lunedì 20 febbraio 2017

E se chiudessimo il salotto nello studio?

Quando ho avuto l'idea fantastica di cambiamento, a fine dicembre, ero in preda ai più vaghi sentimenti post-natalizi. Di preciso non sapevo, né ricordo ora, cosa non andasse, al di là dello stress da addobbo fatto a mano e da post quotidiano che mi aveva colta già a inizio mese e che proseguiva, e del sollievo del 26 nel rendermi conto che era davvero finita. Un natale così veloce non me lo aspettavo, ho pensato sicuramente. Meno sicuro è tutto il restante vorticare di pensieri.

Il salotto nello studio.

Varie immagini si affollavano nella mia mente, molte delle quali provenivano da pinterest, dove curiosavo regolarmente alla ricerca di addobbi, altre dai film visti tra novembre e dicembre; altre ancora sono improvvisamente venute a galla dalle profondità della mia infanzia. Aggiungiamoci la strana sensazione provata man mano che mi rendevo conto di un errore che ho sempre fatto negli ultimi anni a proposito delle stagioni, ovvero sentire l'inverno solo a dicembre, attorno a natale, appunto, e da gennaio in poi provare solo un crescente senso d'attesa per la primavera che non arriva. A gennaio. A gennaio??

Elle sulla neve.

Questa volta l'ho finalmente capito: a dicembre l'inverno è solo un'idea, una scena vista nei film con la neve alta e gli addobbi, un abbozzo. L'inverno inizia a gennaio, assieme all'anno nuovo: la stagione del riposo, del letargo, unita al grande inizio di un nuovo anno, mi è sembrato all'improvviso un chiaro segno della necessità di partire riposandosi. Anche per questo ho scelto gennaio come mio mese di pausa: è la natura che ce lo impone. Dicembre, e il periodo natalizio, portano però un'atmosfera particolare, che io appunto ricollego all'inverno, perché al di là delle immagini che circolano sui biglietti di auguri ecc, a natale si sta in famiglia, si sta in casa, ci si rintana per festeggiare e io, stanca di tutto ciò, da un lato cercavo già a gennaio una nuova stagione (pur amandole tutte), dall'altro relegavo l'inverno al solo mese di dicembre (nonostante dicembre sia per buona parte ancora autunno)!

Elle in salotto.
La prima volta che abbiamo usato il salotto: 25 dicembre 2016.

Credo che tutto sia partito dall'immagine di un divano, di una copertina, di un buon libro e di musica natalizia in sottofondo. Ah, sì, c'è anche la bevanda calda speziata. Protagonista: babbo natale.

Babbo natale in poltrona.
Santa Claus di Marcello Corti (foto da qui).

E poi quell'immagine salvata su pinterest nella bacheca “cose carine” che vedeva foglie verdi dipinte su una parete (in realtà è una carta da parati) e che nonostante nella foto sembrasse in un bagno o cucina, io ho associato subito allo stile etnico dei mobili della nostra camera da letto.

Carta da parati con foglie verdi.
Foto da qui.

Una delle mie fisse in fatto di case, la fissa più attuabile, è sempre stata quella di dipingere le pareti di un colore diverso in ogni stanza. La camera da letto deve essere azzurra perché concilia il sonno, la cucina gialla perché è allegra, il bagno verde per richiamare la foresta pluviale (sopratutto se la doccia è in funzione), il salotto bordò. Quando mi preparavo a trasferirmi in palude l'ho detto subito ad Alli (senza specificare i colori) e lui era d'accordo, ma dopo aver ridipinto da sola le pareti altissime della mia casa a Berlino ho dichiarato di non voler più vedere pennelli e tinte per un po', quindi se le pareti della nuova casa erano in ordine, le avrei accettate anche bianco abbagliante. Ma nulla mi impediva di salvare una foto con foglie verdi dipinte su una parete. In un film visto a dicembre, c'era una casa con un salotto con pareti indaco, probabilmente carta da parati, un'altra idea che mi stuzzica soprattutto quando abito in una casa fredda. Indaco: un colore mai contemplato, ma a pensarci bene perfetto per un salotto o anche per una sola parete dello studio. Il salotto in questione era minuscolo e mi ha fatto tornare in mente quello di mio zio.

Dal film Lettere da Berlino.
Questa mi sembra verde... Dal film Lettere da Berlino. Foto da qui.

Il salotto di mio zio.
Il salotto di mio zio.

