giovedì 9 giugno 2016

Sento le voci.

Io non insisto più col dire che io non sono zia di nessuno! Se qualche cugina si vuole ostinare a parlare di me ai suoi figli come di “zia Elle” che faccia pure, io non ho tempo né di spiegarle che giuridicamente sarei cugina di secondo grado, non zia; né di ricordarle che io sono Elle e basta, e che non voglio essere chiamata né zia né mamma né tizia, perché a me non piacciono le etichette. Ecco perché quando mia sorella dice a Stewie e Brian “salutate la zia” io faccio ai cani una carezza, dico loro “ciao cuccioloni”, e mi mordo la lingua.


La cosa più difficile non è stare zitta, ma non prendersela per certe cose, ma io con gli anni ho imparato anche questo.
Ancor più difficile è stato ammettere con me stessa che queste cose per le quali io me la prendo sono chiaro sintomo di instabilità mentale, ma poiché che non posso essere perfetta l'avevo già accettato, accettare di non essere nemmeno sana è stato solo un passo in più verso la consapevolezza totale. E poi rimane sempre il fatto, innegabile, che la mia malattia mentale è solo una mia ipotesi perché nessun medico specialista ha mai avuto voce in capitolo. Insomma, finché le diagnosi me le faccio da sola, la mia malattia non è incurabile e io ho tutto l'interesse a guarire.



Ci sono poi casi gravissimi in cui i miei nemici sono tutti nella mia testa. Ma questo è un altro discorso.



Una volta ho scritto una riflessione sull'avere un cane, ispirata da quelle persone che dichiarano che i cani sono molto meglio delle persone, ed ero giunta alla conclusione che queste persone sono spesso non amanti degli animali, come verrebbe da credere, bensì incapaci di veri rapporti umani, perché prediligono un essere vivente fedelissimo che mai metterà in discussione l'operato del suo padrone. Vista così la cosa, anche io avrei bisogno di un cane. Il mio scritto però s'intitolava La mia vita sociale si nutre di sole e acqua, perché avevo constatato che, per dimostrare davvero amore incondizionato nei confronti di un essere vivente, non è necessario avere un cane e sostenere tutti quei costi per vaccini e cibo, o per il prezzo del biglietto quando si decide di viaggiare assieme: basta avere una pianta.

Un gatto invece non te lo devi portare appresso quando vai in vacanza, non lo devi nemmeno portare a fare una passeggiata al guinzaglio, né a fare la pipì. I gatti si arrangiano perché sono animali indipendenti.



I gatti di una volta non esistono più, ma le differenze tra cane e gatto sì. Dicono, ad esempio, che un cane senta quando il suo padrone sta male o è in pericolo, mentre un gatto, essendo senza padrone, queste cose non le capisce. Un cane, se la sua padroncina sta male, quella che lo sgrida sempre quando sale sul divano, lasciato solo in casa, col divano tutto per sé, dopo un po' fiuta qualcosa di strano e inizia a girare per casa alla ricerca della sua padroncina, finché la trova in camera, a letto, perché sta male, e allora le si accuccia vicino per coccolarla a modo suo. Io non vorrei mai essere coccolata da un cane.
Una volta ho scritto una riflessione sulle coccole e sulle carezze, l'avevo intitolata È la delicatezza, perché ero giunta alla conclusione che la delicatezza mi crea imbarazzo e disagio, e ancora oggi, quando tento di essere delicata, in qualche modo dopo me ne pento, ad esempio se dico "ciao cucciolone" a un cane, lui mi salta addosso e mi lecca.


GoodyGoody, per tornare a quelle espressioni tanto amate dagli esseri umani, sarebbe il mio "figlio adottivo", quindi dovrei ingraziarmelo e accoglierlo nella mia routine. Lui, che è intelligente perché è un gatto, sa di certo che, pur con tutta la mia buona volontà, io sono e rimango una matrigna. A parte il fatto che i gatti sono indipendenti e quindi non hanno bisogno di genitori. Infatti GoodyGoody non sente il bisogno di farmi moine varie per avere il permesso di salire sul divano, sulla poltrona, sulla sedia o sul tavolo: per lui è sottinteso che, se lo occupa, quel posto è suo.



