sabato 2 aprile 2016

Riassunto del mese di marzo.

Leggiamo di più 2016.
Il mese è iniziato decisamente bene: con la recensione a un bel libro letto a febbraio, Che cosa siamo, che cosa non siamo di Massimini. La recensione al libro brutto, invece, ancora non mi decido a scriverla, ma poi che fretta c'è di parlare di cose negative?
A marzo ho letto il bellissimo I Malavoglia di Giovanni Verga, che non avevo mai letto neppure a scuola (avevamo letto le novelle o brani dell'altro romanzo); il bellissimo 54 dei Wu Ming, che avevo scaricato gratuitamente dal loro sito; e un libro di grammatica, Prima lezione di grammatica di Luca Serianni, letto per la seconda volta, e divorato in sala d'attesa dal medico: un po' perché il libro è piccolo, un po' perché l'attesa è stata lunga. Dopo libercoli brevi e qualche delusione, Alli mi ha consigliato il bellissimo Vizio di forma, di cui aveva visto il film e l'altrettanto bello e strano Deserto americano: ho concluso il mese alla grande, direi.
Trovate la lista completa alla pagina Leggiamo di più 2016.

I film del mio 2016.
Io e Alli siamo andati al cinema più spesso, riprendendo il nostro ritmo naturale dopo l'assurda pausa forzata di febbraio: abbiamo visto Il caso Spotlight, che mi è sembrato molto ben fatto, nella costruzione della storia; The danish Girl che mi è piaciuto molto per il tema, moltissimo per la parte artistica e per le interpretazioni, meno per come era fatto (molto classico); Truth, un film americano senza lieto fine, incredibile; e Ave, Cesare!, che a me è sembrata una scemenza, anche se divertente, e sono contenta di non averlo visto alla Berlinale, dove invece io e Alli avremmo voluto vedere l'italiano Fuocammare
Questo l'abbiamo recuperato il 30 marzo, per concludere in bellezza anche il mese cinematografico, e abbiamo capito sia il tutto esaurito sin dal primo giorno di programmazione del film alla Berlinale, sia la sua vittoria. Il film è un documentario con sole riprese di immagini, senza interviste (non mi sono mai piaciute), anche se in alcune scene in cui i personaggi (veri) parlano, si capisce che stanno raccontando in risposta alla domanda “come funziona il vostro lavoro” (il dottore) o che stanno parlando normalmente, come fanno sempre, ma davanti a una telecamera che devono fingere che non ci sia (i nonni), e si nota un certo imbarazzo e qualche sguardo che però non guasta. L'unico spontaneo fino all'inverosimile è il protagonista, il bambino Samuele, simpatico e selvaggio allo stesso tempo, che si gode la sua infanzia sulla piccola isola di Lampedusa, a stretto contatto con la natura, un po' meno col mare, che lo fa vomitare quando sale in barca col nonno pescatore. Samuele parla siciliano stretto, a scatti, come un vero orso isolano, e parla italiano solo col dottore che lo visita (semplice routine); e che è lo stesso che accoglie uomini e donne salvati in mare dalla marina militare, spesso in fin di vita, oppure già morti per le condizioni del viaggio nella stiva, la “terza classe” dei barconi, senza aria, nel caldo soffocante, come racconta uno dei sopravvissuti al viaggio. Disidratazione avanzata è il meglio che può capitare, ma alcuni arrivano anche ustionati, per via della nafta che li inzuppa completamente, altri, appunto, morti. Vengono accolti da uomini in tuta bianca, con guanti e mascherina, come se arrivassero su un altro pianeta, ma il rischio che portino malattie c'è. In silenzio si lasciano “maneggiare”, spingere, numerare, visitare, fotografare, poi tutto assume una certa aria di normalità all'interno del centro di accoglienza recintato, dove possono cantare le loro storie e organizzare partite a calcetto, lontanissimi dagli abitanti di Lampedusa. A queste scene si alternano quelle della vita di una coppia anziana: nonna Maria prepara il pranzo, telefona alla radio per dedicare canzoni popolari siciliane ai suoi cari (una di queste si intitola proprio Fuoco Ammare), e rifà accuratamente il letto, ed è proprio questa scena tranquilla di precisione maniacale per ogni piega del copriletto, di pulizia, di ordine, di quotidianità cullante che mi ha ricordato le nonne della mia infanzia, che stride con la disperazione dei poveri rifugiati, scappati dalla guerra, dalla fame, da una precarietà lontana anni luce dalla pensione minima: "anche se rischiamo di morire in mare, noi scappiamo dalla guerra, tutto fuorché la guerra", canta uno dei ragazzi nel centro d'accoglienza.
Le facce di Lampedusa vengono raccontate solo attraverso la telecamera che segue la routine dei personaggi, le loro parole, i loro suoni, le loro immagini. Bellissimo film.

