venerdì 7 dicembre 2012

Percorso, dalla bufera al sole, non ancora definitivo.

Naturalmente, avere poco tempo per scrivere comporta che alcuni pensieri sfuggano, soprattutto se ci si rifiuta di prendere appunti sull’agenda come una volta, più che altro perché lo zaino pesa già tanto così, ci manca solo che ci metta anche l’agenda.

Poco male per voi, naturalmente, e in fondo anche per me.

Oggi mi sono alleggerita, ma confermo che la mia tendenza alla lacrima è proprio strana, infatti è rimasta. Ci sono poi persone un po’ strane (più di me, o diversamente da me) che riescono a farmi sorridere con le loro assurdità, ad esempio quelle che si scusano per la puzza. È già difficile sopportare una puzza facendo finta di nulla (storcere il naso viene così spontaneo), perché dobbiamo anche provare l’imbarazzo di vederla ammessa pubblicamente? Perché mi devo sentire costretta a rispondere a queste scuse? E soprattutto: cosa dovrei rispondere? Non importa, non fa niente (fa solo schifo in maniera disumana)? Insomma, è imbarazzante dovermi trovare a mentire con un “non preoccuparti”.

Nevica da qualche giorno, e la mattina faccio le foto. Al lavoro e al corso ci sono e non ci sono, e non vedo l’ora che, almeno uno dei due, finisca. Accadrà il 15, ma già da ora mi dedico un po’ più ai fatti miei e un po’ meno ai compiti di tedesco. Ad esempio leggo il mio romanzo anche a casa, soprattutto da quando ho constatato che a casa, di lui, nemmeno mi ricordo, mentre controllo sempre attentamente che sia nello zaino quando esco di casa per andare al lavoro, perché leggo sulla metro. Tranne quando sono triste e sconsolata. Come mercoledì scorso, ad esempio.
Mi sento più leggera e libera in un certo senso, più pesante e pensierosa da un altro. Ricevo ogni giorno una o due lettere della banca: ho aperto il conto corrente, a costo zero ho tanti vantaggi, compreso quello di venire facilmente identificata come cliente affidabile nonostante sia straniera e il sistema centrale tedesco di me non avesse sentito parlare sino ad oggi. Il conto è online, quindi sono dovuta andare all’ufficio postale che, legalmente, si occupa di identificare (tramite carta d’identità e conferma di registrazione all’anagrafe di quartiere) la mia identità legale, come mi hanno precisato nelle prime due lettere. Io mi sono scocciata ma a quel punto ho ricevuto la terza lettera, una ricevuta per presentarmi all’ufficio postale a ritirare il mio plico, ovvero il malloppo di documenti della banca, che mi sono stati consegnati dopo che l’impiegata postale ha visionato, fotocopiato, trascritto i dati sulla mia carta d’identità e sul mio certificato di conferma iscrizione del domicilio.



Da allora sono iniziate le lettere a raffica, alcuni giorni anche due o tre, altri solo una: nel plico ho anche una lista da spuntare che comprende tutti i documenti che riceverò, si chiama check-list anche in tedesco, e ho spuntato già tutte le voci, sono a buon punto: devo solo farmi accreditare lo stipendio sul conto. Ho ricevuto il bancomat e poi la carta di credito, le istruzioni per il bancomat e poi quelle per la carta di credito, il pin del bancomat e poi quello della carta di credito, le informazioni per accedere all’internet-banking e poi quelle per accedere al telephone-banking (evviva l’inglese), la password per l’internet-banking e poi quella per il telephone-banking. Ma prima di tutto mi hanno mandato il benvenuto in banca. Appena individuo l’IBAN del conto principale (me ne hanno aperto anche uno extra come deposito in cui far maturare interessi) lo spedisco alla mia collega spaccapalle, così non brontola più perché mi deve dare i soldi in mano.
A gennaio dovrò cancellarmi dall’anagrafe, cancellarmi all’ufficio fiscale, cancellarmi dalla cassa malattia (che a sua volta mi manda lettere informative su lettere, compresa la tessera per la donazione degli organi, metti che mi succeda qualcosa, vorranno sapere cosa ne penso), chiudere il conto. E dare le dimissioni naturalmente. Invece per il corso avevo pensato di fare una o due lezioni individuali, a circa trenta euro per mezz’ora, giusto per individuare i miei punti deboli e rafforzarli, ma forse deciderò che mi costano troppo, che mi conviene fare due settimane in più di corso, o nessuna, e che comunque non avrò risparmiato abbastanza da oggi a fine gennaio per poter andar via da qui col cuore leggero.

