giovedì 11 agosto 2016

Introduzione a una vacanza in Sardegna.

Agosto, tempo di ferie, ma io come ogni anno andrò in vacanza a settembre. E, come ogni anno, andrò in Sardegna. La stagione estiva, la cosiddetta alta stagione, solitamente dura fino al 15 settembre, mentre la bella stagione, almeno in Sardegna, può durare anche fino a tutto ottobre, ma diciamo pure sino a metà mese. A novembre inizia la pioggia, dura un mese, fa danni, poi sparisce per un anno. Eppure in Sardegna c'è anche tanto verde, boschi di lecci, dicono, macchia mediterranea, per non parlare delle pinete a far da barriera alle spiagge e degli oleandri lungo la strada statale. Lungo le provinciali, invece, ci sono i fichi d'India, che in Sardegna potreste sentire nominare al femminile “le fichi d'India”, perché il fico in sardo è femmina, e ci vuole un attimo a confonderli.


Ho scoperto che, però, non tutte le strutture ricettive rispettano la data del 15 settembre: dipende non solo dalla zona, anche dal gusto personale far pagare il prezzo dell'alta stagione fino al 15 settembre, o solo sino al 31 agosto; far iniziare la stagione a maggio o giugno, oppure non prima di luglio e così via. Dicono che la Sardegna sia cara, ma dipende sempre da cosa si pretende compreso nel prezzo, infatti in Sardegna, come più o meno altrove, ci sono tre tipi di vacanza:
  1. la mia preferita è quella in cui ci si informa per tempo sul luogo da visitare, non fermandosi alle due cose sentite dire o lette per caso, nemmeno se sono state proprio quelle a farci scegliere quel luogo di vacanza e non un altro: è una vacanza per viaggiatori a cui piace imparare e conoscere, o “imparare a conoscere” come si dice in tedesco; prima di partire si legge, si cerca, si chiede (anche via mail) e infine si decide cosa, di tutta quella cornucopia, si vuole toccare con mano; nelle informazioni raccolte non sono comprese solo liste di alberghi, ma anche la storia del luogo, o la geografia, la cultura e le tradizioni; in questo tipo di vacanza prima di partire si sa già cosa si farà e quanto si spenderà;

  1. c'è poi un tipo di vacanza che mi affascina, ma che non fa per me, perché io preferisco organizzarmi per tempo: è una vacanza per avventurieri, a cui piace scoprire sul posto cosa c'è da fare, e decidere man mano; ci si informa il giusto, ci si presenta alla stazione o al porto senza biglietto e con una vaga idea delle partenze, si portano con sé le guide turistiche più rinomate e, da un certo punto della vita in poi, anche tanta esperienza; va da sé che se gli avventurieri non trovano posto in un albergo, non tornano dalla vacanza sputando critiche feroci sulle strutture ricettive: sono abituati e pronti a tutto e fanno di tutto in po'; tutte le informazioni per conoscere il loro luogo di vacanza le raccolgono sul posto, facendo domande, leggendo, visitando musei eccetera, e non disdegnano di tornare una seconda volta; in questo tipo di vacanza si hanno soldi in più per gli imprevisti o si è pronti a lavare i piatti al ristorante;
Gli imprevisti capitano...

...anche ai vacanzieri organizzati.

  1. il terzo tipo di vacanza sarebbe da abolire per legge, almeno nei posti in cui si tiene alla valorizzazione, e nonostante sia il tipo di vacanza che porta soldi al luogo di vacanza; è fatta per chi non è interessato a conoscere un luogo, ma vuole solo dire di esserci stato e, in Sardegna, confermare o confutare la bellezza del suo mare (ci sono almeno due scuole di pensiero, sulla bellezza del mare sardo, come su tutto nella vita): è una vacanza per turisti, e io la odio, così come odio i turisti, quindi scusate se, incrociandovi per strada durante la vostra vacanza per turisti, io farò finta di non conoscervi; ho constatato che i turisti, al contrario dei viaggiatori che sono molto discreti e degli avventurosi che sono molto socievoli, ho notato che i turisti sono maleducati: nella vita normale magari no, ma in vacanza perdono il rispetto: considerano il luogo di vacanza un luogo statico, il fermo immagine di una cartolina in cui anche le persone sono solo figure, anzi figuranti, della loro vacanza; non solo gli imprevisti non sono ben accetti, ma anche le divergenze dall'idea che si erano fatti loro di quel luogo, e ne consegue che anche gli abitanti del posto devono corrispondere a questa idea e, possibilmente, mostrarsi felici di avere turisti in casa; non avendo i soldi per poltrire quanto vorrebbero, tornano dalla vacanza sempre scontenti del “sopravvalutato rapporto qualità/prezzo”.
Nave traghetto per la Sardegna.

