lunedì 17 ottobre 2016

Viaggio in Sardegna, prima tappa: Ghilarza.

Eravamo rimasti al porto (qui), appena sbarcati dopo la colazione, un po' di fretta perché il tempo stringeva. Ci siamo incolonnati fuori dalla nave, e abbiamo seguito il primo della fila che, grazie alla segnaletica di Golfo Aranci, non ha sbagliato strada e ci ha condotti fuori dal paese: lentamente le macchine hanno girato per altre vie, mentre noi abbiamo seguito i cartelli per Nuoro, Cagliari e la SS 131. Alli fotografava, mentre io ricevevo la prima proibizione della vacanza di proseguire con la mia insana abitudine di fare fotografie mentre guido.

No, Alli non guida, mai.


La nostra meta, prima tappa del viaggio, era Ghilarza (come avevo anticipato qui), dove volevamo andare già l'anno scorso per visitare la casa museo di Antonio Gramsci; ma è anche il paese in cui è stato trasferito il paese di Zuri, con la sua chiesa in pietra rossa, per creare l'invaso del lago Omodeo poco lontano, e anche questi volevamo vedere.

Corso Umberto I, il museo è al numero 36.

La casa museo di Gramsci è una casetta tradizionale, rimasta abbastanza simile a come era all'epoca della sua infanzia e adolescenza, ed è suddivisa in varie aree tematiche legate alla vita privata e pubblica di Gramsci: ognuna è arricchita da pannelli con la sua biografia, ricavata per la maggior parte dalle sue lettere. Dopo un ingresso c'è una sala che era la cucina, con uno sportello a parete dietro il quale, come si usava allora, si nascondeva il pozzo per l'acqua, e un grande tavolo che ora ospita le copie di varie riviste che hanno pubblicato articoli sul lavoro di Gramsci, negli anni dopo la sua morte. Nella foto qua sotto, sulla destra del ripiano del pozzo, si vede una figura colorata: una piccola opera di un artista che riprende i disegni del libro a fumetti scritto da Paulesu, nipote di Gramsci (Nino mi chiamo, di qui avevo parlato qui), e che è presente anche in altre sculture e installazioni presenti nel museo:

Sulla sinistra, dove c'è la gigantografia, c'è l'ingresso della casa.


In tutto il museo sono presenti anche molte altre opere che negli anni sono state donate al museo da vari artisti, e che sono conservate nella casa del forno (oggi il forno non c'è più), una stanzetta zeppa di fascicoli di vecchie riviste e giornali in cui Gramsci aveva scritto o che aveva addirittura diretto e curato, raggiungibile uscendo nel minuscolo cortiletto dietro la casa:


 


Altre ancora, sia riviste che opere, con soggetto Gramsci o la sua Ghilarza, sono nella prima stanza a destra dopo l'ingresso, la camera buona della famiglia, che ospita anche un tavolo con il libro degli ospiti da firmare e alcuni libri degli ospiti illustri del museo o delle manifestazioni legate a Gramsci, foto e depliant di questi eventi.



Nella cucina, quella con il pozzo, ci sono anche molti pannelli a libro, che raccontano la storia del paese e di Gramsci a Ghilarza, con foto d'archivio e vari brani di lettere che testimoniano l'attaccamento di Gramsci al suo paese, ma anche il suo interesse intellettuale per gli usi, le tradizioni, la lingua, di cui chiedeva informazioni e notizia nelle sue lettere alla famiglia. Dopo essere partito per l'università a Torino, Gramsci torna a Ghilarza nel 1924 per l'ultima volta, ma la sua vita è stata fortemente forgiata dall'ambiente in cui è cresciuto, la Sardegna, realtà insulare, ma anche il paese di Ghilarza, che nel tempo si è ingrandito, arrivando ad avere tutte le istituzioni di una piccola città, compresa una scuola elementare a cui potevano iscriversi anche bambini dei paesi vicini. Io avevo già intuito un certo carattere di questo paese leggendo il sito internet del comune, ma ho avuto conferma dentro il museo di Gramsci di un certo orgoglio culturale e più in generale civico di Ghilarza, che portava ad esempio le associazioni a organizzare corsi per i soci analfabeti.


