lunedì 3 dicembre 2012

Soddisfazione nel lavoro * Zufriedenheit im Job.


Einige Arbeiten werden genau wegen Freude und echter Leidenschaft ausgewählt, ohne die niemand sonst möchte sie machen. Wer viel verdienen will, der wählt eine andere Arbeit und sorgt, dafür geeignet zu sein; wer Friseur oder Kinderbetreuer sein möchte, lernt ebenfalls viel, weiß aber schon genau, dass die Hälfte des Lohnes die Freude an der Arbeit sein wird.
Den Glücksindex finde ich sinnvoll, weil man je mehr Freude man an der Arbeit hat, desto schneller möchte man zurück zur Arbeit. Wenn man die Arbeit angenehm findet wie zu Hause oder die Kollegen für Freunde hält, wünscht man sich, so bald wie möglich dazu sein bzw. sie wiederzusehen.

Alcuni lavori vengono scelti proprio per piacere e passione, altrimenti nessuno li vorrebbe fare. Chi vuole guadagnare molto, sceglie altri lavori e si preoccupa di essere idoneo. Chi vuole essere parrucchiere o educatore in una scuola, deve studiare altrettanto, ma sa già con certezza che metà del suo guadagno sarà il piacere che gli da questo lavoro.
“L’indice della felicità” mi sembra sensato, perché quanto più piacere si trova nel lavoro, tanto più velocemente si tornerà al lavoro [dopo una vacanza o un giorno di riposo]. Quando si considera il lavoro piacevole come stare a casa, quando si considerano i colleghi amici, ci si augura di tornare al lavoro e di rivedere i colleghi il prima possibile.

Un po' di nebbia a Berlino.
Nebbia il 23 novembre.

In diesem Fall ist die Arbeit keine nur für einen hohen Verdienst geeignet Tätigkeit, sondern sie bietet auch dem Mitarbeiter Freude und Zufriedenheit. Der Unterschied besteht meiner Meinung nach darin, dass man anderen Menschen in diesen glücklichen Berufen hilft, wird man im Gegenteil beim Manager oder Banker oft gegen andere kämpfen oder mehr als die Anderen verdienen, man muss deswegen persönliche Eigenschaften entwickeln, die mit Freude nichts zu tun haben und das beeinflusst die allgemeine Stimmung des beruflichen Menschen, sowohl bei der Arbeit als auch in dem privaten Leben.

In questo caso il lavoro non è un’attività mirata solo ad un lauto guadagno, bensì offre al lavoratore anche piacere e soddisfazione. La differenza, secondo me, sta nel fatto che in questi lavori piacevoli si aiutano altre persone, al contrario i manager o i banchieri lottano contro altre persone o per guadagnare più degli altri, perciò devono sviluppare caratteristiche personali che non hanno nulla a che vedere con il piacere o la gioia e questo influisce sullo stato d’animo generale dell’uomo d’affari, sia al lavoro che nella vita privata.

Un po' di neve a Berlino.
Neve l'1 e il 2 dicembre.

Meine Meinung über die Arbeit hat sich im Laufe der Jahre geändert, trotzdem habe ich nie eine Arbeit behalten, wenn ich damit nicht mehr zufrieden war. Das geht natürlich gegen ein eventuelles Ziel, reich zu werden, ich finde aber am wichtigsten mit meiner Arbeit dank der Stimmung statt des Geldes zufrieden sein.
Die Arbeit ist für mich sehr wichtig, ich habe immer viele Stunden der Arbeit gewidmet, auch umsonst, weil meine Überstunden oft nicht bezahlt worden sind: Die Arbeit ist für mich immer eine Tätigkeit und keine Geldquelle gewesen. Um aktiv zu bleiben, habe ich nach und nach versucht, Hobbys zu treiben, Zeit für mich zu finden, vor allem wenn meine Überstunden nicht bezahlt waren, könnte ich mich weigern, sie zu übernehmen und stattdessen zu Hause auch umsonst nähen, lesen und schreiben. Im letzten Jahr habe ich meinen Kreativen Tätigkeit immer mehr Zeit gewidmet, die mir Freude geben, auch wenn sie nicht bezahlt werden, sondern ich für das Material Geld ausgeben muss.