Anche i luoghi da visitare variano in base al tipo di vacanziere: i viaggiatori amano un po' tutto, mare montagna e città (riassumo), a loro piace osservare e l'unica cosa che può davvero dispiacere è non poter fare foto, non avere il wi-fi o trovare chiuso un posto che doveva essere aperto (quel giorno a quell'ora); gli avventurieri si muovono a piedi o in bici o in auto (anche a noleggio) o coi mezzi pubblici, a loro va bene tutto, pure prendere un taxi, se non c'è alternativa, l'importante è poter seguire le proprie intuizioni e avere ogni volta sorprese e meraviglia. Entrambi scelgono in base ai gusti personali: se uno è sportivo sceglierà una vacanza all'insegna di attività fisica, se uno si interessa di letteratura sceglierà un itinerario meno faticoso ma più profondo o metaforico. Qui di seguito tre guide pdf consultabili, messe a disposizione dalla Regione Autonoma della Sardegna e dall'Assessorato al Turismo:
  1. la guida Un'isola di sentieri qui e il sito dedicato sardegnasentieri.it, mentre qui ci sono alcuni itinerari proposti da sardegnaturismo.it,
  1. la guida Sardegna, guida generale qui e tante altre guide anche in altre lingue (e non solo guide) sul sito sardegnadigitallibrary.it,
  2. tra queste anche l'interessantissima guida Paesaggi d'autore qui, che propone itinerari nelle quattro province seguendo le ambientazioni di alcuni romanzi di autori sardi più o meno noti.
La Sardegna offre un po' di tutto e la triste notizia è che quelli che la adorano ci vanno solo per ciò che a casa loro non hanno (il bel mare) mentre chi ce l'ha (il bel mare) non capisce perché dovrebbe andare in Sardegna; poi però, pur vivendo in una bella città, vanno in vacanza in un'altra bella città, e perché? Per conoscerla. Ah sì?
I turisti sono i più antipatici, anche perché pur andando in vacanza in un posto nuovo, non hanno mai lo scopo di conoscerlo, ma solo quello di farci le vacanze: in Sardegna si chiudono in un villaggio turistico, o scelgono un hotel super attrezzato; fanno pensione completa o controllano le recensioni (scritte da altri turisti) prima di entrare in un ristorante; preferiscono che l'albergo abbia la spiaggia privata, così da trovare sempre posto in riva al mare, possibilmente ci devono essere lettini e ombrelloni a disposizione, e se dal chioschetto si avvicinano un attimo a prendere l'ordinazione di ghiaccioli, è meglio. Che vadano in vacanza con la famiglia, o in gruppo, o in coppia, non ha importanza: si aspettano certi servizi, quindi se per sbaglio finiscono su una spiaggia in cui non c'è né un chiosco, né il bagnino, né un cestino per i rifiuti, la depenneranno per sempre, perché anche il loro concetto di “angolo di paradiso” è forgiato dalla modernità, quindi un luogo è “pulito e incontaminato” solo se è garantita la presenza di qualcuno pagato per pulirlo e incontaminarlo, e non arrivano all'idea che in natura i luoghi sono puliti se tutti li rispettano, cioè se nessuno li sporca né li contamina: si va dai turisti che lasciano i propri rifiuti in spiaggia perché “non c'è nemmeno un cestino, poi si lamentano dei turisti, ma non offrono nessun servizio spiaggia” ai turisti che protestano perché “ci siamo fatti tre km a piedi per arrivare in spiaggia, io non dico di costruire l'albergo sulla sabbia, ma almeno di asfaltare la strada!”. Io a questo punto ci farei anche un muretto in pietra a vista che delimiti il sentiero, toglierei quei cespugli rognosi che dicono che sono la flora delle dune ma sono brutti da vedere e ci farei una bella colata di prato verde arricchito di anfore antiche (anche comprate dai cinesi vanno bene) e aggiungerei, en passant, “le dune belle, sì, ma non mi dicono niente” (cit. turista).