Lo stipendio di novembre è sotto chiave, non maturano interessi se lo tengo sotto il materasso, lo so, ma l’importante è non spenderli, in fondo la vita che faccio mi permette di avere ancora parte dello stipendio di ottobre intatta. Sono abitudini che si rafforzano quando, come me, si vive a lungo come disoccupata o in alternativa come sottopagata: nei periodi di vacca grassa semplicemente si mette da parte l’impossibile, in modo da non dover dipendere da nessuno nei periodi di vacca magra.








Situazione delicata, ne conveniamo tutti, non sto neanche a chiederlo. Mi ero data tempo fino al 30 novembre per pensarci.
Ero venuta a Berlino per un mese di corso, quando l’ho pensato ero decisa a tornare a CasaMia, a riprendere quella vita.
Mi si è presentata l’occasione di andar via da casa per una sorta di vacanza già ad agosto, l’ho colta al volo e son partita, risultato? Il profumo di libertà mi si è presentato alle narici lentamente ma inesorabilmente, con che coraggio tornare a casa?
E poi quella mail del Grande Capo che, non si sa se per caso o in seguito a pettegolezzi, mi ha chiesto se intendevo lavorare da loro, con una frase semplice e diretta: “lavori con noi?”
Ma io avevo pensato di restare solo un mese a Berlino, per un corso di tedesco. To’ fai due, se lavoro me lo posso anche permettere, un altro mese di corso.



Ed ecco la burocrazia al varco: contratto, anagrafe, fisco, conto, biglietto aereo per recuperare abbigliamento invernale, dubbi, cassa malattia, conto, primo stipendio, bonifico?, no, senza conto non si può, dubbi, viaggio in Italia a recuperare abbigliamento invernale, nostalgia di ritorno, o da ritorno, o da ritorno al futuro, o senza ritorno, o perché mi sento senza ritorno, conto tedesco, orari di lavoro fino a gennaio, ferie da recuperare, vacanze in cui lavorare, cambio di corso, compiti e compiti e compiti, odio tutti, persone e cose.
Io avevo pensato di restare solo un mese per un corso di tedesco, poi due ma solo per fare meglio il corso, poi fino a natale ma solo per guadagnare di più, poi fino a gennaio ma solo perché sono già in turno, poi fino a marzo ma solo perché in fondo in Italia un lavoro non ce l’ho, e lasciare questo, che in fondo non è male, è sopportabile, non è difficile, lo conosco, conosco l’ambiente (appunto), conosco le persone, so come sopportare i clienti (davvero?), ed è l’unico lavoro che ho, e qui c’è l’unica casa che ho, dormo su un divano sul quale adesso siedono stravaccati gli ospiti del compleanno, col culo dove io metterò la faccia stanotte, e ho solo due valigie con una scatolina con ago e filo per non sentirmi sola senza me stessa, e mi sono comprata le pantofole (le babbucce attirano capelli, polvere e sporcizia varia che è uno schifo), la sciarpa calda, altri calzettoni, la colla vinilica che si chiama Bastelkleber, una specie di grattugia, le spezie per i Lebkuchen, faccio merenda ogni giorno alle undici alla Bäckerei, leggo un romanzo in tedesco e ho preso altri quattro libri nel negozio in cui lavoro, che è un misto di Souvenirladen, museo e libreria, e dovrò spedire tutto per posta perché ho solo due valigie e allo stesso tempo non so a quale indirizzo dovrei spedire le mie cose, e non so cosa mai potrei fare se restassi, che razza di futur.. che..
Che ne so!


24 commenti:

  1. Sai che non sembra poi male questa prospettiva?

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    1. Quale?
      1) quella di restare
      2) quella di andarmene dopo il 31 gennaio
      3) quella delle foto

      Mi rendo conto che non ho scritto la soluzione. Vabbe' che non era un indovinello. Semmai un pensiero confuso, che era confuso prima del 30 novembre, poi ho preso la mia decisione, e ora è di nuovo confuso (e siamo al 7 dicembre, faccio in fretta a confondermi). Comunque ho deciso. Se non sbaglio..

