domenica 6 novembre 2016

Gita in Veneto: Padova.

Ogni tanto, anche in Casa dello Spirito, capita di fare una pazzia, di decidere all'ultimo di fare una gita, di prenotare di corsa il prenotabile: è l'influsso della Palude. L'Alligatore, infatti, che riesce a vedere attraverso l'acqua stagnante della sua palude quel che succede fuori di qui, sopratutto quando l'evento gli giunge via mail, mi ha ricordato che volevo vedere una mostra a Venezia che sarà visitabile solo fino al 13 novembre, facendomi notare che non mancava molto, e aggiungendo en passant che avremmo potuto unire in una sola gita due desideri: il secondo era andare alla presentazione dell'ultimo libro di zio Scriba, al secolo Nicola Pezzoli, che si sarebbe tenuta a Padova, che non è Verona né Venezia, ma è pur sempre in Veneto e io, pur non avendo idea di dove si trovassero queste città l'una rispetto all'altra, ho accettato - non senza borbottare.

Elle a Palazzo Ducale a Venezia
Spirito perplesso, vestito da professoressa, davanti a una mappa di Venezia a Palazzo Ducale.


Organizzare all'ultimo è un'espressione che per me contiene una contraddizione di fondo. Spostarsi in treno era l'idea di Alli, perché i parcheggi a Venezia costano troppo (non che i mezzi pubblici siano economici, ma quelli avremmo dovuto prenderli lo stesso). Prenotare tre treni, trovare gli orari, calcolare gli spostamenti con un così breve preavviso non è mai stato il mio sogno nel cassetto. Eppure... come potevo rifiutare di veder realizzati due desideri in una volta sola?

Il ghetto a Venezia
Il ghetto novo (o novissimo?) a Venezia.

E così, borbotta borbotta, mi sono messa all'opera. Ho trovato un parcheggio gratuito per la macchina, ho scoperto quale bus ci avrebbe portati alla stazione di Verona, ho deciso il menù del giorno e anche che ci saremmo alzati alle 6:30 per andare a comprarlo al panificio sotto casa: col cavolo che ci saremmo fatti spennare a Venezia; abbiamo prenotato il treno calcolando i tempi di percorrenza per il/dal museo, e cercato un hotel a Padova. E se la mostra a Venezia, da cui mi aspettavo un'illuminazione, ci è piaciuta quasi niente, a Padova è stato tutto fantastico. Non so se scriverò mai di questa gita a Venezia, sia perché la mostra sugli ebrei è stata deludente (non mi aspettavo che superasse in quantità di informazioni il museo ebraico di Berlino, in assoluto il museo che ho visitato più volte nella mia vita, ma qualcosa di interessante sulla comunità ebraica di Venezia me lo aspettavo! Io e Alli abbiamo deciso di tornare a Venezia per visitare il museo ebraico che si trova nel ghetto); sia perché Venezia è così bella che tutte le foto risultano banali e ripetitive, non c'è gusto a trovare l'inquadratura, perché anche il più incapace riuscirebbe a fare una bella foto di Venezia.

Fermata casinò a Venezia
Fermata Casinò della linea 2 del vaporetto.