Una stanza piccola, due divanetti piccoli, un tavolino, una credenza, un enorme tappeto sul pavimento. Il tappeto è una delle cose che mi piacciono e non mi piacciono: prende polvere, va pulito, ma quanto mi piace sedermi sul tappeto ai piedi del divano! In una casa tedesca in cui ho avuto una stanza in affitto, la mia coinquilina aveva fatto dipingere di bordò la parete dietro il letto, scrivendoci poi una frase, e si era ispirata al film Il favoloso mondo di Amelie, dove mi pare che la parete fosse verde (no, è rossa > foto sotto). Mentre in salotto aveva due divanetti scompagnati e un grande tappeto rosso morbidissimo, sul quale io passavo ogni sera a leggere o a guardare film in dvd, la coinquilina invece seduta sul divano. Sarà che il rosso mi piace, sarà che il film mi era piaciuto, queste altre immagini si sono aggiunte a quella del vecchio salotto polveroso di mio zio.

Il favoloso mondo di Amelie.
Foto da qui.

Tappeto rosso.
Foto da qui.

A pinterest si è aggiunto instagram, profili polacchi o tedeschi o olandesi che mostrano appartamenti con parquet (o come si chiama quel pavimento), molte piante, finestre alte fino al soffitto e fin quasi al pavimento (come negli Altbau berlinesi) o, al contrario, quadrate piccolissime (come a casa di mio zio), con tendine e col davanzale ampio. Finestre luminose, senza imposte, solo tende leggere, aperte al mondo, come in questo video della mia nuova insegnante di yoga preferita.

Carta da parati a fiori.
Carta da parati a casa di mio zio.

Immagini di baite sommerse nella neve si sono alternate a quelle di finestroni sulla città vecchia, e a quel punto mi sono ricordata di una cosa alla quale avevo pensato in estate, ossia nella stagione che più ricollego alla Sardegna, all'infanzia, alle casette antiche che mi piacevano da piccola (ma con mobili che allora si potevano dire moderni), col cortile, i fiori sotto il patio, stanze piccole ma grandi. Altro turbinio di immagini, accavallate alle immagini di cucine altoatesine, con rivestimento in legno delle pareti, panche attorno al tavolo, cucina economica, balcone sommerso di gerani. Avevo pensato, in estate, che mi piacciono diversi tipi di case, e sarebbe bello schioccare le dita ad ogni stagione per modificare l'ambiente: in estate tende di plastica alle porte, cortile polveroso, finestre spalancate, aria calda che entra da fuori, pochi mobili essenziali, qualche oggetto tradizionale sardo ma utile (il cesto per il pane, un tappeto lungo vicino al lavandino); in inverno tutto in legno, spazi ristretti, tendaggi pesanti, caminetto acceso e fumo nella stanza, oggetti in rame, o in coccio, o in legno, finestre chiuse e fuori nessun cortile ma la distesa di neve sulle montagne, colline, valli dei dintorni. Ricordi d'infanzia si mescolano a immaginario comune.

Arredamento essenziale.
Arredamento essenziale, foto da qui.

Arredamento essenziale.
Arredamento essenziale, foto da qui.

A dicembre mi sono resa conto che sarebbe stato meglio, e possibile, modificare ogni stanza in base ai miei gusti, dare ad ogni stanza uno stile diverso, senza scomodare le stagioni, le magie, la telepatia, gli psichiatri. In fondo già così abbiamo una camera da letto etnica che non c'entra nulla col mobile moderno della cucina e con quello datato del salotto e con l'aspetto di cameretta dei bambini dello studio-laboratorio incasinato! Per la camera da letto, poi, mi è sempre piaciuto un letto basso stile giapponese, pochissimi mobili, nessun ninnolo (invece ho sempre avuto la camera traboccante perché era tutta la mia casa).

Il letto di Elle a Berlino.
Il mio letto sul pavimento, a Berlino.

Gennaio 2017: quale miglior momento per rendere più comoda e sensata una casa? Io avrei iniziato già a dicembre, ma Alli me l'ha impedito: voleva aiutarmi, e a dicembre non poteva. E va bene, aspettiamo, uff. Temevo che volesse prendere tempo perché l'idea non lo convinceva, anche se io l'avevo saputa esporre molto bene, gli avevo infatti detto: “Mi è venuta un'idea fantastica di cambiamento! Dare un posto giusto ad ogni cosa, comodo, ma giusto. E poi pensavo anche di spostare il divano in cameretta e lo studio nel salotto, non è un'idea fantastica? Sarebbe molto meglio, vero?”: immaginate questa idea pronunciata alla velocità della luce. Subito mi sono accorta che era incomprensibile e che avrei dovuto esporla meglio, così mi sono impegnata ad essere più chiara.