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    2. Beh, ora messa così, si insomma, mica è facile. La 1, la 2 o la 3eeee.

      Scelgo la busta numero....... ....... ........ 1.

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    3. :(
      Se apro un sondaggio, non seguirò il risultato, lo so già.
      Se faccio un'estrazione, mi ci vedo già ad imbrogliare.
      Se valuto pro e contro, scommetto che la scelta verrà fatta dal mio umore.
      Se scelgo io, me ne pentirò, se non sceglierò, pure!
      Hai ragione: mica è facileeee....
      ...la numero 3?

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    4. Beh, quella della numero 3 è fantastica. Se non devi metterci i piedi dentro con le scarpe bucate la neve rende sempre le cose meravigliose.

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  2. Allora rimani ancora sicuramente fino a marzo? Bene, dai!
    Bella Berlino con la neve, ma scusa, non ho capito: c'è gente che viene lì e ti dice "scusa se puzzo?"

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    1. No, la frase è: "scusa se c'è puzza", ad esempio all'uscita dal bagno mentre io aspetto di entrare..
      Ecco, vedi la confusione di cui sopra? Ho deciso fino al 31 gennaio (eh, ma non lo sa ancora nessuno di quelli che dovrebbero saperlo)..

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  3. Mi sembra che tu stia raccontando una storia eruopea, anzi, quello che stanno passando i giovani dell'Europa: crisi, incerte prospettive, scazzi, un futuro da costruire. Cronache perfette e puntuali, e, non a caso, da Berlino, il centro politico di questa Europa morente.
    p.s. Belle le tue foto, quelle in palude non potrebbero avvicinarsi minimamente. La neve a Berlino fa parte del paesaggio, qui sporca le strade.

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    1. Ed è proprio quest'immagine non solo italiana, ma europea, a farmi tentennare. In Italia avrei forse lavori precari, col vantaggio (che al momento capisco solo io) di essere in Italia e di non dover parlare tedesco per sempre (cosa che non faccio nemmeno a Berlino). Berlino ha il più alto tasso di disoccupazione di tutta la Germania, è un luogo per artisti, per disadattati, per gente di passaggio che però si trattiene (non faccio nomi), di persone dall'animo intraprendente e fantasioso. Semplicemente non era nei miei piani ;)
      Uff.. come si fa a lasciare un lavoro di questi tempi???? Non sono più così incosciente :(
      ps. e non le ho ancora pubblicate tutte, le foto del 6 dicembre!

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  4. Sinceramente ?? vuoi che ti esprima una mia opinione sincera, sincera sincera ??? Elle, non tornare..qui non c'è niente..non c'è più niente per nessuno..capisco che non sia facile vivere in un'altra nazione, lontana da casa, dagli affetti..ma sono certa che quella potrebbe diventare la tua casa..lì potresti trovare nuovi affetti..e se la tua situazione lavorativa si stabilizza..potresti crescere, far carriera e pensare anche ad una sistemazione che rispecchi maggiormente le tue esigenze ( tipo una cucina attrezzata che ti consenta di preparare pane e torte di mele). In Italia non c'è via d'uscita..chi sta male è destinato a stare ancora più male..li hai un lavoro..qui cosa faresti ?? Poi,ovvio..se senti di non starci bene..se senti che non ti appartiene..bé, allora torna...e magari valuta di mettere in piedi una piccola attività tua..sfruttando quelle che sono le tue abilità..
    Le foto sono belle, e mi hanno fatto veni voglia di neve..io oggi ho preparato l'albero e il pane fatto in casa..i panini al latte che piacciono a te, solo che ci ho messo lo speck e il pepe nero..
    Elle, ti lascio un bacino..e ti auguro una buona giornata..io oggi mi sento serena, in pace..anche se malinconica..ma è quella malinconia buona..quella dei bei pensieri..e comunque le lacrime ci sono sempre..vengono giù da sole..e a volte mi sento anche un po' stupida..ma va bene così..
    Ciao tesoro :)