Siamo arrivati a Padova che era presto, ma già buio, esausti per l'alzataccia ci siamo incamminati verso il nostro piccolo hotel dove abbiamo dormito della grossa per un'oretta, per poi incamminarci verso il centro, dove si sarebbe tenuta la presentazione di Mailand, l'ultimo libro (ma non per molto) di Nicola Pezzoli. Io avevo controllato su internet la mappa della città e visto che dalla stazione all'albergo, vicino alla fiera, non ci volevano più di 15 minuti a piedi; idem per raggiungere il centro, la strada anzi sembrava dritta dritta. Ma in albergo abbiamo trovato ad aspettarci in camera (regola numero uno: aprire sempre il cassetto della scrivania) una cartelletta con vari depliant sulla città e lì, in una mini mappa nella pagina centrale del depliant degli eventi, ho scoperto che quella strada dritta non esisteva! Passava dentro un parco e speravo solo che non fosse chiuso. Abbiamo scoperto una volta incamminatici, che la strada il parco lo costeggiava, che c'era un piccolo ingresso pedonale e che non era un parco ma un po' di verde lungo un canale: passato il ponte siamo entrati da un cancello che era della facoltà di fisica, e che al ritorno abbiamo trovato chiuso, ma a quel punto, non avendo appuntamento col letto, abbiamo provato senza tentennare ad aggirare la facoltà e ci siamo riusciti da una via laterale. Arrivati in centro abbiamo prima girato alla traversa sbagliata, poi cercato quasi inutilmente un posto dove fare una merenda veloce, anche se le 19, orario di inizio della presentazione, erano già passate, ma avevamo troppa fame (io sopratutto).
- Tante copisterie per gli studenti qui in zona, ma poveretti, neanche un kebabbaro gli hanno messo, cosa mangiano? - mi sono preoccupata io per gli studenti di Padova.
Arrivati sulla via della libreria, ecco apparire davanti a noi una piadineria. Appena entrati siamo stati salutati con un gran sorriso:
- Cosa posso darvi? 
- La cosa più veloce che avete. - ho detto io con un pensiero al misero tramezzino che avevo visto nella vetrinetta: ma in fondo era solo una merenda, la nostra.
- La piadina! È velocissima e buonissima. Anzi ve la sta già preparando. - e con un gesto vago della mano verso il ragazzo ai forni, la ragazza al bancone ha dato ordine che la piadina venisse preparata.
Io e Alli abbiamo guardato il menù, le prime due voci erano “solo cotto” e “solo crudo” e rispecchiavano fedelmente i nostri gusti. Il tempo di prenotare da bere (avremmo dovuto mangiare cammin facendo, ma Alli ha visto i vini e ne ha preso un calice; “sedetevi pure” ci ha detto a quel punto la ragazza) e le piadine erano pronte e buonissime: erano così piene di prosciutto che non abbiamo potuto non notare che il prosciutto era buonissimo. Prima di andar via (io personalmente ingolfata di piadina, perché avevo così tanta fame da averla divorata alla velocità di Alli, cosa che normalmente mi è impossibile) Alli ha chiesto della libreria Zabarella, che in effetti era poco più in là, e siamo partiti.

Nicola Pezzoli alla libreria Zabarella di Padova
Da sinistra: Paolo Zardi a presentare, Nicola Pezzoli a rispondere, un certo Righetto a suggerire la domanda sui personaggi secondari. In basso a destra un dito? Pensavo di aver fatto io questa foto, ma di solito è Alli che si firma con un dito.

Al nostro ingresso, Nicola Pezzoli che già rispondeva alle domande di Paolo Zardi, e Paolo Zardi stesso, si sono interrotti per urlare “Ecco l'Alligatore!” indicandoci: io ero un po' affannata e non me l'aspettavo, anzi contavo di strisciare non vista verso un angolo libero della piccola libreria. Una ragazza invece ci indicava due sgabelli liberi vicino a lei, ma io non volevo passare in mezzo a tutti, mi sarei seduta anche per terra, gli sgabelli però erano belli che sgomberi e così, come due elefanti in un negozio di cristalli, ci siamo seduti anche noi. La ragazza era niente meno che Amanda, del blog Mica cotiche, ammiratrice padovana sia di Nicola Pezzoli che di Paolo Zardi.

Dopo la presentazione siamo andati a mangiare la pizza, che a me non è piaciuta, ma l'importante era questa rimpatriata tra Alli e ZioScriba, che si sono conosciuti tramite i rispettivi blog nella notte dei tempi, ma solo qualche anno fa di persona, e quindi avevano da raccontarsi le loro cose, anche se naturalmente ZioScriba era al centro dell'attenzione di tutti, e se durante la presentazione solo Amanda ha alzato la mano per fargli una domanda, a cena tutti avevano mille curiosità. Il giorno dopo avrebbe avuto un'altra presentazione in un paese vicino, quindi, come me e Alli, si sarebbe trattenuto a Padova per la notte e avrebbe avuto la mattinata libera, così ci siamo messi d'accordo con lui per visitare Padova assieme.

Il tempio della pace a Padova
Il tempio della pace.

Io e Alli siamo arrivati tardi all'appuntamento: la sveglia era alle otto, ma diciamo che Alli non l'ha sentita, io sì ma solo per spegnerla e girarmi dall'altra parte. Mezz'ora dopo ho aperto gli occhi, visto l'ora e fatto un salto elegante giù dal letto in un colpo solo: non volevo mica perdermi la colazione in albergo! E così anziché alle dieci siamo arrivati in stazione mezz'ora dopo - a piedi e con alcune pause per fotografare una bellissima chiesa che avevo notato la sera prima, il “tempio della pace” al cui interno si trovano (in una specie di anticamera prima dell'ingresso vero e proprio) le salme dei soldati padovani morti nella seconda guerra mondiale e di altri cento ignoti, sotto un bassorilievo di un certo Negri. Volevo sapere se è una chiesa protestante, perché non mi sembrava la solita architettura cattolica, ma sulla targa non c'era scritto altro. Ho cercato su internet e si tratta di una chiesa cattolica in stile neoromanico, e questo conferma il fatto che io di architettura non ci capisco nulla, anche se mi piacciono molto gli edifici e li fotografo sempre. Eviterò pertanto di ipotizzare anno di costruzione, stile e funzione del palazzo bellissimo che si trova dall'altra parte di via Tommaseo (ma voglio dire che mi ricorda quelli berlinesi dell'epoca della DDR).