Lo studio-laboratorio.
Nel 2015 lo studio conteneva solo la scrivania di Alli (perché lui ne aveva una, io no), e una credenzina trovata in cantina, che faceva parte della vecchia cucina della nonna. Lo sconcerto della nonna per la mia scelta è aumentato quando ho separato fra loro le varie parti del mobile, una in ogni stanza della casa, e ha raggiunto picchi impensabili quando ho messo sul pavimento le due parti di sopra del mobile.

Il vecchio studio.

Il vecchio studio.

Il vecchio studio.

Il vecchio studio.
Nel 2015 cucivo sul pavimento (e non mi dispiaceva).

A fine 2015 abbiamo trovato un'offerta per una scrivania usata, enorme, con tanto di sedia da ufficio, rosa. Scomoda. È stato il mio bellissimo regalo di compleanno.

Il vecchio studio.

Nel 2016 la prima idea di cambiamento, per sfruttare meglio la luce e gli spazi, ha visto la scrivania e la credenzina scambiarsi di posto, e intanto aumentavano gli scatoloni sul pavimento.

Il vecchio studio.

Il vecchio studio.

Quando si è rotto il mio computer, abbiamo recuperato il vecchio fisso di Alli, completo di mobiletto: un salto nel passato! Ancora una volta la credenzina ha cambiato posto, mentre il tavolino del pc, una volta comprato il nuovo portatile, si girava di quando in quando perpendicolare alla finestra o sotto la finestra, a seconda del mio bisogno di luce.

Il vecchio studio.

A fine 2016 la mi scrivania straripava di roba, sotto la scrivania la situazione era simile, sopra, sotto, a fianco della credenzina era peggio e le ruote del tavolino non giravano più perché il pavimento era ingombro.

Il vecchio studio.

Il vecchio studio.

In tutto ciò, come avrete notato, la scrivania di Alli non si è mai mossa di un millimetro, è rimasta nel suo angolo sempre nella stessa posizione, che è anche la stessa posizione che aveva nella vecchia casa: nell'angolo sinistro della stanza, con la finestra a destra. Alli è un abitudinario. Motivo in più per raccontargliela bene, questa mia idea fantastica di cambiamento.

E se chiudessimo il salotto nello studio?
Nello studio-laboratorio stiamo stretti, ed è tutto incasinato - gli ho detto senza fargli notare che il casino era solo dalla mia parte.
E metà degli oggetti che ci servono sono nel salotto, perché il mobile grande è lì - ho proseguito (mobile grande che io avevo immaginato sin da subito nello studio-laboratorio, ma è effettivamente troppo ingombrante, anche se a guardarlo non sembrerebbe).
Se e quando troveremo un'altra libreria non sapremo dove metterla, e il salotto risulterà troppo pieno e tutto sconfinerà verso la cucina, che vorrei invece più in ordine e libera - credo di aver aggiunto.
In cucina, ad esempio, pensavo di mettere la macchina del caffè sul tavolino che c'è vicino all'ingresso, tanto come tavolino d'ingresso non lo usiamo, e la macchina del caffè sul carrello storto perde acqua (ma cosa c'entra??).
Il carrello lo teniamo, finché non prendiamo lo scrittoio che c'è in cantina (sul quale ho cambiato idea quando l'ho rivisto, perché mi sembra troppo ingombrante anche lui, e poi non assomiglia per niente a una madia).
Il mobile grande del salotto è perfetto per i documenti, ma i documenti in salotto non vanno bene, bisogna tenerli nello studio. E poi avere il divano-letto in una stanza tutta aperta, praticamente dentro la cucina, senza privacy per gli ospiti... sarebbe meglio offrire ai nostri ospiti una camera vera, con la porta. Non che io voglia avere ospiti – mi sono affrettata ad aggiungere.

Il vecchio salotto.
Primissima foto del mobile grande e del divano, maggio 2015.

