sabato 12 dicembre 2015

Regala un libro... a natale 2015.

Quale occasione migliore?
Anni fa mi sono lamentata perché nessuno mai mi regalava libri. Ho pensato allora di lanciare un'iniziativa per coinvolgere i lettori e spingerli a regalare libri.
La casistica però era chiara:
  • se sei lettore, i libri te li procuri da te, sai benissimo come (per i non lettori spiego: li compri, li prendi in prestito dalla biblioteca, te li fai prestare da un altro lettore, a volte dimentichi di restituirli ecc);
  • se sei lettore sai anche, però, che i gusti di lettura vanno rispettati, che va rispettato anche il piacere per la lettura, che quelli che dicono “io non leggo” in fondo fanno girare i coglioni e il problema è loro;
  • se non sei lettore ti scoccia spendere soldi per un libro, anche se è un regalo;
  • se non sei lettore, ma accetti il fatto che a un lettore puoi regalare solo un libro, ti rimane comunque il dubbio su quale libro; e poi ai tuoi occhi ha pure poco senso perché i lettori hanno già un sacco di libri, cosa se ne fanno di un altro?

In questi anni, quindi, mi sono resa conto che più che un'iniziativa “regala un libro” avrei dovuto lanciarne una “aiuta un non-lettore a scegliere un libro da regalare”. Fin qui siamo ancora nella mia fase egoistica.

La fase altruistica (contemporanea alla precedente, perché uno Spirito può avere due fasi opposte contemporaneamente) comprendeva una serie di riflessioni sul perché una cosa così bella come leggere sia conosciuta e apprezzata (e quindi praticata) da pochi. Subito seguita da profondi ragionamenti sul perché per i lettori sia inconcepibile l'esistenza dei non-lettori (proprio loro che, a furia di leggere, dovrebbero avere l'apertura mentale necessaria ad accettare la diversità) o l'esistenza di lettori di basso rango (non basta leggere, per essere lettori? E per quale motivo si legge: per il piacere di entrare in una storia e farla propria o per far vedere di essere lettori?). Ho pensato quindi che l'iniziativa “regala un libro” potesse prevedere le varianti “a un lettore, tenendo conto dei libri che ha già letto” e “a un non-lettore, per mostrargli quant'è bello leggere”.
La seconda variante dell'iniziativa è sicuramente più abbordabile della prima, anche per un intelligentone lettore, non trovate?

Nei miei anni di letture (in assoluto la cosa che so fare meglio), ho vissuto a stretto contatto con non-lettori ignari di questo loro status, con non-lettori consapevoli e indifferenti, con non-lettori che mi odiavano, io sempre lì con un libro in mano, assente. A queste persone come potevo far capire che leggere è bello? Negli anni ho affinato diverse tecniche, tutte personalizzate, come ogni terapia che si rispetti:
  • la carta del film: ti è piaciuto il film, pensa che è tratto da un libro (funziona solo se il libro dura meno del film);
  • la carta dello scrittore famoso: io ho tutti i suoi libri, il primo ad esempio è molto bello (funziona solo se è anche scritto in grande);
  • la carta dell'argomento moderno: sesso, droga, aperi-cena ecc (funziona solo se il libro è a fumetti);
  • la carta del film che verrà tratto dal libro dello scrittore famoso che scrive solo di sesso, droga, aperi-cena ed è stato già diverse volte in tv, ha un blog seguitissimo, è un figo da paura (scrittrici gnocche mi pare che ancora non ce ne siano, ma per convincere un non-lettore uomo a leggere ci vuol ben altro, che so: la certezza che quel libro, una donna non lo capirebbe mai).

Concludendo, io posso tollerare l'esistenza dei non-lettori, e anche di non-lettori che leggono la cosiddetta spazzatura, entrambi hanno i loro pregi: i primi sono innocenti e vergini, hanno bisogno solo di imparare a leggere, forse sono stati traumatizzati a scuola (riguardo ai classici lo sono stata anche io), hanno tutta la mia comprensione, tranne quando urlano che di leggere non gliene frega un cazzo, e che non vogliono certo rincoglionirsi come me, sempre chiusa in casa a leggere come una sfigata!, allora dico vaffanculo e riprendo in mano il mio libro, ma che si arrangino, non-lettori di merda.
I secondi non sono certo da biasimare, leggere è un piacere, e se loro provano piacere a leggere storielle insulse, è solo una questione di gusti, equiparabile a questioni di gusti sessuali: tanto baccano per il riconoscimento delle famiglie non tradizionali, e poi giù a criticare chi legge la cosiddetta spazzatura, non è corretto. E poi anche i secondi possono essere istruiti, beninteso senza fargli fare a tutti i costi l'analisi del testo, per convincerli di quanto stupide siano le loro letture.

