sabato 3 gennaio 2015

I film del mio 2014.

Nel 2014, complice l'abbonamento al cinema, ho visto molti film. Ero indecisa se elencarli o meno, se classificarli o meno, se presentarli col titolo tedesco, con quello italiano o col titolo originale, se mettere solo i titoli o anche un parere.
Il parere ce l'ho, di quasi tutti ho parlato appena uscita dal cinema, sono a caldo, quindi, ma li confermo tutti. La classifica non mi piace farla, ma naturalmente viene fuori dai miei pareri, per ufficializzarla mi basterebbe semplicemente cambiare l'ordine dei film: non più cronologico (in base alla data della visione), ma dal più bello al più brutto o viceversa. In realtà li dividerei in belli, brutti e via di mezzo. Anzi no: bellissimi, belli, niente di che/così così, brutti, bruttissimi. Più o meno, no?
All'interno della suddivisione per gradimento, i film sono in ordine cronologico di visione.
Nei miei pareri spunta spesso la questione della lingua, perché questi film li ho visti quasi tutti in tedesco, qualcuno in inglese con sottotitoli in tedesco, uno o due in italiano.
Spesso ho a disposizione solo titoli tedeschi, o perché il film in Italia non è mai uscito, o perché non avevo voglia di cercarlo al momento del parere a caldo, e nemmeno ora s'intende, perciò per ogni film vi metto la locandina a mia disposizione, così che almeno da quella possiate capire di che film parlo. Ci sono poi alcuni film tedeschi che, forse, in Italia non usciranno mai, ma che secondo me meritano d'esser visti perché sono bellissimi: di solito di questi film racconto la trama e pure il finale (tanto non li vedrete mai, o no?).
Ho visto anche qualche film in dvd e qualche film alla Berlinale.

Film bellissimi.
Blau ist eine warme Farbe
Il film mi è piaciuto e in realtà non sembra nemmeno che duri così tanto, e non sembra nemmeno una solita storia d'amore (finito) e tradimenti (come è secondo me). Comunque direi che la novità cinematografica sta in questi primi piani sporchissimi (il naso che cola, la bocca piena di cibo). Le scene di sesso non lo so se sono una novità o no, forse una novità è vedere due donne così da vicino, di cui una minorenne, ma a me sono sembrate le solite scene affrettate: se ci mettiamo un uomo al posto di una delle due donne, la scena è la stessa, solo che forse dura di più in fatto di minuti della scena, o di numero di scene: ho provato a immaginare il film con una sola scena di sesso, e non mi convince, nell'ultima poi parlano pure, rendendo la cosa più vera. Forse le scene di sesso io le avrei solo accorciate, ma lasciate tutte. Mi è piaciuto anche per i dialoghi, in qualche modo semplici e veri, molto spontanei nella scelta delle parole, e non incentrati sull'essere lesbica, anche se l'argomento torna continuamente, soprattutto quando ci sono altre persone di mezzo: si vede che per loro è normale, anche se in qualche modo si nascondono ma senza farne un dramma, mentre gli altri sono curiosi, anche quando frequentano l'ambiente e dovrebbero quindi essere abituati. Comunque sono riuscita a seguire abbastanza bene anche i dialoghi, quindi mi è piaciuto.
Ps. sul titolo: quello tedesco riprende l'orginale inglese del fumetto, quello italiano l'originale francese del film; quest'ultimo mi piace di più, perché davvero parla della Vita di Adele, non del colore dei capelli di Emma.


Le passé - Das Vergangene
Film francese di Asghae Farhadi (nel film i personaggi stranieri sono iraniani, quindi forse lo è anche lui). Film bellissimo, che inizia in un modo e porta da un'altra parte (si parla comunque di rapporti umani, per questo mi è piaciuto, e poi mi piace com'è fatto), fino a colpi di scena, diciamo, e il mistero resta (ma io un sospetto ce l'ho), e attori molto bravi, espressivi come piacciono a me!





Her
Visto il film?
Sì.
Bello?
No. Bellissimo!
:D
:)






