venerdì 8 marzo 2013

...della donna?


Ogni anno vengono uccise un centinaio di donne in Italia (faccio io la media a occhio). Non da un barbone, non da un tossico, non da un emigrato clandestino, non da un ladruncolo né da un rapinatore, bensì da qualcuno che conoscono bene. Marito, fratello, padre, fidanzato, migliore amico, figlio non importa: di solito è quella stessa persona che l’8 marzo ha regalato loro una mimosa.

Un amico, esatto. In Italia, esatto.
Le mimose, certo. Gli auguri, sì. Il permesso di uscire con le amiche, perché no.

L’amore, infatti. La passione e il possesso.
Le etichette stupide: delitto passionale.
Si chiama femminicidio! Una persona è stata uccisa, chi se ne frega del perché! U cci sa!
Uccisa.
Morta.
Non c’è più.
Per sua fortuna. Spesso infatti il femminicidio è solo il culmine di anni di violenze private, nascoste, reiterate.
Spesso le donne sono vittime e complici, perché stanno zitte. Hanno paura.
‘Fanculo la paura!

Potrebbe succedere alla mia vicina di casa, potrebbe succedere a me.
Pure a te, sì, pure a te.
E non te ne accorgeresti nemmeno, faresti finta che non è grave, che può capitare.
Può capitare??!!

Sì, perché è un amico (uso questo termine genericamente, per indicare una persona di cui ti fidi, in cui credi, da cui dipendi inconsapevolmente) quello che ti farà del male.
Ma prima urlerà, in privato, per un motivo apparentemente valido, e tu non potrai dargli torto. Certo, reagire così è eccessivo, ma d’altronde è molto stressato in questo periodo, e tu puoi capirlo.
Sei una donna forte, ma materna.
Sei forte, puoi sopportare uno che ti urla addosso come fossi un cane che non ha riportato l’osso in tempo.
Sei materna, puoi capire un periodo di forte pressione che porta a scenate immotivate.

Ma era davvero immotivata? Sicura di non aver sbagliato tu?
Certo, avresti potuto evitare di..
Cazzo smettila, non capisci che NON HA DIRITTO DI URLARTI IN FACCIA??
Né di accusarti, né di spaventarti, né di farti piangere!!!
Sei una per so na, ti deve trattare con ri spe tto!
Ficcatelo in testa!

L’altra mattina sul treno una ragazza ha fatto una telefonata. Odio le persone che telefonano in pubblico, cerco di giustificarle con una telefonata urgente, irrimandabile. Però alle nove del mattino, dai, io volevo leggere!
Chiedeva con noncuranza se andava tutto bene, come era.
Cosa?
Non lo so, non sentivo dall’altra parte del telefono, e anche lei borbottava a bassa voce. Per fortuna, perché io volevo leggere.
Ma a un certo punto ha iniziato a scusarsi, a dire che non voleva romperlo, a spiega.. a tentare di spiegare che.. insomma, ma quando mai l’avrebbe fatto apposta, no?
No?

No. Ha iniziato a piangere, prima in silenzio, si asciugava le lacrime, tirava su col naso, guardava fuori dal finestrino, cercava di riprendersi la voce. Poi ha detto qualcos’altro che non ho sentito, e il mio tedesco non è ancora così buono da permettermi di capire il labiale nel pianto.
Piangeva sempre meno silenziosamente, aveva lo sguardo di chi si sente impotente, di chi non può recuperare al danno fatto.
Io cercavo di immaginare una cosa costosa rotta da lei: un computer, ad esempio. Se venisse rotto il mio computer io impazzirei! Piangerei, forse direi qualcosa di scortese a chi l’ha rotto, forse cercherei subito un tecnico, qualcuno che salvi i miei dati, porca miseria l’hard disc esterno, dicevo sempre di volerlo comprare, ho rimandato finché.. Forse urlerei addirittura, ma io non faccio testo.
Io mi trattengo, sempre, sono tendenzialmente nervosa, ma spesso lo dimentico io stessa, perché mi trattengo, so che si può, so che è faticoso (ci ho impiegato anni per riuscirci), ma si può, davvero. Il segreto sta nel non credere di dover avere i più deboli ai nostri piedi, è importante ricordarsi che anche gli altri sono persone, anche chi sbaglia, anche se lo fa apposta ed è proprio un imbecille.
Io non urlerei nemmeno per il mio computer, ma c’è chi uccide per molto meno.

E uccide i più deboli, naturalmente. Ad esempio una donna.

E allora tu, donna, che subisci questi maltrattamenti, come puoi capire se è lo stress del periodo, scuse comprese, o se il tuo amico è un violento incline al femminicidio, da denunciare il più presto possibile prima che faccia di te una (amatissima) vittima?

