venerdì 7 giugno 2013

Un amore che richiede dedizione: il pane/2.

Viene infornato due volte, la prima per cuocerlo e la seconda per tostarlo, e grazie a questa particolare procedura trattiene l'umidità e mantiene inalterata la propria fragranza anche per diversi mesi, per questo motivo veniva preparato per i pastori transumanti: vi ricordate che pane è? È il pane carasau, bravi. Oggi viene preparato solo di grano duro, e si può mangiare con la nutella per merenda, ma fino ad un centinaio d’anni fa questo era il pane d’uso giornaliero delle famiglie benestanti, mentre le famiglie più modeste lo alternavano al pane d’orzo, che veniva preparato anche dalle famiglie benestanti ma per i domestici, i pastori e i contadini alle loro dipendenze.
Per la preparazione del pane carasau era necessaria la presenza di almeno tre o quattro donne, perciò si chiedeva aiuto alle vicine di casa, a comari o a parenti e c’era l’usanza di regalare un po’ del pane preparato ad ognuna di loro. Gli uomini di solito non partecipavano a questa attività che era considerata tipicamente femminile ma, se erano liberi da impegni, si offrivano per la prima lavorazione della pasta, che richiedeva una notevole forza fisica.


Il pane carasau quindi poteva essere preparato con due farine diverse  e la differenza principale fra i due procedimenti era nella lievitazione: mentre il lievito per il pane bianco veniva sempre chiesto in prestito, infatti, quello per il pane d'orzo veniva preparato qualche giorno prima con un procedimento particolare che doveva facilitare la successiva lievitazione del pane, molto più difficile e lenta: la maggior parte del lavoro di panificazione consisteva nel tenere sotto controllo la lievitazione dei pani, e anche la cottura era più lenta, a causa della consistenza che la farina d'orzo dava all'impasto.
I preparativi per il pane di grano cominciavano la sera, in modo da iniziare la cottura la mattina seguente. Tradizionalmente si iniziava con la preparazione del lievito, ottenuto da un pezzo di pasta chiesto in prestito a una vicina di casa o a una parente che aveva appena panificato, e che veniva lasciato inacidire. L'origine di questo prestito era considerata sacra: la legenda narra... [continua a leggere]
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