giovedì 31 ottobre 2013

A tenaglia. In testa.

Mi devo lavare i capelli, e come al solito non ne ho voglia. Quanti giorni sono passati dall’ultima volta? Tre, lo so già, dopo tre giorni mi viene mal di testa, è il mio segnale. E poi dovrò asciugarli, che palle.
I capelli lunghi mi piacciono perché li posso raccogliere in vari modi, almeno vista di fronte sembro diversa. Non mi è mai piaciuto guardarmi allo specchio, ma quando passo davanti a una vetrina mi sbircio di sfuggita, vedo solo i capelli (le vetrine hanno questo vantaggio di sfuocare la faccia) e mi piaccio. A volte, quando qualcuno mi fissa, il dubbio che a me i capelli lunghi non stiano bene mi viene, ma dura un attimo, sono strascichi di una passata insicurezza. Per gioco faccio la domanda diretta: “Non sto bene coi capelli lunghi?”, la reazione è un sorriso tirato, a disagio, e io insisto: “Hai notato, vero, che li sto lasciando crescere?” (ora li ho lunghi fino a metà schiena); alcuni mi chiedono, quasi preoccupati: “Vuoi tenerli lunghi, adesso?”, o forse è una presa in giro, in ogni caso io mi innervosisco. Ma potrebbe essere anche stupore, visto che per tanti anni li ho voluti corti e li ho colorati di vari colori, so di sembrare un’altra coi capelli lunghi e castani, ma è stato più di tre anni fa, perché la gente non dimentica, si fissa su un dettaglio passato e mi identifica con quello? Solo perché li tagliavo corti quando ancora tutte le donne li tenevano lunghi? E magari rovinati. Ecco, se c’è una cosa che non mi è mai piaciuta è avere i capelli lunghi e rovinati, i capelli lunghi vanno curati, io avevo poca voglia di fare impacchi, il taglio corto era l’ideale. Naturalmente non era solo comodità, secondo me mi stavano molto bene, forse anche per questo ora li raccolgo spesso; e se li lascio sciolti, lisci, sembro una ragazzina, invece un po’ mossi mi danno un’aria da figlia dei fiori, in entrambi i casi l’effetto spensieratezza è immediato. Molti, quando inizio a parlare dei miei capelli, mi dicono subito che sto bene così, e io mi scoccio, non ho chiesto niente a nessuno, io, era solo per fare conversazione, non mi interessa se sto bene o no, io adesso voglio i capelli lunghi e li lascio lunghi; mi dicono che con il mio viso sto bene comunque, e questa è una cazzata, ho una faccia di merda, a volte per far polemica (mi rendo conto che ultimamente ci prendo gusto) chiedo “cosa vorresti dire, che prima..”, ma senza lasciarmi finire si affrettano a dire “no no”, io a volte ridacchio altre volte me la prendo con questo vizio di merda di giudicare e commentare, alla gente piacciono solo i problemi, se io invece dico che ora sono soddisfatta di avere i capelli lunghi, e per di più sani, e non devo nemmeno fare impacchi, perché mi è bastato smettere di colorarli.. Ma cosa sto a ripetere, la gente è così, vuole sempre avere il controllo sugli altri, con comando vocale e sguardo preoccupato, come se lo dicessero per il mio bene. Ho lasciato pure un ragazzo, perché mi diceva che coi capelli arancioni ero ridicola (“Cambiati quei capelli.”), che il mio viso olivastro l’arancione lo smorzava troppo. Le palle, mi smorzava, con questa storia. Una volta, me la ricordo ancora come fosse ieri, mi fece una tale scenata, in macchina al rientro da una bella serata in discoteca. Fu proprio quella sera, se non sbaglio, che lo lasciai, non ne sono sicura, son passati più di tre anni, però non credo di aver discusso tanto, allora ero più il tipo che ammutoliva e poi piangeva di nascosto, e mi era dispiaciuto, certo, perché se non fosse stato per quella storia dei capelli.. Ma lo sapevano tutti che io ai miei capelli, al mio diritto sui miei capelli, ci tenevo. Quando poi mi venne voglia di farli crescere, li lasciai crescere, e figuriamoci se anche allora non ci fu qualcuno pronto a dir la sua sull’argomento.
Ma non è così semplice far crescere i capelli, arrivano sempre a quella lunghezza bastarda che non è lunga ma nemmeno corta: io scleravo e li rasavo di nuovo. Ci provai per quasi un anno, finché non mi tornò in mente all’improvviso quella famosa serata in discoteca (l’ultima, perché a me la discoteca non piace): la discussione era nata per un taglio particolare che avevo visto lì, un taglio per metà corto, fantastico! Quel ricordo fu quasi uno schiaffo. Per farli crescere decisi di provare esattamente quel taglio: avrei avuto da un lato i capelli cortissimi come piacevano a me, dall’altro avrei fatto lo sforzo di farli crescere, ma uno sforzo dimezzato, che dopo avrei ripetuto sull’altro lato. E ora eccomi qui, con i capelli lunghi e fluenti, senz’altro sani, del mio castano naturale e con qualche filo bianco che dà luce alla chioma. Ma ancora in rotta col mondo impiccione. È tutta invidia, mi dico, o paura, forse, paura che lo faccia davvero: “Ma cosa dici, rasarli!” aveva esclamato mia sorella minore (non una vecchia zia). E anni dopo: “Vuoi tenerli lunghi, quindi.” con tono piatto, quasi di scherno.

