giovedì 30 ottobre 2014

Viaggio in Italia: Malcesine.

Malcesine. Il nome non vi dice niente? Ma come?! C'è pure un castello!
Sedetevi, che vi spiego.
Malcesine è un paesello famoso per gli uliveti e la produzione di olio, sicuramente adesso vi dice qualcosa di più, no?

Sulla riviera del lago di Garda la coltivazione dell'olivo, favorita dal clima mite di tipo mediterraneo, per alcune zone è sicuramente documentata, prima dei Romani, nel periodo degli Etruschi (IX-VII secolo a.C.). Con la formazione di estese aree terrazzate sostenute da muri a secco ha sostituito l'originaria formazione vegetale termofila dominata dal leccio, determinato l'attuale impronta del paesaggio benacense. […] Nelle zone terrazzate dell'alto lago gli olivi venivano piantati molto fitti e lasciati crescere in altezza. I raccoglitori si servivano di una scala costituita da un palo di abete leggermente squadrato, lungo anche 11-12 metri, dotato di pioli trasversali in legno di olivo o di corniolo. La scala era solitamente inserita su un piede appuntito di ferro.
(Le vie dei Monti – Le antiche mulattiere selciate, cartello lungo il percorso tra gli uliveti)
La scala.
La mulattiera.


Il muretto.
L'uliveto.
Le vie dei monti.

La scala riposta.
A Malcesine.
Poi, certo, dato che si trova sul lago di Garda, ci si può tranquillamente far le ferie, e sicuramente adesso vi si snebbia meglio la mente, conoscete Malcesine, vero?

Il lago di Garda fuori stagione.



 
In ogni caso il lago di Garda non è fatto solo di alberghi e spiagge e percorsi di montagna (per gli appassionati) e ristoranti di pesce (di lago, eh!) e piste ciclabili: ci sono anche luoghi di interesse storico e naturalistico.

Un pesce di lago: “Il Coregone Lavarello depone le uova in dicembre in acque basse. Vive in branchi nelle acque pelagiche del lago di Garda.” (da una didascalia nel Museo di Storia naturale del castello di Malcesine; le “acque pelagiche” sono le acque più profonde)


Un altro pesce di lago: luccio con polenta.



Il lago di Garda, infatti, come tutti gli specchi d'acqua navigabili, è stato nei secoli oggetto di profondo interesse per le potenze di ogni tempo e luogo (rimanendo comunque nei dintorni): provate infatti ad immaginare di essere i signori di un territorio che si affaccia sul lago più esteso d'Italia, anche se forse non sapete che è il più grande e anche se ai vostri tempi l'Italia di oggi non esisteva ancora: non vi verrebbe spontaneo pensare che quel lago è vostro e che le terre sull'altra sponda siano all'esterno del vostro territorio, ma in qualche modo anche vostre, perché le vedete, e quindi conquistabili, anzi: da conquistare? Forse è quello che hanno pensato i Franchi, che sono arrivati da ovest, hanno visto il piccolo castello di Malcesine sulla sponda orientale del lago e, forse nel tentativo di conquistarlo o anche solo di annientare il nemico, l'hanno distrutto nel 590 d.C.. In ogni caso questa è la prima testimonianza sull'esistenza del castello sulla rocca di Malcesine, significa che una costruzione esisteva già prima dell'arrivo dei Franchi, ma non si sa da quanto tempo, perché non esistono documenti ufficiali, né si sa chi lo fece costruire (forse i Longobardi?). Sicuramente Verona era un ducato longobardo e sicuramente un re dei Franchi soggiornò a Malcesine, e senz'altro lo scopo del castello era quello di difendere il territorio, ma fino all'arrivo degli Scaligeri non si sa molto, o a Malcesine non succede nulla di interessante da raccontare ai posteri.
 
Con la signoria della Scala siamo ormai a 1200 inoltrato, e il castello di Malcesine subisce le prime grandi modifiche, non solo a scopo difensivo, oltre alle mura costruiscono infatti anche la residenza e l'ingresso principale del complesso (prima forse si accedeva solo dal mare) e aggiungono un piano alla torre. Le mura però sono quelle più caratteristiche, perché a quanto pare gli edifici scaligeri hanno tutti mura a coda di rondine, e forse proprio per questo motivo ancora oggi il castello è conosciuto anche col nome di Castello Scaligero, adesso avete capito dove siamo? A Malcesine, in provincia di Verona!