Lauf Junge, lauf
Film su un ragazzino ebreo che scappa e si nasconde. Regista è Pepe Danquart, in italiano è Run, Boy, Run, perché? Troppo brutto "corri ragazzo"? Bah. Comunque è una storia vera.
Il film mi è piaciuto molto, una storia vera e commovente: un bambino ebreo polacco, scappa dal ghetto di Varsavia, cerca rifugio nelle fattorie ma naturalmente è difficile perché nessuno vuole proteggere un ebreo, anche se lui dice di non esserlo. Dopo i primi minuti, in cui è pieno inverno e lui vaga per le campagne innevate e trema di freddo ed è ferito (per il gelo) c'è un piccolo flashback a sei mesi prima: nel bosco incontra altri bambini come lui, scappati dal ghetto, che vivono nel bosco e hanno imparato a cavarsela, non si sa da dove vengano ma stanno tutti uniti si arrangiano, rubano da mangiare, hanno i loro espedienti; sanno che nel bosco i tedeschi non arrivano perché lì ci sono i partigiani, e quando lui chiede chi sono i partigiani, gli altri bambini gli rispondono "gente armata, polacchi". Stanno assieme per un po', sono scene colorate, la musica è allegra, sono spensierati nonostante tutto, mi ha fatto venire in mente Peter Pan, ma non sono bambini innocenti (forse solo lui lo è ancora). Poi una retata di tedeschi nel bosco li disperde e lui non trova più gli altri, piange solo nel bosco. Ho pensato che in questi film, il bambino o ragazzino coraggioso non piange mai. Lui piange tre volte: quando perde questi compagni di sventura, quando gli ammazzano un cane randagio che aveva trovato ferito, curato e preso con sé, e quando dopo un incidente in una fattoria gli amputano un braccio e lui si sveglia e si ritrova così. Fa il vagabondo per due o tre anni nelle campagne polacche, lo picchiano, lo sfruttano, lo denunciano alle SS per avere la ricompensa, lo abbandonano all'ospedale perché il chirurgo non vuole operare uno sporco ebreo. Incontra anche persone buone però, ad esempio una donna che gli insegna le preghiere e gli regala una catenina con crocifisso e un rosario, e grazie a questo riesce a nascondere più a lungo la sua identità (finché non gli fanno abbassare i pantaloni, e allora lui racconta di avere avuto un'infezione da piccolo per cui è stato operato, ma nessuno gli crede). Non ha mai dovuto uccidere nessuno, non muore nessuno, nessuno è davvero cattivo e nemmeno davvero buono (tutti rischiano), ma alla fine la guerra finisce, e viene "tradito" ancora una volta: stavolta però viene avvertita un'associazione di ebrei che cerca i sopravvissuti per riunire il popolo ebreo, per dargli un futuro, perché "i bambini ebrei sono il futuro del popolo ebreo". E la motivazione del vecchio, vicino di casa dell'ultima famiglia che lo fa lavorare nella sua fattoria, che lo "denuncia" a questa associazione, è che non è giusto che lui viva ancora disperso, lontano dalla sua gente, sempre nella paura di essere scoperto (nemmeno lui credeva che il bambino non fosse ebreo, anche se in quel villaggio fa pure la prima comunione).
Alla fine del film parla proprio lui, il protagonista: ora è in Israele dove ha una sua famiglia, ma anche dove ha ritrovato una sorella (gli altri tre e i genitori sono morti chissà dove); immagini di loro sulla spiaggia, lui senza un braccio, parla in ebraico e ci sono i sottotitoli.
Aggiornamento: il 26 gennaio 2015, in occasione della giornata della memoria, uscirà in Italia Corri ragazzo corri - proprio con il titolo suggerito da me! E va bene, forse il titolo inglese era provvisorio in attesa del doppiaggio...

Alabama Monroe - Una storia d'amore (il sottotitolo, nel titolo italiano, non si può proprio evitare, eh?). Storia non solo d'amore, ma di morte (per amore?), di eutanasia e di sesso sfrenato, con una bellissima colonna sonora e un'attrice dal bel viso (il film è belga). Il titolo "italiano" si concentra solo sulla storia d'amore (Alabama Monroe è un nomignolo, e comunque non ha nemmeno a che fare con la storia d'amore.. Vabbe' lo sappiamo come va coi titoli), mentre l'originale è The broken circle.. più un'altra parola che però nella versione tedesca hanno tolto quindi non me la ricordo. "Circle" come circolo della vita secondo me è perfetto, e spiega tutti gli aspetti del film, che sono collegati ma allo stesso tempo sono cerchi chiusi (interpretazione mia), ma fragili, possono rompersi (anche scontrarsi). Il doppiaggio italiano però fa schifo, la voce della protagonista, le inflessioni di tono, non rispetta minimamente i sentimenti espressi dalle parole, una roba da film porno di serie B (ed è solo perché l'avevo già visto in tedesco, doppiato bene, che posso dire che è bellissimo).
Vergiss mein Ich
Sono uscita dal cinema pensando: bellissimo film. Una persona normale, non ho ben capito di cosa si occupa, comunque una studiosa (forse sessuologa? psicologa? sociologa?), che perde la memoria in seguito a un'encefalite, non sa più chi è, è totalmente persa, torna a casa con quello che dice di essere suo marito, e per molte cose si comporta come una bambina, sembra che abbia perso la capacità di controllarsi tipica degli adulti. Allo stesso tempo, però, nessuno la sgrida o si preoccupa, da questo ho capito che prima di perdere la memoria doveva essere una tipa stravagante e indipendente (alcune sue idee le vengono dette, e lei ora ripete tutto come un pappagallo). Siccome era una studiosa che scriveva libri, scriveva anche molti diari, lei li legge e cerca di "tornare" sé stessa imparando a memoria le cose che aveva scritto. Ma non funziona così. A tratti è divertente, per le situazioni in cui si caccia, c'è pure una scena di sesso con primi piani che non hanno nulla da invidiare a Von Trier.
Credo che il tema sia stato presentato anche in altri film (americani, è qui che voglio arrivare), dove però non si arriva mai alla conclusione che, persa la memoria, non si ha più la possibilità di essere sé stessi, nemmeno leggendo i propri diari: si può solo imitare quella persona, è come leggere di una persona sconosciuta e diversa sia nelle scelte, sia in cose che scelte non sono (lei dopo aver perso la memoria, non soffre nemmeno più di vertigini).