La mia idea di lavoro è cambiata nel corso degli anni, eppure non ho mai conservato un lavoro, quando non ne ero più soddisfatta. Naturalmente questo va contro un eventuale obiettivo di diventare ricca, però penso che sia più importante essere soddisfatta del mio lavoro grazie allo stato d’animo che mi provoca piuttosto che ai soldi.
Il lavoro per me è molto importante, ho sempre dedicato molte ore al lavoro, anche gratuitamente, perché le ore di straordinario spesso non mi venivano pagate: il lavoro è sempre stato per me un’attività, mai una fonte di guadagno. Per mantenermi occupata, ho provato pian piano a dedicarmi ai mie hobby, a trovare tempo per me, soprattutto se i miei straordinari non venivano pagati, potevo rifiutarmi di farli e invece stare a casa a cucire, leggere o scrivere, altrettanto gratuitamente. Negli ultimi anni ho dedicato sempre più tempo alle mie attività creative, che mi danno piacere anche se non vengono pagate, anzi devo pagare io per i materiali.

Un po' di neve a Berlino.
Poca però.

Ich weiß nicht, ob ich einen guten Schutz vor Stress im Beruf habe: Ich halte Distanz von schnellen stressbaren Kollegen, und wenn die Arbeit keine Zufriedenheit mehr schenkt, kündige ich.
Jetzt bin ich mit meiner Arbeit zufrieden; aber als ich 2008 in Berlin war, habe ich als Praktikantin Verkäuferin gearbeitet, und so wenig verdient, dass ich damit kaum leben konnte. Ich hatte aber nette Kollegen, konnte Deutsch sprechen und es verbessern. Nach dem Praktikum hat sich alles verändert: Neue nicht so nette Kollegen waren dabei, meistens waren sie eingebildet und unhöflich; sie haben oft darüber geklagt, dass ich zu naiv zu den Kunden war, ich sollte professioneller sein, während des Praktikums hatte mir aber niemand beigebracht, wie ich hilfreich mit Ernst und Distanz sein könnte. Meine Kolleginnen meinten, dass ich den Kunden sagen sollte: „Entschuldigung, ich bin neu, ich kann nicht antworten, kommen Sie bitte zu meiner Kollegin mit, die sich darum kümmert.“ Das war für mich ein zu langer Satz, und ich habe ihn natürlich nie nachgesagt. Vorher hatte ich immer geantwortet: „Ich weiß es nicht, aber ich finde es heraus“, und sofort im Laden gesucht oder einfach eine der netten Kolleginnen gefragt. Nach dem Praktikum verdiente ich nicht mehr 350 Euro, sondern 800 Euro, konnte mir deshalb viel mehr leisten, trotzdem hatte ich keine Freude mehr an der Arbeit.

Non so se io ho una buona protezione contro lo stress da lavoro: io mantengo le distanze dai colleghi che si agitano facilmente, e quando il lavoro non mi da più soddisfazione, mi licenzio.
Ora sono soddisfatta del mio lavoro, ma quando sono stata a Berlino nel 2008, ho lavorato come apprendista commessa, e guadagnavo così poco, che a malapena potevo vivere. Ma avevo dei colleghi gentili, potevo parlare tedesco e migliorarlo. Dopo l’apprendistato è cambiato tutto: c’erano nuovi colleghi non così gentili, la maggior parte era presuntuosa e scortese; si lamentavano spesso perché ero troppo naif con i clienti, dovevo essere più professionale, però durante l’apprendistato nessuno mi aveva insegnato come poter essere d’aiuto mantenendo serietà e distanza coi clienti. Secondo le mie colleghe io avrei dovuto dire ai clienti: “Scusi, sono nuova, non so rispondere, ma mi segua dalla collega che se ne occupa”. Questa per me era una frase troppo lunga, e io naturalmente non l’ho mai ripetuta. Prima avevo sempre detto: “Non lo so, ma lo scoprirò” e subito cercavo in negozio o semplicemente chiedevo ad una delle colleghe più gentili. Dopo l’apprendistato non guadagnavo più 350 euro, bensì 800, perciò potevo permettermi molte più cose, però non provavo più piacere nel mio lavoro.

***

Questo scritto risale ad un esercizio del vecchio corso che si basava su un articolo di giornale e su un grafico. L’articolo parlava di un “indice della felicità nel lavoro” che mostra come nei lavori più umili o in cui si guadagna meno, ma creativi, il lavoratore torni volentieri al lavoro dopo le ferie o il fine settimana e sia in generale più felice del suo lavoro, rispetto a lavoratori dagli stipendi altissimi, che però non hanno una “protezione contro lo stress da lavoro”. I lavori di cui ho parlato nel mio scritto sono quelli citati nell’articolo e nel grafico. L’esperienza personale di cui parlo è vera.