Se fino ad allora, nei dintorni della rocca, c'erano stati solo insediamenti sparsi (chiamati “contradali” perché stavano di là in campagna), in cui i contadini si arrangiavano per conto loro e pensavano ai loro signori solo quando dovevano pagare quei cavolo di tributi (in olio d'oliva), con la costruzione del castello e delle mura fortificate, ai suoi piedi nasce anche il paese di Malcesine, con tante casette una sull'altra, dalla parte sud della rocca, cioè quello che oggi è il centro storico del paesello. L'unica porta da cui si entrava nella rocca e nell'area del primissimo insediamento era porta Soresina, ma visto che le casette aumentavano anche sul lato esterno delle mura, alla fine gli Scaligeri si decidono e costruiscono nuove mura e tre nuove porte: porta Nuova, porta Bocchera e porta Orientale.
Il castello di Malcesine sotto gli Scaligeri fa parte di una cinta di fortificazioni che avevano progettato per bene, per difendersi dalle invasioni, e che seguiva il corso del lago: Malcesine era la fortezza più a nord del loro territorio, e puntava sia al lago che al monte Baldo, per vedere meglio gli invasori.


Lato monte.

Lato lago.

Questo è stato l'obiettivo anche dei signori che succedono agli Scaligeri, infatti il castello è stato ampliato in questo senso ogni volta che ha cambiato signore, e ancora si possono vedere le feritoie sulla torre e le diverse mura con camminamenti che lo hanno circondato: gli Austriaci ad esempio ci hanno aggiunto la polveriera (oggi sala Goethe), mentre i Veneziani prima di loro sono stati i più pacifici e infatti le loro aggiunte principali sono state una terrazza sul lago e il Palazzo Veneziano, fino al 1618 sede del Capitanato del Lago  e oggi Museo di Storia naturale del Baldo e del Lago.
 




Coi Veneziani perde importanza anche la porta di accesso al castello dal paese, perché loro, navigatori di nascita, puntavano più al lago, e a dir la verità la presenza veneziana sul lago non è stata del tutto pacifica. Innanzitutto hanno preso il castello scaligero ai Visconti, che vi si erano installati nemmeno venti anni prima. Per i Veneziani era molto importante il commercio, a loro la terra ferma non interessa certo per gli uliveti; arrivano sul lago con le loro navi grazie ai fiumi navigabili e conquistano così anche i territori in riva al Garda. Potete immaginare la reazione del Ducato di Milano: si batte per riconquistare i suoi possedimenti, e riesce a togliere ai veneziani pure Verona! Figuratevi se i Veneziani erano d'accordo: gli era rimasta solo la Val d'Adige! E così si organizzano per una bella battaglia navale sul lago di Garda, una cosa per la quale le imbarcazioni da pesca o per il commercio non bastavano, ci volevano infatti le navi da guerra.



Sala delle galee - Museo del castello di Malcesine: un dettaglio della parete.

Il lago di Garda, però, non inizia la sua storia di lago navigabile e di via di comunicazione con i veneziani che vennero dal mare, perché già ai tempi dei romani (quindi prima dei Longobardi e dei Franchi), anzi no: già ai tempi degli uomini primitivi era solcato da qualche canoa. Le tracce rimaste sono però quelle dei romani, sopratutto in alcuni disegni nelle grotte di Sirmione che mostrano le tipiche navi romane. Poi nel medioevo, naturalmente, la navigazione sul lago ha la sua massima espansione, perché è stato il periodo più florido nella storia dei commerci (vi ricordate quando i mercanti italiani, ma anche i banchieri, andavano alle fiere europee più importanti? Beh, son continuati anche i commerci locali), e il lago faceva da collegamento tra la pianura Padana e le regioni alpine.

Verso l'interno.
Verso la pianura.
Verso le Alpi?

Il museo all'interno del castello racconta la storia del castello di Malcesine, ma anche la storia della navigazione sul lago di Garda e dell'importanza di annoverarlo fra i propri possedimenti (Venezia avrà di nuovo problemi nel 1509 con gli Asburgo, la Francia, il Sacro Romano Impero e pure il papa, uniti in una lega!), e spiega i ritrovamenti di qualche galea sul fondo del lago, mostra i vari tipi di imbarcazioni, narra l'avvento delle navi a vapore e dei traghetti per passeggeri, fino all'invasione dei turisti (sopratutto dopo la costruzione della gardesana, una strada statale, nel 1929).


