domenica 21 giugno 2015

Viaggio a Berlino: dove mangiare. E cosa.

Per circa tre anni, senza volerlo, ho fotografato cibi tedeschi. È che arrivavano sul tavolo piatti composti in maniera così colorata e con un profumo così invitante, che ogni volta pensavo “bello questo!” e, prima ancora di poter divorare tutto, avevo già fatto una foto e l'avevo spedita a qualcuno. Non era per fargli invidia, era per dire “quando vieni ti porto a mangiare anche questo”.

A parte questa versione altruistica dei fatti, c'è da dire che da diversi anni non avevo voglia di sperimentare cibi a destra e a manca, col rischio di rimanere delusa come quando cucinavo io, e con l'aggravante di aver pagato! Perciò a Berlino ho iniziato a cucinare (e poi la quantità di piatti tipici di altri Paesi ancora da provare è troppo vasta per uscirne viva) e mi sono limitata a mangiar fuori solo quelle poche volte che ho avuto ospiti o che ho avuto proprio tanta, ma tanta voglia di mangiar fuori. Ad esempio con la bella stagione, quando “fuori” significa proprio fuori all'aria aperta.

Per circa tre anni ho portato i miei ospiti a mangiare tedesco, con l'idea di scrivere un giorno un post pieno di foto e pareri, ma aspettavo sempre di poter andare in quell'altro ristorante o di assaggiare quell'altro piatto, e così il tempo è passato e del post, fino ad ora, avevo abbozzato solo il titolo: doveva essere qualcosa del tipo “Mangiare a Berlino, i consigli dello Spirito”. Facile. Ebbene.

Mangiare a Berlino, i consigli dello Spirito.

A Berlino, e in Germania, si mangia maiale. Non solo salsicce alla griglia e non solo accompagnato da patate.

Al Clärchen Ballhaus* ad esempio ho mangiato il salsicciotto bollito accompagnato da insalata di patate o da asparagi (era stagione). È stata una sorpresa, perché io conoscevo il locale come sala da ballo (Ballhaus vuol dire questo) famosa per le serate di tango, in cui mangiare una pizza se va bene; invece non solo ci sono serate anche di swing, valzer ecc, ma ora si può mangiare anche in giardino e la pizza è solo l'ultima di un bel menù altrimenti tipico tedesco. L'edificio fatiscente con arredamento retrò invece è rimasto come lo ricordavo.







Il salsicciotto (Wurst in tedesco) lo trovate sempre anche nella zuppa: che sia di patate o di lenticchie o che sia un minestrone (Eintopf) il Wurst a rondelle non manca mai. A meno che non siate entrati in un ristorante vegetariano.





Un altro classico è l'arrosto di maiale, spesso in versione Kasseler che, ho scoperto, significa che è in salamoia. Non so cosa sia la salamoia, ma l'arrosto è buono. La carne è accompagnata da un buon sughetto e come contorno, oltre alle patate bollite, ci possono essere anche i crauti.






Le ultime tre foto sono state scattate nel ristorante del museo della DDR che offriva un menù tipico dei Paesi del blocco sovietico, tipico sia come ricette che come ingredienti e che purtroppo per voi ha chiuso il 31 marzo 2015. A me dispiace perché ci facevo un salto la sera dopo il lavoro, per una merenda con fetta di torta o una zuppa calda, ma la direzione ha deciso di ampliare gli spazi espositivi del museo, di cui comunque consiglio la visita, perché racconta la quotidianità nella Germania Est; è aperto tutti i giorni sino alle 20, uno dei pochissimi che non chiude alle 18 e che non non è chiuso il lunedì.






Un altro bel posto dove mangiare tedesco è il ristorante Zum Schusterjungen*, che non ha un sito internet in cui curiosare, ma in compenso ha il menù in italiano. Qui ho mangiato ogni volta che ho avuto ospiti, e anche se non mi presento mai come quella dell'altra volta, né azzardo battute del tipo “sono di nuovo di qui, ahahaha, ho altri ospiti, visto?, ahahaha, e nemmeno stavolta ho prenotato uhuhahaha” che tanto i berlinesi non afferrerebbero, ho sempre mangiato bene. Anzi forse proprio per questo. Il locale è tipico tedesco, si mangia anche al bancone o su tavolini alti da bar (beh, se non c'è posto, io mi accontento, purché si mangi) e si mangia bene.