Phoenix
Stesso regista e stessi attori di Barbara. Bellissimo. Mi è piaciuto, bel finale sopratutto, dopo un film amaro, diciamo. L'ho visto dal punto di vista della moglie che non capisce che il marito è un coglione che si è già dimenticato di lei, che pensa solo ai suoi soldi. Bel finale di rivincita!





 

Violette
Di Martin Provost. Mi è piaciuto molto. Racconta la storia di Violette Leduc, scrittrice che viene pubblicata grazie a Simone De Beauvour, che pensa che lei abbia talento e che continua a spronarla perché riesce a scrivere della sessualità delle donne come fino ad allora nessun'altra. Violette pensa continuamente che nessuno le voglia bene, a partire dalla madre, e soffre perché il padre non l'ha mai riconosciuta, non fa altro che scrivere della sua vita, vari aspetti o periodi, in ogni suo romanzo, ma solo con l'ultimo, che intitola I bastardi, diventa davvero famosa: fino ad allora il tema era troppo scottante per il pubblico (lei è lesbica, anche se il termine non viene mai usato, ci sono anche gay nel film, ma dicono solo "amo le donne" o "amo gli uomini", senza altre etichette).
Mi ha fatto venir voglia di leggere i suoi libri, ma credo che non siano mai usciti dalla Francia, nel doppiaggio hanno titoli in tedesco, però nei titoli di coda, dove c'era scritto che i brani citati nel film sono tratti dai romanzi della Leduc, c'erano di seguito i titoli in francese.


Mr. May und das Flüstern der Ewigkeit
Uno di quei casi in cui il film è uscito prima in Italia, e io pensavo che non l'avrei mai visto. Invece sì. Il film mi è piaciuto molto, e anche il finale: se avessi saputo che finiva così (pensavo mentre si svolgeva il finale) avrei pensato "che cavolata di film". Quando Mr. May è uscito dal negozio e ha visto il suo autobus ho capito subito, perché è stata la prima volta che non ha guardato a destra, sinistra, destra (o viceversa) in tutto il film, e infatti bam! preso in pieno. Ho pensato che fosse un finale inutilmente triste, soprattutto perché nessuno avrebbe avvertito lei, peccato dopo quel bel film, invece: la sorpresa! Quando ho visto al funerale di "Billy" tutte le persone che Mr. May era riuscito a contattare mi è venuta la pelle d'oca, ma quando Billy e tutti i morti senza parenti si sono avvicinati alla fossa di Mr. May mi sono venute le lacrime agli occhi. Bello, bellissimo!

Io sono Li (dvd + presentazione del film col regista)
Battiston in un nuovo ruolo, quasi non lo riconoscevo! Bellissimo film, mi sono immedesimata per diversi motivi.
Alla presentazione, Segre ha parlato di tutti i suoi documentari, e di come è passato ai lungometraggi per dare alle sue denunce quel qualcosa in più che può dare l'uso di attori, però dice che è anche un limite, rispetto a un documentario, perché il documentario lo fai sul posto e puoi farlo anche nel momento in cui qualcosa avviene: prendi e vai, e questo viaggiare e recarsi sul luogo a lui piace molto e gli manca quando fa un film vero e proprio. Però dice che il film vero e proprio ha più diffusione, non solo arriva a più persone, ma è più facile trovare finanziatori e distributori, anche se devi comunque esserti fatto un nome e avere un tuo pubblico, e visto che lui coi documentari è uno che "rompe il cazzo", per lui non è così semplice. Ha parlato anche del crowdfunding e del web come aiuto alla realizzazione di un progetto, ma li trova limitanti in un certo senso: il primo ti fa trovare i soldi per realizzare il progetto, ma rimane limitato al giro di amicizie (in senso ampio), non trova nuovi sostenitori fra quelli che non hanno mai sentito parlare di Andrea Segre, il secondo da un lato fa conoscere un autore grazie allo streaming gratuito, ma dall'altro sfocia spesso nella pirateria, cioè arricchisce chi mette a disposizione il download gratuito (illegalmente), ma non chi ha creato l'opera. Secondo lui si dovrebbe fare una sorta di crowdfunding, cioè di offerte/raccolta fondi, anche dopo la realizzazione del progetto, hanno provato a mettere un documentario in streaming gratuito, chiedendo un contributo dopo la visione, anche di pochi euro, perché solo così si possono realizzare altri progetti, continuare, ma su ventimila visualizzazioni solo quindici persone hanno versato un'offerta.
Io pensavo che avrebbe parlato solo del film
Io sono Li, invece a malapena è stato nominato.


Il giovane favoloso
Bellissimo film. E Germano, porca miseria, quasi non l'avevo riconosciuto (e non certo per il colore di capelli più scuro), bravissimo davvero, stavolta devo ammetterlo!
Solo la colonna sonora in parte troppo moderna non mi è piaciuta, ma per il resto, dall'interpretazione di Germano, alle poesie interamente recitate, alla figura di Leopardi così come è stata interpretata, mi è piaciuto tutto.



