sabato 18 luglio 2015

Detersivi fai da te: una fregatura.

Da quando sono tornata al Paesello mi è tornata la fissa della natura, delle cose belle e pure di una volta, del rispetto per l'ambiente. Non che a Berlino non l'avessi, a dir la verità non l'ho mai persa, ma se abiti in un posto in cui tutti hanno la fissa per l'ambiente da sempre, come è il caso dei tedeschi, la tua fissa personale perde importanza, e più che fissata ti senti inadeguata. Se poi aggiungiamo che in Italia la raccolta differenziata, o anche solo i cassonetti differenziati, con tutte le loro regolamentazioni differenziate da città a città, da paese a paese, è percepita ancora come una punizione immeritata, essere fissata col riciclo e balle varie diventa quasi una tortura, perché tutti ti vedono come una pazza stravagante, tranne nei contesti in cui si fa sul serio, e allora sei solo infantile e fai perdere tempo ai grandi.

Ma mentre nel vicinato, e fra le persone che mi stanno vicine, i discorsi a tema rifiuti girano più che altro attorno alla discussione: "beati voi che avete la raccolta porta a porta, è vero, vi dovete adeguare al calendario, ma almeno ve la vengono a prendere sotto casa" contro "fortunati voi che avete ancora i cassonetti, è vero che dovete portarla voi sin lì, ma almeno non ci sono sacchi puzzolenti ammucchiati davanti a ogni porta", caso tipico di erba del vicino più verde, su internet pullulano i consigli su come produrre tutto in casa, risparmiando su flaconi e vaschette di plastica, rispettando l'ambiente con produzioni biologiche, migliorando la propria salute con meno prodotti chimici in casa eccetera. Stando a quel che circola su internet le persone normali non vanno a letto ogni sera col dubbio di aver portato fuori il sacchetto giusto o con il senso di colpa per non averlo portato, ma si svegliano ogni mattina col pensiero di quale nuovo prodotto chimico potranno sostituire con uno prodotto in casa nel rispetto dell'ambiente.

Anche io, che con la differenziazione dei rifiuti non ho nessun problema, volevo passare alla fase avanzata: ridurre i prodotti chimici in casa e sfruttare per le pulizie le risorse casalinghe, più per tirare la cinghia con senno, che per fuggire alle esalazioni, visto che di quelle ce ne sono sicuramente dieci volte tanto fuori dal mio controllo.

...seguendo le istruzioni trovate su greenme.it.


Ingredienti.
Se si vuole vivere e pulire in maniera più sana basta avere in casa:

acqua (se vivete in una regione siccitosa, compratela)

aceto (se non sapete quale marca comprare o se vi da fastidio l'odore, passate al punto sei)

bicarbonato e soda (ma esistono anche il percarbonato, il perborato, il boro, il sodio, il sale iodato, la soda caustica, la soda da bucato, la lemon soda, che hanno funzioni anche molto diverse tra loro, e alcuni sono pure letali e/o corrosivi),

limoni (naturalmente biologici, meglio se dal vostro alberello coltivabile anche in salotto),

olii essenziali di limone, di lavanda, di geranio (e non pensiate che siano solo per profumare)

acido citrico (una polvere che a quanto pare è meglio, molto meglio dell'aceto, e non solo perché è inodore).


Procedimento.
Su internet trovate tanti siti e blog dedicati alla produzione casalinga di detergenti, detersivi e prodotti vari, esistono anche libri, e se ci pensate un po' esistono da sempre anche articoli su riviste cartacee per sole donne e non solo. Se provo ad indovinare, direi che è dal primo boom di urbanizzazione che si pensa a come curare la nostalgia delle cose belle della campagna, ad esempio del profumo di bucato steso al sole; e anche se alcune ditte produttrici di detersivi hanno dato ai loro prodotti profumazioni naturali, di fresco bucato o di brezza marina, non è lo stesso.