Palazzo in via Tommaseo a Padova

Tutta Padova mi ricorda Berlino, almeno le zone che abbiamo visitato. Io, Alli e Nick siamo partiti dalla stazione e abbiamo passeggiato verso il centro di Padova, apparentemente senza idea di dove stessimo andando e senza meta, in realtà era tutto calcolato: io precedevo la spedizione con macchina fotografica in una mano e mini mappa strappata dal depliant nell'altra mano, mentre Alli e Nick mi seguivano persi nelle loro chiacchiere fitte, non senza perdere anche me qualche volta, quando svoltavo all'improvviso per fotografare “solo una cosa” o finivo dietro un muro per “leggere cosa c'è scritto” o correvo un po' avanti in avanscoperta per vedere “se la strada è giusta”.

Ponte sul naviglio a Padova

La prima pausa è stata su un ponte, dove come matti abbiamo fatto mille foto (con lo scopo di ingrandirle sul pc) a quello che poteva essere “un castoro"...
- No, secondo me è una nutria.
- A me sembra un coniglio.
- Mah... potrebbe essere anche un gatto.
- No, no, mangia l'erba come un roditore.
- Secondo me è una nutria, ti ricordi che l'abbiamo vista?
- Sì, era così grossa e nera, che schifo.
- Oppure è una pantegana.
- Noi così poetici e tu te ne esci con la pantegana!
- Ahaha, però potrebbe essere.
- Il canale più fotografato di Padova.
- Quello cos'è? Un pomodoro gigante? O una zucca rossa?
- E quelli sono funghi, vero?
- Dove?
- Sì, hai ragione sembrano funghi viola.
- Ma dove?
- Lì, sul palo.
- Ah, può darsi.
Finalmente ci siamo staccati dal parapetto del ponte.

Ponte sul naviglio a Padova
Un castoro o una nutria?

Ponte sul naviglio a Padova
Un coniglio o un gatto?

Ponte sul naviglio a Padova
Un pomodoro gigante o una zucca rossa? E i funghi viola sul palo?

Dall'altra parte della strada il canale offriva uno spettacolo più autunnale e anche un esempio di vecchio/nuovo tipico berlinese: a due passi dalle vecchie mura della città (porte Contarine) un edificio in vetro, con una torre e, dietro, un parallelepipedo; su questo la scritta “memoria e luce”: si tratta di un progetto di Daniel Libeskind, l'architetto nientepopodimeno che del bellissimo museo ebraico di Berlino, un monumento dedicato alle vittime dell'11 settembre che ingloba in una delle sue pareti di vetro e acciaio una trave delle torri gemelle donata dalla città di New York alla città di Padova per il seguente motivo: "Padova è una città che ha una lunga tradizione di tolleranza, che ospita una delle più antiche università d'Europa, dove ha lasciato la sua traccia l'insegnamento di Galileo Galilei ... [infatti] Padova è culla di civiltà e cultura, […] dal Medioevo, quando venivano in queste strade studenti da ogni parte d'Europa […] Padova ancora oggi ci insegna che non dobbiamo avere paura della scienza […] Dobbiamo invece avere paura dell'ignoranza e dell'intolleranza che sono le cause principali della violenza e del fanatismo." [disse la console americana Deborah Grace, fonte Padovanet.it]

Ponte sul naviglio a Padova

Il monumento Memoria e Luce a Padova
Il monumento Memoria e Luce.

Tra una foto di vecchi palazzi e nuovi edifici e l'altra ho avuto modo di notare che Padova, per essere venerdì mattina, era ben trafficata: tantissime persone passeggiavano per la città, mi ha fatto venire in mente Milano, soprattutto quando mi sono resa conto che nel fotografare i palazzi (mio soggetto preferito) sistemavo l'inquadratura in modo da includere al meglio le persone, che mi sembravano parte integrante del quadro.

Elle a Padova
Titolo del quadro: Indecisione dello Spirito. Autrice: Elle.

Purtroppo il sole spesso mi ostacolava e ora che riguardo le foto noto che non sempre sono riuscita a centrare il quadro che avevo in mente. Imparerò mai a fare foto?

Vecchie mura a Padova
Vecchie mura (dell'arena) dietro la fermata dell'autobus.

