lunedì 30 novembre 2015

La Scimmia Yoga: il libro.

Da nove mesi a questa parte pratico yoga in versione Vinyasa, ma solo da due mesi dico che lo pratico e non più che lo faccio. Ho cambiato termine più o meno quando ho iniziato a praticarlo tutti i giorni.

Tutto ebbe inizio...

  • Elle, tu fai qualche sport?
  • Sì, leggo.

    [Elle, 2014]
Tutto ebbe inizio con un feroce mal di spalla.
Il motivo per cui ho letto un libro sullo yoga, è che io non facevo sport, a parte sollevare scatoloni al lavoro, o a casa in vista del trasloco, o camminare un'ora al giorno (andata e ritorno dal lavoro o dall'ufficio postale, in questo secondo caso con uno scatolone del trasloco all'andata, strisciando al ritorno). Il motivo per cui ho comprato un libro di yoga è che io non amo le palestre, gli orari fissi, la massa ansimante, i gruppi di principianti (sarei finita lì), i gruppi di donne ansiose (per rilassarsi ci vuole tempo e allenamento), né uscire di casa per spendere soldi. A quei tempi compravo online con un clic. Seduta comodamente su una sedia da campeggio al tavolo da cucina china sul computer dopo dieci ore in piedi. Convinta di avere un problema di postura (dopo aver dato la colpa al freddo, al lavoro, al trasloco imminente), ho seguito questo percorso:

lettura di 50 libri l'anno > ricordi vaghi di total body > ricerca di video di pilates > yoga

Apparentemente un percorso incongruente.
Allora non avevo la più pallida idea di cosa fosse lo yoga: uno sport, pilates per giovani alternativi, una dieta, uno stile di vita sano, una religione orientale, una scusa per spillarti 40 euro al mese. Ho iniziato guardando qualche video, naturalmente per collo e spalle, per cercare di capire: la mia è presto diventata una vera e propria fissazione teorica. Video dopo video sono approdata al ricco canale YouTube della Scimmia Yoga: video colorati, viso sorridente, una scimmietta simpatica come logo e un nome che mi ha colpita, come se si riferisse proprio alla mia scimmia (termine gergale per “fissazione”) per lo yoga. E in aggiunta: un blog tutto da leggere. Seduta comodamente su una sedia da campeggio al tavolo da cucina china sul computer dopo dieci ore in piedi leggevo il sito e scoprivo che La Scimmia Yoga è anche un libro. Con foto!

Foto ©La Scimmia Yoga

Ad un certo punto la spalla mi ha richiamata all'ordine e mi sono convinta. Ho iniziato con video brevi (cinque minuti) e man mano ne aggiungevo altri, perché non mi sentivo pronta (= non avevo voglia) per una lezione intera. Il motivo per cui ho comprato questo libro in particolare sullo yoga, sono i video: semplici, chiari, invogliano i pigri e aiutano gli inesperti. Il libro conferma le capacità di insegnamento di Sara Bigatti.

C'era il mistero della respirazione: nello yoga si respira solo dal naso, ma perché? Avevo visto anche video di altre insegnanti, ma nessuna lo spiegava, e io non accetto i comandi a testa bassa, sopratutto se comportano un dispendio di energie eccessivo: io non ero mai riuscita a respirare solo dal naso, quindi faticavo a tenere la bocca chiusa.
Il libro La Scimmia Yoga ti spiega come essere felice e in forma con lo yoga di Sara Bigatti spiega perché si deve respirare solo dal naso, perché è importante il riposo settimanale, perché ci vuole pazienza e perché dobbiamo lasciar perdere le sfide. E io che sfidavo sempre me stessa!