Un po' di neve a Berlino.

Con questo post, visto che ci sono, partecipo al compleanno del blog di Vaty, che è anche un po' tedesca, ma che non solo per questo sa cosa significa l'espressione "Zufriedenheit im Job".
Ps. per Vaty: io spero di vincere le candeline, ma in fondo mi basta averti conosciuta.


15 commenti:

  1. Che bello Elle... condivido tutto quello che hai scritto! Quando un lavoro non ti da piu' niente sul piano personale e le soddisfazioni sono azzerate, meglio cambiare... certo, c'è chi puo' fare queste scelte e chi no. Ma finchè si ha questo "potere", bisogna approfittarne!
    Un abbraccio che arrivi fino in Germania... che fa troppo freddo per i miei gusti!!!
    Baci Stefy

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco, al momento io no :(

      Che tragedia. Ueeeeeeeeeee Ueeeeeeeeee :(

      Elimina
    2. Stefania hai ragione è un potere che molti ci invidiano, anche se a volte ci prende la mano e finisce per darci una vita senza alcune basi..

      Firma non piangere, arriverà anche il tuo momento, e per festeggiare ci offrirai da bere, io sarò sempre al tuo fianco col bicchiere in mano :)

      Elimina
  2. Questo è un argomento spinoso. Prendi me, che fino ad un anno fa ero felicissima di ciò che facevo. Il mio lavoro mi piaceva, seppur stressante e carico di responsabilità. Certo, dentro di me ho sempre saputo che avrei voluto dedicarmi ad un lavoro più creativo e che avrei voluto frequentare lettere invece di giurisprudenza..ma me lo dicevo così, del tipo : "chissà se avessi seguito le mie ambizioni..oggi che farei"..Bè, da un anno a questa parte..dopo che del tutto inaspettatamente è iniziata la fase "alla scoperta di me stessa", mi sono ritrovata a mettere una intera vita in discussione..lavoro compreso. Ho capito che sono altro e che avrei dovuto fare altro..ora come ora, non ho le palle per mollare tutto e neanche la possibilità economica..lo stipendio mi serve..ma chi lo sa...comunque è come dici tu..se il lavoro ci piace, non lo vivi come un lavoro, ma come una parte comunque piacevole della tua vita. Non senti il peso del dovere. Io, ora, so cosa significa il peso del dovere lavorativo..ma fortunatamente, ho scoperto tante passioni/piaceri che mi consentono di alimentare e nutrire il mio lato più creativo, irrazionale ed emotivo, che poi, ho scoperto essere il mio lato dominante...è proprio vero che non si finisce mai di scoprire chi siamo !
    Buona giornata Ellina :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mary, fai benissimo a seguire le tue passioni, d'altronde ce lo siamo sempre detto. Io purtroppo o per fortuna (metà e metà) non ho mai avuto un vero stipendio che potesse cambiarmi la vita, quindi rinunciare a un lavoro per seguire le mie inclinazioni (o per sfuggire le attività che non mi piacevano) mi è sempre stato più facile.
      E poi così mi sono mossa per trovare quanto di gratuito o poco costoso esiste al mondo ;)

      Elimina
  3. Bellissima l'ultima frase dedicata a Vaty :')
    Uno scritto che fa riflettere il tuo! Io, quando arriva la domenica sera, mi sento male, non scherzo, non dormo e ho mal di stomaco (che tra l'altro mi dura tutta la settimana, ma nel weekend svanisce magicamente) perché il lunedì devo andare al lavoro, un lavoro che non mi piace e dal cui stress non sono affatto protetta.
    Quanto vorrei che le cose fossero più semplici e tutti potessimo fare il lavoro che desideriamo! :-(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La semplicità non sempre è di questo mondo, ma uno Spirito cerca di andare oltre e di prendersela (tipo l'Orlando con il suo senno, o com'era la storia?)
      Io, come segnale urgente che un lavoro non mi soddisfa più, ho una reazione psicosomatica diversa: mi sembra sempre di dover fare la pipì, ma poi una volta in bagno non ne ho, l'unica cosa che succede in bagno è che sono lontana da lavoro e colleghi, che sono rimasti fuori dal bagno chiuso a chiave ;)