L'Associazione Casa Museo diAntonio Gramsci – Centro di documentazione, ricerca e attivitàmuseali ha raccolto tantissimo materiale su Gramsci e sul periodo che lui ha trascorso a Ghilarza, cioè sugli anni della scuola e della sua formazione, ma anche su Ghilarza, proprio per non separare il profondo legame tra il pensiero di Gramsci e il luogo in cui lui è cresciuto.


Dopo la prima stanza a destra e di fianco a questa prima stanza dritti dopo l'ingresso, c'è il negozio del museo, dove è possibile acquistare libri, magliette e altri gadget, mentre l'ingresso al museo è a offerta libera, vi dico solo che noi abbiamo speso 50 euro, comprensivo di ingresso, è vero, ma comunque ci siamo lasciati prendere un po' la mano dalle magliette (Alli) e dagli oggetti di cancelleria e il libretto del museo (io). Questa camera è anche la biblioteca che contiene libri sul movimento operaio, sulla lingua e la cultura sarda, sul pensiero gramsciano, ma non i libri che sono appartenuti a Gramsci (questi sono a Roma).


Al piano superiore ci sono altre tre stanzette: quella che si apre subito alla fine della scala ha alcune teche con gli oggetti personali di Gramsci, del periodo ghilarzese, donati dalla famiglia (le figlie della sorella Teresina, e i suoi nipoti russi) e due postazioni internet (non abbiamo provato ad usarle):



Nella stanza proprio davanti alle scale ci sono il periodo della scuola, coi suoi diploni di licenza elementare e foto di classe, e il periodo dell'età adulta, dal suo impegno politico dei primi anni a Torino, sino alla prigionia e alla morte; c'è anche la sua maschera funebre e la foto della sua salma (era molto gonfio al momento della morte); oggetti di uso personale, lettere (naturalmente), fotografie ecc.


Da questa stanza si accede alla camera da letto, che contiene solo il mobilio d'epoca: un letto singolo alto, con spalliera in ferro battuto come quello che aveva mia nonna, l'angolo per lavarsi, con lavamano e specchio, il comò con specchiera e un comodino con ripiano in marmo, tutti donati da Teresina al museo.



Il soffitto di canne, il copriletto a uncinetto e la vista sul cortiletto completano il quadro di fine Ottocento.



Questo museo ci è piaciuto molto, appena entrati siamo stati accolti da una ragazza che ci ha spiegato la disposizione dell'allestimento e la biografia di Gramsci, e poi ci ha lasciato liberi di girare per la casetta, restando a disposizione in biblioteca; prima e dopo di noi sono entrate altre persone e a ognuna ha raccontato, nella presentazione del museo, un dettaglio diverso: anche per questo mi è piaciuta molto. Dopo la visita avevamo alcune domande e lei ha risposto senza esitazioni e con competenza; anche nel raccontarci la biografia non è stata cantilenante e noiosa come accade a volte quando si snocciola una storia detta e ridetta, ma con precisione ha illustrato i vari punti fondamentali che poi abbiamo ritrovato anche nei pannelli informativi, approfonditi. Per essere un museo così piccolo è ben organizzato e ha senz'altro dietro una grande organizzazione e impegno per riportare con precisione la vita, l'opera e il pensiero di Gramsci, ma anche per tenere vivi gli studi: siamo arrivati a Ghilarza proprio negli ultimi giorni della Ghilarza Summer School, una scuola internazionale di studi gramsciani, che prevede anche alcuni seminari aperti a tutti che si tenevano proprio in quei giorni. Il paese, pur avendo l'aspetto di un paesino agricolo qualsiasi, perciò, visto da dentro il piccolo museo ci è sembrato davvero internazionale, per via dei giovani stranieri, che però parlavano italiano, che sono entrati per visitarlo o per chiedere dei seminari: avere buona padronanza dell'italiano è uno dei requisiti per accedere alla scuola, oltre alla laurea magistrale e, naturalmente, alla conoscenza degli scritti gramsciani; i seminari aperti a tutti invece hanno l'unico limite dei posti a sedere.



Torre aragonese.

Chiesa di san Palmerio.