Non sarebbe lo stesso nemmeno se quei cittadini nostalgici tornassero in campagna, perché mantenendo il loro lavoro in città, semplicemente non avrebbero tempo di fare tutto come si faceva una volta, ai tempi in cui la vita delle donne era dedicata esclusivamente alla cura della casa e della famiglia. Certe cose già pronte hanno successo proprio perché sostituiscono il lavoro a casa della donna che così, dopo le sue ore di lavoro fuori casa, può dedicarsi a poche cose poco dispendiose:

la cena

i figli che devono fare i compiti

la palestra

il sesso

eccetera.

Conosco donne che riescono a fare questo ed altro: studiano, cucinano, fanno le marmellate con frutta biologica, hanno i genitori in campagna e un lavoro in città, e altre felici combinazioni che non tutte ottengono.
Io adesso abito al Paesello e sono più che mai decisa a risparmiare, ma non ci vedo nessun risparmio a buttar via una decina di limoni biologici (con quello che costano, visto che l'alberello che mi hanno regalato, e che è in giardino, limoni ancora non ne ha) se poi il risultato non mi soddisfa. 

I limoni devono bollire e ammorbidirsi. Tolti i semi vanno frullati. I limoni devono cuocere con l'aceto, l'acqua e il sale fino. La crema deve rapprendersi, diventare gelatinosa. Se ci sono ancora pezzetti di buccia, è meglio passare ancora il detersivo.


Caratteristiche.
Il detersivo per i piatti che ho prodotto da sola ha vantaggi e svantaggi:

  • non fa schiuma, perché non contiene sostanze chimiche che la producano, quindi è ecologico e psicologico, aiuta infatti a esercitare il proprio autocontrollo e a sedare eventuali scatti maniaco compulsivi: come un mantra mi ripeto "calma, non fa schiuma, è vero, e così sembra che non lavi, ma lava, lava" e trattengo lo stimolo ad aggiungere ulteriore detersivo per capire se: a) non lava perché ne ho messo poco oppure b) lava, ma siccome non fa schiuma, a me non sembra che lavi; nei primi giorni si è psicologicamente esausti dopo il lavaggio dei piatti, ma col tempo ci si abitua anche a lavare solo con l'acqua, pur di non dover soffrire davanti a una spugnetta che sembra imbevuta solo di acqua, appunto, anche se vi si è rovesciato sopra metà flacone di detersivo al limone fatto in casa;
  • fa risparmiare acqua, perché non fa schiuma, quindi basta strizzare la spugnetta prima di riporla, senza sprecare ulteriori litri di acqua per togliere tutta la schiuma del detersivo che la impregna; e basta passare la mano bagnata sul lavello per ripulirlo dopo aver lavato i piatti; in certi momenti non sciacquerei nemmeno le stoviglie perché, a parte le prime, che hanno tracce di pezzetti di limone, sono tutte apparentemente solo bagnate;
  • profuma intensamente di limone, al punto che verrebbe voglia di berlo, sopratutto dopo pranzo in estate, quando a lavare i piatti con l'acqua calda si producono solo calore e sudore, una bella cannuccia dentro il flacone del detersivo per i piatti è il primo desiderio, seguito come un'ombra dal desiderio che il detersivo al limone faccia il suo dovere di lavare e sgrassare, almeno stavolta;
  • il detersivo al limone, prodotto con aceto, acqua e sale in quantità precise, infatti, non sgrassa, anche se nei primi giorni, tra belle speranze e piatti casualmente poco sporchi, l'impressione è che sia la cosa migliore che avreste potuto fare per la vostra vita domestica;
  • il detersivo al limone, aceto, e altri ingredienti appositi, non eliminandolo, conserva il grasso nell'acqua del lavaggio, anzi, lo propaga dai piatti, dall'insalatiere, dalla padella del soffritto a tutto il resto, dando l'impressione di aver messo nell'acqua, anziché una dose di detersivo al limone, un cucchiaio di olio di oliva;
  • il detersivo al limone fatto in casa, quindi, non rende lucidi i bicchieri, anzi li opacizza ulteriormente, come quando, caduti per sbaglio nell'olio d'oliva, si prova a pulirli con un panno asciutto e sporco;
  • il detersivo al limone e aceto, se usato puro sulla spugnetta, non sgrassa, ma permette di spalmare meglio l'olio dal fondo della pentola del soffritto alle sue pareti, alla parte esterna, ai manici, e a tutti gli oggetti che, dopo di lei, verranno lavati con la stessa spugnetta, la quale da ora in poi sarà anche difficile da sgrassare a sua volta.

