giovedì 31 dicembre 2015

Bilancio di fine anno.

Non so più quante volte ho già iniziato a scrivere e cancellato tutto – e parlo di pagine, mica di incipit.
Il bilancio di fine anno è una tradizione per me, dal 2008. Questo era l'incipit, e poi?
In una delle stesure ho scritto che sono cambiata (che acume) e che non mi piacciono più gli scritti di questo genere. Sarà per questo che non so più come si scrive un bilancio di fine anno, e che faccio fatica a sentirmi soddisfatta.
In un'altra delle stesure (no, non era la stessa), ho scritto che da diversi mesi ho smesso di tenere un diario, che non ne sento la mancanza, ma che forse il motivo di tanta confusione è questo, e ho concluso che dovrei ricominciare a tenere un diario. Mentre lo scrivevo ho cambiato idea, per lo stesso motivo per cui negli ultimi mesi non ho tenuto un diario: il solo pensiero mi pare una perdita di tempo.


Tutti noi ci rifugiamo nelle cose note, quando attraversiamo momenti sconosciuti che ci destabilizzano, o momenti che conoscevamo bene, ma che ora ci sembrano estranei, e questo destabilizza ancor di più, come è per me questo momento di rinnovo della tradizione che sto vivendo come un'imposizione. Eppure ho voglia di fare il punto della situazione, allora mi rifugio in una cosa altrettanto nota, della quale non ho perso certo la mano: le liste. A volte le faccio mentali, altre le scrivo (per non ignorarle, quando non mi piacciono), ma non ho ancora smesso, quindi una o più liste sarebbero l'ideale per rinnovare la tradizione facendola regredire allo stato puro di lista puntata e numerata (solo il pensiero mi eccita), anziché affogare in certi sproloqui di cui sì, sono ancora capace, ma che mi irritano e mi lasciano insoddisfatta.


Nel 2015 ho provato:
  • a fare il pane in casa
  • a fare il lievito madre
  • a fare tutto in casa
  • a non esagerare come mio solito
  • a concentrarmi su poche cose per volta, per non incasinarmi
  • lo yoga vinyasa
  • la maglia
  • il ricamo a punto croce
  • l'uncinetto
  • a svegliarmi alle 7:30 la mattina
  • a svegliarmi almeno alle 9:30 la mattina
  • a svegliarmi verso le 10:30-11, non più tardi
  • a correggere i primi capitoli del mio romanzo (non come metafora della vita)
  • a riscrivere i primi capitoli del mio romanzo
  • a ripensare il mio romanzo, prima di riscriverlo
  • a fare gli addobbi di natale entro natale
  • a fare il calendario del 2016 entro gennaio
  • a scrivere in tedesco, oltre a qualche breve messaggio su uazzàp, anche qualche post del mio blog (ricette o tutorial)
  • a essere più social
  • a essere social con alti e bassi, tanto non se ne accorge nessuno
  • a essere social il giusto, tanto non vendo niente
  • a riconfermare le cose che avevo già dato per assodate, ma che col trasloco avevo trascurato: non è che posso ripartire da zero ogni volta
  • a fare molti chilometri in bici anche in salita (non come metafora della vita)
  • a ricostruire non solo la casa, ma anche l'atmosfera
  • a lasciar perdere le metafore, perché dopo un po' non le capisco più nemmeno io.


Nel 2015 ci sono state anche cose per le quali credevo di dovermi preparare, ma non riuscivo a concentrarmi, eppure quando è arrivato il momento di farmi trovare pronta dagli eventi, ho scoperto che era già tutto pronto: sapevo già come fare, dovevo solo accettare questa mia capacità segreta. Diamo il peggio di noi, quando non vogliamo essere noi stessi, ma quando ci sembra che il momento sia giusto, usciamo allo scoperto come se niente fosse. Così io convivo con Alli e quest'anno festeggiamo cinquanta o sessant'anni di vita assieme, ed è normale, quindi, che le domande implichino sempre un “che non mi ricordo più?”, anche le più sciocche: “come ti piacciono le melanzane, che non mi ricordo più?” o anche “per te va bene se riempio la casa di addobbi natalizi, che non mi ricordo più?” eccetera.
Il cambiamento più grande sembra il più naturale – e non è semplice spirito di adattamento, quello vale solo per il numero spropositato di cd.