 

1001 Gramm
Il film parla di una tecnica di laboratorio che si occupa di controllare macchinari vari di misurazione e apporre il bollino ufficiale, lavora in un ente di controllo nazionale. Nello stesso ente lavora anche suo padre anziano, che ha un infarto, quindi a lei viene offerto il suo posto, soprattutto perché c'è un evento imminente: un convegno internazionale per regolare la misura del chilo in tutto il mondo. Ogni Paese infatti ha il suo chilo, più o meno pesante rispetto a quello di altri paesi. Va al convegno a Parigi trasportando il pesetto da un chilo ufficiale del regno di Norvegia, delicatissimo, non può essere toccato perché rischia di variare il suo peso, e siccome è il modello per tutti i pesi da un chilo della Norvegia, deve essere custodito con cura.
Succedono altre cosette nel film, ma ciò che ha attirato la mia attenzione è che il solito atteggiamento pacato (mancanza di espressioni facciali esplicite, ad esempio) degli scandinavi era riscaldato dai sorrisi della protagonista, molto timidi e carini, però anche durante conversazioni toccanti, si limitava a questo, e a poche frasi. Nel corso del film il sorriso si allarga un pochino, soprattutto quando conosce un francese nella sede del convegno parigino: non uno che, al contrario di lei, gesticola, strilla, si gode la vita, come in una commediola qualsiasi, ma uno altrettanto pacato, eppure la differenza si vede: quando parlano del peso della vita, lui nomina subito anche il peso dell'amore. Chiacchierano tranquillamente, bevono qualcosa, tutto si svolge senza intoppi (amicizia "alla scandinava", diciamo), durante le tre volte che lei torna a Parigi per il convegno e, poi, per far calibrare e ricalibrare il chilo norvegese (io non so se sia vera questa cosa, sembra un espediente simpatico, fantasioso e diverso dal solito che funga da motore del tutto - ha dell'assurdo eppure è il modo migliore per descrivere in poco tempo la vita impostata e precisa di Marie; mentre il francese era un fisico che ha deciso di lasciar perdere, e al Centro nazionale pesi e misure della Francia oramai ci fa solo il giardiniere).
Ma dopo aver risolto la questione col chilo nazionale (in Norvegia la vita procede normalmente: è una vita semplice, minimalista, spartana, tranquilla), Marie torna in Francia in ferie, e di nuovo si incontra col fisico, ha i capelli sciolti e una gonna a fiorellini, ancora sobria ma bella come succede solo alle scandinave, bevono qualcosa, e tutto sembra come le altre volte, invece nell'ultima scena sono nella vasca da bagno nudi, parlano di piedi, di pollici, di metri di apertura delle braccia, di spanna e pugno (lei gli prende la mano e se la mette sulla tetta): tutte misure che corrispondono a unità precise. Poi si mette sopra di lui e dice “quindici centimetri virgola cinque”, e lui dice “no no, sono diciotto centimetri”. E lei finalmente ride.
Un film carinissimo, mi è piaciuto proprio. 