Cosa si può produrre in casa.

Detersivo per i piatti al limone

Detersivo per lavatrice al bicarbonato

Ammorbidente all'aceto

Detergente per pavimenti all'olio essenziale

Detergente per i vetri al sapone liquido

Detergente multiuso all'acqua calda

Autocertificazione.



In tutti questi detersivi e detergenti sono contenuti in proporzioni variabili aceto, acqua, bicarbonato, olio essenziale, limoni, sapone liquido di marsiglia puro ecologico biodegradabile.

L'aceto in particolare va bene per molte cose:

detersivo per i piatti

anticalcare

antimuffa

antigiallo

anti formiche

anti api e vespe e calabroni

ammorbidente in lavatrice

brillantante in lavastoviglie

per le insalate fresche e i sottaceti

detergente per i vetri e per tutte le superfici lavabili, salvo poi scoprire che sprigiona il nichel da certi materiali, che lascia aloni su certi altri, che non si leva più via la puzza da altri ancora, che non va bene per la placca batterica né come anticarie o antidolorifico, che è meglio l'acido citrico.

Mia nonna ad esempio non lo usava, mia mamma sì, ma solo per le melanzane, come si spiega?



Non voglio parlar male dei prodotti fai da te, naturalmente, ho senz'altro sbagliato qualcosa io, e non c'è nemmeno da lamentarsi dell'ondata di interesse per la natura e il biologico: l'hanno fatto gli hippie negli anni Settanta, l'hanno fatto le casalinghe abbonate negli anni Ottanta, l'hanno fatto i vegetariani negli anni Novanta, l'anno fatto i padri divorziati nei Duemila, ora è il turno di cani e porci, nulla di strano.

Io ho talmente poche nozioni sull'argomento, che non saprei nemmeno quale ingrediente aggiungere o quale togliere al mio detersivo fallito, visto che una delle poche cose che so è che il potere sgrassante ce l'ha il limone. Lo so perché per anni ho avuto un problema di capelli grassi e compravo shampoo specifici che contenevano estratti di limone, citronella o cose così, e a pensarci bene, se fosse così facile, mi sarebbe bastato spremermi qualche limone biologico in testa per avere lo stesso effetto, no? Ma la prima cosa che mi viene in mente è che forse il succo di limone mi farebbe venire un'irritazione alla cute, poi mi chiederei quanto costerebbero cinque o sei limoni due volte a settimana, e mi interrogherei sui costi di produzione di uno shampoo che di limone, in fondo, non ha nemmeno il profumo, ma che forse in fondo in fondo lo contiene, almeno sotto forma di estratto artificiale e a questo punto mi torna in mente che quando ci si lavava i capelli con la cenere, si era molto poveri, non si mangiavano le cose che si mangiano oggi, e che influenzano l'adiposità del capello o della pelle, né si pretendeva di avere il capello lucido con tutte le squame chiuse perfettamente messo in piega o per lo meno con un aspetto sano. Varrà anche per i piatti?


Voglio solo dire che quando le nostre mamme o nonne producevano tutto in casa non avevano grandi pretese oltre la sopravvivenza quotidiana e il risparmio, e non avevano nemmeno altro da fare, e se adesso quelle tradizioni si sono perse è perché ognuno di noi ha necessità e diritto a una vita che comprenda anche qualche svago: andare in palestra o al cinema comporta che qualcuno gestisca la palestra e il cinema e queste persone non avranno tempo di farsi i detersivi in casa o anche solo il pane, perciò ci vorrà qualcuno che glieli fornisca, cioè che non li faccia solo per sé ma anche per altri, e questo significa che avrà meno tempo per farsi il cappotto o per costruirsi la casa, serviranno perciò delle persone che lo facciano per lui, oltre che per sé stesse, e questo implica che avranno meno tempo per coltivare i pomodori o per tagliare la legna, dovranno comprare tutto da qualcuno che se ne occupa eccetera. Ognuno ha il suo mestiere.
E sempre più persone fanno come hobby qualcosa che per altri è un lavoro, mentre altre hanno un lavoro che per alcuni è solo una perdita di tempo, ma che qualcuno dovrà pur fare.