La passerella serve per evitare che dalla spiaggia si porti via troppa sabbia con i piedi.

A tutti i turisti ricorderei che è vietato per legge portar via dalla spiaggia pietre, conchiglie, sabbia, alghe, mentre è obbligatorio portarsi via i rifiuti. A tal proposito è nato l'anno scorso un gruppo di volontari anonimi, lavoratori dell'aeroporto di Elmas-Cagliari, che ogni anno sequestrano ai turisti in partenza dall'isola chili e chili di sabbia e conchiglie, e se è vero che molti non sanno che è vietato, è anche vero che quando il suo bagaglio a mano è composto da dieci chili di sabbia, al turista un mezzo dubbio sui danni ambientali che sta arrecando gli dovrebbe venire. Qui la pagina facebook Sardegna rubata e depredata, i cui volontari riportano alle rispettive spiagge, spessissimo debitamente segnalate sull'etichetta delle bottiglie di plastica, tutta la sabbia sequestrata: “Con la scusa del souvenir ogni anno turisti e non sottraggono all'isola ciò che la natura ha impiegato millenni a creare. Il furto di sabbia è un reato”. L'art. 1162 del Codice della navigazione conferma.
La Rete regionale per la conservazione della fauna marina invece ricorda che le spiagge sono habitat naturale delle tartarughe marine e che quando queste depongono le uova non vanno disturbate (nemmeno col flash delle foto, visto che la nidificazione avviene di notte), ma bisogna chiamare subito il 1515 (qui l'avviso), sono previste multe anche per i danni ai tartarughini.

Foto di un bagaglio a mano, presa da facebook.

Purtroppo, le persone che vanno in vacanza in Sardegna sono per la maggior parte turisti, il lato positivo della cosa è che se ne stanno sulla costa e i sardi, ancora una volta, possono rintanarsi verso l'interno e aspettare che la stagione finisca (adesso capisco gli alberghi che la fanno durare solo da luglio ad agosto) e che tutto torni alla normalità.

Per tutti quelli che vogliono andare in Sardegna per conoscerla, e non per il suo mare, potrebbe essere utile l'itinerario che sto preparando per la nostra vacanza in Sardegna, che comprende varie cose, ma ne tiene fuori tante altre, perché in Sardegna c'è davvero troppo da vedere e quindici giorni non bastano!


Premessa.
La Sardegna non è un mare, è un'isola. Isola significa un pezzo di terra più o meno vasto circondato dal mare (la Sardegna, con 24.100 km², è la seconda del mar Mediterraneo). Considerare un'isola solo per il suo mare è, quindi, riduttivo: il mare Mediterraneo, ad esempio, è comune a molte altre coste di isole, penisole o del continente, non è presente solo in Sardegna; il motivo per cui lungo alcune coste il mare è più bello è dovuto ad altri fattori, come la conformazione delle coste o dei fondali, che conferisce quel colore particolare, o il livello di inquinamento, che dipende dal buon senso di ognuno e anche da questioni nazionali (ne ho letto anche qui), per non parlare dell'azione del vento che modella tutto e scompiglia i capelli (meglio tenerli raccolti). Almeno, il vento in estate è caldo, africano.
La Sardegna ha una storia plurisecolare, perché è stata abitata sin dalla preistoria, ma solo di recente le hanno fatto notare che la sua storia non era completa perché non sfruttava le sue coste per il turismo, quindi adesso, quella che per secoli è stata l'anticamera della Sardegna, dove la gente venuta da fuori si fermava a riposare dopo il lungo viaggio, prima di entrare nell'isola, è diventata il salotto buono: se i turisti scambiano l'ingresso per il salotto, devono essere abituati a ben poca cosa, mi vien da dire.