Die Wolken von Sils Maria
Bellissimo. Sulla fiducia. Quella nel mio intuito. Ho infatti deciso di aver sviluppato un intuito per i film bellissimi. Non dico che questo film è bellissimo basandomi sui dialoghi o sulla trama: la trama è complicata da riassumere, ci sono troppi aspetti da considerare, mentre i dialoghi sono solo uno di questi aspetti complessi. Ci sono due personaggi principali, anche se la protagonista ufficialmente è una (la famosa attrice Maria più cognome, che non ricordo) mentre gli altri personaggi sono tanti. Sono tutte donne (e qualche raro uomo che serve per la storia): fra loro, solo due sono in rapporti un po' più intimi, Sigrid e Helena, e sono due personaggi di un film in cui Maria recitò diciottenne, il suo primo film, il suo trampolino di lancio come attrice, forse come donna e essere umano. C'è quindi il rapporto tra Maria e il suo personaggio Sigrid, tra Maria e l'attrice che interpretò Helena, tra Maria attrice e Helena personaggio e tra Maria/Sigrid e Helena personaggio. C'è il rapporto tra Maria e la nuova diciottenne che interpreterà Sigrid nel remake e il rapporto tra Maria e questa nuova Sigrid, ma soprattutto il rapporto tra Maria e Helena, il suo personaggio nel remake (il più tormentato). Il rapporto che però è sempre sotto gli occhi, pur rimanendo sullo sfondo, è quello tra Maria e Valentine, la sua assistente personale (così come Sigrid era l'assistente personale di Helena, ma per le due le cose vanno diversamente); Valentine è la prima persona che vediamo sullo schermo, la più attiva, la più presente, la più sicura nel suo ruolo, un ruolo che sotto la facciata singola, nasconde una molteplicità di altri ruoli, la maggior parte dei quali legati a Maria, quindi c'è anche il rapporto tra Maria e tutte le donne che Valentine rappresenta (l'amica, l'assistente, il grillo parlante, l'avvocato del diavolo ecc). C'è anche il rapporto tra Maria e Rose, sua amica e moglie del regista del film debutto di Maria, e il rapporto tra Maria e la moglie dell'amante della nuova interprete di Sigrid: ci sarà infatti un motivo, se questa sconosciuta nominata in poche scene finali, ci viene mostrata in una foto su internet.
C'è il rapporto con la rete (internet, i fan) e c'è Sils Maria, che offre un'altra rete, o filo, o filone interpretativo, o serpente che dir si voglia. Sils Maria è una località in alta montagna (questo film è ambientato in Svizzera, con qualche scena tra Parigi e Londra, ma anche il film debutto di Maria è ambientato in Svizzera), dove si trova il famoso passo della Maloja (Maloggia), luogo meraviglioso in cui, alle condizioni atmosferiche giuste, si verifica un fenomeno che ha del magico: dal passo scendono giù verso il lago (o il fiume o che cos'è) dei banchi di nuvole soffici, che si snodano sull'acqua come un serpente, e vengono appunto chiamate “il serpente del Maloja”. Questo è anche il titolo del film debutto di Maria, quello in cui lei interpreta la giovanissima Sigrid, e del remake teatrale, quello in cui Maria deve interpretare la quarantenne Helena. Io ho visto le nuvole, metaforicamente, sopra tutto il film: dubbi, debolezze, confusione, straniamento, ma anche la sensazione di esser trascinati via dagli eventi negativi che interferiscono con la vita, togliendole la tranquillità (la fama, la sicurezza, il noto) che aveva, e avvolgendola in una nube nebulosa che impedisce di riflettere lucidamente. La stessa nube che ovatta e protegge, permettendo nonostante tutto di andare avanti.
C'è un film, c'è un secondo film, c'è la vita reale, tutti e tre sono all'interno di un film (quello che ho visto io), e hanno rapporti gli uni con gli altri, e le persone che recitano in questi film, e i ruoli che queste interpretano in questi film, hanno rapporti le une con le altre: di alcune persone internet (la rete collosa e nebulosa simile al serpente della Maloja) offre con un click un confronto diretto, di altre invece il confronto è più nascosto, mentale, a volte solo immaginato (quasi una paranoia).
Insomma, avrò anche capito poco dei bellissimi dialoghi sull'essere e il non essere, e sulla realtà e la finzione, fatti da Maria e Valentine, ma ciò non toglie che questo film sia bellissimo.
 

Film belli.
Le weekend
Di Roger Michell: mi è piaciuto. A me piacciono i film così, semplici e divertenti, ma seri. E mi sono piaciute anche le interpretazioni degli attori (per me sconosciuti, come il regista, che ho cercato adesso), molto espressivi (come i francesi, anche se questo forse è un film inglese).
 
Nymph()maniac 1
Il film direi che mi è piaciuto, come al solito mi son persa qualcosa dei dialoghi, ma non troppo, le solite parole chiave per capire tutto un passaggio, ma vabbè.. Il film è lungo perché racconta tutta una vita, ma è anche divertente, e in realtà la prima parte finisce all'improvviso, nel senso che non sembrava fossero passate già due ore. Per ora mi sembra che la lunghezza regga meglio di quella di La vita di Adele (che a metà rallenta).
Per le scene di sesso annunciate ai quattro venti non ho nulla da dire, perché mi pare di aver visto ultimamente solo film con scene di sesso esplicite e ben inquadrate, quindi non mi stupisco più di nulla, anche se in questo film finalmente pure gli uomini sono nudi, quindi lo definirei il film rivelazione dell'anno, visto che fino ad oggi per vedere uomini nudi in un film si poteva scegliere solo tra i film porno di serie B e film porno come si deve.
Unica pecca: la protagonista ha gli occhi castani a due anni, poi a sette, a quindici, a venti, poi da adulta quando racconta, ma in alcune scene da bambina li ha celestissimi: errore nel casting o sorpresa finale? Lo scopriremo con la seconda parte del film.

 
Ladybird Ladybird (64° Internationale Filmfestspiel - Berlinale Hommage)
Mi è piaciuto, ma che film, cavoli! Triste, angosciante, eppure dolcissimo.. Per fortuna è finito bene, anche se di famoso "happy end" non si può certo parlare!

Raining Stones (64° Internationale Filmfestspiel - Berlinale Hommage)
Divertente.. In sala hanno riso per qualche scena in più, io non ho capito bene perché, in quei casi. L'inglese parlato da loro poi mi è sembrato molto diverso dal solito, forse era dialettale? Per fortuna io avevo i sottotitoli in tedesco!







Spuren
Una storia vera degli anni '70 tratta dal libro Tracks scritto dalla protagonista, Robin Davidson, che racconta il suo viaggio nel deserto australiano, 3200 km a piedi con tre cammelli, un cammellino e un cane. Alla fine del film c'era una carrellata di foto originali e gli attori assomigliano tantissimo ai veri protagonisti. Mi è piaciuto.




No turning back
Bel film, solo che come al solito mi son persa qualche passaggio, sto cercando di ricordarmi quando manda affanculo l'azienda, cosa dice.. dice che in poco tempo ha perso tutto, gli rimane solo la macchina e sé stesso... ma non riesco a ricordarmi cos'altro dice nel mezzo.. se dice qualcos'altro.