Ed ecco che torna in primo piano la mia iniziativa Regala un libro, ormai alla sua seconda edizione: per divulgare non solo la lettura, ma anche l'abitudine a regalare libri, il vero motore è il lettore. Ne ho avuto conferma qui, nella mia nuova vita, dove sono circondata da lettori che si spianano la strada ai regali a me, una sconosciuta, regalandomi libri. Sconosciuta sì, ma pur sempre lettrice onnivora. Nel mio caso, quindi, basta che il libro sia piaciuto a chi me lo regala, per andare quasi a segno, ma andiamo con ordine:
  • ai lettori, che si vantano di esserlo, e magari da anni rompono il cazzo dicendo che il loro sogno sarebbe aprire una libreria, non dovrebbe risultare difficile scegliere non il libro dell'anno (come fanno i lettori di spazzatura), non il classico dei classici imprescindibile (come fanno i professori), non un libro facile e adatto (come si fa coi bambini), ma un libro che abbia tutte le caratteristiche che anche noi lettori vorremmo: scritto bene, trama avvincente, storia così ricca che ci son venuti fuori pure tre film di tre registi diversi, personaggi interessanti ecc;
  • ai lettori non dovrebbe essere difficile nemmeno procurarsi, a memoria, libri non troppo lunghi, e con un linguaggio non troppo astratto;
  • per giocare d'anticipo, i lettori dovrebbero concentrarsi su autori che di libri belli ne hanno scritto più di uno, caso mai il non-lettore, dopo esser riuscito a leggere il primo, e convinto che la magia sia dell'autore, voglia leggere altri libri (per prova, eh);
  • la mia regola fondamentale, sia che il destinatario sia un lettore, sia che non lo sia e non lo voglia essere, è aver letto il libro che regalo, ma a maggior ragione deve essere così quando è destinato a un lettore, perché questi di norma vuol sapere perché proprio questo libro?; anche un non-lettore però ha diritto di saperlo, e dirgli che il libro è facile non sta bene: meglio riassumergli la trama avvincente e parlargli dei personaggi interessanti, come se fossero colleghi di lavoro che vogliamo assolutamente presentargli;
  • a volte, ai non-lettori, vanno spiegate anche cose ovvie: come tenere il segno (aggiungere un bel segnalibro al libro non guasta), che può scegliere autonomamente in quali ore del giorno leggere, che non deve per forza spegnere la radio o stare coi gomiti sul tavolo e la testa tra le mani, ma può stravaccarsi sul divano, anzi se non ha problemi di schiena deve; oggigiorno possiamo pure promettergli che, per stare più comodo, gli faremo provare il nostro lettore di libri elettronici, che si può tenere con una sola mano (caso mai l'altra servisse per qualche altra cosa);
  • a volte, ai non-lettori, può essere di aiuto venire coinvolti in un momento di lettura: avere in spiaggia, in salotto, sul treno tutti un libro da leggere, e noi lì con loro, a disposizione se servisse spiegare qualcosa, ad esempio perché cavolo questo capitolo è finito così, coi puntini, senza finale, o perché cavolo quell'altro capitolo era di due pagine e questo invece non finisce più; qualcuno potrebbe chiedere terrorizzato se quello lungo era un capitolo e questo corto solo un paragrafo e se per contare quanti ne ha già letto deve includere anche questo corto o no e... ricordiamoci che essere non-lettori può equivalere a essere stranieri, i lettori si armino di pazienza e passione per l'insegnamento della lettura.

Ero partita con l'idea di fare una lista di consigli di lettura, ma per oggi basta, il seme del libro in regalo è piantato, a concimare ci penserò poi.