Vecchie mura a Padova

Chiesa e palazzo a Padova

ZioScriba e l'Alligatore a Padova
Dall'album: Cammino e non mi stanco di ZioScriba e l'Alligatore. Autrice: Elle.


Palazzo a Padova

Palazzo a Padova

Cafè Pedrocchi a Padova
Il famoso Cafè Pedrocchi.

Palazzo a Padova

Palazzo a Padova
Bellissimo palazzo vicino al municipio.

Municipio di Padova
Il municipio di Padova.

Vicino al bellissimo municipio ci sono due grandi piazze, piazza della frutta e piazza delle erbe, che noi abbiamo visto solo da questo lato sia perché, come ogni giorno, erano occupate dal mercato, sia perché Alli e lo Zio erano stanchi di camminare e volevano bere uno spritz. Colpa di questa idea sembrava essere il cartello fuori da un'enoteca che invitava allo spritz, ma secondo me loro quest'idea ce l'avevano già dall'inizio. Sono stata convinta a prenderne uno anche io nonostante sappia che non mi piacciono questi aperitivi, e anche se l'ostessa ha detto per tranquillizzarmi che il mio era “più da donna” a me è piaciuto solo l'orsetto.

Spritz e salatino a Padova

Piazza dei frutti a Padova
Piazza della frutta.

Piazza delle erbe a Padova
Piazza delle erbe.

Mentre i ragazzi concludevano un loro discorso, o ne iniziavano un altro, e dopo aver opportunamente discusso su chi dovesse pagare (da buoni terroni pseudo lombardo-veneti) io sono sgattaiolata verso il mercato dove intendevo comprarmi il pranzo, decisa a non lasciarmi trascinare in una replica del menù del giorno prima (panino + piadina + pizza): ho comprato quattro banane e cinque fondi di carciofi crudi, questi ultimi come primo, le banane come secondo, il dolce più tardi è stato un succo d'ananas.

Elle al mercato delle erbe a Padova

Poi abbiamo proseguito e stavolta avevamo una meta: una rotonda coi dinosauri a cui Paolo Zardi ci aveva dato appuntamento per pranzo, scena berlinese anche per il fatto che quando è arrivato ha detto “dobbiamo camminare ancora cinque minuti” e poi ci ha preceduti una via dopo l'altra, praticamente dietro l'angolo in linea d'aria, fra edifici fatiscenti e capannoni, con nonchalance e senza smettere di raccontare, non so cosa perché non sentivo. Abbiamo pranzato (io bevuto un succo d'ananas) ai margini della città, sulla strada, come in un romanzo di Stephen King. Un po' perché Paolo ci ha raccontato della lentezza nel servizio di un bar che prepara solo panini, un po' per la signora al banco che mi ha consegnato una chiave per il bagno con un'enorme B in legno unita alla chiave con un pezzo di corda da impiccato (che però io ho immaginato sporca di sangue), un po' perché in un bar del genere non mi aspettavo di trovare impiegati incravattati con ventiquattrore al seguito, io mi son fatta l'idea che fosse un bar fantasma, che loro fossero tutti morti che fungevano da comparse per acchiappare nuove vittime da offrire al mostro del bar, ovvero avventori sprovveduti che entravano per un panino con la porchetta e una birra, e non ne uscivano mai più. Non ho ancora deciso se il mostro sia un golosone tipo IT o l'anticristo o un vampiro, in ogni caso io sola mi sono salvata perché sono già uno spirito.

Padova come Berlino
Padova come Berlino.

Padova come Berlino
Rotonda coi dinosauri.
ZioScriba pensieroso, Elle e la sua banana, l'Alligatore scruta l'orizzonte
Alla rotonda aspettiamo Zardi. Da sinistra ZioScriba pensieroso, Elle e la sua banana, l'Alligatore scruta l'orizzonte.

Nick, Alli, Zardi e lo Spirito aspettano
Nick, Alli, Zardi e lo Spirito aspettano di essere serviti, ignari del loro destino.

Ichnusa, anima sarda anche a Padova
Ichnusa, anima sarda anche a Padova.

Nel nostro itinerario dal centro alla periferia abbiamo ammirato il bel municipio, e i portici di Padova, che sono diversi da quelli di Bologna, più stretti. Padova inoltre è attraversata da diversi canali, mentre i fiumi sono il Brenta e il Bacchiglione, non ho capito però quali abbiamo visto noi, perché la mia mini mappa non ne segnava i nomi, so solo che sono navigabili perché in albergo ho trovato anche il depliant sulle gite sul fiume, da Padova a Venezia per vedere tutti i castelli di campagna che dal fiume sono collegati. Così ho cercato altre info e ho scoperto che il primo si chiama Naviglio Interno, il secondo è il canale Piovego. O almeno credo.