Das Salz der Erde
Mi è piaciuto. È un documentario su un fotografo brasiliano, che è vivo e racconta lui per quasi tutto il film (siccome nella realizzazione assieme a Wenders è nominato il figlio del fotografo, pensavo che lui fosse morto). Il fotografo, dagli anni settanta, è stato molto in giro, sopratutto in Africa (ma anche Kuwait e Amazzonia), ha fatto foto davvero sconvolgenti e ripreso popolazioni che vivono in condizioni estreme e spesso è stato lì durante le guerre civili. 



 
Jules e Jim (dvd)
Bel film, leggero e pesante, e che finale! Povero Jules (il titolo.. avevo sempre pensato che Jules fosse una donna che stava con Jim, invece è la storia di due amici!), però allo stesso tempo lui aveva trovato il suo modo di essere felice, perché si accontentava e adattava, mentre Catherine era incontentabile e volubile, invece Jim non voleva adattarsi.. E alla fine, quando il narratore dice che Catherine avrebbe voluto che le sue ceneri venissero sparse da una collina ma "questo non era permesso": i permessi (anche fra loro contraddittori) se li è concessi in vita, da morti non si può più decidere nulla.
 
Film carini ma niente di che.

Das finstere Tal
Film tedesco, che però alla fine si è rivelato sud-tirolese, almeno per l'ambientazione, perché la scheda, vedo ora, dice che è austro-tedesco. In ogni caso, che ridere, non parlavano in tedesco, ma una specie di dialetto, e una volta che ci ho fatto l'orecchio, capivo, direi che mi sono sfuggite lo stesso numero di parole, ma stavolta per via della strana pronuncia! Il tedesco austriaco non è diverso da quello della Germania, forse era un dialetto di montagna. In italiano gli hanno dato un titolo inglese, come al solito: The Dark Valley. Inizia come un western (ricorda vagamente Django), prosegue come un thriller-horror (due cadaveri massacrati nel bosco, nessun assassino), finisce con una vendetta consumata bene, e l'eroe se ne può tornare a casina. Che non è americano si capisce perché l'eroe non si fidanza con nessuno. Mi è piaciuto soprattutto che si parlasse questa specie di dialetto (molto realistico, visto che è un villaggio in montagna non so in quale epoca), avrei tolto solo le tre canzoni della colonna sonora: nei titoli di coda sono "canzoni tradizionali", ma a me sono sembrate un po' troppo moderne, ho pure immaginato il video clip con scene del film! Se avessero lasciato solo la musica senza parole (inglesi), sarebbe andato un pochino meglio.
Ps. al lavoro ho sentito due ragazze che parlavano uno strano tedesco come nel film, allora ho chiesto subito che lingua era, e mi hanno detto: tedesco svizzero!


Westen
Film tedesco: una donna riesce a passare dalla DDR a Berlino Ovest, legalmente, ma deve subire i sospetti e gli interrogatori degli alleati americani, prima di poter vivere liberamente e cercarsi lavoro e casa (ha solo una stanza nel centro di accoglienza per i rifugiati dall'est). Ha un bambino, avuto con un russo ufficialmente morto, e continuano a chiederle di lui, e prima sospetta che lo credano vivo e spia dei russi, poi le dicono che invece era una loro spia e che se fosse davvero ancora vivo e il governo dell'est lo scoprisse, potrebbero cercarla. Insomma lei comincia ad aver paura, la vita libera all'ovest non è come la immaginava, per un pelo non incrina anche il rapporto col bambino, ma tutto finisce bene.
Philomena
Il film interessante come storia: è vera, in Irlanda in un convento venivano accolte ragazze madri, peccatrici, e i bambini venduti a ricche famiglie americane sterili.
Semplice nel modo di raccontarla, un giornalista aiuta una di queste madri e c'è uno scambio di opinioni tra lui che vuole fare il grande scoop e lei che vuole solo sapere come sta suo figlio ormai cinquantenne, ma non odia le suore che glielo hanno portato via (io sì). Anche se alcuni risultati di questo incontro fuori dal normale risultavano comici, le risate di quelle dietro di me erano davvero eccessive e io non sentivo il resto della frase. Da quel che ho capito però dico: così così.
Gran Budapest Hotel
Bel film simpatico, il protagonista Monsieur Gustav parlava molto velocemente, però di molte battute (e scene) ho potuto ridere anche io. Non so se Wes Anderson faccia sempre film così, che sembrano cartoni animati, ma è la prima volta che la carrellata di attori famosi non mi sembra messa lì tanto per far botteghino, ma sono tutti simpatici. Una specie di storia da mille e una notte, anche per la cornice nella cornice nella cornice.
Nymph()maniac 2
La Gainsbourg entra in scena in questa seconda parte, quando il racconto arriva al presente (l'altra attrice, Stacy Martin, interpreta Joe da giovane). Secondo me ci sono meno riflessioni, ecco forse la vera differenza con la prima parte, che aveva tutte quelle analogie che trova il vecchio con la musica, la matematica eccetera, ne fa solo una mi pare. Lo dico perché non ho avuto l'impressione spiacevole di non afferrare cose che invece avrei voluto capire bene come mi è successo con la prima parte. Il mistero del colore degli occhi rimane, anche se la Joe con gli occhi azzurri è quella dalla sessualità mistica, forse questo c'entra qualcosa.
 