Tornare al detersivo comprato è stato un trauma: fa troppa schiuma e puzza di detersivo. Ma io ho deciso di lasciare che della produzione di detersivi si occupino gli esperti di detersivi, lasciando a me l'incombenza di scegliere il mio esperto di fiducia tra quelli che producono nel rispetto dell'ambiente e non solo della delicatezza delle mani, e contemporaneamente non dissanguano l'acquirente con il prezzo al litro (ce ne sono sicuramente); mentre io mi dedicherò anima e corpo alla produzione di pagnotte, mia nuova fissazione che in realtà ho sempre avuto.

10 commenti:

  1. Post interessante, che mischia molte riflessioni sul lavoro e non-lavoro, l'ecologia della mente e del corpo. Sono fortunato ad averti vicino, e anche se il detersivo fatto in casa non è stato un successo, cerchermo di condurre una vita più il naturale possibile, con tanti buoni film/libri/concerti ...

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    1. A lavare i piatti senza schiuma dovevo distrarmi in qualche modo, allora riflettevo su tutto, partendo dall'emergenza ecologia per arrivare a quando si stava meglio perché si stava peggio. Cercheremo altri modi di tornare alla natura, conto sul tuo aiuto ;)

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  2. già comprare quelli sfusi, riutilizzando i vecchi contenitori, è un grosso risparmio sia economico che d'impatto per la plastica che riutilizzi, oltretutto sono anche più concentrati e durano molto di più.
    e se passi alla spazzolino Ikea da 1 E che metti un po' di detersivo dentro, non devi cambiare spesso la spugnetta...durano un anno più o meno
    ciao Elle :)

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    1. Provare i detersivi sfusi sarà il prossimo passo, per avere meno plastica e meno intrugli chimici, ormai diffido di tutto ciò che ha un buon profumo! (ok, esagero un po'). Così io posso concentrarmi su altre cose ;)

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  3. Non è solo interessante, è anche divertente :-D
    Comunque sono d'accordo con S, la cosa migliore sono i detersivi biologici sfusi, aiutano l'ambiente, non costano una fucilata, e addirittura sgrassano le stoviglie.

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    1. Se sgrassano non posso indugiare oltre, visto che l'olio d'oliva è parte integrante della mia dieta sana equilibrata mediterranea insalatara ;)

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  4. Elle sei uno spasso! Ho letto tutto quanto e ora ho capito che è meglio che non mi dedichi all'autoproduzione di detersivi - che non avevo comunque intenzione di fare :)
    L'unica cosa che faccio è fare attenzione a quelli che compro (per esempio mi vanno a genio quelli col minimo ingombro di plastica, tipo ricariche o alla spina, o quelli biodegradabili-ovviamente devo fidarmi delle etichette). Poi comunque l'olio di gomito bisogna usarlo lo stesso :D

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    1. Viva l'olio di gomito! E l'autoproduzione di detersivi è una perdita di tempo, per quelli come noi che hanno ben altro da creare ;) Anche io passerò ai detersivi ecologici ricaricabili... appena finirò questi 1,5 litri di schiumogeno che puzza di detersivo...

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  5. Voto anch'io per i detersivi ricaricabili! E se ne trovano alcuni, su mercato, a base di essenze naturali non (troppo) inquinanti che lavano bene. E poi io ho eliminato l'anticalcare a favore dell'essenza di aceto (che però mi sa che si trova solo qui e nei paesi che hanno iperproduzione di cetriolini in casa) e i disinfettanti a favore della banale ed efficace varechina.

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    1. Infatti io l'essenza di aceto come anticalcare io la ricollego alla Germania. Anzi, ho scoperto che l'aceto è un anticalcare proprio lì, dalle colleghe che pulivano così il bollitore dell'acqua!
      Il detersivo al limone fatto da me lo sto usando per profumare le stoviglie che puzzano troppo di detersivo ;)

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Buona permanenza nella Casa nella Palude
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