L'arrosto di maiale è servito col solito sughetto, con le solite patate, in versione gnocco o bollite intere, e con i soliti cavoli: anche rossi, che secondo me sono più buoni del crauti, perché non sono acidi.







Il maiale si può mangiare anche con l'uovo o il formaggio sopra, le patate possono essere anche fritte, e i piselli sostituiscono degnamente il cavolo. E la birra non è obbligatoria!







Il maiale esiste anche in altre due versioni. La più semplice e golosa (cioè grassa e goduriosa) è il Leberkäse bavarese: un pezzo di carne di maiale macinata e pressata come i Wurst, ma grande quanto un plumcake, che viene tagliato a fette grosse come un dito e mangiato nel pane con la senape o nel piatto con contorno di patate (in questo caso arrosto). Io lo mangiavo spessissimo da Damisch, dentro la stazione di Friedrichstraße, che ha un angolo coi colori celeste e bianco tipici bavaresi (ma lì potete mangiare qualsiasi cosa, anche da portar via, è tutto buono, dalla zuppa del giorno ai panini imbottiti). Non gli dareste due centesimi, lo so, perché è alla stazione e non è un vero e proprio ristorante, ma è un punto ristoro per viaggiatori (o per turisti che hanno calcolato male i tempi), ma si mangia proprio bene e a prezzi modici.

L'altra versione di maiale è invece tipica berlinese: il currywurst, che ha una storia recente*, una ricetta segreta e un ottimo sapore. È un cibo da strada, raramente si trova nei ristoranti, se non in quelli per turisti polli, mentre i chioschetti per strada (Imbiss in tedesco) ce l'hanno quasi tutti, assieme alle salsicce grigliate di vario genere: grigliato anche lui, non viene lasciato intero, ma tagliato a rondelle e condito con una salsa a base di ketchup e curry (più altri ingredienti segreti) e servito nel piattino di carta con le patatine fritte e la maionese, se la volete. Il più famoso è quello del Curry 36*, ma è buono ovunque, dai. A proposito di salse: sulle patatine ci vanno il ketchup o la maionese, mentre sulla salsiccia il ketchup o la senape.








Wurst in tedesco significa salsiccia, per questo motivo lo trovate di ogni dimensione e colore e sempre grigliato, tranne il Wiener (viennese) che è quello bollito che si può anche sgranocchiare tenendolo in mano, dopo averlo usato per ripulire il piatto dalla senape, e che per i tedeschi è una merenda (ma anche per gli italiani come me). Di Wurst ce ne sono lunghi lunghi e stretti, corti e grossi, scuri, chiari, bianchi coi puntini. Se non avete ordinato un piatto composto al ristorante, negli Imbiss ve lo servono solo con le salse: nel panino oppure nel piattino di carta, ma col panino di fianco se lo volete. Non è vero che in Germania non vi danno il pane: ve lo danno quando serve - cioè quando non avete ordinato un piatto composto al ristorante, che comprende sempre le patate, che sono carboidrati come il pane e come il riso (del pane tedesco dovrei parlare in un post a parte perché supera di gran lunga quello italiano, che ci crediate o no!).






Volete fare una pausa dal maiale? Allora vi consiglio una bella gita fuori porta, una gita di sole e cultura fino a Villa Liebermann, sul lago Wannsee: appena usciti dalla stazione, se vi incamminate a piedi verso la villa, anziché prendere il bus, o se ci arrivate in bici, potete fare tappa in un chioschetto specializzato in Flammkuchen, una specie di spianata, tipica dell'Alsazia, condita tradizionalmente con cipolle, pancetta e panna acida, ma naturalmente i condimenti spaziano (ottima quella al salmone, ad esempio) fino ad arrivare al dolce: noi abbiamo preso mele e cannella, una bontà!