Ida
Mi è piaciuto. Bella la musica e anche il finale. Per un attimo ho temuto che sarebbe diventata mondana! Mi piace il personaggio di Wanda (la zia si chiama così?), e trovo molto triste (angosciante!) che esistano suore, o in generale persone che vivono in qualche modo isolate e ignare, senza sapere cosa c'è oltre la recinzione. Ma Ida mi è sembrata così tranquilla, senza pregiudizi, curiosa ma non per insoddisfazione. Se non fosse tornata al convento, sarebbe stata la classica commedia americana, e non mi sarebbe piaciuto.
Sentire 24.000 Baci è stato divertente.
  



Gone Girl – Das perfekte Opfer
Anche in inglese con sottotitoli non era difficile. Mi sono persa un po' all'inizio, quando il marito racconta a sua sorella che è l'anniversario di matrimonio e sbuffa per questo: ogni anno una sorpresa (prevedibile); a me non era chiaro se doveva sembrare molto infastidito (e far sospettare, che so, che la tradisse) o poco infastidito (e far pensare a un
rapporto normale con la moglie, e magari molto confidenziale con sua sorella che, oltretutto, si scopre, è la sua gemella, quindi saranno molto uniti); o forse è volutamente ambiguo: infatti il film gioca su questa ambiguità. Non sono sicura della definizione "thriller psicologico", forse non lo è esattamente, ma all'inizio pensavo a un thriller normale, invece il thriller ruota proprio attorno al rapporto fra moglie e marito. Poco dopo infatti il marito scopre che sua moglie è scomparsa, sembra sia stata rapita, chiama la polizia e questa sospetta subito di lui, che invece casca dalle nuvole e prende i commenti accusatori quasi come uno scherzo, ci ride su (rimane sul tono che usava con sua sorella) invece la polizia è serissima nel sospettare di lui. In molti momenti fa ridere, perché lui si ritrova in situazioni assurde (tipo: i suoceri che organizzano la ricerca della figlia coinvolgendo la popolazione, come fanno in America, con tanto di conferenza stampa e lui costretto a presenziare e sorridere). Nel frattempo seguiamo la sua storia con sua moglie, dalla voce della moglie che scriveva un diario sin da quando si sono conosciuti e così ci facciamo un'idea e...

Magic in the moonlight
Carino, ma purtroppo più di così non sono in grado di dire, perché i vari botta e risposta non li ho capiti: ho capito la storia e il finale era scontato, ma mi son persa i dialoghi frizzanti/pungenti (almeno mi son sembrati così, dalle poche parole capite, dagli sguardi dei due protagonisti e dalle risate del pubblico in sala). 






 
Film così così/bruttini.
12 years a slave
Non so se mi è piaciuto, afferro sempre solo in parte i dialoghi, ma per buona parte del film avrei detto che non mi è piaciuto, verso la fine si è ripreso, ho notato che c'erano più espressioni del viso (all'inizio sempre le stesse facce, come se gli attori fossero incapaci), forse una scelta voluta? o mi sono abituata bene coi film francesi ricchi di primi piani espressivi? Alla fine l'ho un po' rivalutato, ma non ne sono sicura al 100%.




Beltracchi – Die Kunst der Fälschung
Un documentario su un falsario tedesco, che si è dato questo nome italiano, e ha dipinto centinaia di quadri che ha venduto per milioni di euro, spacciandoli per opere di pittori famosi, scoperto nel 2011 mi pare, e arrestato. Lui un simpaticone, tutti in sala ridevano - io no, e stavolta è stato peggio, perché non capivo nemmeno che era stata fatta una battuta. La storia sembra interessante, ma io mi sono addormentata...

Die zwei Gesichter des Januar
Tratto da un romanzo dell'autrice di Il talento di Mr. Ripley è proprio sullo stesso genere. Storia semplice nonostante gli intrighi, pre-finale assurdo, nel senso che viene da dire: Ma noooo! E invece sì.






Film bruttissimi.

A most wanted man
Una storia di spionaggio internazionale (anzi no: tedesco-americano), ho visto che è tratto da un romanzo di Le Carrè, perciò non capisco perché sia così moscio, Le Carrè di solito la fa più complicata, avranno fatto un riassunto, comunque in Italia esce come La spia il romanzo è Issa la spia, ma non credevo che Issa fosse la spia, poveretto, non fa nulla per tutto il film a parte dire che suo padre è un assassino (suo padre è russo, lui ceceno perché la mamma era cecena), insomma mi stupisce che sotto ci sia un film, perché a me è sembrata una storiella imbastita male, mettiamoci pure che mi sarà sfuggita qualche frase.. Comunque metà degli attori è tedesca, nel trailer italiano ora ho visto che però non vengono nemmeno nominati (eppure sono famosi), e nemmeno nella locandina tedesca: compaiono solo gli unici quattro americani, e da questo, e da alcune scene tipiche e comportamenti, deduco che il film è americano (ad esempio l'attrice tedesca, Nina Hoss, che pure è brava, qui non ha espressioni facciali, come se l'avessero obbligata a non averne, "all'americana", insomma). Sono obiettiva. Forse.