In Sardegna, poco oltre la costa, si vedono cose che sono presenti in qualsiasi regione costiera del mondo: torrette di avvistamento, torri difensive, a volte fari: i fari sono rari, forse perché i sardi non erano (e per molti versi non sono nemmeno oggi) popolo di mare, quindi illuminare il mare a loro non serviva, anzi era meglio che le navi (sempre di invasori stranieri) si schiantassero con comodo sulle rocce: forse i sardi non si disturbavano nemmeno ad andare a raccogliere i cocci, che di certo in un isola abitata sin dalla preistoria non mancavano. Al di là delle mie ipotesi fantasiose, qui ho trovato un sito di appassionati che parla dei fari in Sardegna. Anche i nuraghi avevano funzione difensiva e di avvistamento, oltre che abitativa o religiosa, sembra infatti che da ogni nuraghe ne fossero sempre visibili almeno altri due.

Sulla collina in fondo poteva esserci un altro nuraghe.

Dentro la Sardegna c'è un po' di tutto, pianure (il Campidano è la più estesa), colline, montagne, queste non molto alte (1834 mt la vetta più alta, è Punta La Marmora sul Massiccio del Gennargentu), altipiani rocciosi detti “giare”, fiumi e torrenti, o fiumi a carattere torrentizio (l'unico navigabile è il Temo) e laghi soprattutto artificiali, voluti apposta per regolamentare i fiumi e creare bacini d'acqua utili a innaffiare i campi (visto che piove un mese all'anno) e a fornire energia elettrica (visto che i giacimenti di carbone andavano esaurendosi): il lago Omodeo è il lago artificiale più vasto della Sardegna, e dell'Italia, mentre il lago di Baratz è l'unico lago naturale della Sardegna. Ci sono anche stagni e altre zone paludose, che oggigiorno sono zone umide protette per l'habitat che offrono a molte specie animali e vegetali, ma che prima delle grandi bonifiche, e prima della doccia di ddt del secondo dopoguerra, erano infestate dalla famosa e temibile zanzara anofele, portatrice di malaria, ed è anche per questo che i sardi col cavolo che si avvicinavano al mare e alle coste: la malaria provocava affaticamento fisico, una sorta di depressione e anche la morte, un articolo (questo) dice che forse pure la bassa statura dei sardi era legata alla malaria. Infine non mancano isolette minori, raggiungibili in traghetto o collegate tramite ponti alla terraferma (cioè all'isola di Sardegna). Insomma in Sardegna ce n'è per tutti i gusti. I numeri li ho presi da wikipedia.


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In Sardegna non ci sono autostrade, e per fortuna, sarebbe il colmo per i sardi pagare per passare da una stanza all'altra della loro casa! Le strade sono quelle che sono, e vi invitano a rallentare e a godervi il paesaggio: distese brulle, campi gialli o verdi a seconda della stagione, paesini in lontananza: la densità di popolazione in Sardegna è molto bassa, tranne vicino a Cagliari che ora è diventata pure città metropolitana; i paesi hanno pochi abitanti rispetto alla media di altre zone d'Italia, e non sono diffuse le frazioni, come ci sono in altre regioni; tra un paese e l'altro ci sono a volte anche molti chilometri, ma direi che in media siamo nella media, vero è che l'impressione generale è di luoghi isolati e solitari e se non è vacanza questa, ditemi voi cos'è che vi rilassa di più, se il chiasso o il silenzio. Va da sé che chi non ama il silenzio è meglio che vada in vacanza da un'altra parte! Certo, in città il sabato sera c'è più allegria e rumore, il sabato è sabato, e da sempre ci si riposa la domenica, musei e ristoranti compresi, qualcosa da dire? Solitamente solo le catene di negozi o ristoranti nazionali e internazionali fanno orario continuato, e nelle zone più turistiche anche altre attività, ma in genere la Sardegna “all'ora del sole” si riposa al fresco e a lavorare andateci voi, se proprio volete: dalle 13 alle 17 è tutto chiuso, ma ancora alle 21 o 22 trovate i negozi aperti e potete fare gli ultimi acquisti per la cena ma non il pane, quello solo fino alle 13, a meno che non vogliate una baguette del centro commerciale.
In Sardegna ci sono villaggi turistici, resort, residence, hotel a cinque stelle, alberghi, forse anche pensioncine, e ancora affittacamere, agriturismi (che non dovrebbero offrire camere, ma alcuni le hanno) e bed & breakfast (che non dovrebbero offrire pasti, ma alcuni li offrono), campeggi attrezzati e aree che sembrano buone per campeggiare gratis, ma ci vorrebbe almeno un po' di rispetto se nel concreto non lo sono, cioè se non sono attrezzate. C'è pure qualche area per i camper, ecco qui una comoda guida in pdf del sito camperistisardi.it con tutte le informazioni utili.