Lo Spirito e l'uncinetto, l'ago, il filo.
Ho proseguito con i miei lavoretti a uncinetto: ho finito tre pochette con fodera da regalare e un set da cucina, composto da presine e sottopentola, che era per me, ma che poi ho regalato. Ho fatto anche un cestino a uncinetto, ma lo presenterò in un prossimo post, e una tenda semplice per il bagno (anche questa l'ho regalata).
Hpme Made IdeasA marzo, forse lo sapete, c'è stata una delle più grandi feste religiose del cattolicesimo, di cui a me non poteva fregar di meno, quindi ho evitato di girare per i blog creativi che seguo solitamente, perché erano invasi da coniglietti e ovetti in colori pastello, ma ho trovato simpatica l'iniziativa primaverile di Marica di Home Made Ideas, alla quale mi sono unita con due vecchi post di cucito creativo, affatto decorativi, bensì utili, perché “io non sono tanto per i soprammobili, preferisco la praticità”: un astuccio per il set da cucito e un astuccio per lo specchietto da borsetta.

Spirito in cucina.
Dal buon proposito 2016 al buon proposito 2012: imparare a cucinare. Se ci sono sempre più giorni in cui noto grandi miglioramenti, soprattutto nella mia capacità di restare ai fornelli mentre cucino, e non solo quando ormai ho già bruciato metà cena, non mancano giorni in cui, appunto, qualcosa va storto. Quest'ultimo è il caso del polpettone, ma come al solito sono riuscita a recuperarlo degnamente, se non ci credete date una scorsa al post >Crauti rossi insaporiti e polpettone riscaldato con patate. Se invece si tratta di pane, in assoluto il mio cibo preferito, non c'è problema: tenterò e ritenterò finché non mi sarà venuto bene. E se con la pagnotta quotidiana sono in ballo da un anno, i panini al latte per la gita mi son riusciti solo al terzo tentativo!
Infine ho dovuto rifare il dado vegetale, che avevo finito, una sorta di manna per il mio io-pigro, e così l'ho fotografato passo passo e ci ho fatto un bel post che p essere sempre utile >Dado vegetale fatto in casa.
linkypartyFra le iniziative pasquali ho trovato interessante anche quella di Licia di Hobby e creatività, perché per lei “non c'è pasquetta senza torte salate", e questo io non lo sapevo: dalle mie parti si mangiano la pasta al forno e la grigliata di carne anche in mezzo al bosco! Infatti ho partecipato con due vecchi post di torte salate pubblicati in pieno inverno, perché per me la torta salata è sempre stata la ricetta dello scazzo quella che mi salvava dalla denutrizione e da una nomea di “donna che non sa cucinare”, perché sono facili ma buone. Infatti ho al mio attivo una >Torta salata e fagioli cremosi e addirittura >Dieci torte salate e altre ricette buone anche fredde: la mia esperienza nel settore è innegabile.
Infine ho ricostituito la scorta di >Frollini per il caffellatte, stavolta a forma di mezzaluna:


Varie ed eventuali.
Presa da ispirazione, a marzo ho scritto anche poesie e dialoghi sul mio quaderno, ma leggerete tutto prossimamente. Infine ho messo in ordine il mio blog, aggiungendo nuovi ambienti alla casa, e riordinando le vecchie stanze, ma il post completo lo scriverò a casa ultimata, per ora accontentatevi di curiosare seguendo il vostro intuito.

2 commenti:

  1. Ho letto I Malavoglia alle medie, mi ricordo che all'inizio ho fatto un po' fatica ma alla fine l'ho letto volentieri.
    Su Fuocoammare che cosa posso dire, è un piccolo capolavoro.

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  2. Un resoconto completo, assoluto e totale:-)
    I Malavoglia li ho letti più volte, altri no.
    Il film di Rosi è una lucida rappresentazione di una delle più grandi tragedie della nostra epoca. Bellissimo.

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Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

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