Un altro posto molto carino in cui si mangia molto bene è il ristorante dedicato allo scrittore Roth*, abbellito da tanti libri suoi, da pannelli in legno, citazioni, e tavolini minuscoli. In questo ristorante ho sperimentato la stratificazione delle cene e me ne sono avvantaggiata di persona: in Germania si cena presto, ma anche lì esistono turni di lavoro che finiscono tardi e a Berlino non ci sono solo tedeschi, nemmeno tra gli abitanti con fissa dimora, perciò si possono vedere i ristoranti pieni alle 17.30, alle 19.30, alle 22.30 (se sono ancora aperti alle dieci di sera), e siccome in Germania non si sta seduti a tavola ore ed ore, si può incappare in un tavolo vuoto tra una prenotazione e l'altra. Il ristorante di Roth è pieno ogni sera (e poi il sabato e la domenica è chiuso), ma in due o in tre, stringendosi si può trovare posto, a patto di rispettare la durata tedesca del pasto: una volta siamo arrivati lì verso le sette e abbiamo trovato quattro tavolini da due liberi, ma erano prenotati come tavolata per le 20.30; ci hanno fatti comunque sedere, avvertendoci della prenotazione, ci hanno serviti in venti minuti, abbiamo mangiato affamati come lupi, e per le venti e trenta eravamo già sulla strada del rientro, a piedi, per smaltire la pasta fatta in casa.







Pasta fatta in casa? Chi di voi conosce l'Alto Adige forse intuisce di cosa parlo: non è tipica berlinese e nemmeno del nord della Germania, ma l'importante è mangiare bene! Si tratta degli Spätzle, specie di trofie o di straccetti di tagliatella, a seconda della forma che vi offrono, all'uovo, a volte verdi con spinaci, altre gialle con formaggio, saltate in padella e servite nel solito piatto composto, con carne e patate, a scelta. La carne può essere una Schnitzel (cotoletta impanata, in realtà tipica viennese) o una fetta di maiale arrosto, e in questo caso avrete anche il sughetto. In alternativa gli Spätzle possono avere anche il formaggio fuso sopra, come gratinatura. E l'insalata in Germania è sempre, dico sempre, compresa nel piatto (l'avrete già notato in molte mie foto), se non l'amate particolarmente, non ordinatela a parte, anche perché la porzione ordinata a parte di solito è enorme anche quando è “klein” (in rapporto 1:5 con l'idea di insalata piccola che si ha in Italia, per capirci).








Gli Spätzle li ho mangiati anche in un altro ristorante berlinese di cucina tipica del sud della Germania, ma non so più quale, ho perso lo scontrino, ma siccome ho ancora le foto, ve le mostro, perché in queste gli Spätzle hanno un altro contorno (i funghi) mentre la carne con cavolo rosso era accompagnata da un altro carboidrato (i canederli, qui tagliati a fette), anzi, la carne era di altro tipo: spezzatino (il famoso gulasch).







Invece da un'altra parte abbiamo preso un Auflauf bollente: uno sformato di verdure, con formaggio filante e sugo, servito con riso in bianco a parte. Se non sbaglio l'ingrediente principe erano i carciofi.






Dopo alcuni giorni di vacanza a questo ritmo, vi assicuro che il non avere una macchina vi parrà una benedizione, anzi vi pentirete di aver fatto l'abbonamento ai mezzi, perché vorrete solo camminare camminare camminare. Ma l'abbonamento vi serve, perché Berlino è molto grande, e ci sono cose interessanti anche un po' più in là (e non necessariamente fuori porta), e comunque coi mezzi pubblici tutto sembra più vicino, a meno che non dobbiate prendere i bus e cambiare quattro volte, certo.

Per riposare lo stomaco, e ho calcolato che anche gli stomaci più allenati, dopo quattro giorni di maiale tedesco, hanno voglia di brodino, propongo sempre il Choise, un ristorante vietnamita scovato dall'Alligatore sul blog di Ciccola, in cui siamo andati per provare la zuppa (Pho in vietnamita) e di cui ci siamo innamorati. La zuppa che voleva provare l'Alligatore era quella vegana col tofu, mentre io sono andata dritta sul manzo, ma dopo averle assaggiate entrambi entrambe, abbiamo invertito la scelta: io sono diventata fan sfegatata del tofu e lui ha ripiegato sul manzo. Anche sugli involtini non siamo d'accordo, perché io non conoscevo quelli vietnamiti (involtini estate) e ora che li conosco non li lascerò mai più, perché non sono fritti e dentro hanno la menta. La zuppa invece ha l'anice stellato, e di questa vi parlerò ancora, vedrete. Da bere: acqua panna o vini italiani. Unico difetto: la zuppa è bollente!!