Area non attrezzata significa anche casa d'altri.

Spetta al visitatore, naturalmente, stabilire il suo tetto di spesa e le sue preferenze in fatto di comodità: noi ci accontentiamo di una stanza semplice e della colazione, altrimenti andiamo al bar, che è un po' come essere a casa; per la cena, se nessuno ci dà una dritta ci lasciamo ispirare, altrimenti cerchiamo un supermercato o un panificio e ci prepariamo un bel panino che spesso è molto più buono ed economico di un panino del bar, ve lo dico io che adoro il pane e prendo un panino al bar solo se davvero non c'è alternativa. Per me “panino imbottito” significa banco salumi della bottega del paese! Oggigiorno non tutti i market offrono panini imbottiti su richiesta, quelli appartenenti a una catena soprattutto sono costretti al doppio scontrino banco salumi/banco del pane, ma basta chiedere di aprire a metà il panino, o avere con sé un coltello, o aprirlo con le mani senza tante storie e poi metterci dentro formaggi e salumi nelle combinazioni preferite. Anche un pomodoro tagliato solo a metà non guasta, anzi.
Se invece volete mangiare tipico, nelle zone turistiche non avrete certo difficoltà a trovare menù appositi, anche a poco prezzo, ma dipende da come siete abituati, sia nelle porzioni che nel prezzo. Io sto lontana dai moderni buffet o dal buon vecchio menù a prezzo fisso, perché, per quello che mangio, io spendo meno se pago le singole portate e il forfait è buono solo per i mangioni. A parte che abbuffarsi fa male. Fuori dalle zone turistiche invece dovete accontentarvi e provare a sbirciare il menù, dove è possibile, prima di entrare; se non ci sono turisti, nei paesini è difficile trovare piatti cosiddetti tipici, il menù sarà standard italiano, fatevene una ragione, sicuramente è così anche a casa vostra, solo che non ci fate caso: che senso avrebbe offrire nel ristorante cose tipiche che ogni sardo può mangiare a casa sua? In città potete abbuffarvi anche di sushi, riso alla cantonese, agnello al curry, paella, kebab o altre cose etniche, soprattutto a Cagliari la scelta è vasta. E poi, l'importante è avere la pancia piena.




Siete sazi e non potreste leggere oltre, quindi per oggi mi fermo qui. Qui di seguito metto una tabella che riporta tutti i link esterni consigliati, da cui potete partire per cercare informazioni sulla Sardegna. Se volte tenere nota anche delle spese della vostra vacanza in Sardegna, tutto ciò che ho proposto in questo post è completamente gratuito. Tranne la connessione internet che vi permette di accedere al mio blog, s'intende.



La Sardegna su wikipedia
Informazioni generali sull'isola
sardegnaturismo.it
Itinerari consigliati dal sito
sardegnacultura.it
Eventi e altre notizie culturali

sardegnasentieri.it
Guida ai sentieri in pdf

sardegnaforeste.it

Foreste, parchi e sentieri della Sardegna
sardegna.beniculturali.it Per cercare nei singoli paesi i siti di interesse culturale
sardegnanatura.comParchi nazionali della Sardegna

  sardegnadigitallibrary.it
  Libreria virtuale di libri in pdf, come la guida Paesaggi d'autore
it.wikipedia.org
Aree naturali protette della Sardegna
sardegna-rubata-e-depredataPagina fb dell'iniziativa
piste-ciclabili.com
Mappa delle piste ciclabili in Sardegna

focusardegna.com
       Sito di attualità, eventi e storie di Sardegna
informati-sardegna.it
Sito di informazioni sulla Sardegna
sardegnablogger.it
Attualità, ambiente e vari argomenti tra cui la sezione "Sardegne"
camperistisardi.it
  Guida ai campeggi in pdf
farisardegna.it
Sui fari in Sardegna

Nelle prossime puntate vi proporrò un itinerario vero e proprio, che è quello che seguiremo io e Alli quest'anno, con tanto di costi indicativi; ma se preferite il fai da te avete adesso abbastanza siti da cui partire per ricavare informazioni via via più approfondite e personalizzate della vostra futura vacanza in Sardegna.

