di solito coi clienti ci parla e parla, è portatissimo per le pubbliche relazioni, e vorrebbe che anche noi parlassimo del negozio come se fosse il nostro, come se ci tenessimo a coccolare i clienti come fa lui (ma se un cliente sgarra, lo cazzia di brutto, ad esempio quelli che telefonano dentro il museo se li mangia vivi), ma naturalmente a noi non viene spontaneo. E ad un tratto ho sentito la donna chiacchierare e anche scusarsi, e lui che raccontava raccontava e, finalmente, ho visto la scena nota che mi sarei aspettata da lui: si è diretto verso il tavolo coi suoi libri e dvd, ha preso il dvd che costa quindici euro, ed io ho pensato che non le avrebbe fatto pagare la differenza, invece no, stavolta ha fatto di più, pur di farla andare via con tante scuse ma un “buon ricordo di noi” come ha detto, infatti la donna aveva in mano anche due tazze in sostituzione delle due difettose, quindi il dvd gliel’ha regalato.

Ho una collega che chiacchiera e non dice molto, alla cassa si incasina quando ha la fila, preferisce chiacchierare coi clienti, non ha ancora imparato i prezzi ma poco male, è quella che andrà via a gennaio, cerca spunto e occasione di attaccare bottone con me, ma non è facile. È tedesca ma i suoi argomenti non fanno molta presa su di me, va dal pettegolezzo all’assurdità. Ieri è andata in brodo di giuggiole perché una sua amica è passata in negozio col suo bimbo appena nato (forse nemmeno un mese fa) e lei non ha fatto altro che ripetercelo; si era rotto il pos, il nostro aiutante di babbo natale quando si tratta di permettere il pagamento a cani e porci, e per di più sotto natale, tutti erano nel panico tranne me e lei: a me non sembrava così grave, ho notato che tutti hanno sempre qualche spicciolo in tasca, lei invece strillava perché finalmente aveva visto il cucciolino dolcissimo tenerooosoo della sua amica.  Oggi invece mi ha detto, di punto in bianco:
- Trovo assurdo che i tedeschi si spaventino perché la Germania darà soldi alla Grecia, togliendoli a sé stessa. Ma non è così! La Germania farà credito alla Grecia, sono soldi che torneranno e con gli interessi. – il tono era scandalizzato dalla stupidità dei tedeschi che credono che diventeranno poveri per colpa della Grecia, e anche perché la Germania si vanta di aiutare, ma non regala nulla: presta. Io ho pensato che sto conoscendo un sacco di tedeschi che sputtanano la Germania e le sue manovre apparentemente disinteressate. Poi mi ha nominato l’Italia, e io non sapevo cosa rispondere, le ho detto più volte “ah sì?” e anche “non lo so”, poi ha cercato su internet per trovare conferma della notizia sentita ieri sera, poi mi ha detto un’altra cosa, e a quel punto ho continuato coi miei “come?” perché non capivo le sue parole, poi ho lasciato stare e le ho detto:
- Non sono molto informata. –
- Ma come! Tu sei italiana, ieri ho pensato subito “domani lo chiedo meglio a Elle” e tu non lo sai.–
- Io sono in Germania. – ho detto ridacchiando e girandomi verso la porta d’ingresso come se fosse entrato qualcuno. Lei ha sbuffato ed è andata dal collega del museo, che parla poco ma forse più di me. E soprattutto è greco.

Nella noia di oggi sono riuscita a fare anche un pensiero triste, ed è facile, basta aver pensato già a tutte le cose felici, sistematicamente, finché finiscono e rimangono da pensare solo le cose tristi.
Ho pensato che però mi sarebbe piaciuto passare questi giorni in compagnia, domani e dopo intendo, perché non lavoro (l’Inglese questo non me lo doveva fare) e ho immaginato una scena carinissima.
Io ho in mente delle persone precise con le quali avrei passato volentieri due serate a casa mia, e ho immaginato che saremmo state lì a cucinare qualcosa di buono, ascoltare musica, ridere e raccontarci. Avremmo fatto le solite foto con l’autoscatto, una torta o i biscotti, la notte avrebbero dormito qui con me e ci saremmo svegliate tutte assieme nel lettone, avremmo poltrito a letto, soprattutto io e la mia amica, mentre sua figlia, più frizzante sin da piccola, si sarebbe alzata prima e avrebbe detto “rimanete lì, vi preparo io la colazione” e avrebbe apparecchiato per le feste, accuratamente. Avremmo riso e spettegolato e canticchiato e cucinato e mangiato e, forse, fatto anche una bella passeggiata nella neve.
Oggi ho sentito la mancanza della mia amica e di Giulietta, sua figlia, avrei voluto averle qui. Invece sono sola e mi annoierò, anche se ho almeno tre cose importanti da fare che aspettavano solo che avessi un giorno libero per esser fatte. Invece sono sola, ascolterò musica fino ad odiarla, non riuscirò a concentrarmi sul libro, fisserò lo schermo del computer e mi chiederò dove sono tutti, la risposta sarà che son tutti a festeggiare, mi impigrirò perché a stare in casa può succedere, e mercoledì tornerò al lavoro sbuffante ma in qualche modo sollevata.
Oppure no, appena sarà pronta la buonissima cena che mi sto preparando (ancora cinque minuti) mi tornerà il buonumore e la fiducia in me stessa, sola a Berlino. Cioè senza la compagnia che vorrei. Ma fiduciosa.

