domenica 9 novembre 2014

25 anni senza.

Ero un po' indecisa se scrivere qualcosa o no sul venticinquesimo anniversario della caduta del Muro: un po' perché ho i ceci a bagno, e mi scadono le dodici ore proprio adesso, un po' perché non mi piacciono i festeggiamenti di massa, un po' perché della storia di Berlino, muro compreso, ne ho fin sopra i capelli ogni giorno.
Molti dei turisti stranieri presenti a Berlino oggi forse non sapevano che sarebbero venuti qui in vacanza proprio in una data storica per la Germania, a meno che l'agenzia viaggi o il sito internet in cui hanno prenotato non proponesse già allora un pacchetto “25annisenza”. Sicuramente è da venerdì che qui in centro ci sono moltissimi tedeschi in giro, tedeschi che forse abitano lontani dal proprio ex confine tedesco-tedesco e volevano festeggiare questo anniversario nella capitale, magari approfittando proprio di quest'occasione per vedere Berlino per la prima volta, d'altronde quanti di noi italiani sono stati almeno una volta a Roma? Io non ero mai stata nemmeno a Venezia, mentre moltissimi tedeschi ci sono stati anche più di una volta!

Logo ufficiale

Senz'altro, il modo in cui a Berlino viene ricordata la caduta del Muro è interessante e affascinante: oltre a numerosi eventi a tema, la città da tre giorni è divisa da un muro di luci, si tratta di palloni bianchi montati su aste, sorta di lampioni sistemati lungo tutto l'ex confine interno alla città; ottomila palloni che oggi alle 19 sono stati fatti volare in cielo da appositi padrini (associazioni o privati cittadini) che, negli ultimi mesi, si sono candidati per questa importante mansione. Una sorta di resurrezione della città dopo tre giorni, una liberazione dalla prigionia di un muro che taglia la città in due, spezza le strade, insidia le case.


East Side Gallery
 
East Side Gallery


Riva della Sprea vicino alla stazione centrale
 
Checkpoint Charlie
Porta di Brandeburgo
 
Engelbecken a Kreuzberg
Un parco vicino alla stazione Nordbahnhof
Da tre giorni, tedeschi o altri turisti, ricevono opuscoli e gadget all'interno di un sacchetto di stoffa bianco, che ha una D composta da cerchietti colorati: alcuni neri, alcuni gialli, alcuni rossi; la frase sul sacchetto recita “25 Jahre Freiheit und Einheit”.
Tutti parlano dell'anniversario della caduta del Muro, su internet nei giorni scorsi e oggi nei tg italiani è tutto un ricordare quel giorno, dove eravamo, cosa sapevamo, come abbiamo accolto la notizia. Per quel che ho visto, a Berlino, in Germania, nessun comune cittadino ha cercato di ricordare dov'era o raccontato come ha preso la notizia, d'altronde di questo si parla da tempo nella stampa specializzata: non si contano le memorie o le raccolte di aneddoti. Per quel che ho visto, a Berlino, in Germania, c'è stato molto più fermento, molta più gioia, molto più entusiasmo contagioso durante le otto partite dei mondiali 2014 (dico un numero a caso): sin dalla mattina vedevo per strada tedeschi con i colori della Germania dipinti sulle guance, con una bandiera enorme sulle spalle o attorno alla vita, con bandierine in mano o l'auto decorata (copri specchietti laterali, adesivi giganti, sciarpa sul cofano, bandiere ai finestrini).

16 giugno 2014 (foto da berlin.de/fussball-wm-2014/)
30 giugno 2014 (foto mia)

