martedì 15 novembre 2016

Viaggio in Sardegna, seconda tappa: Arbus.

La scelta di Arbus come meta delle nostre vacanze 2016 è stata del tutto casuale, ma azzeccatissima. Il paese vanta spiagge incontaminate, oasi faunistiche, percorsi in montagna e coltellinai famosi, come avevo accennato nel mio >Itinerario per un viaggio in Sardegna, e abbiamo trovato tutto, compresa qualche sorpresa.

Viaggio in Sardegna, seconda tappa: Arbus.


La prima a pochi km dal paese quando, arrivando da Guspini, e dopo la distesa pianeggiante del Medio Campidano, la strada ha incominciato a salire: secondo i nostri calcoli stavamo per arrivare ad Arbus, i cui 47 km di spiaggia Alli sognava ad occhi aperti sin dalla partenza dalla nostra Casa in Palude, gliel'avevo promesso, che l'avrei portato al mare, perché la strada saliva così? Non si trattava infatti di una salita, ma di una vera e propria strada di montagna, con tornanti e curve a gomito, abbellita da preziosi autisti locali che la percorrevano a gran velocità e ci sorpassavano in curva in salita - noi lentissimi e frastornati, sotto di noi Guspini sempre più lontana e più piccola. Abbiamo poi visto che saranno 7-9 km ma a noi sembrava lontanissima, e soprattuto: di Arbus neanche l'ombra, solo alberi da una parte, strapiombo su Guspini dall'altra.

Viaggio in Sardegna, seconda tappa: Arbus.
Arbus dalla terrazza del B&B.

Finalmente l'oasi nel deserto: un cartello che diceva Passo di Genna 'e Frongia 384 mt slm. A me non ha fatto né caldo né freddo, ma Alli, nato e cresciuto a due passi dalle Dolomiti e da altri massicci montagnosi degni di questo nome, ha capito subito che eravamo giunti a una svolta, al giro di boa, al punto più alto dopo il quale non si può che scendere.

Viaggio in Sardegna, seconda tappa: Arbus.

Invece non siamo scesi: come un amico birbone che si nasconde dietro la porta per farci bu!, dietro il cartello del passo si nascondeva quello del paese di Arbus. Beni beniusu. Sì, certo, col cuore in gola, ma dove minchia è il mare?! Ha pensato Alli.

Viaggio in Sardegna, seconda tappa: Arbus.

Dentro il paese abbiamo sfruttato la mappa comunale vicino al cimitero, per capire dove eravamo messi, mancava però il pallino rosso “siamo qui”. Siamo comunque riusciti ad orientarci, fra sensi unici e vicoli stretti, e a trovare il nostro B&B. Che il paese è piccolo e le strade sono strette lo sapevo, perché l'avevo letto su uno dei siti trovati mentre cercavo informazioni (li ho elencati tutti qui), ma solo il giorno dopo mi sono ricordata il resto di quella frase letta settimane prima. In quel momento però eravamo ignari di cosa ci aspettava, soprattutto Alli che aveva solo leggiucchiato le informazioni che gli avevo stampato io, e per il resto si era fidato ciecamente di me. Ma soprattutto Alli non si è preoccupato di cosa sarebbe potuto venire dopo, in quella mia fantastica organizzazione della vacanza, perché è stato subito distratto da un dettaglio non da poco:
Bellissimo, stupendo, fantastico, grazie Elle, per aver scelto questo bellissimo bed and breakfast!”, ha esclamato estasiato quando ha visto che sotto il B&B c'era un'enoteca.

Viaggio in Sardegna, seconda tappa: Arbus.

Immaginate lo stupore quando, al nostro scampanellio, il proprietario del B&B è uscito dall'enoteca, ha lasciato detto qualcosa, e poi ci ha fatto strada all'interno del B&B.


Viaggio in Sardegna: B&B La coccinella, Arbus.

Dietro l'angolo dal quale siamo arrivati, dopo aver cercato parcheggio in salita, io invece avevo già adocchiato un panificio. Perfetto davvero, questo B&B.