      Elimina
  4. carissima,
    leggere in bilingue non è cosa da poco. Dammi tempo. voglio ritagliarmi uno spazio tutto mio per leggere il post in entrambe le lingue.
    Ho preso appuntamento con il tuo blog per stasera, qualora tu non lo sapessi.
    ;-) a dopo

    RispondiElimina
  5. Allora in bocca al lupo perché il tuo indice della felicità nel lavoro continui a crescere!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Crepi, forse è solo per questo che cerco di alimentare le mie passioni, come se fossero un lavoro, in fondo mi pagano in soddisfazione, che per sopportare la povertà è un ottimo aiuto ;)

      Elimina
  6. ciao elle ho studiato in germania e leggere un post in tedesco e in italiano mi fa un gran piacere...ho ricordi bellissimi della baviera e mi manca molto! Concordo pienamente con te e vorrei anch'io trovare un lavoro che mi piace!Mi unisco ai tuoi lettori, spero verrai a trovarmi!
    http://www.dolcementeinventando.com

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Ale, benvenuta nella Casa dello Spirito. Ho sbirciato nel tuo blog, ma quando avrò tempo ci tornerò con più calma. Per ora ti auguro di trovare un lavoro che ti piaccia, magari legato alle tue passioni :)

      Elimina
  7. Carissima,
    hai ragione.. Io ho ben compreso e posso dirti la verità? Io sono tra quelle che non resistono al non andare al lavoro. Il mio studio e' la mia casa. Il mio capo e' uno dei miei piu cari amici. Il mio pc e' il mio confidente e le mie pratiche sono la mia energia. E quando vado in tribunale piu che combattere le cause, mi ritrovo a conversare piacevolmente con colleghi e magistrati.
    Il mio gradi di felicita da 0-10? 12 :-)
    Come te, ho sempre avuto il senso del sacrificio, ho sempre lavorato (anche gratis) e ho sempre dovuto fare la gavetta (pero' facevo presto !) e come te preferisco avere un lavoro che mi rende felice piuttosto che uno che mi renda triste ma ricca (ho fatto la pratica legale gratis per anni !!).
    Ovviamente la parte in tedesco l'ho capito poco: ormai il mio tedesco non va al di la di : was koster sa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Das? Oppure Zwei mal Wienerschnitzel bitte ;-)
      Grazie per aver partecipato.
      In teoria dovrei dirti quel che provo per te , ma so che non ti piacciono le lusinghe e scritte troppi sdolcinate.. Allora ti dico solo che il talento che tu hai (dell'intelligenza, dell'ironia, della conoscenza, del coraggio, della caparbietà di essere come sei, di non seguire la massa e di essere sempre te stessa) spero un giorno mia figlia possa far sua , anche solo in minima parte.
      Sono felice di averti incontrata grazie all'iniziativa di Rossella Urru.. (ricordo tutto:)
      E spero di averti per un the sulle mura di Bg presto..
      Bis bald.
      Vaty

      Elimina
    2. Vatina, tranquilla, se ho capito bene quello che ho scritto in tedesco per il compito, la parte in italiano dovrebbe dire la stessa cosa!
      Poi, vabbe', se vuoi farmi piangere dillo! Siccome sei tu non ti sgrido per la sdolcinatezza, però, eh! cavoli! Grazie Vatina, mi hai fatto un bellissimo complimento perché, come ho spiegato nel post di oggi, insomma.. è bellissimo. E adesso non so se per il tè da te porterò io i biscotti, o se chiederò per piacere a Sofia di prepararmi i suoi speciali frollini con gli animali.
      Bis bald :)

      Elimina

Ciao, benvenuti nella Casa dello Spirito. Scrivete pure qua sopra/sotto il vostro commento o le vostre domande: le pubblicherò io più tardi. Se vi iscrivete ai commenti, vi avverto addirittura via mail.
Non preoccupatevi se non avete un account google: basta inserire l'url del vostro sito, o profilo fb, ig, pulcino, o quello che avete e il vostro nome. Anzi, voglio venirvi incontro: potete addirittura mettere solo il nome, se non avete un indirizzo o non vi va di esporvi così tanto. Comunque non preoccupatevi: sono uno spirito buono.
Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...