A proposito di turismo, o meglio, di industria del forestiero, il castello di Malcesine ha avuto anche visitatori illustri, sopratutto sotto la dominazione austriaca, ma non per merito loro. Gli Austriaci, infatti, nel castello costruiscono la polveriera nel 1863 e un fossato con ponte di legno, inoltre iniziano la mappatura dell'edificio, grazie alla quale abbiamo oggi tante informazioni sui cambiamenti architettonici del castello, infine trasformano il Palazzo Veneziano in un magazzino militare, e infatti è conosciuto anche con il nome di Casermetta, ma non fanno nulla di più. Il fatto è che il periodo della dominazione austriaca, coincide anche con la maggiore diffusione tra gli intellettuali e i giovani rampolli dell'abitudine ai viaggi di studio in Italia, terra d'arte e di cultura già da secoli (ma anche di mercanti e di banchieri e di statisti: in ogni caso in Italia c'era da imparare), e fra gli altri visita Malcesine anche Goethe, a cui oggi è dedicata una sala allestita nell'ex polveriera, che racconta del suo soggiorno in Italia attraverso le pagine del suo libro-diario Viaggio in Italia. Fuori dalla sala c'è pure la sua testa di bronzo (o materiale simile).


Le tappe di Goethe (due anni di viaggio dal 1786).

Dopo l'unità d'Italia, il castello viene dichiarato patrimonio dell'umanità, nel 1902, e oggi è visitabile: oltre alla sala Goethe, nel corpo centrale ci sono la Sala delle galee (Museo sulla storia della navigazione sul Garda, sull'evoluzione del castello e del borgo, sulla conquista del lago) e la torre con in cima una campana (si arriva su per delle scalette che non finiscono più), mentre il museo di Storia naturale è nel palazzo Veneziano, a lato del cortile, e spiega l'ecosistema, la flora, la fauna, le leggende, gli studi sia del lago che del monte Baldo, in tre lingue.


Basilisco: animale mitologico, creatura favolosa o mostrusa dotata di poteri magici. In realtà si tratta di un pesce cartilagineo mummificato, la Raja clavata dei nostri mari. Per approfondimenti c'è una canzone a fine post.



Oltre a questo c'è una vista magnifica del lago, che sarà ancora più bella se non beccate un giorno di foschia come è capitato a noi (ma sulle scalette non si suda meno).
 
La campana.

Ancora un po' di foschia.





Località segreta di cui non rivelerò nulla perché voglio che rimanga incontaminata.

10 commenti:

  1. Stupendo. ... sono luoghi che frequento, ma così nongli avevo mai visti. Brava, teniamolo segreto quel posto ;)*
    Poi mi rileggo tutto con calma...

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    1. I miei occhi sono simili ai tuoi, ma diversi. E poi ho studiato le tavole ;)
      Segretissimo ;)*

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  2. Il lago più grande d'Italia con il fiume più corto del mondo, bel paradosso, o no (e quando ci siamo passati sopra, quasi non ci credevi, pensavi che fosse uno dei miei scherzi, ah, ah, ah). Mi è piaicuta molto questa carellata di immagini e cultura lacustre (molte cose non le sapevo, o ricordavo male, così le ho ripassate con te). Le immagini più belle sono quelle con gli ulivi, perché di un posto al quale sono molto legato... grazie, bella anche questa parte del nostro viaggio in Italia.

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    1. E io che gli ho dato giusto uno sguardo, per non cascare nello "scherzo"! Sì, bellissima la zona degli ulivi, nonostante la foschia generale, bella tappa e bella storia. Bello tutto insomma ;)
      Ripassato? Poi ti interrogo, attento!

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  3. Buonasera, sono venuta a leggere di Genova su consiglio dell'Alligatore e scopro le vie dei monti, un tuffo al cuore. Anche se in altri luoghi e tempi, uguali alla mia memoria, il "tuo" muro a secco... nel mio allora ai piedi le fragole. Ho ancora la memoria dei profumi e il tuo post li ha per così dire esaltati. Grazie, adesso leggo anche Genova. Ciao è stato un piacere.

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    1. I viaggi nel tempo inaspettati, soprattutto se completi di profumo, sono spesso piacevoli.
      Anche il "mio" muro, in realtà, ne ha richiamato altri alla memoria.

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  4. oh ma il luccio con polenta più buono si mangia a Sommacampagna :)

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    1. Non lo so, è stata la mia prima volta con un luccio ;)

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  5. elle mi stupisci sempre, sei meglio di wikipedia :-) ottima descrizione dei posti, le foto sono stupende. Malcesine..lo aggiungerò ai luoghi che conosco

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    1. Ho o non ho un blog enciclopedico ;-) Grazie, all'aperto me la cavo ancora con le foto, solo i mostri mitilogici in vetrina mi danno qualche problema..

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