La Germania non ha bisogno di aspettare il 9 novembre per sentirsi unita, la Germania è unita, ma allo stesso tempo è proprio questo che festeggiavano oggi i tedeschi: non la caduta del Muro, come recita l'ashtag dell'evento (sia in tedesco #25JahreMauerfall, sia in italiano #25annisenza), ma l'unità e la libertà che questa caduta ha significato per i tedeschi, come recita la frase fatta stampare dal governo federale sui sacchetti di stoffa “25 anni di libertà e di unità”.
Freiheit und Einheit. Sin dai tempi del Muro erano le parole d'ordine degli oppositori al regime e di chi voleva la riunificazione. Al di là della sensazione di sicurezza e protezione che poteva dare il governo della DDR ai suoi cittadini (al suo popolo), grazie alla sua politica di pianificazione della vita (non solo dell'economia), e al di là della contemporanea rassegnazione e paura del prossimo che potevano dare i servizi segreti (che erano sinonimo di governo), il Muro in sé, come costruzione fisica, ha significato innanzitutto prigionia e divisione. Al momento della sua costruzione, il 13 agosto 1961, molti berlinesi dell'est non sono più potuti andare al lavoro, perché lavoravano dall'altra parte della città. Molti cittadini dell'est non sono più potuti andare a natale dai nonni, perché i nonni abitavano dall'altra parte della Germania. Molti cittadini dell'est non sono più potuti andare in vacanza, se erano soliti fare le ferie dall'altra parte della Germania, ma potevano ancora fare le ferie, nella Germania Est o, a scelta, in uno dei Paesi del blocco sovietico. I berlinesi dell'ovest, invece, non potevano andare nemmeno a fare una passeggiata in campagna, perché Berlino ovest non aveva campagna, la campagna era oltre confine, nella Germania Est, per questo motivo erano state costruite alcune fattorie di animali dentro la città, altrimenti i bambini sarebbero cresciuti senza mai vedere una gallina o una mucca, perché gite fuori porta con la scuola non se ne potevano fare; per alcuni anni, gli alleati, in particolare gli americani coi loro aerei, hanno aiutato Berlino Ovest non solo coi rifornimenti di cibo, ma anche permettendo a molti bambini di fare le vacanze estive lontano dalla prigione della loro città: aerei arrivavano dalla Germania federale a Berlino Ovest, caricavano i bambini, e li portavano in ferie in qualche altra città tedesca (dell'ovest), ospiti di famiglie tedesche o americane, per poi ricondurli a casa alla fine delle vacanze.
Nel corso di quei 28 anni, ogni tedesco si è a suo modo abituato a questa situazione, trovando il suo spazio, seppur piccolo, le sue nuove abitudini, la sua nuova vita, ma senza dimenticare di far parte di un unico popolo assieme a quelli che stavano dall'altra parte del Muro. Se penso che ancora oggi, persone anche giovani, fanno il conto di quante mila lire spendono, ogni volta che sentono un prezzo in euro, immagino solo la minima parte di quello che hanno provato i tedeschi a sapere di non poter più fare liberamente tante cose, per colpa di una decisione altrui, e non per propria scelta; nei fatti, infatti, forse non tutti prima della divisione andavano in ferie dall'altra parte della Germania, anzi forse qualche tedesco dell'est è andato in ferie per la prima volta in vita sua solo sotto il regime della DDR, premiato per un qualche servizio reso alla causa socialista.
Se può sembrare scontato che i cittadini della Germania Est volessero ribellarsi al Muro, perché era il simbolo del regime dittatoriale in cui vivevano, forse non lo sembra altrettanto se si pensa ai tedeschi della Repubblica Federale, che potevano vestirsi come volevano, potevano ascoltare la musica che volevano e pure ballarla, potevano scegliere chi votare tra diversi partiti, potevano andare in ferie a Venezia o a Roma o in Sardegna o sul lago di Garda (potevano pure permetterselo) oppure restare a casa, tanto non avevano microspie nelle crepe sui muri o forse nemmeno crepe sui muri, ma soprattutto non dovevano fare la fila per il pane; infatti ancora oggi qualche tedesco dell'ovest che borbotta perché ha dovuto mantenere anche l'est dopo la riunificazione non manca, e sicuramente ancora oggi una certa differente ricchezza tra est e ovest c'è. Eppure da entrambe le parti proveniva una spinta, anche se la parte determinante era quella dall'est, quella interna al problema, alla DDR nata da una scelta di isolamento dalle altre zone di occupazione in cui la Germania era stata divisa dopo la seconda guerra mondiale, un isolamento dal capitalismo, dall'occidente peccaminoso; un isolamento non ben accolto da tutti, visto che il primo contatto post bellico con gli amici russi ha visto molte berlinesi stuprate e molti ruderi saccheggiati dai soldati dell'armata rossa. Eppure il sogno socialista c'era anche fra le persone comuni, l'utopia di un Paese migliore, di un modello illustre, ma si è spento il 13 agosto 1961.
Forse molti tedeschi non ci speravano più, forse si erano rassegnati, erano andati avanti; ma probabilmente a quelli dell'est, dover vivere in una bolla (mi viene in mente il film The Truman Show, ma lo stesso Goodbye, Lenin! mostra bene la bolla), sotto un regime che li cullava e teneva d'occhio in un'epoca senza tempo in cui tutto era prestabilito dal primo all'ultimo passo, dalla nascita alla morte, e ogni passo più lungo o più corto veniva protocollato e schedato, ha permesso di non percepire l'andare avanti del mondo, di non provare mai la sensazione di aver ormai perso un'occasione; probabilmente il tempo così come il regime socialista l'aveva bloccato a loro è sembrato sempre buono per una rivoluzione, che hanno tentato più volte e che finalmente è riuscita, pacificamente, grazie anche a condizioni favorevoli, o fortuite*, il 9 novembre 1989.