Oggi mi sono decisa e l’ho invitata per un caffè. Appena arrivata a casa mia mi ha confessato che quando l’ho chiamata ha temuto mi fosse successo qualcosa (la solita paranoica), ma io l’ho rassicurata: “Tranquilla, la cosa più grave che mi succede è non aver voglia di lavarmi i capelli.” Io ho sorriso, ma lei agitatissima: “Smettila, ma cosa dici!” neanche le avessi detto di essere andata nuda per strada. Mi sono pentita subito di questo mio sforzo di essere socievole. Ci siamo sedute sul divano meccanicamente, lei sembrava insicura, da un po’ il nostro rapporto oscilla, non dico che sia colpa dei capelli, ci mancherebbe, però ci siamo allontanate; si è guardata intorno, poi ha guardato i miei capelli “Ti sei lavata i capelli..” Poteva essere una critica alla mia trascuratezza, ma ho deciso di vederla come un tentativo maldestro di conversare: “No, ma lo faccio dopo. Se per più di tre giorni non li lavo mi viene mal di testa, sai.” Lei si è fata scura in viso: “Parli sempre dei tuoi capelli..” e la sua mi è sembrata stanchezza repressa. Il mio fastidio è arrivato prepotente, niente da fare, non posso confidare nemmeno di non avere voglia di lavare i capelli: “Vuoi parlare d’altro? Tanto è inutile, non vuoi ascoltare, nessuno vuole ascoltare! Siete buoni solo a giudicare, a dire cambia questo cambia quello! Nemmeno i capelli, mi posso tagliare. O lasciarli lunghi!” l’ultima frase l’ho strillata, e mia sorella mi ha guardata spaventata, gli occhi le si sono riempiti di lacrime: “Ma cosa dici..” ha piagnuccolato, “Dico la verità!” ho urlato, incapace di calmarmi, “Continuate a giudicare, nessuno vede altro in me, e naturalmente non va mai bene, siete tutti come quello stronzo..” Mia sorella è diventata bordò, sudava: “Ma quale.. stron..” la voce le si è rotta in gola, io non le ho più dato tempo: “Alessio! Quale stronzo.. quello che ce l’aveva coi miei capelli arancioni! E tu ce l’hai coi miei capelli lunghi, e mamma coi corti e..” Mia sorella è scoppiata a piangere, ha cercato di avvicinarsi a me sul divano, “basta” piangeva, e cercava di abbracciarmi, ma non era questione di abbracci, “lasciami”, io non avevo ancora finito di sfogarmi, “smettila” singhiozzava “ho paura”, io non ci ho visto più: “Paura di cosa! Smettila tu, lasciami!”, ma lei mi ha afferrata per le spalle, fortissima come non avrei mai detto, “Elle smettila” piangeva a singhiozzi: “Alessio è morto!” urlava, senza più voce: “Al ritorno dalla discoteca..”, io cercavo di liberarmi: “Lasciami!”, ma che cazzo diceva?, “Lasciami ho detto!”, ma lei stringeva le mie spalle con le mani a tenaglia: “Non ti lascio! Alessio è morto, quella sera.. il vostro addio.. al nubilato celibato.. assieme”, singhiozzava senza più controllo: “..non ti ricordi.. lui è morto!”, ho smesso di spingerla via, le mie lacrime mi bagnavano la faccia, raggrinzita in una smorfia a tenaglia, “E tu hai perso tutti i capelli, tutti!” stringeva, e anche io stringevo forte le mie mani sulla mia testa ferita, “Non ne hai più nemmeno uno!” ho chiuso gli occhi in un grumo, le mie dita a tenaglia sul mio cranio improvvisamente nudo, “Da tre anni, Elle! Non ne hai più nemmeno uno!”