Il vecchio salotto.
Seconda foto del divano e del mobile, giugno 2015: Matilde e Bianchina e due quadri ravvivano il salotto.
Non pensavo, naturalmente, che spostando altrove le scrivanie, la mia sarebbe diventata magicamente più ordinata; sapevo di dover dare una smaltita ai materiali che accumulo, e anche che un minimo di caos fa parte della mia creatività (e che ho una predilezione per il pavimento come superficie di appoggio). Speravo solo di riuscire a diminuire l'apparenza di garage del rigattiere avendo a disposizione mobili idonei. Quel mobile grande del salotto, ad esempio. Ed era chiaro (per me), anzi era condizione preliminare, che il divano, pressoché inutilizzato se non a dicembre per guardare i film di natale, e in generale in inverno per appoggiarci i cappotti, sarebbe stato più comodo nella stanzetta, messo da parte in modo che non disturbi quando non serve, allo stesso tempo disponibile al bisogno. Insomma, come dicono tutti i siti di alberghi: la camera dispone di connessione wifi illimitata (con router all'altezza del cuore), tv con decoder, ampia scelta di dvd, angolo lettura, finestra che dà sul giardino (e sul parcheggio dei vicini), bagno esterno (semi)privato, colazione a pochi metri (in cucina) e privacy (basta chiudere la porta della camera).

Mobile coi dvd.
Ampia scelta di dvd e alcune riviste di cinema.

Il salotto prendeva forma nella mia mente, e allo stesso tempo spostavo mobili di qua e di là, col pensiero, incurante delle reali misure. Solo quando Alli mi è sembrato più convinto, mi sono resa conto che sarebbe stata una grande, enorme, colossale delusione non poter spostare il divano perché, ad esempio, non passava dalla porta. Calcoli millimetrici delle misure del divano steso a gambe all'aria, e prove di forza per separarlo in due metà sollevandone una dalla sua cerniera, hanno dissolto ogni dubbio.

Mobile con la tv.
Angolo lettura, con poltrona e poggia piedi. Tv col cavo, l'antenna, il decoder e il telecomando (anche un videoregistratore con lettore di dvd, ma non funziona).

...pochi quadri alle pareti, il porta riviste, mancano solo il tappeto rosso, le pareti color indaco (o bordò?), una lampada con paralume color senape e più cuscini colorati, qualcuno verde, ad esempio.

Il salotto chiuso nello studio.
Mancano solo il tappeto, una lampada all'angolo e centinaia di cuscini, come nei film.

In conclusione, il nostro nuovo salotto ci piace molto, a partire dai colori. Come salotto, inoltre, è molto luminoso, mentre quando cucivo non mi bastava mai. Ospita comodamente anche lo stendino (al posto del tappeto che ancora non c'è), così il bucato non si impregna di odore di cucina, e può usufruire di aria fresca quando apro le finestre (e io non mi congelo, perché sono nell'altra stanza). La mia zona lavoro adesso è unica (laboratorio e cucina) ed è separata dalla zona relax (salotto), così quando faccio una pausa la sensazione di riposarmi è maggiore; e siccome il divano non è più davanti alla porta d'ingresso (a vetri), non ho più l'impressione di essere beccata a poltrire (no comment su queste mie sensazioni malate).

Il salotto chiuso nello studio.
La poltrona, naturalmente, si può spostare dove è più comodo al lettore.

Per vedere come è diventato il nostro studio-laboratorio dovrete aspettare il prossimo post.

Aggiornamento di aprile 2017: la cameretta per l'ospite pronta all'uso in salotto. 

Cameretta per l'ospite pronta all'uso in salotto

28 commenti:

  1. Mi sembra una cronaca fedele del tutto ... aggiungo solo, che non è vero che la mia scrivania sia così ordinato, anche io ho un bel caos, magari più ammonticchiato che non si nota, ma sempre caos è. Sul fatto che sia abitudinario, è un dato di fatto, ma ho retto bene al cambio, anzi, direi che è stata una buona idea (a parte l'antenna wi-fi, che voglio ad una certa distanza da dove siamo).