Un gatto, se la sua padroncina sta male, quella che lo sgrida sempre quando sale sul letto (visto che il divano l'ha già fatto suo), lasciato solo in casa, col divano tutto per sé, dopo un po' fiuta qualcosa di strano, e siccome il gatto è più intelligente del cane capisce subito di avere il via libera, va dritto in camera da letto e con un balzo è sul letto proibito, ma ahimè ci trova la sua padroncina che sta male, e allora, prima ancora di essere sgridato, inizia a miagolare colpevole ma ostinato, perché il gatto sa di essere nel giusto: tu non c'eri, quindi potevo fregarti. Purtroppo non sa leggere nel pensiero, altrimenti saprebbe che la sua padroncina, nonostante lo sguardo addormentato, è molto contrariata e non vuole sentire scuse del cazzo, anzi se potesse gli darebbe subito un calcio nel culo.



Il mio vero e più fedele amico rimane pertanto il mio autocontrollo, colui che ancora oggi, nonostante io sia diventata (o ritornata?) molto più spontanea, mi permette di essere l'unica che pensa che io abbia una qualche malattia mentale, peraltro curabilissima.



Ci sono però delle persone gentilissime, con le quali mi capita a volte di parlare di cure, che mi danno sempre molti consigli in proposito; negli anni, è vero, ho dato un po' ragione a chi mi diceva che occuparsi del giardino o cucinare è rilassante, però non mi trovo mai d'accordo con certe cure miracolose, ad esempio non riesco a credere che avere un cane sia meglio che avere per amico un essere umano, e nemmeno che avere un gatto sia meglio che avere un figlio piccolo. Ammetto, naturalmente, che un cane mi darebbe sempre ragione...


E sono d'accordo che un gatto non va mandato a scuola né seguito nei compiti, anzi sembrerebbe impossibile da educare, sempre per la storia che lui è indipendente...



Il gatto comunica miagolando e strusciandosi, forse anche i peli che rilascia sono un messaggio. Alli gli parla con amore; io ho smesso, tanto non mi sente. In realtà nemmeno mi vede. Sono proprio uno spirito...


Il gatto è un animale indipendente, se non è dentro casa è fuori in giardino, dove può trovare ombra sotto i cespugli o spostarsi al sole se ha freddo, può usufruire di pietre dure come il tavolo della cucina o di erba morbida come il divano a sei posti. Ha l'istinto che gli insegna che quella è solo una mosca o che quello è un cane di merda. Ha l'intelligenza, la curiosità e il senso dell'avventura tipici di ogni gatto. Allora perché dorme sempre?


Voglio scrivere una riflessione sui gatti, la intitolerò Sento le voci. Ma potrebbe essere anche mobbing, perché sono giunta alla conclusione che i gatti non sono amici fidati né figli da coccolare e accudire, ma sono come quei colleghi furbetti che non fanno un cazzo tutto il giorno, ma appena entra il capo sono pronti a strusciarsi solerti, a miagolare resoconti e scuse o accuse per tutto ciò che è andato storto; girano attorno al capo visibilmente instancabili e in gran forma, pieni di idee, mentre io mi accascio esausta e senza più voce e non mi trattengo per bere qualcosa con loro, ma mi defilo perché non ne posso più!
E siccome il capo gli fa carezze e si complimenta con lui perché è stato bravo, lui crede di essere diventato il nuovo vice capo...


Se il capo invece conosce i suoi polli e capisce che qualcosa non quadra, il collega furbetto passa alla strategia vittimista, vincente a qualsiasi latitudine e con qualsiasi specie animale e vegetale. I miagolii si fanno strazianti.



La differenza tra cani, gatti e una pianta è che quest'ultima se ne sta buona buona sul suo davanzale, se non ha da bere non protesta, se non c'è il sole non si lamenta, se occupo tutta la casa e a lei lascio solo un vasetto non si vendica, ma soprattutto non mi guarda storto. Non devo aspettare che si faccia notte per abbassare la guardia, anzi non la devo mai alzare.



Il mio rapporto con Matilde è speciale, ci basta uno sguardo per capirci. Ne abbiamo passate tante assieme e ancora ce le ricordiamo. Parliamo poco, è vero, ma non perché non andiamo d'accordo, tutt'altro: è perché siamo entrambe un po' musone.


Posso scordarmi di innaffiarla, posso dare un calcio al suo vasetto per sbaglio, posso spostarla da un'altra parte perché quell'angolo mi serve, posso metterla nella terra o nell'acqua o sul mobile o sotto, non importa: in tanti anni Matilde non mi ha mai fatto sentire incapace o inadeguata!