Vostra Elle, lo Spirito col pollice nero su bianco

15 commenti:

  1. Approvo in toto... Ti aspetto da me, spero tu venga.

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  2. Uno dei nostri momenti migliori è quando ci sediamo insieme a leggere per ore e ore (mai così uniti, non trovi? ... be', c'è anche qualche altro momento), e lo stare vicino a te mi ha in parte smosso a leggere di più.
    p.s.
    adesso so cosa regalarti a natale :)

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    1. Anche a me piace molto (fra gli altri momenti), e sono contenta che tu stia per raggiungere il tuo obiettivo 2015 per #LeggiamoDiPiù :)
      ps. curiosa io ahahah

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  3. Per fortuna conosco pochissimi non lettori. Da lettrice sai cosa mi dispiace a volte? La superficialità nello scegliere un libro da regalare. Un conto è leggere un libro, amarlo alla follia e regalarlo convinti di fare del bene (e poi magari non piace per niente). Altra storia è prendere la prima cosa che capita, "tanto legge di tutto".
    Però, a parte questa parentesi, un libro è il regalo perfetto.

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    1. Hai pienamente ragione! I libri sono un ottimo regalo, ma vanno scelti con cura, come un qualsiasi altro regalo. So anche di non-lettori che hanno ricevuto libri stupidi con la motivazione "tanto non è uno a cui piace leggere"!!! Ecco, io non voglio dire: regalate libri a chiunque a tutti i costi, purché sia un libro e sia un regalo.

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  4. Ovviamente io regalo un sacco di libri, soprattutto quelli che ho tradotto io! E ne ricevo anche tanti, soprattutto dietro mia indicazione ;-)

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    1. Tu sì, che sei fortunata, e sai come far felici le persone :)

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  5. Ho trovato molto bella l'iniziativa a Grenoble dei distributori di libri. Un libro è sempre un libro e non si tocca! Ma per chi ha poco tempo potrebbe essere un modo "facile" di avvicinare alla lettura. Un libro è per sempre :)

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    1. Ho visto l'iniziativa (metto un link qui distributori automatici di storie alla fermata del bus) e penso anche io che sia un bel modo di avvicinare alla lettura, sopratutto se fossero stralci di libri più lunghi, che lasciano la curiosità di scoprire come va avanti ;)

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  6. Che bello aver scoperto il tuo blog! :)Io regalo tanti libri per Natale, ma ne ricevo sempre pochi, quando non nessuno... :( Per fortuna mio marito non aspetta né Natale né compleanno per regalarmene: lui concepisce i regali solo sottoforma di libri!

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    1. Grazie ValeVico, benvenuta nella casa dello Spirito.
      Io ora ne ricevo un po' di più (ho deciso di diventare rompiscatole su questo punto), ma ho sofferto per tanti anni. Ecco, dovrebbero esserci più persone che concepiscono i regali solo sottoforma di libro ;)

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  7. Ho letto con molto interesse questo articolo. Non posso definirmi lettore ma neache non lettore. Divoro libri "spazzatura" al mare perchè ho bisogno di "vuotare" il cervello ma durante l'anno al libro preferisco articoli veloci su argomenti che mi interessano o libri di divulgazione scientifica: penso comunque che dipenda anche dal carattere delle persone. Nonostante da non lettore io faccia molta fatica a scegliere un libro da regalare, sono consapevole dell'importanza del leggere e ho sempre regalato libri ai lettori ma soprattutto ai bimbi di famiglia per invogliarli a leggere. Infatti mia figlia, ormai 35enne, ha sempre un libro in mano. Con mio nipote è stato più fifficile ma non demordo.
    Con le tue riflessioni ho qualche indicazione in più per scegliere un libro come regalo.
    A presto
    Licia

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    1. Be' i libri di divulgazione scientifica sono libri anche loro, non bisogna leggere romanzi per essere lettori. E i llibri "spazzatura", all'occorrenza ribattezzati "da spiaggia", sono parte integrante del relax, fermo restando che c'è chi legge divulgazione scientifica anche in spiaggia ;)
      La mia iniziativa #regalaunlibro l'ho pensata proprio perché spesso si regalano libri ai bambini, ma raramente agli adulti; le difficoltà possono essere arginate coi lettori, a cui basta chiedere una lista (indicativa) dei libri che vorrebbero, ma educare alla lettura gli adulti è più difficile: finita la scuola, dimenticano come si faceva :(
      Mi fa piacere che le mie riflessioni siano utili per una buona causa.
      Ciao Licia!

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  8. Sull'utilità del leggere romanzi, e sulla differenza tra romanzi d'intrattenimento e romanzi di grandi autori, ho trovato questo articolo interessante Leggere romanzi cambia il cervello.

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Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

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