Anche il paese ci è piaciuto molto, tranquillo e pulito e con tante casette tipiche, cartelli coi nomi delle vie anche in sardo, e in alcune vie una mostra fotografica di strada, con foto di un ragazzo francese (di cui non ho segnato il nome) che per due anni ha girato in vari Paesi per fotografare la vita dei semplici (non ho segnato nemmeno il nome del progetto fotografico, uff, era in inglese). Abbiamo visto anche la torre aragonese, che però era chiusa, e la chiesa di san Palmerio da fuori, prima di andare verso il lago.



Al lago finalmente ho recuperato la mia macchina fotografica, che avevo dimenticato in macchina, pronta per fare le foto mentre guidavo, e dove è rimasta quando sono scesa: non l'avevo scritto sull'agenda, quindi non ci ho pensato, vero? Le foto dal cellulare non mi piacciono, mi escono grige e sfuocate, perciò le ho integrate con quelle fatte da Alli al museo, che è abituato a scattare dal cellulare e le fa meglio. Qui di sopra invece le mie foto del lago.

Chiesa di san Pietro di Zuri.

Proseguendo dritti sulla strada siamo arrivati al piccolo borgo di Zuri, ora frazione di Ghilarza, ma un tempo paesino della valle che ora è occupata dalle acque del lago artificiale: il paese ha dovuto traslocare e la sua chiesa è stata smontata pietra per pietra e ricostruita nel nuovo paese, a pochissimi km da Ghilarza.



Dopo ci siamo immessi di nuovo sulla 131 direzione Oristano, per raggiungere la nostra seconda tappa: Arbus.

Spese a Ghilarza:

Negozio del museo + offerta per l'ingressoeuro 50,00
Merenda al bar euro 4,00

22 commenti:

  1. Mi è piaicuto molto iniziare da Gramsci! Ecco, iniziare da Gramsci, quello che dovrebbe fare il nostro paese ... un grande intellettuale che il mondo ci invidia, e questo splendido museo è un esempio di cosa sia stato. Bella la descrizione, e anche le nostre foto :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Saremo d'esempio per tutti. Infatti arrivano a Ghilarza giovani stranieri che hanno imparato l'italiano per studiare Gramsci e noi italiani invece la sfioriamo soltanto, e solo quando andiamo al mare.

      Elimina
  2. Elle, oggi ti lascio una canzone che secondo me ci sta proprio bene qui...

    https://www.youtube.com/watch?v=GqOrLqPCTVs

    ( p.s. letto tutto d'un fiato, grazie :) )

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Mary, rispondo oggi ma la canzone l'ho ascoltata subito: il video risultava allegato alla mail di notifica: google, tanti prodotti, un uico account ;)
      Buona giornata!

      Elimina
  3. Un post molto accurato e documentato, quasi come una tesi per un esame, e con questo non intendo affatto criticare ma elogiare il tuo lavoro. Vi siete anche divertiti tanto è questo è importante e ci avete fatti deliziare con delle splendide foto. Ti ringrazio molto per aver contribuito ad alzare il mio livello culturale e ti auguro una bellissima serata. A presto, Flo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te Flo. Per il museo su Gramsci ci vorrebbero più post, e noi abbiamo fotografato le teche da fuori, ma ogni oggetto al loro interno era un pezzo di storia da raccontare. Perciò mi fa piacere che il mio riassunto sia chiaro e piaccia :)
      Buona giorata!

      Elimina
  4. Molto molto interessante ben descritto grazie. Belle anche le immagini un bellissimo viaggio anche se virtuale.
    Buona serata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te Edvige. Sì era davero molto interessante, e le immagini... ne avevo selezionate 65 per questo post, ho dovuto scremare una seconda volta! ;)

      Elimina
  5. Ma lo sai che mi fa strano leggere di tanta bellezza che mi circonda e contemporaneamente non riuscire a vederla?
    Sono stata spesso a Ghilarza eppure non ho mai visitato la casa di Gramsci ad esempio. E' proprio vero che in casa del fabbro, spiedi in legno ahahahah ..
    Non mi perderò il post su Arbus che è anche la mia zona di origine, diventerà molto più interessante raccontata da te.
    Baci.
    Marina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io so da anni del museo, ma quando abitavo in Sardegna non ci soo mai andata, rimandavo sempre... e io ero quella che diceva "non vado i vacaza all'estero, con tutte le cose e i posti belli che ci sono in Italia!". Evidentemente escludevo pure io la Sardegna... Ora con la scusa di mostrarla ad Alli recupero il tempo perduto!
      Aspetta e vedrai cos'ho da dire su Arbus ;)

      Elimina
  6. Che bello quando si incontra qualcuno che fa il proprio mestiere con passione, come è successo a voi nella casa museo di Gramsci.