I portici di Padova
I portici e un ciclista invadente.

Un canale a Padova

Un canale a Padova

Un canale a Padova

Un canale a Padova

Un canale a Padova

In conclusione la nostra gita a Padova ci è piaciuta molto, torneremo senz'altro per vedere molto di più, visitare qualche museo, mangiare meglio – ma non per il momento: io e Alli siamo stanchi di girare, non siamo mica uccelli migratori! Vorremmo stare rintanati nella nostra grotta per un po' a leggere e a goderci la pioggia all'asciutto, anche se non si può dire che quando decidiamo di mettere il naso fuori casa non siano giornate calde e stupende!
A Padova abbiamo soggiornato in un piccolo albergo, vecchio e carinissimo, che all'arrivo ci si è presentato di lato e abbiamo visto che è molto stretto. Sono strette anche le scale e i corridoi ricoperti di moquette e a prima vista dava l'impressione di essere un piccolo ostello, forse perché subito dopo il banco del ricevimento c'erano due sole poltrone. Al bar aperto 24 ore su 24 abbiamo preso una bottiglia d'acqua da due litri per placare la sete post-pizza, e la mattina abbiamo fatto una colazione abbondante: unica pecca il pane da toast anziché morbidi panini freschi, ma l'alberghetto ci è sembrato così simpatico che non ci abbiamo fatto caso. È stata una scelta obbligata di cui non ci siamo pentiti: visto lo scarso preavviso e il poco tempo a disposizione per spostarci in città, non ci aspettavamo di trovare posto a pochi minuti dalla stazione (e dalla fiera) per cifre abbordabili. L'unico a meno di 50 euro ci ha fatto un po' di storie per questioni di carta di credito e infine voleva 55 euro, non 43 come avevamo visto su booking. Alla fine mi sono decisa a prenotare su booking, che normalmente non mi piace usare, ma che è utilissimo quando non si ha tempo di spulciare tutti i siti di tutti gli alberghi, perché offre una panoramica di tutte le possibilità, anche se ti spaventa con finestrelle di avvisi del tipo “affrettati! Padova è una meta molto richiesta sul nostro sito” (ormai ho imparato che lo dice di qualsiasi meta, purché sia quella che si sta ispezionando in quel momento), oppure “veloce! Altre due persone hanno prenotato in questa struttura negli ultimi cinque minuti” (cosa che mi fa sempre pensare che mi muovo anche io come la massa, e nello stesso momento). Di booking e siti simili odio però solo le recensioni, sembra che chi le scrive abbia come unico scopo quello di mostrarsi obiettivo e implacabile, senza pietà nel dire in faccia che l'albergo faceva schifo: peccato che booking non sia l'albergo, e che recensire dopo non sia esattamente "dire in faccia". Questa volta mi sono divertita a leggere le risposte dello staff che giravano tutte attorno a due punti fondamentali 1) su booking c'era scritto, perché non l'ha letto prima di prenotare? 2) perché non ci ha detto in albergo di questa sua esigenza, che avremmo volentieri soddisfatto?

Bagno dell'hotel di Padova
Bagno in camera.

Del primo caso mi stupisco grandemente: pure io che ho avuto poco tempo per spulciare, mi sono letta le tabelle di booking: un altro lato positivo di questi siti per prenotazioni è infatti che le informazioni vengono fornite secondo lo stesso modello per qualsiasi struttura, e se nel proprio sito i singoli alberghi mettono le informazioni come capita, e a volte i prezzi sono alla voce “tariffe” e le foto delle camere alla voce “camere”, mentre altri mettono i prezzi sotto “camere” e le foto sotto "galleria”, altri ancora non mettono né l'una né l'altra, e non si capisce dove trovare l'informazione se non quando si arriva a “contatti” dove si è pregati di contattare l'albergo per informazioni sulle tariffe e sulle camere e sulla disponibilità; su booking la formula è al contrario sempre la stessa: nome dell'albergo, indirizzo, mappa, foto delle camere, camere disponibili e per ognuna i servizi inclusi e il prezzo a notte, non c'è da sbagliare e io stessa ho potuto scegliere camera con bagno privato (ce n'erano anche con bagno in comune), doppia con letto matrimoniale (c'erano anche doppie con letti singoli), pernottamento con colazione (c'era anche la possibilità di prendere la camera senza colazione, pagando un po' meno). Ho anche notato che il wi-fi era a pagamento e che la cosa mi stia bene o meno, se prenoto in un albergo senza wi-fi gratuito non mi sogno di lasciare recensioni negative perché davvero il wi-fi è a pagamento; visto che al momento della prenotazione mi trovavo su un sito che permette la ricerca per filtri, ricerca che richiede un clic per avere fra i risultati solo alberghi col wi-fi compreso, se lo voglio a tutti i costi scelgo un hotel che lo offre. A me l'albergo è piaciuto molto, sopratutto il bagno era carinissimo, ma forse sono io che mi accontento che il personale sia gentile.