9 novembre 1989


*Video in tedesco, nei primi minuti si parla della famosa conferenza stampa durante la quale un giornalista italiano pose la domanda che determinò la "caduta" del Muro.

Altre foto sulla pagina Instagram dell'evento ufficiale.

Info e video dei vari palchi sulla pagina Facebook dell'evento ufficiale.

Tutte le foto sono prese dal sito berlin.de/mauerfall2014/25-jahre-mauerfall, tranne quest'ultima presa dal sito freiheit-und-einheit.de, per vederle meglio cliccateci sopra.

6 commenti:

  1. Molto bella l'idea di questi palloncini a segnare il confine, così uno si rende conto meglio dove era est e dove ovest (anche io, che ci sono stato un paio di volte, e non sempre capisco, dove era est e dove ovest...). Sulla rivoluzione, sui sogni e bisgoni, la merce abbonadante e la sicurezza nella povertà, le microspie (forse c'erano anche ad ovest, per segreti industriali), hai detto bene tutto (citando due film culto). 25 anni ... dirò una banalità, ma sembra ieri.
    p.s.
    Be', più tifosi nelle piazze, rispetto a manifestazioni come queste... tutto il mondo è paese.

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    1. Il confine luminoso (e per di più palloni biodegradabili da liberare senza timori) è un'idea davvero geniale!
      Le microspie e le spie nel governo c'erano anche a ovest, ma un figlio sedicenne ingaggiato dalla Stasi per spiare i propri genitori credo di no!

      ps. le strade e le piazze oggi erano stra-piene, ma nei tedeschi in giro vedevo espressioni vacanziere, non l'allegria ubriaca di quest'estate.. forse perché oggi c'era solo una commemorazione, non una partita da giocare e vincere (come era invece l'atmosfera nel 1989, vedi ultima foto)

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  2. bello il tuo punto di vista "interno"...almeno sulla questione commemorazioni/calcio tedeschi ed italiani sono simili.
    Belle le tue foto :)
    grazie Elle, inviata speciale da Berlino.
    ciao

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    Risposte
    1. Non saprei se sono simili, però leggi qui e guarda questo brevissimo video: in poche parole e immagini/suoni avrai un'idea.
      L'unica foto mia è la penultima, che non rende l'idea, però è l'unica che non mi è uscita sfuocata: i gruppi più folti di tifosi mi sonon usciti troppo mossi :D
      Dalla vostra inviata è tutto.

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  3. si è mangiato il commento uff...
    dicevo che è stata bella la cosa dei palloncini, e chi ha avuto l' idea andrebbe premiato :)

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  4. Qui la lista degli iniziatori, alla fine in grassetto gli ideatori dell'installazione luminosa (i premi alle idee non mancano, ce n'è uno tutto tedesco che si chiama "Germania, Paese delle idee"): "Das Jubiläumsprojekt ist eine Initiative des Landes Berlin. Ein Gesamtprojekt der gemeinnützigen Kulturprojekte Berlin GmbH in Kooperation mit der Robert-Havemann-Gesellschaft, der Stiftung Berliner Mauer, WHITEvoid und bauderfilm. Die Lichtinstallation basiert auf einer Idee von Christopher Bauder und Marc Bauder." (da berlin.de)

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