Matilde non mi guarda mai storto quando voglio fotografarla, anzi mi propone l'autoscatto così, dice, nella foto ci siamo tutt'e due.


Questa è amicizia.



20 commenti:

  1. Non è vero che i gatti non sentono l'umore dei loro amici umani e non è vero che non risentono della nostra assenza. Il 3/4 chiama Sconsy la Nene' quando sono a Merano

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    1. Io non sono "amica" del gatto, sono la sua matrigna, e del mio umore non gliene può fregar di meno, te l'assicuro ;)

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  2. non sono d'accordo su molti punti...
    il mio gatto ha imparato gli orari in cui noi tutti ci ritiriamo in casa e ci aspetta dietro la porta... se qualcuno ritarda, comincia a miagolare.
    Se lo lasciamo solo in casa, non mangia e non beve... sente la nostra mancanza! Quando mi capita di star fuori casa, lui sa che di sera telefono e sta buono buono vicino mia madre e mio padre, come appena suona il cellulare comincia a miagolare, loro mettono il vivavoce, io lo chiamo e comincia a fare le fusa al cellulare...
    Lifen

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    1. Il gatto non è mio è di Alli, quando mi vede il suo sguardo dice "cosa ci fa questa qui? non l'hai ancora lasciata?" ;)
      (io non ho animali, ho una pianta)

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  3. ahahha super! no vabbè, ogni giorno più perplessa dai tuoi racconti..

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    1. Eh sì, come se non bastasse la pioggia, pure gli animali; se adesso il medico mi prescrive le fragole con panna non rispondo di me :D

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  4. Ciao Elle, anche mio zio e la moglie non hanno mai voluto che li chiamassi zio e zia (e i miei genitori hanno sempre rispettato questa loro volontà) e sono stata abituata a chiamarli per nome fin da piccola..si tratta degli unici
    zii con i quali ho quest'abitudine e gli unici tra
    l'altro, con cui ho uno splendido rapporto di confidenza e questo fin da bambina:)).
    Per quanto riguarda il cane e il gatto io non ho mai avuto
    modo di averne ma i miei zii (non quelli di cui ti ho appena parlato ma altri) avevano due cani (che ora non ci sono più) con i quali giocavo spesso da piccola e per i quali posso confermare quanto scrivi a loro proposito:)).
    Unici animali che ho avuto sono state due tartarughe di terra, per le quali l'unico impegno era solo dargli qualche foglia di lattughina..ma come puoi immaginare non era possibile avere l'interazione che normalmente si ha con i cani o con i gatti:)
    un bacione:))
    Rosy

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    1. Io avevo una collega che chiamava per nome i suoi genitori e questa cosa mi ha lasciato un ricordo affascinante!
      Non ho mai avuto animali, e ora che ne ho di "acquisiti" non mi ci ritrovo proprio. Forse una tartaruga sarebbe più alla mia portata, ma sto così bene con la mia Matilde che non farei il cambio per nulla al mondo :o)

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  5. Ho letto tutto tutto. Io non ho animali, mio figlio si: cane, gatto e coniglio.Come te ho una Matilde e mi ci trovo mooooolto bene.

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    1. Uh, una volta sono stata "zia" anche di un coniglio, che era silenzioso come una pianta qualsiasi, ma rosicchiava tutto come una pianta carnivora, che avventura spaventosa badare a lui!
      Matilde è insostituibile :)

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  6. Ti ho letta con interesse e, anche se su alcune cose potrei non essere d'accordo, rispetto le tue riflessioni :-)
    Buona serata Elle ^_^

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    1. Ciao Consu, sì, riflettevo di questo mondo animale che non conosco e non mi attira, ma mi circonda e lascia perplessa ;)
      Buona giornata, ciao ciao!

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  7. In conclusione: le piante sono i migliori amici dell'uomo. Fintanto che non ci dimentichiamo pure di loro.
    Ahahah mi sono fatta un sacco di risate!!!
    Pensavo che avrei odiato farmi chiamare "zia Mari" ma la prima volta che una delle mie nipotine mi ha chiamato mi sono sciolta.
    Peggio del burro sono...
    Bacio.

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    1. Mi fa piacere che tu abbia colto l'ironia del mio post :)
      Immagino l'emozione di sentirti chiamare zia dalla nipotina, io ricordo ancora la prima carezza ricevuta da una bimba, figlia di una mia amica: quasi me la facevo addosso dalla paura!
      Un abbraccio.