Il cambiamento più grande, però, un effetto strano per davvero lo ha avuto: ha spazzato via i primi mesi del 2015 che, se proprio devono materializzarsi nella mia mente, lo fanno sotto forma di catena di montaggio, a cui tanti piccoli Io (l'io burocrate, l'io tedesco, l'io creativo, l'io socievole e l'io orso, l'io bambina incompresa, l'io donna con la valigia, l'io innamorato e l'io isterico, eccetera) vestiti di verde hanno lavorato per costruire il cambiamento più grande o almeno la sua prima fase: il trasloco internazionale.
L'io burocrate ha disdetto l'impossibile (con tanto di firme false per velocizzare).
L'io tedesco si caricava in spalla i pacchi, li tracciava una volta spediti e ad un certo punto ha iniziato pure a pesarli con lo sguardo. Il resto l'ha regalato.
L'io creativo ha inscatolato tutto, inventando spazio anche laddove non c'era.
L'io socievole ha mostrato a tutti la foto della nuova cucina e le sei foto del nuovo divano, scelti tramite uazzàp, e ha contattato tutte le persone che avrebbe avuto piacere di salutare degnamente.
L'io orso ha organizzato feste di commiato sfruttando le feste di compleanno altrui e ha fatto domande puramente casuali su come funzionano i lettori di e-book per poi borbottare di non averne uno, di non avere tempo per cercare le offerte e di non essere poi tanto interessato.
L'io bambina incompresa si è sentita persa su quel materassino nella cucina ormai vuota.
L'io donna con la valigia ha prenotato l'albergo perché l'ultima notte la voleva con gli asciugamani puliti e i campioncini di crema corpo.
L'io innamorato non avvertiva stanchezza, colmava in un lampo le distanze, anticipava i tempi, squittiva e sbirluccicava vergognosamente, ma non ditelo a nessuno.
L'io isterico camminava avanti e indietro per la stanza, borbottava parolacce sia in italiano che in tedesco, dipingeva casa con pennellate che avrebbero ucciso un toro, e una volta ha rotto una mensola a mani nude. Prima che si trasformasse in io assassino sono intervenuti l'io innamorato, l'io creativo e l'io socievole, che l'hanno spinto a scrivere poesie e a fissare appuntamenti per il brunch.

Poi è avvenuto il trasloco che, lungi dal togliere il tappo con un botto, l'ha svitato lentamente, finché tutto è fluito e adesso non mi ricordo più nulla. O meglio, i miei ricordi sono la proiezione del presente verso il passato, pertanto la domanda finale non è: come sarà il mio 2016?, ma piuttosto: perché tenere un diario, se per avere un passato da raccontare, basta rielaborare il presente con qualche modifica per non dare nell'occhio?

Sono cambiata, ma il nocciolo duro è rimasto:
  • umore variabile (basta saperlo e saperlo gestire)
  • malinconia lieve e tendenza a fissarmi su un argomento (di solito quello che mi immalinconisce meglio)
  • tendenza a creare dal nulla sensi di colpa (con la versione natalizia dò il meglio di me)
  • tendenza a interrompere quanto iniziato, attualmente senza nemmeno più cercare scuse diverse dal semplice “non ne ho più voglia” (vedi alla voce “yoga”)
  • bisogno di certezze, nella fattispecie di orari fissi, abitudini, organizzazione maniacale
  • incapacità di organizzarmi in maniera maniacale, semmai tendenza a lasciar perdere
  • senso critico per tutte le incapacità, che poi all'occorrenza si trasforma in spirito creativo capace di vedere tutto come risorsa e altre minchiate simili (vedi alla voce sull'umore)
  • tendenza a tenere per me tutte queste fasi e altre che ora non mi vengono in mente, tranne quando esagero, e allora le racconto quasi con vergogna, e mi rendo anche conto che, pur conoscendole, nemmeno io le capisco, ma già riconoscerle aiuta
  • entusiasmo improvviso e inspiegabile.

Non tiro fuori sciocchezze come mare/montagna, amici pochi ma buoni, carne/pesce o la vita è un percorso, perché sono già al livello successivo.

