giovedì 7 aprile 2016

Concerto di Honeybird & The Monas a Rovereto.

Era da più di un anno che io e Alli non andavamo a un concerto, e ieri c'è stato il primo a cui siamo andati assieme. O almeno così ci sembrava, perché arrivati a Rovereto ci è tornato in mente che lì avevamo visto i Wu Ming Contingent l'estate scorsa (col reading Schegge di shrapnel, prima data italiana dopo quella berlinese), e ora che rivedo le foto fate al concerto di ieri mi sovviene che l'anno scorso abbiamo visto anche gli Opheliadorme (assieme a Dino Fumaretto, Sofia Brunetta e altri) all'Indie Pride 2015 a Bologna.
Eppure il concerto di Honeybird & The Monas ieri al Locos Bar di Rovereto è stato il nostro primo concerto dopo più di un anno, nonché il primo assieme – e non solo perché a me e Alli piacciono gli “anniversari” e le prime volte anche quando in realtà non lo sono.



I primi concerti della mia vita sono stati quelli di musicanti italiani a Berlino. In locali minuscoli, a tu per tu coi musicisti, a due passi dai loro strumenti e dalle loro scatolette colorate, e dai loro attrezzi di uso quotidiano (pentole, scatole di plastica, mattarelli) riconvertiti in strumenti musicali; a due passi dai loro sorrisi e dal loro entusiasmo. Alcuni locali avevano un'unica sala, altri erano su due piani, o stipati nel sotterraneo di un palazzo, ben insonorizzati o quasi, arredati “alla berlinese”, proprio come il Locos Bar di Rovereto. Perciò all'inizio ci sembrava che sarebbe stato il nostro primo concerto insieme... a Berlino!
 
Monique/Honeybird brucia il legno sacro 
e ne diffonde il fumo nell'ambiente, 
per scacciare gli spiriti maligni.

Inoltre anche a Berlino poteva capitare che sul sito del locale fossero indicate le 19 come inizio del concerto; orario che poi si rivelava orario d'apertura/orario d'ingresso a un concerto che sarebbe iniziato alle 21, come indicato invece sul sito dell'evento e della band, sottinteso: “orario indicativo, salvo imprevisti” (traffico in autostrada, un adattatore andato perduto).

Monique/Honeybird sistema vari oggetti: le sue cavigliere con sonagli...

...e trecce di aglio, di cui una testa andrà in premio a chi
indovinerà il significato di TMBLGBT*, titolo di uno sei suoi brani.

Alla fine ci siamo potuti accomodare: sono le 22:21!

Il concerto è iniziato alle 22:30, ma quanta attesa ci è costato. I soci del locale, o dipendenti o inservienti, identificati da noi in numero di quattro hanno fatto le seguenti cose:
  • signora in grigio: era in cucina, siamo entrati nel locale ma non c'era nessuno; mentre io fotografavo indisturbata anche l'incasso di martedì, Alli cercava di attirare la sua attenzione; una volta uscita è corsa verso le scale dove io stavo fotografando il logo del locale, e appurato che il pericolo era scampato, col boccone in bocca ci ha detto che il locale era chiuso, che forse il concerto sarebbe iniziato alle dieci (noi: alle dieci? lei: sì, fate nove e tre quarti), che però non c'era molto spazio, chi c'è c'è (cercava già una scusa per non farci entrare dopo?);

  • ragazzo bartender: ci è corso dietro sulle scale quando noi, dopo aver bevuto, aver aspettato, aver visto riempirsi il locale, aver parlato con Monique, aver sentito che giù riprendeva il sound check, abbiamo deciso di andare a occupare i nostri posti in prima fila (in fondo solo noi eravamo lì dalle otto); le sue parole sono state “non ho ancora preparato giù, e poi aspettiamo, perché la gente di solito arriva in ritardo”; e chissenefrega non ce lo metti?

  • signora grigia, rockettara costruita a tavolino: si è seduta sulle poltroncine con due suoi amici, non si sa se per mostrare ai clienti che quei posti sono puliti o se per impedire che i clienti si sedessero in quello che in realtà era il suo ufficio;

  • ragazzo giovane arrivato dopo: è entrato col cane, nessuno l'ha cacciato fuori, anzi le signore in grigio hanno salutato il cane; si è seduto a un tavolo alto in fondo, poi è passato dietro il bancone e si è preso una bottiglia di birra dal frigo; è tornato dal cane e ha bevuto la sua birra;
  • quando stavamo per andar via, la signora in grigio ha sgridato tutti i ragazzi seduti sul tappeto, in modo che strisciassero in avanti, praticamente ai piedi dei musicisti, per far spazio agli altri che entravano; io e Alli abbiamo senz'altro pensato la stessa cosa: se fossimo arrivati noi così tardi ci avrebbe detto “il concerto è iniziato, era alle nove e tre quarti, e giù è piccolo, chi c'è c'è”. Invece abbiamo detto che era proprio antipatica.