Bagno dell'hotel di Padova
Bagno piccolo ma accogliente.

Bagno dell'hotel di Padova
Accessori vecchi o vintage? A me questi colori piacciono molto.

La gita a Padova ci è piaciuta molto, nonostante lo stress che prendere treni comporta, mi sono accorta che mi stanco molto meno a guidare, infatti il libro che avevo con me non l'ho nemmeno toccato, appena mettevo il culo sul treno mi addormentavo, e ci pensava Alli a svegliarmi quando arrivava il controllore (i biglietti li custodivo io) o quando dovevamo scendere. Ma anche se i tempi erano stretti ce la siamo cavata e con un po' di preavviso in più e più giorni a disposizione organizzeremo senz'altro un'altra gita a Padova.
Ma, cosa più importante, organizzerò un altro incontro tra ZioScriba e l'Alligatore che si sono separati a malincuore e solo per colpa mia, che insistevo che non potevamo prendere altro treno all'infuori di quello di cui avevamo il biglietto. Il troppo storpia ed era deciso che saremmo rientrati presto per non fare le corse per l'appuntamento che avevamo per cena (sempre in giro, non ne possiamo più). Ci saranno altre occasioni, ho pensato, e segretamente ho promesso che organizzerò loro un altro incontro, perché Alli e ZioScriba volevano trascorrere qualche altra ora insieme “a bere qualcosa”, invece io li ho separati, come una mamma severa che dice “Adesso basta giocare, è ora di cena, vi vedete domani”. Una volta sul treno mi sono addormentata in preda ai sensi di colpa.
Porterò Alli ovunque lo Zio voglia incontrarlo, promesso.

La mia recensione del primo romanzo di Nicola Pezzoli >Quattro soli a motore e del suo secondo romanzo >Chiudi gli occhi e guarda. Il suo blog qui.
La mia recensione del romanzo di Paolo Zardi >XXI secolo. Il suo blog qui.
Il resoconto di Alli sul suo blog.
Piadineria LaCaveja in via Cesare Battisti.
Hotel Alla fiera in via Ugo Bassi.
Libreria Zabarella in via Zabarella 88.

25 commenti:

  1. Ah, ah, ah, divertentissimo questo resoconto, anzi, questo "dietro le quinte" di Zio Scriba "sul" Veneto - Padova (tutto quello che avreste voluto sapere...).
    Devo dire che non manca nulla, proprio nulla, e che aspettare che lo scrivessi fino a quest'ora ne è valsa la pena. Ora posso raggiungerti a letto ;)*

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    1. Dalla vostra inviata sul Veneto, per ora è tutto. Ci ricolleghiamo da Verona o da Venezia :D

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  2. 1/2
    Quando viene qualcuno a Padova per la prima volta, e mi capita di passeggiarci insieme o, come in questo caso, di leggere la sua esperienza, mi ritrovo quasi sempre a guardare la mia città come se fosse la prima volta. L'abitudine porta a costruire una sorta di sovrastruttura che organizza secondo uno schema consolidato la visione delle cose. Uno sguardo nuovo scopre dettagli che solitamente vengono nascosti da altre considerazioni.
    Andando per punti:
    - la Chiesa della Pace è un edificio piuttosto recente (credo abbia meno di 100 anni), costruito imitando stili più antichi. Un po' per la posizione (si affaccia su un incrocio piuttosto trafficato, in una zona dove ci sono soprattutto uffici), un po' per la sua mancanza di storia, non è tenuto in grande considerazione dai padovani. Ecco un caso in cui uno sguardo esterno contribuisce alla rivalutazione di un monumento forse ingiustamente trascurato!
    - i palazzi di vetro davanti alla Chiesa della Pace sono stati costruiti alla fine degli anni settanta. Ricordo bene quanto mi piacevano la prima volta che li avevo visti! Sono i primi palazzi di vetro della città
    - è una nutria. Negli ultimi venti o trent'anni c'è stata un'invasione di nutrie, che è tra le specie più infestanti al mondo (al primo posto, gli uomini; al secondo i topi). Su wikipedia scrivono: "Allevato per interesse commerciale, gli esemplari fuggiti o rilasciati si sono stabiliti con successo in numerosi paesi, dove danneggiano gli argini dei fiumi". E il problema è proprio questo: scavando le loro tane sugli argini, ne provocano il crollo. Dicono che siano molto buone da mangiare; dicono anche che alcuni ristoranti della periferia di Padova le servissero spaccciandole per carne di cavallo
    - il ponte che avete fotografato, quello delle nutrie, non è molto conosciuto, a Padova, per un motivo molto banale: in pochi si rendono conto che si tratta di un ponte! La vista laterale che avete adottato è in contromano rispetto al senso di marcia della strada; l'altro lato del ponte può essere visto solo da punti distanti. In macchina, quindi, nessuno ha la percezione che sotto ci sia un fiume.
    - Le vecchia mura dietro la fermata dell'autobus sono, in realtà, ciò che rimane dell'arena di Padova - versione meno grande e meno importante dell'arena di Verona. I giardini che si trovano alle sue spalle (all'interno dei quali c'è la cappella degli Scrovegni di Giotto) si chiamano "Giardini dell'Arena". Rimane davvero poco della struttura originale, che peraltro non doveva essere particolarmente grande.