Foto ©La Scimmia Yoga

L'introduzione è delicata, nessuna critica a chi non pratica yoga da una vita, nessun biasimo per chi è rigido come un albero secolare, nessuna promessa che anche tu, proprio tu, diventerai una super yogina in tot giorni e con tot dispendio di energia e senza neanche accorgertene, scema che non sei altro! - Niente di tutto questo succede con la Scimmia Yoga. Al contrario: si viene guidati gradualmente nel mondo della pratica yoga, “un percorso ricco di possibilità” a cui “ogni insegnante e ogni studente contribuisce con la sua pratica e il suo studio, [per] renderlo sempre più vivace e interessante”.
I benefici dello yoga sono molteplici, e cito solo quelli più interessanti per me: “migliore flessibilità muscolare, maggiore possibilità di movimento delle articolazioni, migliore circolazione sanguigna, tonicità e rafforzamento dei muscoli, migliore postura […], maggiore capacità di concentrazione, riduzione dello stress.”
All'introduzione non potevano mancare le istruzioni su come “leggere” il libro (cioè un libro di yoga), che io ho apprezzato molto, perché da vera principiante curiosa, volevo capire come un libro possa sostituire, o anche solo affiancare, un corso vero e proprio. E poi perché Vinyasa?

Foto ©La Scimmia Yoga

Lo stile Vinyasa è un tipo di yoga “dinamico” cioè le posizioni vengono svolte una dopo l'altra coordinandole con l'inspirazione e l'espirazione, e le lezioni prevedono un riscaldamento iniziale e un rilassamento finale: a parte questo, le sequenze dello yoga Vinyasa non sono fisse, ma cambiano di volta in volta. Ho imparato anche che nello yoga le varie posizioni possono essere praticate a diversi livelli: i principianti faranno la stessa posizione in modo molto meno profondo degli esperti, e si può essere principianti in una posizione, ma avanzati in un'altra, e poi ci sono combinazioni e altre cose con nomi in sanscrito (e in italiano, tranquilli). Il segreto sta nella pratica costante, seguendo il proprio ritmo e le indicazioni del proprio corpo, senza forzare, senza strafare: “C'è una grande differenza tra il desiderio di migliorare e il voler riuscire a tutti i costi, dovete solamente avere un po' di pazienza, senza essere pigri. Non esagerate nella vostra pratica quotidiana e non ignorate i messaggi del vostro corpo, se avete bisogno di riposo, fermatevi!

Foto ©Elle lo Spirito

Tra essere lunatici ed essere flessibili c'è una sottile linea d'ombra: si vede solo con il sole.

[Elle, 2011]

La prima conseguenza dello yoga su di me, e per diverse settimane l'unica, è stata una misteriosa costanza: arriva sempre un momento in cui getto la spugna, l'iniziale entusiasmo è svanito, e ho un motivo pseudo-concreto per “fare una pausa”. Ed è successo anche con lo yoga, eppure all'inizio, quando meno me l'aspettavo, visto che fisicamente non notavo miglioramenti, ogni giorno stendevo il mio pezzo di cartone (non avevo un tappetino), cercavo il video giusto e facevo i miei dieci-quindici minuti di pratica con La scimmia yoga. Addirittura dopo il lavoro, mentre cenavo, mentre lavavo i piatti, dopo esser stata al cinema, mentre facevo i cavoli miei: sempre pensavo che “tra poco” avrei fatto la mia lezione di yoga. Già il fatto di fare lezione scalza (serve per avere una migliore presa) mi faceva sentire partecipe. Dopo poco più di una settimana riuscivo a respirare con il naso non solo facendo yoga, ma per la prima volta in vita mia sempre (tranne quando sono raffreddata, naturalmente). Due benefici in poco tempo mi facevano supporre che il terzo sarebbe arrivato presto.

Il motivo per cui si inizia non conta e va bene sia praticare 'solo' gli asana sia proseguire con altri studi. La cosa veramente importante è sentire che ciò che state facendo vi dà forza, armonia e, più di ogni altra cosa, felicità!

Ecco, la mia non era proprio felicità (troppo stress in quel periodo), era forse più una sorta di armonia. E per fare meglio ho comprato il libro e mi son messa a leggere cos'è e cosa non è lo yoga.