Viaggio in Sardegna, seconda tappa: Arbus.

Andrea e Valentina, i proprietari del B&B La coccinella di Arbus, mi erano piaciuti già dal nostro scambio di e-mail (come forse ricorderete) e il piacere è stato confermato durante la nostra vacanza di cinque giorni a Arbus: non solo ci hanno fornito una mappa e tante informazioni, rispondendo sempre con piacere alle nostre domande (soprattutto di Alli sui vini sardi), ma sono stati sempre pronti a offrirci aiuto in caso di necessità (come quando ce ne siamo andati a piedi a Montevecchio) e sin da subito: ricordereteinfatti che la nostra macchina aveva avuto già a Ghilarza un calo di pressione, dovuto forse al cambio di temperature a cui non è abituata, ma grazie ad un amico meccanico di Andrea e Valentina abbiamo risolto tutto con venti euro.
Ho solo cinquanta, hai il resto?, ha chiesto Alli per strada, quando siamo stati riaccompagnati al B&B.
No, ma andiamo a cambiarli al bar, così ci beviamo una birra.
Al bar, solo uomini, una ragazza simpatica al bancone, e io. Alli, Andrea e il meccanico, era sottinteso, avrebbero bevuto birra, e io che non bevo birra?
Un succo d'ananas., ho chiesto.
La ragazza si è allontana per prenderlo dal frigo mentre Alli faceva per chiederle tre birrette.
Ma no, l'ho fermato io dandogli di gomito: non si chiedono le birre piccole se bevi in compagnia, chiedi “una birra e tre bicchieri”.
Ah, va bene.
Per voi?, ha chiesto la ragazza, e siccome avrebbe offerto Alli, ha risposto lui: Una birra e tre bicchieri.
E così la ragazza si è allontanata per prendere l'ichnusa grande dal frigo e poi ha versato la birra in tre bicchieri, inclinandoli un po' per non fare troppa schiuma, e io la osservavo e cominciavo a scendere nei ricordi d'infanzia, come mi aspettavo dal mio viaggio in Sardegna. Naturalmente lì al bar mi sono fermata prima di arrivare all'infanzia, a quando avevo vent'anni e lavoravo al bar e gli uomini si arrabbiavano se facevo troppa schiuma nel versare la birra, ma anche se ne versavo più in un bicchiere che negli altri, “e questo cos'è? ti sta più simpatico lui?” e altre battute sceme alle quali ridevano tutti, tranne me: “be' tu di certo no” e a quel punto ridevano gli altri (molto infantili, ma l'uomo è un animale semplice).

Viaggio in Sardegna, seconda tappa: Arbus.

Nella mia organizzazione della vacanza era incluso anche un giro per il paese, dove senz'altro avremmo comprato qualche ricordino da portarci via, oltre alle cartoline: quest'anno avevo deciso di iniziare sin da subito a guardarmi attorno per raccogliere le cartoline necessarie, e ne ho trovate alcune gratuite, quasi pubblicitarie (dell'assessorato al turismo), altre le ho comprate (ovunque a 50 centesimi) e alla fine della vacanza le abbiamo smistate, scegliendo la cartolina in base al destinatario, e spedite (da Muravera). Per me invece ho fatto tantissime foto al paese, che sin da subito mi è piaciuto per le sue viuzze e casette semplici, antiche, molte in vendita, decrepite, invase dalle erbacce o semplicemente sbarrate. Per niente turistiche.
La mia idea di vacanza infatti era di fare un viaggio nella mia Sardegna, quella che conosco io, fatta di luoghi semplici, semi isolati, con poca gente (buona e cattiva), e case del tutto normali e soprattutto diverse le une dalle altre.

Arbus

Arbus


Arbus

L'unica casa di Arbus in cui sono entrata è il B&B. Una casa della nonna. Nei primi giorni ho cercato di ricordarmi dove ne avevo già vista una così, da mia nonna non c'erano quelle porte o quelle mattonelle, perché mi sentivo tornare all'Infanzia? Poi mi è tornato in mente, all'ennesimo rientro la sera su per quelle scale dai gradini stretti e alti: casa di mia zia è fatta così.