Per il 2016 vorrei:
  • imparare maglia, uncinetto e punto croce e capire cosa ci posso fare che mi piaccia
  • riprendere a cucire vestiti, anche solo per smaltire tutta questa stoffa che è qui a prender polvere
  • diminuire sempre più la carne e il pesce (tranne alle sagre e feste dove si mangia bene) e anche il latte e altri latticini (tranne il formaggio)
  • leggere più libri che non siano romanzi
  • scrivere in tedesco anche altri tipi di post
  • fare molti chilometri in bici anche in salita, magari una vacanza intera con più tappe
  • scrivere un certo numero di capitoli del mio romanzo, in proporzione all'obiettivo finale che è di scriverli tutti entro cinque anni, non si sa a partire da quando
  • togliermi il bastone dal culo quando c'è da provare entusiasmo
  • capirci qualcosa.


Buon 2016 consapevole a tutti,
vostra Elle, lo Spirito benaugurante

12 commenti:

  1. E allora buon augurante 2016, per me meno consapevolezza, ne ho avuta troppa quasi a esplodere. Più liste, magari è per questo che sono nel caos ;) Condivido le tue adattandole alla mia nuova vita e allora Buona Vita anche a te :**

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    1. Be' ogni tanto ci vuole un po' di riposo, non si può avere la testa sulle spalle 365 giorni all'anno ;)
      Le liste possono sempre aiutare, senza considerarle comandamenti però.
      Buona vita, buon 2016 :))

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  2. Intanto Buon Anno, che gli auguri non hanno mai fatto male a nessuno...Post bellissimo, l'ho letto tutto.Scriverei un mare di parole per risponderti, ma questa è casa tua e non mi permetto.Vista la mia età e per la mia esperienza ti riassumo il mio punto di vista: mai fare liste, limitano e inibiscono anche solo la scelta della prima da iniziare. Mai vivere il futuro vivendo il passato, tanto chi siamo e cosa abbiamo fatto nel bene e nel male è dietro di noi e non ci abbandonerà mai.Il libero arbitrio ci dà la facoltà di cosa fare o non fare , consapevoli di dove ci porterà. A prescindere dal risultato sarà solo colpa o merito nostro il traguardo raggiunto e non ci sarà motivo di incolpare niente e nessuno...e qui mi fermo, vado al bar e bevo alla tua salute.Ciao
    Laura

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    1. Grazie, buon anno anche a te. Io faccio ogni tipo di lista, punti fermi dei miei mille pensieri.
      Riguardo al passato, intendevo dire che spesso non lo ricordo per quello che è stato realmente, ma è più un riflesso del mio presente: se nel presente sto male, il passato era meglio; se nel presente sto, il passato era normale, tutt'al più migliorabile; ma ho sul curriculum anche combinazioni più complicate ;)
      Brindo anche io alla tua, ciao!

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    1. Un buon 2016 anche a te Maria, ciao!

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  4. I tuoi obbiettivi sono simili ai miei, a partire dal pesce e la carne e lo scrivere e fare più km in bici (in salita, ma anche in discesa, vedrai che bello scendere a rotta di collo). E allora mi fido di te anche nel 2016 e ti seguo a ruota ...

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    1. E io seguo te, con fiducia ;)***

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  5. Ma come, hai già smesso di fare yoga?!? Si vede che non era lo yoga giusto per te. Comunque i tuoi propositi per il 2016 mi piacciono molto. E wow, che anno il tuo 2015! E allora auguro un 2016 altrettanto meraviglioso (magari solo un po' più calmo) a tutti i tuoi io!

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    1. Diciamo che mi sono data la zappa sui piedi con un ciclo di lezioni quotidiane per un mese. Ora sto ritentando con dieci-quindici minuti al giorno, senza posizioni stravaganti, solo quelle base per sciogliermi i muscoli raggrinziti dalle mie posizioni raggomitale al tavolo da lavoro ;)
      Grazie altrettanto!

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  6. Beh, di cose ne hai fatte tante e a quanto pare te ne riproponi altrettante.
    Buon Anno cara Elle e mi raccomando, finisci quel romanzo, che ho voglia di leggerlo. :-)

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    1. Grazie Arthur. Ci sto lavorando ;)

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Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

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