 

Una cosa che conoscevo e apprezzavo di Berlino è la presenza di moltissima cucina internazionale: già nel 2008 avevo abbandonato il cinese (unica cucina internazionale presente allora in Italia, accanto a timidi tentativi indiani o messicani), per passare al giapponese (sushi), al turco (kepap) e all'indiano come si deve (agnello al curry); negli ultimi tre gli anni invece, ho fatto una scorpacciata di Falafel con Hummus, in particolare al mercato settimanale del Maybach Ufer* e ho scoperto le zuppe giapponesi, buonissime, bisogna solo sapere quali sono e dove mangiarle! Purtroppo il Susuru*, il miglior ristorante giapponese di Berlino, dove ho mangiato una buonissima zuppa di pesce, ha chiuso il 27 marzo 2015, e io ho fatto in tempo solo ad innamorarmene.

Inoltre ho mangiato indiano vegetariano: al W-Imbiss*, altrimenti noto come anti-mcdonald, ho mangiato più volte la naan, una specie di piadina stesa o arrotolata, condita con verdure o con pesce, in varie combinazioni di gusti. Le Naan-Pizza che ho preso io avevano: peperoni, pesto, noci, indivia, radicchio e pomodori (Parika-Nut) o salmone affumicato, capperi, caviale, cipolle rosse (Jewish Naan). Anche qui, col rotolo di naan e lattughe, ho assistito all'errore più grande che si possa fare a Berlino: prendere a parte l'insalata e non riuscire a mangiarla tutta!! Questo locale non è un chiosco per strada, ma se si chiama Imbiss un motivo c'è: è minuscolo, e anche se potete contare sulla stratificazione che vi ho teorizzato prima, potreste non trovare posto se siete più di uno! Unico difetto: non ha il bagno.







Altre due cose da fare, e da mangiare, a Berlino sono la merenda e il brunch.

Il brunch è una colazione tedesca in versione dolce o salata e in versione “anche pranzo”, se sapete cos'è, sapete anche che si può fare dalle 9 circa alle 15 circa e che di solito ha un buon prezzo rispetto ai prezzi delle singole cose che comprende. Io l'ho provato da Butter e da Schmuck Salon, ma anche all'Einstein Cafè è ottima, sopratutto se siete disposti a spendere 25 euro per stare seduti in un locale storico a mangiare tante cose golose come se foste ospiti di un hotel di lusso (ma vi assicuro che potete vestirvi come vi pare, tipo con minigonna in jeans e scarpe da ginnastica nere sotto capottino in panno), cosa che per un'occasione speciale si può fare. La scelta di solito varia dalla colazione del contadino (uova e pancetta), ai croissant con marmellate varie, passando per uova cotte in varie maniere e assaggi di frutta fresca. I piatti sia dolci che salati comprendono il cestino di pane e una porzione di burro, mentre le bevande sono a parte.









 







Per le pause veloci basta una merenda, vero?

In Germania non esistono, tradizionalmente, i bar all'italiana. Ma esiste una cosa molto più buona: la panetteria-caffetteria. Si chiamano Bäckerei e vendono pane e dolci, bevande calde e a volte bibite. Del pane vi parlerò, prometto, dei dolci vi dico che, a parte croissant, krapfen, sfoglie alle mele, non ci sono molte paste in Germania, ma in compenso esistono le Blechkuchen, torte cotte nelle teglie rettangolari come quelle delle pizze al taglio, e vendute in fette rettangolari: possono essere di frolla (come quelle con le mele o con le prugne) o di formaggio (con mousse o gelatina di frutta, o cacao), poi c'è la Sacher, ci sono lo strudel e anche tartine alla crema: dipende da dove andate. Potete bere caffè tedesco (normalen Kaffee) piccolo o grande, con latte o panna da aggiungere personalmente, oppure italiano (Espresso), altrimenti tè e cappuccino (qualsiasi tisana si chiama Tee); ma anche Latte Macchiato nel bicchierone di vetro o Milchkaffee (scritto anche Caffellatte) in tazza grande, quasi una scodella, entrambi adorati e venerati da tutti i tedeschi. Se non volete farvi del male, evitate Starbucks, perché se davvero vi piace il caffè ed è una sostanza di cui avete bisogno non ne vale la pena.