Viaggio in Sardegna: B&B La coccinella, Arbus.
Ingresso.

Anche lei abita in un paesino di montagna e una volta che siamo andate a trovarla con una vicina di casa che abita anche lei in una casa a due piani (in pianura), lei ha detto subito a mia mamma e a mia zia “che scale alte che ci sono qui!” Gradini così non li aveva mai visti e pur essendo abituata a far le scale dentro casa sua, quel giorno si era stancata tantissimo. Mia zia poi la casa non l'ha a due piani ma a quattro, con due stanze su ogni piano, una casa che ha sempre odiato, mentre invidia quella di mia mamma su un piano solo. Il B&B aveva al piano terra, quando era la casa della nonna, un garage, dove adesso c'è l'enoteca di Andrea: questa la nostra ipotesi.

Viaggio in Sardegna: B&B La coccinella, Arbus.
Enoteca.

Al primo piano ci sono tre stanze, che ora sono cucina comune, una camera e un bagno;

Viaggio in Sardegna: B&B La coccinella, Arbus.
Cucina.

Viaggio in Sardegna: B&B La coccinella, Arbus.
Cucina.

al secondo tre stanze, di cui due chiuse, più il bagno: qui eravamo alloggiati io e Alli;

Viaggio in Sardegna: B&B La coccinella, Arbus.
Il nostro bagno.

Viaggio in Sardegna: B&B La coccinella, Arbus.
La nostra camera.

all'ultimo piano la terrazza panoramica che noi abbiamo sfruttato per leggere la sera, telefonare alle mamme, stendere i teli mare ad asciugare e far maturare la nostra ananas veneta al sole sardo. Poi ce la siamo mangiata a merenda.

Viaggio in Sardegna: B&B La coccinella, Arbus.
Le nostre scale.

Le mattonelle, le porte, il bagno: com'è che mi incantano questi dettagli? Come in ogni B&B naturalmente c'erano quelle cazzo di tende lisciose trasparenti che non mi piacciono, avevo già in mente una bella tenda sostitutiva, e in realtà sono andata via da Arbus con un solo vero rimpianto: non aver comprato la tenda dei miei sogni che ho visto in un negozietto merceria dove abbiamo preso una maglietta della Sardegna (Alli, che colleziona magliette strane, cioè le usa proprio) e i tappeti sardi (io, che ho chiesto ad Andrea e Valentina dove avevano preso i loro, e la risposta è stata “al mercato, sono tappeti normali” e io: “proprio così”).

Viaggio in Sardegna: B&B La coccinella, Arbus.
Il nostro bagno.

Viaggio in Sardegna: B&B La coccinella, Arbus.
Il pulsante dello sciacquaone: si preme bene una volta sola, perché una seconda è possibile solo dopo una pausa abbastanza lunga.

Andrea ci ha anche spiegato che non possono avere più stanze perché sono finiti i bagni, e ognuna deve avere il suo, anzi già così a volte hanno momenti di tensione quando gli ospiti vedono che il bagno non è in camera ma sul piano, perché temono che sia comune a tutte le stanze.

Viaggio in Sardegna: B&B La coccinella, Arbus.
Tappeto che volevo.

Viaggio in Sardegna: B&B La coccinella, Arbus.
Porta che da sulla terrazza.

La colazione ogni giorno buonissima, anche se il B&B non potrebbe avevamo ogni giorno un dolce fatto in casa, e poi i classici: fette biscottate con burro e marmellata, yogurt, succo di frutta, caffè o cappuccino.
La prima mattina c'era anche una coppia francese e lei ha chiesto un “caffè lungo lungo”, l'ha detto così in inglese, perché Valentina non sa il francese, mentre Andrea si intratteneva tranquillamente anche in francese, e in generale in tutta la nostra vacanza in Sardegna abbiamo incontrato molti che sapevano conversare in francese coi clienti (quindi anche molti turisti francesi in Sardegna).