    Non piace nemmeno a me fare le foto col telefono, preferisco la macchina fotografica. Solo che nell'ultimo viaggio l'ho rotta :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Verissimo. In Sardegna poi, forse per via dell'accento, quando impostano la voce per una maggiore serietà, a me dà sempre l'idea di una pappardella ripetuta, invece si può essere spontanei e appassioati anche con l'accento sardo! :D
      Lascia stare, io l'ho fatta volare a faccia in giù dentro casa... stavolta non si è rotta (sarebbe stata la seconda macchina che muore in un incidente domestico), ma ci è andata vicino.

      Elimina
  7. Haha, mi ricordo che Alli non guida! Beato lui che ha trovato una compagna a cui piace guidare! Io sono fregata, Mr K odia guidare quanto me, siamo sfigatissimi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh sì, è proprio fortunello. Senza di me non sarebbe nemmeno andato a vedere la casa museo di Gramsci ;)

      Elimina
  8. Ho come avuto lìimpressione di stare lì con te, complimenti per come hai descritto il tutto. In Sardegna non sono mai stata e spero quanto prima di andare per conoscerla di più.
    Da oggi ti seguo anch'io.
    Bacio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Rosalba, benvenuta nella Casa dello Spirito. Mi fa piacere di averti fatto provare una prima gita in Sardegna quasi dal vivo ;)
      Buona giornata!

      Elimina
  9. Cara Elle come ben sai sono nata e vissuta in Sardegna fino a sei anni fa e periodicamente mi reco a trovare i miei...purtroppo pur avendo toccato diverse tappe in occasione dei viaggi con mio marito (ultimamente giro molto di più rispetto a quando vi risiedevo)ancora non abbiamo avuto modo di visitare quella zona e in conseguenza a ciò la città di Ghilarza con la casa museo di Gramsci ci manca...quando torneremo sicuramente non potremo esimerci dal farvi una tappa:)).
    Ti faccio i miei migliori complimenti per il post bellissimo,estremamente dettagliato e ricchissimo di informazioni utili che ignoravo...bellissime anche le foto del paese:))grazie ancora Elle:))
    Un bacione:))
    Rosy

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io giro di più adesso che ci vado con Alli, e mi mancano da vedere tantissime cose, direi il 90%, ma sono pronta a recuperare! Purtroppo è così, quando si vive in un posto si pensa di avere tempo e si rimanda, sopratutto se non si è viaggiatori nati o non si hanno genitori viaggiatori, ci si limita alle feste comandate (noi andavamo da mia nonna) e la vacanza più lunga alla scoperta del territorio aspetta...
      Grazie Rosy, un abbraccio
      Elle

      Elimina
  10. Sei bravissima, i tuoi post sono sempre molto interessanti, utili e ricchi di fotografie.
    Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Gabry, mi fa piacere :)
      Un abbraccio, buon fines settimana.

      Elimina
  11. Un altro tuo bellissimo post, mi sembra di viaggiare con te.
    Grazie! =)
    Dani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In vacanza assieme :D
      Grazie Dani, buona domenica!

      Elimina

Ciao, benvenuti nella Casa dello Spirito. Scrivete pure qua sopra/sotto il vostro commento o le vostre domande: le pubblicherò io più tardi. Se vi iscrivete ai commenti, vi avverto addirittura via mail.
Non preoccupatevi se non avete un account google: basta inserire l'url del vostro sito, o profilo fb, ig, pulcino, o quello che avete e il vostro nome. Anzi, voglio venirvi incontro: potete addirittura mettere solo il nome, se non avete un indirizzo o non vi va di esporvi così tanto. Comunque non preoccupatevi: sono uno spirito buono.
Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...