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    1. Diciamo che il tuo è un disordine contenuto, che non invade ilr esto della casa come fa il mio con la scusa di essere creativo ;)
      Hai retto benissimo, sei pronto per il prossimo? ahahah

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  2. Wow, avete vissuto veramente questi cambiamenti e il finale, almeno per quanto riguarda il salotto, è molto bello. Il divano mi piace moltissimo, bello grande e comodissimo, anche i cuscini sono molto carini. Sono curiosa di vedere come è venuto lo studio - laboratorio e aspetterò con pazienza.
    P.S: appoggio molto l'idea di non far asciugare i panni in cucina per evitare l'odore di cucinato, è veramente sgradevole quando questo succede.
    A presto e buona serata!
    Flo

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    1. Il divano, una volta aperto il letto, diventa a tre-quattro piazze, è davvero enorme! Sta dentro la stanza perfetto al millimetro, per fortuna perché ero proprio decisa a metterlo lì ;)
      I panni in cucina me li scordavo letteralmente, solo quando finivo di cucinare li "ritrovavo" lì che, buoni buoni, avevano aspettato che io smettessi di produrre odori molesti :| Ora stanno molto meglio e molto più freschi!
      Buona serata Flo!

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  3. Che bella quella credenzina!! Da queste parti proprio qualche giorno fa abbiamo apportato delle modifiche, ogni volta che lo facciamo ci chiediamo perchè non l'avessimo fatto prima e ogni volta ci rendiamo conto che la soluzione perfetta non la troveremo mai, forse perchè siamo proprio noi che abbiamo sempre voglia di cambiare :)

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    1. Sì, infatti penso che sia anche il motivo per cui preferisco mobili vecchi scompagnati anziché mobili nuovi scelti a tavolino e col metro in mano: si possono spostare e riposizionare a piacimento e non danno mai l'idea di qualcosa di definitivo (e noioso), che deve restare così anche se poi si scopre che non va bene (per noi). Da piccola esageravo, il letto e l'armadio della mia cameretta hanno provato a turno qualsiasi parete della stanza; ora più mobili ho, più è grande la sfida di trovare una disposizione diversa ma più utile.
      E poi è divertente comunque, anche solo per cambiare "aria" :)

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  4. Beh, direi che il risultato di tante riflessioni è ottimo, almeno per il salotto! Io sulle modifiche da fare in casa lavoro mentalmente costantemente, penso, anzi ne sono certa, che sia una deformazione professionale... anche se mi piace l'ambiente in cui sto e come è sistemato, mi immagino sempre di fare cambiamenti, soprattutto in salotto! Per fortuna c'è mio marito a fermarmi! ;-)

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    1. Anche io mentalmente faccio una marea di cose in più rispetto a quelle che effettivamente metto in pratica: a volte basta davvero il pensiero a "cambiare" le cose, altre volte pensandoci bene il cambiamento è proprio necessario: è comunque una cosa che mi è sempre piaciuta arredare case mentalmente (e prima ancora, da piccola, le disegnavo addirittura), o modificarle. Rendermi conto che avevo in casa una situazione così modificabile mi ha messo addosso tanto di quell'entusiasmo! :D

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  5. Quanto mi piace spostare i mobili, sembrano nuovi e invece non lo sono. Lo faccio anch'io.
    Avete fatto benissimo a chiudere il salotto nello studio, adesso sono curiosa di vedere com'è venuto l'ex salotto ora studio/laboratorio/cucina. =)
    Dani

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    1. Sembravo proprio nuovi, sì, e non solo: con la credenzina ho scoperto che anche metterci dentro cose totalmente diverse da prima li fa sembrare più nuovi che mai!
      Prima di fare il secondo post, e quindi le foto del "dopo", dovrò aspettare di riordinare il nuovo studio-laboratorio che è già di nuovo un casino ahahaha!

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  6. Carissima Elle hai fatto benissimo a ideare queste nuove disposizioni per la tua casa,ammiro il tuo gran senso di praticità grazie al quale riesci a ottenere risultati senza ombra di dubbio degni di nota;)..io sono un po' più pigra,magari ogni tanto immagino qualche ipotetico cambiamento ma poi tendo sempre a rimandare...mi sono innamorata di quella graziosissima credenzina della nonna,mi piace tantissimo la funzione che le hai fatto assolvere e la sua sistemazione,mi piace la scelta di diversi colori per ogni stanza(tenui per la camera da letto in quanto rilassano e quindi conciliano il sonno),colori caldi per la cucina in modo che venga trasmessa allegria e freschi per il bagno in quanto questa è la percezione idonea all'ambiente;).
    Certo,sarebbe bello cambiare arredamento a secondo della stagione in quanto le condizioni climatiche porterebbero ad accessori e anche mobili differenti..trasmettere calore con il legno che domina in Inverno,magari tappeti caldi e confortevoli...e una mobilia più essenziale in Estate dove a prevalere dev'essere lo spazio aperto e non quello raccolto e caldo:)).
    Ti faccio tantissimi complimenti Elle e aspetto il prossimo post con il nuovo allestimento dello studio;).
    Un bacione :)).
    Rosy

    ..