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    1. No, non è che non mi senta di starci bene.. la mancanza d'entusiasmo fino ad ora era dovuta al fatto di non aver previsto (voluto) una permanenza più lunga, era fuori dal mio controllo (non miriamo mica all'improvvisazione totale, no?)
      Non lo so, mi sembra stupido andar via proprio ora, per andare incontro ad una situazione precaria, io volevo metter radici: sono andata via da quella casa col pensiero di metter radici da qualche parte, di fare un trasloco serio.. non voglio rinunciare a quell'angolo di vita che mi sono costruita nell'ultimo anno..
      Tutte incombenze, quelle collegate al trasloco, che alla luce delle incombenze burocratiche che ho appena completato, sarebbero solo la seconda metà (mm, forse i due terzi) e.. e dopo avrei una vita tutta mia.. no?
      Vabbe', parliamo di te: sono felice che tu stia meglio, la serenità è importante, fondamentale, e la malinconia buona, beh, quella deve tornare :) Buona notte piccola Mary :)

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    2. Esatto..li hai delle certezze..e sei vicina all'obiettivo di una vita tutta tua...e una volta che hai una vita tutta tua, puoi condurla dove meglio credi, nel senso che puoi fare delle scelte vere, e non dettate dalla necessità.. :)
      Buona domenica Elle :) Qui fa freddo e c'è un ventaccio..e non so per quale misterioso motivo mi sia andata la caldaia in blocco...che palle !!

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    3. Respiro profondo... ok :)
      Mary freddo o no, qui c'è neve! Ogni mattina mi sveglio e il panorama dalla mia finestra è un po' più bianco del giorno prima (la strada, non il palazzo). Ho fatto un'altra foto ;)
      Buona domenica (dai, che se resto a Berlino è la volta buona che vieni a vederla)!

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    4. Certo che vengo Elle..te lo prometto :)
      Bacio grande !

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  5. prima di andare a dormire con i tuoi sogni selvaggi, ascoltati Beside You e Sweet Thing di Van Morrison.resta in viaggio fin che puoi.

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    1. Ciao Federico, benvenuto nella Casa dello Spirito. Io sono sempre in bilico tra il bisogno di "casa" e il bisogno di "viaggiare", ma in fondo hai ragione: non mi posso fermare.
      E grazie anche per il consiglio musicale, mi accompagnerà in questo tratto di strada :)

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    2. Ora ho aggiunto Sweet Thing anche nel post ;)

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    3. lo sentivo che l'avresti apprezzata.

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  6. ... "Che ne so!" mi piace! Beh sembra che tutto sommato la prospettiva di tornare qui non ti sconfinferi molto, o sbaglio? Prenditi questo periodo di festività per pensarci bene, noi saremo qui accanto a te.
    Wowww quanta neve!! Io non so se riuscirei a sopportare tutto quel freddo, già quando a Roma fa -1° mi sento male ;-)
    Ma tu ti sei attrezzata bene con i tuoi acquisti invernali, brava!
    E queste lacrime invece, cosa hanno deciso di fare? Mannaggia
    Ti abbraccio forte

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    1. Insomma, ero convintissima, nonché dispostissima ad accontentarmi di un lavoro qualunque pur di tornare in Italia, ma appena ho preso la decisione e ho visto con più concretezza ciò che avrei fatto (tornare e mettermi di buona lena a spedire curriculum a cani e porci, il primo che mi risponde mi avrà).. come se in Italia potessi avere il lavoro dei sogni.. come se io avessi un "lavoro dei sogni".. basta che mi paghino puntualmente e che non mi rompano le scatole, dico sempre.. e questa è una cosa che ho anche qui, ce l'ho già e non la devo cercare.
      E più passano i giorni più mi affeziono all'idea di tenermi il lavoro che ho :(
      o forse dovrei dire :) (in fondo non è una brutta notizia)
      Le lacrime sono agli sgoccioli!!
      Un abbraccio anche a te

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  7. Veramente belle le tue foto forse ti suggerisco cose folli ma cercare di mettere su una mostra di foto? non so se a Berlino sia facile se vi sono dei locali idonei, bar, biblotecche, chiese, ecc per iniziare, cosi come per la scrittura le tue foto inglobano chi le guarda regalando quegli attimi, pensaci ELLE nella vita bisogna osare. Fammi sapere.

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  8. più le guardo e più mi sembrano belle un bacio e stai su con il morale!

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    1. Grazie Alba, proprio alle foto in mostra non ho mai pensato, anche se fossi davvero così brava (e non lo credo), non mi piace molto stare al centro dell'attenzione, e con una mostra sarebbero le foto in primo piano, ma anche io impegnata per loro..

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