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    1. Grazie Paolo per le informazioni! Del parco dell'arena avevo letto sulla mini mappa, che però ha le distanze un po' sfasate, quindi non credevo che fosse già lì.
      A me piace molto la carne di cavallo, eviterò di mangiarla a Padova, ho immaginato la scena, io che vado in brodo di giuggiole perché sul menù c'è la carne di cavallo, e il cameriere che si sfrega le mani soddisfatto con un sorriso diabolico...

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  3. 2/2
    - la Chiesa che si intravede sullo sfondo di una delle foto delle mura dell'arena è la Chiesa degli Eremitani: dentro si trovano i resti di un meraviglioso affresco di Mantegna, andato distrutto durante la seconda guerra mondiale, e in parte ricostruito negli anni successivi
    - piccola correzione: piazza delle erbe va bene, ma l'altra si chiama piazza della frutta
    - le belle foto del tratto di strada tra la Stanga dove ci siamo incontrati e l'albergo, ritraggnoo uno degli angoli più belli e meno conosciuti di Padova, che è la Golena di San Massimo. Si tratta di un'insenatura su uno dei canali di Padova (non saprei dire quale), dove c'è un porticciolo per le piccole barchette usate per la navigazione amatoriale, abbastanza diffusa a Padova. Si tratta di barchette che, dal punto di vista tecnico, sono simili alle gondole, la cui caratteristiche principali sono: remo unico (quindi fondo asimmetrico), e voga in piedi
    - le siepi a forma di dinosauro nella rotonda al centro della Stanga sono piuttosto recenti e sono legati a una mostra sui dinosauri argentini, inaugurata l'8 ottobre
    - il bar da Nando è un reperto preistorico incastrato in una zona di Padova che è diventata "uffici e centri commerciali" alla fine degli anni ottanta, ma che prima era zona decisamente popolare. I tizi con la giacca e cravatta sono informatici che lavorano nei paraggi e che, almeno all'ora di pranzo, vogliono smettere di far finta di non essere persone normali! ;)

    E' stato un piacere rivedervi, anche se molto di sfuggita (la prossima volta prendo un giorno di ferie!). Un abbraccio e a presto!

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    1. Per gli eremitani idem come sopra: erano segnati sulla mini mappa, ma non credevo fossero tanto vicini alla stazione. Invece nel caso della piazza la mini mappa ha toppato: ho letto lì che si chiama "dei frutti" adesso correggo, grazie :)
      Della mostra sui dinosauri abbiamo letto in giro, il fatto che davvero quelli della rotonda siano legati alla mostra è motivo in più per considerare Padova molto berlinese!
      La prossima volta facciamo tutto con calma, promesso. A presto :)

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  4. Ammazza che fotografa!!
    Mi sono un po' intristito per quanto sono brutte quelle che faccio io. :)
    Ma poi sono tornato a sorridere per la dolcezza dei ricordi che voi, Paolo e tutti gli altri mi avete regalato.
    Vi voglio bene, amici miei. Alla prossima!

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    1. Non parliamo di foto! Nonostante la bella luce (o forse per questo?) sono uscite tutte grigie, ho dovuto cliccare su "ravviva colore" su Photofiltre ;)
      I ricordi sono belli anche in bianco e nero o sfuocati, perché contano le sensazioni.
      Alla prossima, senza tabella di marcia tedesca!