Ps. Le foto sono di Piacenza, città che non conoscevo e nella quale quest’estate ho incontrato la mia amica e sua figlia, perché quando non possiamo andare una dall’altra, scegliamo una città neutrale per vederci. In questa pizzeria abbiamo mangiato una buonissima pasta alla carbonara, perché a volte si ha solo voglia di semplicità.

16 commenti:

  1. Elle..questi giorni passeranno veloci..vedrai..i miei stanno volando via. Credevo di riuscire a fare chissà che cosa.. invece nulla. Mi capita di aver bisogno di starmene per fatti miei..domani sera sarò a cena a casa dai miei..ma credimi, credimi sulla parola..quanto me ne sarei stata volentieri a casa mia, sul divano, a guardarmi le mie commedie preferite..mangiucchiando pop-corn e un po' di cioccolata. Lo so, lo so che senti il bisogno di qualcuno, è umano, siamo umani..ma tu organizzati. Organizza la serata riempendola di cose..cucina, film, un bel bagno caldo e profumato, una tazza di cioccolata calda..e poi a nanna..Io vorrei solo sentirmi serena dentro..totalmente serena. Lo so che è utopistico, ma ci sono stati momenti nella mia vita in cui mi ci sono sentita..poi capita che senza volerlo ti incasini, e perdi un po' il senso di tutto..come ora sto perdendo il senso di questo mio lunghissimo commento..
    Ciao Elle..e se hai bisogno, ci sono :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Mary, per le tue parole "film" e "divano" sono quelle che mi hanno aiutata di più ad organizzare meglio la mia serata e, chissà, forse le ripeterò per la giornata di oggi. Anche io vorrei sentirmi dentro totalmente serena e so che è possibile perché anche a me è capitato. Credo che semplicemente ieri, all'improvviso, mi sia sentita umana. Dopo tanto entusiasmo del tipo "vanno via tutti, posso cucinare quello che voglio, fare quello che voglio, non fare se non voglio", mi son resa conto di essere rimasta solo io, e per un attimo mi son sentita sola. Ieri sera però, sono riuscita ad entrare davvero in quest'ordine di idee, mi sono resa conto che, benché sola in casa, non faccio esattamente tutto quel che vorrei, perché non è casa mia (con qualche accorgimento, ad esempio, anche questa cucina potrebbe diventare spaziosa); oggi cercherò di sentirmi più libera (e mi devo ricordare però d rimettere tutto a posto, prima che torni la coinquilina, a gennaio) :)
      Buona avventura oggi! Io esco dopo colazione (a letto/divano) :)

      Elimina
  2. Ciao Elle,
    ti auguro un esagerato Natale, anche se non lo sapevo perchè non ne ero informato.
    Baci.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ce l'hai una televisione greca che capta segnali tedeschi sulla situazione italiana? Vedi? Siamo in Europa e non parliamo l'uno con l'altro! Buone feste anche a te Granduca, mi raccomando la neve!!
      Abbracci.

      Elimina
  3. Ti auguro un buon Natale e invito te e i tuoi lettori a partecipare alla scelta dei migliori film del 2012 sul mio blog.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Amos, benvenuto nella Casa dello Spirito. Grazie, ma purtroppo nel 2012 ho visto solo tre film: Manhattan, Ladri di biciclette e Pensavo fosse amore invece era un calesse, non saprei proprio chi votare del 2012!

      Elimina
  4. Passaggio veloce solo per augurarti uno splendido Natale :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Firma, buone feste anche a te :) Dopo pubblico i miei biscotti, se vuoi passare ad assaggiarne uno ;)

      Elimina
  5. Quando avrai di nuovo voglia di semplicità, come ora....passa qui da me che ci cuciniamo qualcosa.
    Un abbraccio di buon natale.
    Sandra

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sandra che bello! Ho appena finito di stendere una sfoglia pseudo-sottile con un mattarello d'emergenza, quindi passo volentieri dalla tua cucina attrezzata :)
      Buone feste!

      Elimina
  6. Grazie del tuo messaggio di auguri, cara. Ti faccio anch'io io un sacco di auguri per un Natale sereno con i tuoi cari. Sono assente e non mi piace, mi mancate tutti voi e l'Italia, sono presa dalla nostalgia. Per fortuna mia madre si riprende piano piano. Grazie di cuore di pensare a me. Un abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Teresa, speriamo di risentirci presto con più tranquillità e calma :)
      Ancora buone feste!

      Elimina
  7. Un passaggio veloce, solo per augurarti Buon Natale, sereno, con le persone che ami. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Arthur, buone feste anche a te :)

      Elimina
  8. Eccomi !! Pensavi che non sarei passata vero? E invece eccomi a farti i miri auguri anche qui cara Elle.
    Buon natale. Sono li, a mangiare con te. Quindi non fare la tirchia, accendile tutte le candeline!!!
    Un abbraccio mia cara.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sto per pubblicare le foto delle candeline, non le ho ancora accese, lo farò per il brindisi, durante il quale penserò ad una ad una alle persone con le quali vorrei brindare, e naturalmente ci sei anche tu cara Vaty :)
      Buone feste e un abbraccio!

      Elimina
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...