La mia ricetta è semplice: osservalo, e se ti rendi conto che fa il prepotente solo con te, o con altre donne che gli danno retta, o con altre persone visibilmente deboli, senza volontà vera di fronte a lui, stai in guardia. Non che essere violento anche con gli uomini faccia di lui un santo, potrebbe essere psicopatico punto e basta, e uccidere per un bisogno interiore che anni di allenamento a essere materna non ti aiuteranno a prevedere o a fermare. Ma una persona violenta è, prima di tutto, a sua volta debole, è inutile che lo giustifichi, ti sta usando come oggetto per colmare i suoi vuoti di forza, è inutile che cerchi di convincerti che non è poi così grave, nemmeno non avere un bel corpo è grave, eppure per lui ti iscriveresti in palestra, andresti dall’estetista, faresti la dieta e l’operazione al seno, dì la verità. E se ti volesse intelligente ti iscriveresti pure all'università per dimostrargli che lo sei, dì la verità!!
Forse una di queste cose l’hai già fatta, forse se non ci fosse lui non la faresti, ma non è male prendersi cura di sé stesse, è male solo farlo su richiesta, seppur implicita, di una persona che ami ma che, in fondo, dì la verità..
..dì a te stessa la verità..
..una persona che in fondo (in fondo) ti fa paura.


Lo Spirito è sparito dalla Casa, ma continua a pensarla allo stesso modo su certe cose.

8 commenti:

  1. Il problema grosso è che anche chi dovrebbe tutelare le donne a livello legale, in seguito a denuncia, non muove un dito finché non è troppo tardi e il danno ormai irreparabile.

    Quante volte abbiamo sentito di violenze culminate in tragedia dove l'aggressore era stato denunciato più volte ma senza nessuna conseguenza.

    A volte cerchiamo di fare i buonisti a tutti i costi, ma per alcune cose le pene dovrebbero essere severe e non aggirabili.

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    1. Hai ragione, non solo le donne devono diventare più consapevoli (e educare i propri figli alla non violenza, perché questi assassini una mamma l'hanno avuta, no?), ma anche la legge si deve muovere verso di loro, e fornire loro gli strumenti legali per difendersi, o per prevenire (prendiamoli in tempo 'sti bambini violenti).

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  2. molti anni fa,una domenica mattina con un mio amico che adesso è morto facevamo un giro in macchina lungo la riviera della mia città.ad un certo punto svoltata una curva su una una golf nera, un tizio stava prendendo a schiaffoni la sua compagna.faccio accostare il mio amico prendo il crick e scendo dall'auto. corro verso la golf il primo fendente che gli arriva gli rompe in mille pezzi il finestrino. il tipo cerca di accendere il motore e scappare, ma io sono più lesto nello spalancare lo sportello dell'auto.sono sicuro che per quel tizio quella domenica mattina è ancora adesso uno dei suoi peggiori incubi.

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    1. Io reagirei così ogni volta che vedo un genitore dare un ceffone a un bambino, o anche solo zittirlo senza una spiegazione: così crescono i repressi, deboli, che imparano che per avere ragione si deve zittire il prossimo indifeso con violenza, o dargli un ceffone nervoso!

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  3. Credo che tu abbia colto l'essenza del problema.Il femminicida è soprattutto un vigliacco, uno che se la prende coi deboli, nello specifico le donne ( ma anche bambini, anziani, persone fisicamente meno prestanti). E sa che, in questo ordinamento giuridico e con questa fogna di berluscones al potere, in Italia è anche più facile farla franca.La donna come un pezzo di carne di proprietà: un pensiero dominante.

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    1. Penso che proprio il suo essere vigliacco, in fondo gli giovi la complicità della sua stessa vittima, e che per condannare questi assassini si debba però andare oltre ai rapporti di parentela, alla casualità dell'incontro, alla passionalità del rapporto. Se davvero tutti venissero puniti (ma prima di tutto denunciati) anche per un solo schiaffo, sin dal primo schiaffo, le cose cambierebbero. Ma le regole devono partire dall'alto, mentre dal basso le vittime (anche le casuali) dovrebbero smettere di raccontarsela.

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  4. Ciao Elle! Ogni tanto torno a farmi viva. Sono immobile con il collarino e questo mi da tempo di tornare a leggervi, riesco a fare poco altro in casa!
    Condivido quello che hai scritto. Bisogna stare sempre all'erta. Mio marito non mi regala fiori ma non mi ha mai sfiorato nemmeno con un dito. Il tipo con cui stavo tanti anni fa, invece, potrebbe rientrare nell'identikit del vigliacco femminicida.
    Mi picchio solo perché era geloso del mio passato e non gli stava bene che prima di lui avessi avuto un fidanzatino.
    Per fortuna l'ho lasciato in tempo, anche se gliene ho concesso troppo (6anni) e ha potuto farmi male non solo fisicamente ma anche interiormente.
    Ora è diverso, in casa mia non si urla e non si usano le mani.
    Baci
    Cri

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    1. Molti hanno questo tipo di gelosia assurda, anche chi non arriva alle mani, e naturalmente la pressione psicologica, il far sentire in colpa o sbagliati, rientra nelle violenze subite. Come detto, non dobbiamo aspettare che si arrivi all'uccisione per fermarli.

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