Respirare, non sforzarsi, essere costanti, riposarsi: queste le semplici premesse del libro.
Seguono i capitoli con le varie sequenze: i famosi saluti al sole che, tolto il nome mistico e l'aria ritrita data da chi li nomina anche a sproposito, sono posizioni di riscaldamento, ma anche sequenze autonome, grazie a una loro caratteristica fondamentale: muovono ogni parte del nostro corpo. Prima di queste e di tutte le altre sequenze, il libro spiega la sequenza, offre una foto panoramica di tutte le posizioni che la compongono, descrive una dopo l'altra e con foto singole ingrandite ogni posizione, infine presenta gli approfondimenti, le modifiche, i consigli per chi non riesce a fare la posizione completamente. Provatevi, da non sportivi, a fare anche solo una torsione, come quando seduti sul gabinetto vi girate per cercare a destra e a sinistra la carta igienica: io bestemmiavo in turco, ma ora (dopo nove mesi) afferro il rotolo con uno svolazzo.

Panoramica delle posizioni nella sequenza di rilassamento finale.

Una singola posizione, con descrizione dettagliata.

Le sequenze proposte nel libro sono varie e rispondono a nostre esigenze diverse: per il collo, per la schiena, anti-stress, per la flessibilità ecc. Gruppi di sequenze, variamente combinate, compongono una lezione, e alla fine del libro Sara ne offre otto diverse, di diversa durata e intensità, la mia preferita naturalmente è la lezione “Flessibilità e postura”, che dura 60 minuti ed è di livello facile/medio. Per ogni lezione (e anche per ogni sequenza) sono indicate il livello di difficoltà, la durata, una premessa (per le sequenze) e una panoramica delle diverse sequenze (per le lezioni): questo è utile per chi voglia organizzarsi da solo, seguendo una lezione già impostata, ma stabilendo autonomamente su cosa focalizzarsi e quanto tempo dedicare alla pratica; ma anche per chi vuole concentrarsi solo su alcune sequenze, per migliorare la propria pratica o per un'esigenza fisica particolare: cito solo le sequenze per lo stretching e quelle rilassanti, di ognuna ce ne sono diverse fra cui scegliere.

La mia posizione preferita in assoluto è il cane a faccia in giù, mi piace soprattutto quando devo alzare i talloni e guardare tra le mani: mi sembra di prepararmi a volare, e che sarò leggerissima! Alzare i talloni uno alla volta, da fermi, serve comunque ad abituarsi alla posizione, che non è semplicissima.
Una delle posizioni che ho imparato col tempo è il guerriero: mi piace, ma stare sulla gamba piegata tenendo l'altra distesa e ferma non è semplice. Un grande traguardo per me.

Il libro La Scimmia Yoga, a ben vedere, non è un libro sullo yoga, ma per lo yoga: la teoria è quella indispensabile, la pratica è spiegata passo passo, e a me è piaciuto tantissimo, come tutto il mondo Scimmia Yoga.

Se vi ho incuriosito, e spero proprio di sì, trovate tutte le informazioni e le proposte sul sito lascimmiayoga.com.

Elle, il vostro spirito yogi

4 commenti:

  1. Ero già capitata, ma non ricordo come, sul sito che consigli.
    Sono attratta dallo yoga da quando ero in gravidanza, ma vuoi per pigrizia, vuoi per mancanza di tempo (leggasi ancora pigrizia) non c'ho mai provato.
    E dire che qua in zona ci sono anche corsi per imparare.

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    Risposte
    1. Anche da me la pigrizia ha un ruolo fondamentale, faccio fatica ad alzarmi dal tavolo creativo per stendere il tappetino, perciò sono scesa a tre volte a settimana (anche su consiglio della Scimmia Yoga). Quando ho finito con la lezione sento di aver fatto proprio bene, ma muovermi per iniziare.. ah, che coraggio che mi ci vuole a lasciare i miei addobbi ;)

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  2. Per il momento io resto umile spettatore in diretta, del tuo yoga ... forse in futuro lo farò. Ma non c'è fretta (mi mantengo in forma con il mio nuoto).

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    Risposte
    1. Be' dai anche col nuoto muovi tutto il corpo.
      Un Alligatore che fa yoga ihihi :)

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Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

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