Sound check partito!

Ai concerti berlinesi sono sempre andata direttamente dopo il lavoro (anche ieri, per abitudine, mi sono vestita da commessa), ho sempre bevuto un bicchiere di vino mentre fissavo i musicanti che facevano le prove (e mi preparavo le domande: cos'era quel coso che hai schiacciato col piede? E quel coso che ti sei infilata nel dito prima?), una volta ho pure scritto un racconto mentre aspettavo l'inizio del concerto! Ma soprattutto ho comprato cd, me li sono fatta autografare, ho parlato coi musicanti dello stress del viaggio in auto con tutti gli strumenti, ogni sera in una città diversa, o della musica indipendente che in Italia è sconosciuta ai più ecc (e rispondevo alla domanda: ma l'Alligatore com'è che lo conosci?).


Ieri sera invece non ci siamo goduti il pre-serata perché vista la situazione coi gestori-secondini cercavamo di intercettare Monique quando passava per andare in bagno prima del concerto (come due inopportuni qualsiasi), perché volevamo consegnarle la spillina dell'Alligatore, quella nuova che lei ancora non ha, comprare gli ultimi due album, che avevamo solo in digitale, e fare pure due chiacchiere: quando le ricapita altrimenti di incontrare l'Alligatore fuori dalla palude e lo Spirito fuori dalla sua casa-grotta!? Infatti è stata molto contenta di vederci.

Gigi Funcis alle tastiere.
Gioele Pagliaccia alle batterie.
Honeybird & The Monas.
Il concerto degli Honeybird & The Monas è stato bellissimo, allegro, grintoso e pieno d'amore come ce lo aspettavamo. Monique, cantautrice californiana polistrumentista ha cantato, suonato il suo charango e altri strumenti, saltato e ballato e raccontato qualche storia di spiriti, di usanze maya, di aglio di Pordenone ecc. Avrei voluto chiedere al batterista perché si leccava le dita prima di strusciarle sul tamburo, e mi faceva ridere il tastierista che faceva le vocine di accompagnamento. E avremmo voluto ringraziare tanto Monique per il suo bel concerto, ma siamo dovuti andare via!



*TMBLGBT significa They May Be (se ho capito bene l'inglese) LGBT, cioè “loro potrebbero essere lesbiche, gay, bisessuali, transessuali”, perché "non possiamo mai sapere cosa è una persona" ed è dedicata, come tutto l'album, al suo coming out come bisessuale: "una vera liberazione, poter essere me stessa!”
Questa è la canzone:



In macchina io e Alli abbiamo ascoltato tutto il disco e arrivati a casa siamo rimasti un po' in macchina al buio per sentire il finale strumentale (charango) dell'ultima traccia, questa:



Qui trovate altra musica degli Honeybird & The Monas e questo è il loro sito, con le date dei loro prossimi concerti, le foto, le informazioni ecc. Ma per molti, moltissimi dettagli vi rimando naturalmente all'intervista dell'Alligatore >In palude con gli Honeybird & The Monas.

8 commenti:

  1. Resoconto perfetto, non avrei saputo dire meglio ... tanto che, non farò nessun post sul concerto, l'ha già fatto tu. Aggiungo solo che mi sono bevuto 3 bicchieri di vino prima del concerto (due di Teroldego alla trattoria prima del concerto), e un Cabernet dentro al locale (Caabernet piemontese, perché non avevano vini trentini).
    p.s. Grande Honeybird (era la seconda volta che la sentivo live),e grandi anche i the Monas, nome non scelto a caso ...

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  2. Non ho nominato la trattoria perché i posti belli li vorrei tenere per noi ;)*
    In linea col mio post invece dire che il Locos Bar non aveva vini trentini.

    Grandissima Honeybird e grandi pure quei birbanti dei Monas, sì!

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  3. Ma che storia questo tuo reportage da Berlino! Incredibilmente insolito e interessante.

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    1. Insolito anche perché è un "reportage da Rovereto" che voleva essere "reportage da Berlino".. ma ci rifaremo!

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  4. Mi piacciono! Peccato che dopo Roma se ne volino direttamente a New York, li avrei sentiti volentieri anche dalle mie parti (magari in un locale dai gestori più simpatici).

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    1. Sui gestori simpatici nei locali non scommetto; che prima o poi riuscirai a sentirli dal vivo, invece, mi sembra molto più probabile :D

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  5. Bellissimo post per tante ragioni, soprattutto emozionali. Ho cominciato a ricordare i miei "primi" concerti, chi, dove, quando. Hai acceso il proiettore nel mio cervello, per fortuna che domani è domenica :)
    "Gestora" da dimenticare, ma voi in macchina da film ;)
    Felice fine settimana.

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    1. La scena in macchina l'ho voluta a tutti i costi ;)
      Buon fine settimana anche a te, Santa!

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