Locandine dei film prese quasi tutte da filmstarts.de e da mymovies.it.


20 commenti:

  1. sono abbastanza d'accordo.
    anche se 12 anni schiavo bruttino anche no ;)

    bellissimo e forse anche qualcosa di più la vita di adele.
    qualcuno ancora mi manca, cercherò di recuperarlo...

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    1. 12 anni schiavo mi ha preso così, pazienza ;)
      La vita di Adele, quindi, stra-bellissimo? Sono abbastanza d'accordo, ma non volevo esagerare con le categorie, visto che ero partita con l'idea di non fare una classifica :D

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  2. Concordo in buona parte, La vita di Adele é strepitoso, sul livello d La signora della porta accanto, visto insieme. Ah, le francesi ... intendo le pelllicole, che avevi capito ?

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    1. La vita di Adele e La signora della porta accanto condividono giochi di sguardi e intimità rubate? In ogni caso belli entrambi.
      Adesso le chiami "pellicole", eh?

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    2. Ehm, pellicole sì... sai che è la mia passione.
      Mi sembra che hai aggiunto altre pellicole, tra quelle viste... e io, come sai, ne frattempo ho visto Das Salz der Erde ... gigantesco, direi strabordante in quel cinemino di Berlin dove lo abbiamo visto.

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    3. Dici che era il cinema piccolo a rendere gigantesco il film? No, erano le fotografie di Salgado a farlo strabordare nel cinema, quasi fosse in 3D.

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  3. Perfetto, non ne ho visto nemmeno uno :)

    Ma si sa, dalle nostre parti si gira con un certo ritardo, non posso far altro che fidarmi dei tuoi giudizi :)

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    1. Sarà perché sono usciti tutti tra il 2013 e il 2014? ;)

      Se con "nostre parti" intendi l'Italia, Il giovane favoloso e Alabama Monroe li ho visti in Italia, quello di Uberto Pasolini è uscito prima in Italia, col titolo Still Life, e in realtà anche gli altri sono già usciti tutti in Italia, tranne i film tedeschi. Se intendi la tua città o casa tua, non disperare, prima o poi usciranno in dvd o in streaming anche da te: nel caso, tieni conto almeno dei bellissimi ;)

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  4. Bellissimo Her e l'interpretazione di Joaquin Phoenix. Anche a me in vita di Adele hanno colpito alcune cose che ritrovo da te, ne ho scritto anch'io, ma partendo dal "matrimonio per tutti". Invece vorrei vederne alcuni che dalle tue parole mi sembrano da non perdere, Mr May, Violette (di Provost ho visto Séraphine), Gran Budapest Hotel Inizio a scrivere.... :)

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    1. Visto il tuo post. E visto cos'altro ha fatto Provost, ma non conosco i suoi film. Li recupererò, e tu recupera pure Violette e Mr. May e gli altri che ti incuriosiscono, tranne l'ultimo ;)

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    2. Condivido le bellezze cinematografiche scoperte quest'anno. ma il Capitale umano non l'hai visto?

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    3. Sì! Qui è in programmazione da due settimane, per questo non è finito nella lista del 2014. Bellissimo, mi è piaciuto molto, e poi l'ho visto in lingua originale, quindi l'ho capito tutto ;)

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  5. Grande! Perchè li vedi tutti in tedesco??!

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    1. Sì, tutti in tedesco. A parte La signora della porta accanto, Alabama Monroe e Il giovane favoloso visti in Italia ;)

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  6. Ho visto solo "Gran Budapest"... mi sa che ho molto da recuperare! :)

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    1. Mi sa di sì, ma il bello è che non hai una scadenza ;)

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    2. mah...io ricordo di aver visto corri ragazzo corri alla tv premium...tu. mi dici che il 26 e' nelle sale, cioè, ho sognato oppure ho avuto un miracolo? non me lo so spiegare.Però mi è piaciuto molto, la scena dei tedeschi che fanno abbassare i pantaloncini mi tenne in ansia, quindi decisamente non ho sognato.

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    3. Non so che dire.. io ho trovato oggi la notizia dell'uscita nelle sale, mentre quando ho scritto questo post, e ho cercato se c'era un titolo italiano, ancora non esisteva (avevo trovato un articolo italiano su un qualche premio cinematografico in cui era in concorso col titolo inglese), o forse ancora non c'era nulla su internet. Comunque è un film del 2013, non so come funzioni la tv premium, sarà possibile e noi non lo sapevamo..

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    4. hp chiesto a mio figlio, effettivamente l'abbiamo visto ed era con titolo in inglese, però doppiato, precisamente la sua programmazione è stata ottobre 2014.Meno male che lo ricordava lui...

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    5. Mistero della tv premium, e fortuna vostra :)

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