domenica 31 gennaio 2016

Lo Spirito e il punto croce.

Fra i buoni propositi per il 2016 c'è imparare il punto croce. Io conoscevo un altro punto, e l'avevo tentato da piccola (un esempio da adulta lo trovate qui), ma non so come si chiami. Anni dopo il primo tentativo, ma prima del secondo, avevo provato anche il ricamo a punto croce, perché era uscita una raccolta in fascicoli di cui il primo, gratuito, comprendeva qualche matassina di filo, una tela aida e le prime spiegazioni passo passo. Io avevo preso solo il primo fascicolo gratuito, che ho ancora, ma avevo provato a ricamare solo anni dopo (era il 2003), nientemeno che dei girasoli disegnati da me, ed ero impazzita per due motivi: 1) mi ostinavo a fare i petali tondi, perché non concepivo che la crocetta facesse le punte, come spine di una rosa; 2) usavo tutti i fili della matassina, anziché estrarne uno o due. Questi problemi li avevo risolti qualche altro anno dopo (era il 2006) grazie a una coinquilina che fra un esame di letteratura russa e uno di lingua russa, amava ricamare il suo nome a grandi lettere, abbinato a disegni che prendeva da riviste e che riusciva a fare u g u a l i. Mi ero fatta spiegare i miei errori, ma non avevo provato mai più a ricamare a punto croce.


Fino a natale 2015. Dopo aver ricamato qualche addobbo (questo), ho ricevuto in regalo un set di asciugamani e un telo da cucina con fascia ricamabile, un pacco di riviste, datate ma sempre utili, con motivi e idee (anche natalizie) e pagine dedicate alla scuola di ricamo, e qualche filo di colori diversi da quelli che avevo io e che avevo comprato negli anni per fare i ricami su carta per i miei segnalibri (li trovate tutti qui).
Ho scelto il ricamo per l'asciugamano, e l'ho messo da parte, ho riflettuto sul ricamo per il telo e mi sono persa.
Il telo infatti ha anche dei gattini pre-ricamati (a macchina) ed è color seppia. Un ricamo troppo colorato l'avrebbe imbruttito, ma anche la maggior parte dei ricami che trovavo sulle riviste: anche scegliendo dei colori simili al telo, variando un po' per non renderlo monotono, mi sembrava impossibile non rovinarlo.
Tutte scuse per non mettermi a ricamare? No, affatto, anzi, la sfida di trovare il ricamo giusto mi ha entusiasmata.


Alla fine ho deciso di provare a ripetere, con altri colori, il ricamo dei gattini innamorati: ho preso il mio quadernetto delle idee e ho disegnato a mano libera i gattini, come meglio potevo. Poi ci ho disegnato sopra una griglia di 2 millimetri per 2, che doveva coincidere con una griglia di tela aida: avrei potuto così coprire il disegno di crocette per scoprire se i gattini erano possibili a punto croce e quante crocette e disposte in che modo avrei dovuto ricamare. L'esperimento a matita è riuscito, perciò ho preso un pezzetto di tela aida e con un colore di quelli che non mi piacciono (rosa) ho ricamato i due gatti, per prova.


Anche l'esperimento a ricamo è riuscito benissimo, per giorni mi sono sentita fiera di me, e mi sono autorizzata a ricamare i gattini sul telo. Però volevo farli rossi come il gatto di Alli, così ho cercato fili arancioni da intrecciare ai gialli per creare la nuance giusta.
Un'altra scusa per non mettermi a ricamare? No, perché cercare il filo del colore giusto nella scatola degli avanzi mi ha fatto sentire una vera artista!
Nel frattempo, non me la sono sentita di considerare quella prova una “brutta copia”: ho tagliato la tela in un quadratino, cucito un orlo e messo da parte il ricamo per usarlo all'occorrenza come applicazione (ho già in mente una persona a cui piace il rosa e a cui piacciono i gatti, a cui regalarla).


E invaghitami dei miei gattini ho iniziato a disegnarli ovunque, di qualsiasi colore, e per qualsiasi uso: per esempio su biglietti di auguri per quelli a cui piacciono i gatti di qualsiasi colore, o per un calendario 2016.


8 commenti:

  1. Il punto croce te le insegnano da bambini. Persino io lo so fare, che non so nemmeno tenere in mano un ago.

    Che carini i gattini!

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    1. A me no, non l'hanno insegnato! Ma sono pronta a recuperare ;)

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  2. Il punto croce mi piace tantissimo, mi rilassa e mi da un sacco di soddisfazione. Ho un lavoro in corso da un paio d'anni, lo riprendo quando ho tempo e piano piano vado avanti (è una tela piuttosto grande su cui sto ricamando una foresta di bambù ).

    Io uso sempre due fili, ma se dividi i fili singolarmente per accoppiare due colori bisogna fare attenzione a "legarli" bene insieme perché tendono a dividersi col problema di non riuscire a mantenere la stessa tensione.

    Comunque il tuo risultato mi sembra ottimo! (E poi io adoro i gatti ^_^)

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    1. Una foresta? Io non sono adatta a lavori da lasciare e riprendere, non riesco psicologicamente: sapere di averlo lì, da finire, mi metterebbe agitazione, e un bel giorno prenderei una decisione, o lo finisco subito o lo butto. Sono estremista, ma mi sto esercitando a non esserlo. Conseguenza forse di una vita impostata sulle scadenze di tempo, a loro volta inserite per correggere la tendenza a non iniziare mai nulla e... Insomma cerco di fare a meno dell'analista ahahah viva il fai da te ;)

      Comunque grazie per la dritta sui due fili, per fortuna non avevo ancora iniziato il ricamo bicolore, così potrò evitare di impazzire!

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  3. GoodyGoody apprezzerà, e sapere che ti è stato di ispirazione, in qualche modo, lo farà ancora più felice ... miao!

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    1. I miei gattini non potranno però eguagliare la sua bellezza felina ;)

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  4. Santa paletta martire, che tenacia.
    Ma , vedi? , alla fine è ripagata: bellissimi i gattini.
    Io a volte ci provo con il punto croce però vietato guardare il rovescio: un groviglio da fare inorridire ogni discreta ricamatrice.
    Ah, il punto di cui non conosci il nome direi che è il punto erba.

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    1. Io il rovescio l'ho letto su una delle riviste: è facilissimo, ed è più veloce del groviglio! basta inserire l'ago sempre o da sotto o da sopra, quindi in verticale, mai orizzontale, per ogni crocetta; e funziona sia con crocette in fila orizzontale che in fila verticale! Appena ci ho preso la mano mi è sembrato logico ;)

      Il punto erba, grazie Sandra, il mio punto ha finalmente un nome!

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