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  8. Come sai,non mi ritrovo sul giudizio che hai dei gatti in generale, ma trovo divertenti le vignette che hai fatto, in particolare quelle con GoodyGoody (anche quelle con i cani di tua sorella). Credo che i gatti, ma anche i cani, siano affettuosi, e per nulla ruffiani (è un luogo comune che ho sempre contestato). Credo anche che il loro dormire sia un'arte, sia bello vederli ronfare (più di un bambino). Come sai, i miei migliori amici sono dei veterinari, e mi hanno spesso raccontato delle crisi tra coppie con animali di uno quando sono andate a vivere insieme: case distrutte per gelosia dall'animale di uno dei due, che non accettava il nuovo o la nuova venuta. Cose che mi facevano ridere, a sentirle, ma credo siano state dure per il rapporto delle coppie. A noi, per fortuna, non è successo, GoodyGoody vive nell'appartamento vicino al nostro con la sua nonna (ah, ah, ah), e, a parte certi sguardi (non vi piacete, è vero), non ha fatto nulla di violento. La nostra è una coppia aperta, ci diciamo giustamente tutto (è meglio farlo, piuttosto che reprimere e scoppiare come una bomba atomica): io non amo i bambini, ai quali preferisco gli animali, ritengo che tra persone ci siano molte teste di cazzo che non sopporto (e sai bene, che a volte, sono molto scortese e le prendo a male parole, se mi girano; mai stato carino e educato, se mi viene da bestemmiare/gridare, bestemmio/grido), come credo, ci possono essere animali teste di cazzo. Quindi non dico di preferire animali a persone, ma preferisco amici veri a teste di cazzo (siano essi animali, vegetali, o umani). Goody mi ha visto andare via dalla vecchia casa, e mi ha ritrovato nella nuova con te, il mio grande amore umano. Impossibile capire per lui la scelta, per questo, forse, ti guarda storto. Anche se, credo, in fondo gli piaci. Non come piaci a me, sicuro ;)

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    1. Non ha fatto nulla di violento, è vero, ma proprio per questo ho parlato di mobbing: non dobbiamo tralasciare l'aspetto psicologico. Possiamo ridurre gli aggettivi relativi agli animali a affettuoso/violento, se vogliamo (non sono una veterinaria, non so nulla di animali), ma la psiche umana è molto più complessa, e in alcune persone si ramifica ulteriormente (perciò ho parlato di malattia mentale riferendomi a me).
      Nemmeno io faccio di tutta l'erba un fascio, ho ricordato vecchi episodi in cui ho riflettuto sugli animali e sulle persone, ampliando ulteriormente la riflessione nel constatare che io (rifletto sempre su me stessa), se proprio devo scegliere, preferisco starmene da sola con la mia piantina che non mi chiede niente, nemmeno come sto: una scelta dettata da senso di inadeguatezza, se vogliamo, ma non ho l'abitudine di ignorare i miei sensi, di qualsiasi senso si tratti.
      In tutto ciò tu non eri messo in discussione, parlavo di altro, e il fatto che il gatto sia tuo è solo un caso, che me l'ha portato più vicino (del voluto).

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  9. Mi piace molto quello che hai scritto tu e hai fatto pensare agli animali quello che tu pensi che loro pensino.....Concordo con l' Alli-pensiero.
    Non viviamo nella " Fattoria degli animali"e non c'è Palla di Neve...per fortuna.
    Sono nata in campagna,attorniata da ogni tipo di animale,ma con il divieto assoluto di mia madre di portarne qualcuno in casa. Diceva che se gli animali dovevano stare in casa, noi saremmmo nati nelle stalle.

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    1. Stesso divieto dei miei genitori, gli animali devono stare fuori. Da piccola avevo tentato di avere un gattino (ogni volta che la gatta di mia zia partoriva), ma dopo un giorno con noi "scappavano" tutti. Nottetempo. Lo stesso è successo con un agnellino, ma lui è tornato nel piatto, ben cotto (e non era un segreto, anche se girava voce che non fosse "proprio lui").
      Gli animali chiusi in appartamento, anche quando hanno uno spazio all'aperto (balcone o giardino), per me non sono veri animali: tollero solo mosche (poco) e ragni (di più), tutti gli altri devono stare fuori e, possibilmente, arrangiarsi. Ma tant'è.

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Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

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