Arbus
Corrimano.

La mattina dopo, anziché un cappuccino, ho chiesto “un caffè lungo lungo come quello che hai fatto alla francese, visto che le è piaciuto molto”.

Arbus e lo Spirito
Visto che c'ero ho fotografato anche me.

Ogni mattina, mentre ci preparavano la colazione, Valentina e Andrea chiacchieravano con noi e con gli altri ospiti: dopo i francesi, una coppia di austriaci giovanissimi, poi una di polacchi giovani, tutti restavano una notte e questo mi sembra impensabile, l'estremo opposto di quelli che si chiudono in un villaggio turistico per due settimane, ma a quanto pare molti turisti stranieri girano tutta la Sardegna in poco tempo, con brevi tappe, e io non so davvero cosa potranno mai scoprire o capire.


Arbus

Certo però alloggiando in B&B possono almeno parlare con persone del posto che conoscono la loro lingua ed è sempre meglio che avere come unico interlocutore il cameriere sottopagato del grand hotel che magari ha l'entusiasmo sotto le scarpe e sorride solo per avere la mancia.

Arbus

Una cosa bellissima di Andrea e Valentina è stata per me il loro entusiasmo. I piacere di chiacchierare e di raccontare, rispondere alle domande di noi viaggiatori, ma anche fare normali chiacchiere di semplice scambio di idee: un'atmosfera da ostello internazionale, quando tutti assieme ci si scambia esperienze, pieni di entusiasmo, senza critiche o recriminazioni. Ottimisti e obiettivi in una volta sola, e noi curiosissimi.

Arbus, case vecchie.

Mi sono rilassata sin dal primo giorno, cosa che l'anno scorso non sono riuscita a fare, divisa com'ero tra il voler fare la mia vacanza in santa pace, senza i consigli di nessuno, e il volermi fingere non sarda, per non dover dire cosa so e cosa non so. Una strana inspiegabile sensazione, però a me solita, perché tendo a voler fare l'anonima, lo spirito, sempre e comunque in situazioni nuove. E visitare la Sardegna da esterna, andare nei B&B e in altre zone normalmente frequentate solo da turisti, per me era nuovissimo. Volevo passare inosservata.

Arbus, case vecchie e nuove.

Quest'anno invece sin da subito ho detto di essere sarda, da quale paese vengo, e che però ad Arbus non ci ero mai stata, se non nella bellissima colonia di Funtanazza che ora non esiste più (o forse questo non l'ho detto).

Arbus, case vecchie e in vendita.

Quindi ero aperta alle informazioni su un posto che non conoscevo e allo stesso tempo potevo portare le mie esperienze nei discorsi, mentre Alli era l'addetto alle domande quelle vere, curiosissimo e anche felice di poter finalmente conoscere la vera Sardegna, non quella delle riviste patinate.

Arbus, case vecchie e in vendita.

Arbus, case vecchie e in vendita.

Naturalmente occasione di queste chiacchiere, oltre alla colazione, è stato l'aperitivo, che Alli non ha saltato mai.

Arbus, case vecchie e in vendita.

Arbus, case vecchie e in vendita.

Una delle sue prime domande ad Andrea è stato se nell'enoteca vendeva solo il vino o offriva anche aperitivi con taglieri di salumi e formaggi, “Vorrei farlo, ma per ora no”, ha risposto lui - che non vuol dire "non faccio aperitivi" - e ha spiegato che per ora gli affari vanno bene soprattutto per quanto riguarda la vendita di vino sfuso, e infatti il via vai di vecchietti con bottiglie e bidoni al seguito era costante, per lo stupore un po' contrariato di Alli, che ancora non si capacita di vedere il vino contenuto nella plastica. Intanto se l'è bevuto.

Arbus, case vecchie e in vendita.

Arbus, case vecchie e in vendita.