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    1. Grazie Rosy! Non posso dire che a furia di traslocare mi sono abituata ad averne una diversa ogni anno (ahaha) perché avevo questa mania del cambiamento già da piccola, e fantasticavo anche sulla base di libri che leggevo, e immaginavo (e volevo) anche solo tende di lana per l'inverno e tende di velo per l'estate, a seconda della fantasia del momento. Semmai è il contrario: questa mia voglia di cambiamento mi ha permesso di adattarmi facilmente ad ogni tipo di casa in cui ho abituto, anche certe topaie in cui spontaneamente non avrei messo mai piede, per avevano un potenziale e riuscivo a renderle decenti con poco (prima cosa: pulire in maniera approfondita). Mi piace ancora, dà veramente una ventata di freschezza e non serve prendere la decisione del secolo che mi cambierà la vita per avere quel po' di novità che basta a iniziare il nuovo anno :)
      ps. dicono che sia effettivamente terapeutico modificare la disposizione anche solo dei quadri!
      Un abbraccio Rosy!

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  7. Ogni volta mi dai una carica che non hai idea! Sto rimandando da mesi la rivoluzione in casa (esagero, in realtà vorrei solo rivedere i colori e un paio di mobili) per mancanza di tempo, ma mi hai dato lo stimolo giusto per cominciare.

    Ps quello che tu descrivi "caos" a casa mia è solo un leggero disordine ^_^

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    1. Sììì! Vai con la rivoluz... risitazione dei mobili e dei colori! A volte basta davvero solo un dettaglio, mi ricordo la prima volta che ho dipinto una cucina di giallo: sembrava che ci fosse sempre la luce accesa, talmente era allegra, "accesa" appunto. Meglio che fare un buco per una nuova finestra o comprare un lampadario con più lampadine, direi ;)
      ps. se è leggero allora lo lascio!

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  8. E' molto divertente il tuo modo di interagire con la tua casa, sicuramente una casa a tua misura che ben si concilia col tuo modo d'essere. Vorrei avere la tua ecletticità e il tuo entusiasmo.

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    1. Cara Krilù è praticamente la prima volta in vita mia che abito in una casa di cui posso decidere qualcosa che vada al di là della posizione dei mobili... eppure per ora mi limito a questo, non sono ancora pronta ai murales in ogni stanza che vorrei :D Ti mando un po' di eclettismo ed entusiasmo, buona giornata :)

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  9. Wow, che post da arredatrice! Bellissimo il divano, ci sta davvero bene. Anch'io adoro colorare le pareti, ti ricordi a casa mia? Però io ho tutti i colori diversi: il bagno azzurro, il salotto-studio giallo, la camera extra di nuovo azzurra e la camera da letto rosa antico. La cucina poi aveva quelle assurde piastrelle azzurro-violetto e ci ho messo quei mobili rosso arancia, una abbinamento shock che detto così fa schifo e invece secondo me sta benone. L'unica aggiunta che ho fatto ultimamente, a parte i poster che sono il mio chiodo fisso, è stato comprare due vecchie sedie dal rigattiere e dipingerle di rosso. Mai più! Ci hanno messo un mese ad asciugare!

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    1. Infatti casa tua mi piace proprio, la dimensione delle stanze, le camere "a incastro", i poster, i colori della cucina! :) Io non oso dipingere il legno: a Berlino avevo ritinteggiato anche gli infissi, divertente ma non asciugavano più, hai ragione!!
      Il problema qui è che basta togliere un quadro e la casa sembra troppo vuota e triste, lo rimetto ed è troppo piena!

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  10. Che post! Un arredo fatto con amore. Anch'io nei miei numerosi traslochi m'impegnavo nel creare "atmosfera", sentire mia la casa. Nell'ultima, non pensando di doverla mai lasciare, poco prima della catastrofe avevo rifoderato il divano, ridipinto alcuni infissi e come te avevo ridisposto alcuni mobili.
    La porterò nel cuore.
    Condivido la tua scelta, neanch'io amo le cose studiate col righello e ingessate.
    Super Bravissima Elle ;)

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    1. Sono diventata "meno pulita" perché io mettevo a soqquadro le case, le pulivo da cima a fondo, le rendevo più ampie, più funzionali, più comode e poi... venivo sfrattata. Ne è sorto un rifiuto che lentamente ora sto riuscendo a superare, ma appena arrivata qui non volevo nemmeno sentir parlare di prendere decisioni a riguardo. Ho scelto, ho deciso, ma senza entusiasmo. Anche per questo, ora, questo mio entusiasmo "d'altri tempi" (quelli innocenti) mi ha a sua volta entusiasmato!
      Teniamo tutto nel cuore, prima o poi torna utile ;)
      Buona domenica Santa!