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  5. il canale di Padova è pressoché uno solo (c'è anche il Roncajette ma è più esterno rispetto al giro che avete fatto voi) anche se fa giri contorti e paiono cento: si chiama Piovego e in certi tratti cambia nome per prossimità alla zona che attraversa.
    Alla fine vi ha portati da Nando a mangiare i panini, avessi saputo che ci andavate il giorno dopo vi avrei raggiunti :)

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    1. PS: grazie per "la ragazza" :D

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    2. Ecco svelato il mistero dei canali di Padova! A me piacciono molto i fiumi e le città con fiumi, hanno un fascino che mi prende completamente, infatti ho detto ad Alli, alla fine della nostra gita: "Padova è più bella di Verona, perché è piena di fiumi." :D
      ps. avevo pure gli occhiali, non posso essermi sbagliata ;)

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  6. Ciao Amanda! :)
    [e peccato per esserci mancati da Nando: avremmo dovuto ricordarti che ci andavamo, io e Paolo, confermando le intenzioni espresse su Grafemi...]

    p.s. per Elle: non avere nessun senso di colpa, figurati... e soprattutto sappi che il piacere di stare a chiacchierare con Ally è stato pari a quello di conoscere anche te: quella di venerdì è stata una bellissima mattina, grazie a voi che mi avete fatto compagnia. Siete una coppia degna di un Romanzo, e vi auguro tanta felicità nei decenni a venire! :)

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    1. ahaha grazie :)
      Eravate così belli, sprofondati in quelle vostre chiacchiere fitte, e Alli alla stazione era così triste e mi faceva gli occhi dolci per farmi perdere il treno (avevamo ben tre minuti di anticipo), che mi sono per forza sentita in colpa!

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  7. Splendide foto e bellissimo commento sulla città di Padova. Credo che tu abbia l'approccio ideale per un viaggiatore: aperto, entusiasta e benevolo. Idem per quanto riguarda alberghi e siti tipo Booking. E' tristemente raro trovare una persona con il tuo spirito di adattamento e la concentrazione sulle cose veramente importanti di un viaggio. Grazie!

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    1. Ciao Renato, grazie a te, sono contenta che si capisca che mi piace scoprire. Da emigrata poi ho sempre pensato che se ci si sposta solo per trovare difetti tanto vale restare a fare la fame dove si è nati. Idem per le vacanze: che senso ha andare in ferie se si ha sempre la puzza sotto il naso? Non mi pare riposante ;)
      Buona giornata!

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  8. Ciao, mi complimento con te per il bellissimo post e bellissime foto di Padova, sei simpaticissima e scrivi molto bene ;-D
    Un caro saluto da Gabry

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    1. ahahah grazie Gabry, il merito è anche di Padova che è bella :)

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  9. Cara Elle, è un vero piacere leggere questo post prima di tutto perché non abbiamo mai visitato Padova (noi=io+mio marito) e tutte queste informazioni che hai condiviso sui posti da vedere mi saranno molto utili quando finalmente ci arriveremo (non per il momento perché anche a me piace godermi la pioggia all'asciutto). Devo dire che più di ogni altra cosa m'interessa il tempio della pace e il monumento dedicato alle vittime del 11 settembre.
    p.s: nella prima foto delle cose non identificabili non ho idea cosa ci sia, ma nella seconda potrei giurare che abbiamo a che fare con un coniglio. ;) A presto!

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    1. Grazie Flo, Padova merita davvero una visita, anche noi ci torneremo con più calma... in primavera ;)
      ps. lo dicevo io che mangiava l'erba come un coniglio!
      A presto :)

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  10. È sempre un piacere leggerti e venire a spasso con te.
    Perfetta organizzatrice anche senza preavviso. =)
    Dani
    P.S. A me le tue foto piacciono moltissimo.

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    1. Mi sto specializzando in gite :)
      Grazie Dani!

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  11. Ma che splendido post! Che bello che siete andati alla presentazione di Zio Scriba, e avete anche conosciuto l'Amanda! La prossima volta vengo anch'io.

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    1. Sìì :) Una rimpatriata ci vuole, è passato troppo tempo!

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  12. Mi piacciono molto tutti questi scatti che accompagnano il racconto...mi sembra quasi di esserci stata anche un po' io lì con voi. Padova la ricordo poco, forse perché ci ho trascorso solo una mezza giornata piena, qualche anno fa, in compagnia di una cara amica. Ma ricordo che il centro storico mi era piaciuto tantissimo. Ricordo le biciclette, le strade fatte di pietre lisce e panciute, i canali e i colori delle facciate delle case...Grazie per questo post Elle :) Buon venerdì!

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    1. Anche per noi è stata solo una mezza giornata, praticamente solo per promettere di ritornare ;) I tuoi ricordi sono tutti giusti, Padova è ancora così!
      Buon fine settimana :)

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Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

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