Le Bäckerei possono essere in versione caffetteria, cioè con banco-vetrina e tavolini, oppure in versione self-service, cioè con i vassoi a disposizione per prendere da soli dalle vetrine tutto quello che volete, con macchine del caffè in cui selezionare la bevanda preferita e buste di carta per imbustarvi il pane dopo averlo pagato; hanno anche qualche posto a sedere, ma l'atmosfera non è proprio quella di un caffetteria accogliente come nelle Bäckerei tradizionali: sono più una cosa da città frenetica.













Le ultime cinque foto sono state scattate al Barcomi's* e al Billy Wilder Cocktailbar quest'ulitmo un po' costoso (più dell'Einstein!!), ma se vi piace il cinema, vi piacerà anche questo localino, che è pure più simile ai nostri bar, perché offre aperitivi e qualcosa da mangiare la sera.



Infine una merenda sfiziosa, diversa dal solito, è un classico dal 1896: le Purzelchen*, palline di Quark (un formaggio tedesco considerato ricotta, ma con consistenza e sapore dello yogurt) fritte e ricoperte di zucchero a velo, molto simile per sapore ai dolci di carnevale italiani. Mentre un classico di sempre è il Buttercroissant, semplice e sostanzioso.








Di grande aiuto in questi tre anni è stata quella dose minima di curiosità che mi era rimasta assieme ai consigli preziosi di Chiara di Berlino 101. *Tutti i locali contrassegnati da un asterisco sono consigliati nel suo libro 101 cose da fare a Berlino almeno una volta nella vita o mi sono stati consigliati da Chiara in persona.



Berlino 101 nasce come guida di Berlino, un libro completo al 99% di cui vi avevo parlato qui. Quell'1% che manca è una carta di Berlino, ma visto che le danno gratis negli uffici informazioni dell'aeroporto o della stazione, e se non sono gratis, sono da pagare ma comunque si trovano sia all'aeroporto che alla stazione, direi che non è certo un problema volersi concedere una vacanza speciale seguendo i 101 consigli di Chiara. Il libro è completato dai bei post del blog berlino101.wordpress.com che danno un tocco di attualità alle informazioni su Berlino e permettono anche di evadere un po' grazie ai suggerimenti per gite fuori porta, perché la Germania non è solo Berlino, e Berlino non è la Germania. Se però sentite di aver bisogno di un aiuto in più, Chiara è anche una guida in carne e ossa, contattatela e saprà proporvi il modo giusto di conoscere la città: maggiori informazioni sulle sue visite guidate qui.



Buon viaggio e buon appetito a Berlino!

Ps. In realtà metà delle foto non le ho fatte io, ma i miei ospiti!!

8 commenti:

  1. Tra i tuoi ospiti c'ero io, e ho fatto spesso e volentieri gli onori a questi piatti ... già, è un bene che poi si possa camminare per smalitire tutto questo ben di dio ;)

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    1. Onori e foto ;)
      Ed è sempre meglio andare a mangiare un po' lontani da casa, per sfruttare al meglio il rientro!

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  2. Io a Berlino ho mangiato benissimo, grazie a te e a Chiara. In particolare mi sono piaciuti il ristorante di Roth e l'anti-MacDonald!

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    1. Sì sì sì, l'anti-MacDonald per me è anche un ottimo anti-pizza e Roth ha un ambiente da viaggio nel tempo..

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  3. Il mio viaggio in Germania (uno) è stato un disastro, parlo di cibo, la tua vetrina e i tuoi consigli mi avrebbero salvata dai morsi della fame. Spero di ritornare, appartengo a quelli che per conoscere bene una città devono anche mangiarla, facendo tesoro di questo post.

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    1. E sperando che sia ancora così come l'ho raccontata io, perché a Berlino non hanno mica paura di cambiare! Parlo dei locali, non delle pietanze tipiche naturalmente ;)

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  4. Che onore, Elle! Grazie! Quando torni/tornate quassù, vedrò di consigliarvi nuovi posti ;-)

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    1. Ci contiamo! In fondo Stammkunden lo siamo già dell'intera città ;)

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Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

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