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  11. Un salto nel passato? Ma io quel Pc lo uso normalmente tutti i giorni...vabbèh che sono del passato anch'io. 😬
    Abbiamo vissuto per sette anni in camera&cucina, tutto sta nell'organizzarsi.Ho mobili vecchi di quarant'anni, ma fatti dall'ebanista hanno sopportato svariati traslochi e i colori li prediligo chiari:danno il senso di spazio e amo la luce.Il salotto nello studio, a mio parere, ci sta molto bene: accogliente. 🏡

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    1. Grazie Laura! Anche a me sembra proprio accogliente ^_^
      Io non usavo un computer fisso da almeno quindici anni, e il problema alla fine era solo che non si connetteva a internet, quindi ho dovuto usare il "motore" del portatile collegato a schermo e tastiera del fisso, e questi se la cavavano egregiamente, alla faccia della tecnologia che avanza!
      Io devo dire che trovo questa casa troppo grande, abituata come sono a... camera e cucina ;) Finalmente ho una camera da letto che è solo camera da letto, ma il resto della casa stava diventando caotico :D

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  12. Beh, complimenti per la decisione e per averla attuata ! Il primo passo è sempre quello più difficile ma poi ,quando si comincia e ci si trova meglio nell'ordine e nell'organizzazione, si va avanti con piacere perché l'ambiente diventa più vivibile sotto diversi aspetti. Bravi :) Ora sn curiosa di vedere il resto ;) Abbraccio e wow, il divano è grandissimo ,proprio come nei film :)

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    1. Sì, infatti ora lentamente sto sistemando le cose piccole, ma aver fatto il grosso a me sembra davvero un grande cambiamento: "grande" nel senso di molto utile, perché a ben vedere non è che abbiamo fatto chissà cosa, abbiamo semplicemente scambiato le stanze ;)
      ps. Il divano, quando diventa letto, è a tre o quattro piazze!

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  13. Mi è venuta in mente una cosa, forse potrebbe interessarti, chissà.
    Io ho tolto il grande tappeto rosso scuro che avevo davanti al divano perché ne volevo uno panna. E' ben tenuto ed ancora molto bello e pensavo di venderlo perché mi spiace sempre buttare le cose quando ancora sn buone. Se vuoi ci sentiamo per le misure etc etc. Intanto ,se ti va di vedere come si presenta ,puoi scorrere verso il basso questo post qui : https://incantamenti.blogspot.it/2016/01/serenita-20.html

    Ciao!

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  14. Cara Elle,ti volevo ringraziare tantissimo per aver provato la mia ricetta:):mi fa troppo piacere apprendere che vi sia piaciuta e che abbia incontrato i tuoi gusti personali;).
    Grazie mille per la fiducia e per avermi segnalato la pagina istagram:sono riuscita ad aprirla ma purtroppo ho visto solo una foto(mi avevi scritto che erano tre..):quella della pizza infornata con il formaggio già sciolto...
    Un bacione,buon inizio settimana e grazie ancora a te:)).
    Rosy

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    Risposte
    1. Rosy, la mia fiducia è ben riposta, finora mi sono riuscite tutte le tue ricette che ho provato (poche, ma ottime), quindi sono io che devo ringraziare te. Per le foto, dovresti poter cliccare sulla foto per scorrere e vedere le altre due.
      Buona settimana cara!

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Ciao, benvenuti nella Casa dello Spirito. Scrivete pure qua sopra/sotto il vostro commento o le vostre domande: le pubblicherò io più tardi. Se vi iscrivete ai commenti, vi avverto addirittura via mail.
Non preoccupatevi se non avete un account google: basta inserire l'url del vostro sito, o profilo fb, ig, pulcino, o quello che avete e il vostro nome. Anzi, voglio venirvi incontro: potete addirittura mettere solo il nome, se non avete un indirizzo o non vi va di esporvi così tanto. Comunque non preoccupatevi: sono uno spirito buono.
Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

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