Buonanotte e sogni d'oro di ferie imminenti da Elle, il vostro Spirito viaggiatore

16 commenti:

  1. Ciao Elle ho letto con piacere e attenzione l'articolo che hai scritto e l'ho trovato completo ed estremamente dettagliato,utilissimo e ricco di informazioni per chi intende intraprendere un viaggio in Sardegna ma anche per chi vuole conoscere meglio questa regione il più delle volte menzionata solo e unicamente per il suo mare, approfondendo aspetti spesso sconosciuti per la maggior parte delle persone a meno che anziché il classico turista non abbiamo davanti qualcuno più interessato a conoscere e ad ampliare le sue vedute. Secondo me (io sono sarda e fino a sei anni fa vivevo in quest'isola nella quale anch'io periodicamente mi reco per le vacanze e anche per far visita ai miei che abitano lì)ciò che rende unica la Sardegna (ma non voglio apparire banale nell'affermare questo in quanto pare scontato)sono le sue bellezze naturali,il fatto di conservare paesaggi ancora incontaminati soprattutto lontano dai centri abitati...il fatto di avere una bassa densità di popolazione è secondo me molto positivo e per tanti motivi...abitando ormai in una regione con una popolazione ed una densità che sono il quadruplo questo particolare che potrebbe apparire secondario è invece per me percepibilissimo.Sono proprio quei luoghi isolati e solitari che mi mancano e che rendono la vacanza in Sardegna rilassante e unica(ma questo è un discorso soggettivo...).
    Grazie mille per il post,penso che chiunque ha intenzione di andare in Sardegna e che vuole avere un'idea su tutti gli aspetti anche prettamente pratici di un viaggio nell'isola lo deve per forza leggere!!
    Un bacione:))
    Rosy

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    1. Grazie a te Rosy per il bel commento! Il turista non sa nemmeno cosa sia la densità di popolazione, e se anche la conoscesse, ignorerebbe quella della Sardegna, perché lui vede solo spiagge affollate e non immagina. Quando poi si addentra, non sospetta nemmeno che forse anche per l'abitudine all'isolamento, i sardi vedono il turista non come "colui che porta soldi" ma come un ospite esotico, a volte invadente, del mondo di là, e contribuisce a ciò la mancanza di rispetto di molti turisti e la richiesta di attenzioni che qualsiasi ospite comporta!

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  2. Un post ricchissimo e molto dettagliato, soprattutto per chi come me in Sardegna non è mai andato. Fantastica la tua classificazione, non essendo una "turista" mi sento sollevata...
    Io non andrò in vacanza, mi ritiro un po' per "riordinarmi" la mente e le tue foto sono per me una splendida finestra. Grazie e buone vacanze, in attesa dei tuoi suggestivi reportage. Un abbraccio :**

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    1. Nemmeno io ti avrei maivista come "turista", tu sei una viaggiatrice, esplori anche nella tua stessa terra, scopri, impari. Riordinati per bene, e se passidi qua ci saranno presto altre foto del mio repertorio, prima di quelle del reportage vero e proprio. Buon riposo!

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  3. Io sono senza dubbio il viaggiatore tipo 1: mi piace informarmi, programmare e sfruttare al meglio il tempo(sempre limitato)che ho a disposizione.
    Di sicuro quando andrò in Sardegna verrò a rileggere il tuo post e approffitterò di tutte le informazioni che hai fornite, per quest'anno, "stessa spiaggia stesso mare", andrò tra due giorni nella località dove vado da quando ero bambina e ci resterò fino alla fine del mese, quindi ti mando un abbraccio e ti auguro di proseguire al meglio la tua estate, ci riscriviamo a settembre.