Con questo racconto ho partecipato, senza vincere, al contest di halloween di Le recensioni di Chiara.
Tutti i racconti partecipanti li potete scaricare cliccando qui: PDF: Contest di Halloween.pdf.

12 commenti:

  1. Daiiii non dire così, sarà per la prossima volta!
    Comunque la fine del racconto è spaventosa O.O
    bacissimi

    RispondiElimina
  2. Il vincitore era senz'altro più bello! Alla prossima!

    RispondiElimina
  3. Deve essere un capolavoro quello che a vinto, perchè questo è veramente grande ... ha dello stile, è buffo e surreale, e allo stesso tempo tremendamente vero, crudo. Direi bukowskiano, ma non vorrei sembrarti monotono ... adoro i capelli lunghi, ti stanno benissimo Elle ;)

    RispondiElimina
  4. Grazie Alli, anche i miei capelli hanno uno stile bukowskiano, perché non li pettino ;) Il racconto che ha vinto è un vero racconto di halloween.

    RispondiElimina
  5. Ti ho lasciato un commento ieri notte, è andato a finire in spam? Fammelo sapere che nel caso lo riscrivo.

    Ciao.

    RispondiElimina
  6. Nè nello spam né altrove Arthur, riscrivilo!
    Ciao

    RispondiElimina
  7. Ti avevo scritto che non me lo aspettavo questo finale, anche perché per tutto il tempo avevi tenuto desto l'interesse sui capelli, quasi fosse normale parlarne, come delle riflessioni fatte per decidere o per convincersi, lunghi o corti, complimenti sì o complimenti no e invece un finale a sorpresa, direi a questo punto una bella sorpresa.
    Un bel racconto che si legge tutto d’un fiato nell’attesa di sapere coma va a finire, ma poi a proposito, visto che mi sembra tu conosca Morena, hai deciso di mandarle qualcosa per Scriveregiocando? Io, come immagino tu sappia, mi occupo del Magazine da sfogliare e quindi… :-)
    Beh, spero che questa volta Blogspot no si mangi ancora il commento, mannaggia.

    RispondiElimina
  8. Commento arrivato sano e salvo. Sono contenta che il finale sia stato una sorpresa, ma soprattutto che ci sia l'attesa di come va a finire, visto l'argomento in qualche modo banale..
    Vorrei partecipare a Scriveregiocando (ho visto che ho all'incirca dieci giorni ancora a disposizione e so anche che tu sei coinvolto), devo solo trovare il tempo materiale di scrivere un racconto, perché questa settimana è pienissima.. ma confido nel lunedì (io i lunedì non li odio).

    RispondiElimina
  9. Anch'io non odio il lunedì. :-)
    Bene, aspetto allora. Quest'anno, se riesco, faccio un magazine da sballo. Hai letto le precedenti edizioni? Da me c'è una pagina dedicata a Scriveregiocando, se non l'hai fatto, dagli un'occhiata se ne hai voglia, così vedi più o meno la fine che farai. :-)

    'notte! :-)

    RispondiElimina
  10. Credo di aver visto solo il sito dedicato, stasera controllo la tua pagina.

    RispondiElimina
  11. Ieri ho impaginato per il magazine di scriveregiocando il tuo articolo e il tutorial della ghirlanda, un bel lavoro e spero si essere all'altezza, ma presto lo vedrai da te.

    Ciao! :-)

    RispondiElimina
  12. Sono curiosa! Aspetto di vederlo, sarà un bel lavoro anche il tuo, visti i precedenti ;)
    Ciao!

    RispondiElimina

Ciao, benvenuti nella Casa dello Spirito. Scrivete pure qua sopra/sotto il vostro commento o le vostre domande: le pubblicherò io più tardi. Se vi iscrivete ai commenti, vi avverto addirittura via mail.
Non preoccupatevi se non avete un account google: basta inserire l'url del vostro sito, o profilo fb, ig, pulcino, o quello che avete e il vostro nome. Anzi, voglio venirvi incontro: potete addirittura mettere solo il nome, se non avete un indirizzo o non vi va di esporvi così tanto. Comunque non preoccupatevi: sono uno spirito buono.
Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...