Dopo l'aperitivo siamo andati ogni sera a cena in un ristorante diverso, consigliato da Andrea, e per essere un paesino di montagna lontano dal mare (ne riparleremo) ha un bel ventaglio di possibilità gastronomiche e la clientela ci è sembrata il più delle volte arburese o dei dintorni, forse eravamo gli unici “stranieri” vuoi perché i turisti mangiano al mare, vuoi per la bassa stagione.

Arbus, case vecchie e in vendita.

Arbus, case vecchie e in vendita.

Cose simpatiche annotate in Sardegna:
  • quando rispondi al telefono e ti dicono, di punto in bianco: “ascolta, stavo dicendo, tu puoi...”
  • quando ti vedono, ti guardano, ti riguardano e: “ciao!, non ti stavo riconoscendo!” (il gerundio impera in Sardegna)
  • quando il cameriere ti tranquillizza sul prossimo cestino di pane, anche se non l'hai chiesto: “come finite questo ve lo porto”
  • quando ti chiedono se stai male perché “ti ho sentito starnutendo
  • quando una cosa è proprio buona, ma ti confessano: “eravamo da molto senza mangiarne
  • quando parli e nessuno usa quegli odiosi riempitivi tipo “esatto” o “assolutamente”, ma solo e soltanto: “bravo!”
  • quando la commessa ti dà una risposta sbagliata, ma si corregge in fretta: "bugia: ce l'ho anche bianca, L va bene?"
  • quando hai sete e cerchi l'acqua e ormai ri-ambientata a casa chiedi “acqua ancora ce n'è?”
  • quando Alli, oramai a suo agio, esclama stupito “ma stai scherzando?” anziché il suo solito “scherzi?"
Viaggio in Sardegna, seconda tappa: Arbus.

Elle e Alli in Sardegna, seconda tappa: Arbus.

6 commenti:

  1. Come sempre completa ... aggiungo solo che Andrea mi ha fatto conoscere, ad ogni aperitivo serale, un vino diverso. Qui da lui ho iniziato a capire che in Sardegna non c'è solo il Cannonau e il Vermentino (vini buonissimi), ma una sfilza di altri altrettanto buoni, tutti da riscoprire. Prosit!

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    1. Sì, è vero, quante conversazioni sui vini, ma anche degustazioni hai fatto! Questo metodo di puntare su una cosa "banale e risaputa" per farcene consigliare altre mille "doc ma rare" dovremmo usarlo più spesso, non credi? ;p

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    2. Certo, rifuggiamo dal banale, facendo finta di entrarci .... geniale ;)

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  2. 47 km di spiaggia... che invidia... Non sapevo che avevi lavorato al bar, non invidio un lavoro del genere, soprattutto queste battute, diciamo la verità, veramente scortesi. Quando ero al liceo nelle vacanze facevo la commessa in un negozio e mi ricordo le battute dei clienti, non so perché gli uomini (perché erano sempre loro a fare queste battute) pensano di essere simpatici comportandosi cosi. Cmq, bellissime foto, bellissimo appartamento, un po' meno piacevole il pulsante dello sciacquone :)))
    P.S: credo finalmente di aver capito perché a volte la gente mi chiede se sono sarda, anch'io dico sempre "ma stai scherzando?" ahahahahhaha
    Cari saluti,
    Flo

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    1. Il lavoro nel bar è abbastanza snervante, non per gli orari o per il fatto di stare in piedi tutto il giorno, ma proprio perché devi reggere certe persone. E sono sempre gli uomini a fare gli spiritosoni, sì. Da giovane ero più simpatica e rispondevo a tono ma sorridente, ora non ho più pazienza e se mi capitasse di nuovo non risponderei nemmeno ;)
      Il pulsante ha lasciato perplesso anche Alli, gli ho spiegato che in Sardegna in molte case c'è ancora quello (anche dai miei) e che funziona proprio così: hai solo un tentativo a disposizione, bisogna saperlo sfruttare ahahaha.
      Ps. ma stai scherzando? hai un io-sardo anche tu? ;)

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Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

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