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    1. Io non ho una "località" di famiglia, da piccola andavo in vacanza da mia nonna, cioè in casa sua, al massimo una scampagnata, e al mare aspettavo che mi ci portasse qualche vicina di casa coi figli della mia età. Forse per questo so che c'è ben altrooltre il mare in Sardegna! Buonissime vacanze, riposati!

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  4. Un post ricchissimo di informazioni, esaustivo e ben dettagliato.
    Bellissime prospettive per le tue prossime vacanze che ti auguro di goderti al massimo.

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    1. Grazie Krilù non vedo l'ora, e questi post mi accompagnano nell'attesa della vacanza vera e propria.

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  5. Non mi sono mai sentito un turista, viaggiare tanto per viaggiare perché si deve timbrare un cartellino e dire "sono stato in vacanza" mi ha sempre fatto schifo (già timbrare il cartellino al lavoro non mi piace), quindi ho sempre viaggiato poco, con obiettivi precisi. Non so organizzarmi, quindi spesso ho improvvisato, ma per fortuna ora ho te, che mi organizza bene ogni cosa ... e sì, ho scoperto con te che la Sardegna non è solo mare (che io, sia detto chiaro e tondo, amo tantissimo, stufo delle mie montagne).

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    1. A me è sempre piaciuto andare in vacanza in città, scoprire palazzi, strade, parchi e visitare musei di storia. Mi è sempre piaciuta la montagna, ma forse intendevo collina (la montagna vera non la conoscevo, facevo confusione), insomma volevo dire campagna, boschi, oasi naturali. Di tutto, mare compreso, perché per non è mai stato un luogo dove nuotare/giocare/abbronzarmi, per me il mare è natura!
      Gambe in spalla allora.

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  6. Meglio di una guida sei :)
    io vorrei essere più viaggiatrice, ma non riesco a non avere delle certezze quando arrivo sul posto, poi però non voglio nemmeno vedere e sapere solo quello che mi dice una guida e vado un po' di testa mia, insomma un disastro ma rispettoso :D

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    1. Macchè disastro: viaggiatrice creativa, ti costruisci la vacanza man mano ;) A volte c'è troppo da fare e vedere, un minimo di organizzazione garantisce che nulla sfugga, ma so già che qualcosa del programma finirà per saltare, perché poltrire non lo metto mai in conto ma succederà.

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  7. Wow, che abbondanza! Lo terrò presente se mai riuscirò a portare Mr K in Sardegna. Magari quando ci siete anche voi :-)
    Quanto ai turisti, ti capisco bene, visto che io abito in ben due posti turistici!

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    1. E non è finita! Ti farò personalmente da guida, certo, e non ti invidio: la mia "metropoli giovane dove tutti i turisti vogliono trasferirsi, perché se ne sono innamorati" l'ho lasciata senza rimpianti da quel punto di vista, mentre al lago nemmeno mi avvicino in alta stagione, preferisco bazzicare i vigneti, forte dell'esperienza sarda in fatto di invasione di turisti ;)

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  8. Cara Elle, al punto 3 descrivi la vacanza per turista che è proprio pessima, purtroppo in Sardegna la maggior parte delle persone, ci approda cosi, il bello invece, organizzati o improvvisati, e scoprire luoghi di cui innamorarsene, che non siano invasi da queste persone.

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    1. Invasione è la parola giusta, hai colto nel segno: in Sardegna o altrove i turisti sono invadenti!
      Ciao Mariposa:)

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Ciao, benvenuti nella Casa dello Spirito. Scrivete pure qua sopra/sotto il vostro commento o le vostre domande: le pubblicherò io più tardi. Se vi iscrivete ai commenti, vi avverto addirittura via mail.
Non preoccupatevi se non avete un account google: basta inserire l'url del vostro sito, o profilo fb, ig, pulcino, o quello che avete e il vostro nome. Anzi, voglio venirvi incontro: potete addirittura mettere solo il nome, se non avete un indirizzo o non vi va di esporvi così tanto. Comunque non preoccupatevi: sono uno spirito buono.
Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

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