venerdì 8 agosto 2014

Venerdì.

C'è una donna con i capelli rossi.
La vedo ogni sabato sul tram.
Anche lei vede me ogni sabato sul tram.
Non mi sorride né mi fa cenni di saluto, semmai gira lo sguardo dall'altra parte.
Nemmeno io le faccio cenni di saluto, perché dovrei, non la conosco.
Né le sorrido, anche se la riconosco.
Siede al posto singolo sulla sinistra del vagone, appena si entra. Come me.
Io mi siedo nel posto singolo contrario alla direzione di marcia, quello di fronte a lei.
Io apro il libro e inizio a leggere, il collo sempre più piegato in avanti, finché mi scuoto e sollevo la testa e sollevo il libro e leggo come se la spina dorsale ce l'avessi.
Lei tiene la schiena dritta, ma è comunque più bassa di me, e un braccio sul bordo del finestrino, lungo disteso dal gomito alla mano, e ha le cuffie nelle orecchie e ascolta musica.
Oggi non era al suo solito posto.
Oggi infatti è venerdì.
Oggi era seduta nei posti doppi alla destra del vagone, appena si entra. E pure io.
L'unico posto libero era quello di fianco a lei, perciò ho sentito musica dalle sue orecchie quando mi sono seduta.
Ancora una volta io ho visto lei e lei ha visto me, lei ha continuato ad ascoltare musica e io ho aperto il libro.
E ho iniziato a leggere.
Alla penultima fermata siamo scese, come fosse sabato.
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