venerdì 10 febbraio 2017

Tre mesi di Bullet Journal per casalinghe.

Ormai da settembre mi accompagna ogni giorno la mia agenda-diario personalizzata, e a gennaio ho iniziato il terzo quaderno. Materialmente, infatti, per tenere un'agenda secondo il metodo bullet journal serve solo un quaderno (e la penna), ma se il quaderno è piccolo, finisce prima. Logicamente. Non ho mai pensato che seguendo questo metodo avrei usato un quaderno per un anno, nemmeno se con molte pagine, perché il metodo può racchiudere in sé così tanti quaderni che risulta impossibile. Naturalmente si è liberi di dedicare diversi quaderni a diversi aspetti della propria vita (es. lavoro e vita privata) per non incasinare tutto e far confusione, e io pure l'ho fatto, nonostante l'idea iniziale fosse appunto quella di eliminare i miei molti quaderni, oltre ai foglietti volanti.
Innanzitutto, se non sapete cos'è il bullet journal cliccate qui; mentre se volete sapere quali quaderni ci ho fatto stare dentro cliccate su Materiali per un'agenda-diario. Se invece siete informati sul bullet journal, e addirittura mi avete letta con costanza e siete informati pure su di me, restate qui a sentire la storia dell'ultimo trimestre del mio 2016 con l'agenda-diario e dei progressi che ho fatto nel personalizzarlo (per il primo mese vi rimando al post dedicato >qui).

Tre mesi di Bullet journal.

La personalizzazione del bullet journal non consiste nel farci i disegnini sopra, ma nel renderlo adatto al nostro scopo: che sia un'agenda di appuntamenti e cose da fare, che sia un diario della giornata, un quaderno per appunti, un diario alimentare o un archivio di liste o tutto questo assieme, è bene andare per tentativi e organizzarlo sempre meglio. A settembre, quando ho iniziato a tenere la mia agenda-diario secondo il metodo bullet journal, ho passato metà mese in vacanza, quindi la mia agenda era anche un diario di viaggio, sia nel senso che c'erano dentro tutte le informazioni che avevo preso prima di partire, sia nel senso di registro delle spese, degli itinerari e dei cambi di programma, degli indirizzi (ci incollavo i biglietti da visita) eccetera. Tornata a casa l'ho usato normalmente, specializzandolo in un bullet journal per casalinghe, e rendendolo un po' più sobrio: basta disegnini, ora si fa seriamente. A ottobre sono ripartita con le idee chiarissime su ciò che volevo, e un nuovo quaderno rilegato da me.

Tre mesi di Bullet journal.
Niente disegnini, ma una bella foto per cominciare (fatta da Alli) mi sembrava il minimo. A fine trimestre ho incollato il mio nuovo logo per il blog.

Le basi.
Una cosa importante per la buona riuscita dell'esperimento è: volerlo davvero provare. Come tutte le cose nuove infatti richiede tempo sia per capire come funziona davvero, sia per capire come dovrebbe funzionare per noi, sia per imparare e farne un'abitudine. Possibilmente sana, cioè se proprio ci infastidisce è meglio lasciar perdere, ma anche per capire questo ci vuole tempo. Apparentemente il metodo però dà l'idea di una perdita di tempo, perché bisogna costruire le pagine con la data del giorno e, prima ancora, col calendario del mese e dell'anno intero, e scegliere le sezioni che, in una normale agenda, sono prestabilite e che ci facciamo piacere anche quando non ci servono o non sono proprio quello che vorremmo: io ad esempio non ho mai usato la rubrica, né letto la pagina delle misure internazionali, dei prefissi e delle targhe; per contro ho sempre desiderato avere nel fine settimana lo stesso spazio degli altri giorni. Anche quando si crea un'agenda-diario da zero, però, si tende a mettere dentro più cose di quelle che ci servirebbero e a dimenticarne altre che non siamo abituati ad avere in agenda ma che, potendole inserire, non sarebbero male.

Tre mesi di bullet journal.

Rispetto a settembre, a ottobre io ho eliminato lo spazio nel calendario annuale (che a gennaio ho rimesso) e aggiunto spazio nel calendario mensile, scrivendolo in colonna anziché in tabella con numeri enormi; ho anche rinunciato alle annotazioni con numeri colorati (sul calendario), perché preferisco le mie abbreviazioni solite (ma non sempre), abbreviazioni che uso dai tempi della scuola o che ho inventato negli anni al momento del bisogno, secondo il mio schema mentale, qualunque esso sia: anche per questo insisto sulla personalizzazione, perché per me “t.” è da sempre “tempo”, ma per un giardiniere può essere “terra”; “l.” per me è “lingua”, per qualcun altro potrebbe essere “libro”; “ric.” è “ricetta medica”, ma perché non “ricetta di cucina”? Lo stesso procedimento di personalizzazione hanno subito già a settembre i vari simboli e segni proposti dal metodo bullet journal, e che negli ultimi tre mesi dell'anno scorso ho confermato.
Altro motivo per cui il metodo è apparentemente una perdita di tempo, è che per tenere in ordine l'agenda bisogna controllarla ogni giorno non solo per sapere cosa fare in giornata, ma anche per preparare la pagina del giorno dopo; io questo lo faccio la sera, mi capita di rimandare solo nel fine settimana, quando so di non avere impegni urgenti (fare il pane in modo che sia pronto per la colazione del lunedì è uno di questi); io scrivo almeno due righe ogni giorno, quella sul bere, per controllare che beva e quanto, e... e la data. Qualche volta aggiungo “yoga”. Oppure, se è domenica, scrivo “lavatrice”. All'inizio riempivo molto di più le pagine, non solo ingolfandomi di “cose da fare” (a tal proposito sto preparando un video), ma anche aggiungendo altre cose per rimpolpare il diario, cosa che è normale se vado al cinema o in gita, perché incollo biglietti e foglietti, ma se sono a casa non è il caso; ora addirittura scrivo le cose da fare su due colonne e con poche parole, così da diminuire le righe e impiegare a volte una sola pagina per quattro o cinque giorni.
Ma andiamo con ordine.

L'indice.
Ricorderete che a settembre avevo tenuto solo due pagine per l'indice, pensando che mi sarebbero bastate per un mese, e che ero stata così analitica che avevo dovuto dividere in due colonne la seconda pagina per arrivare almeno alla fine del mese. Fortuna che il quaderno e il mese sono finiti prima dell'indice rattoppato. Nel frattempo avevo trascritto l'indice su un foglio volante, come prova di compilazione sintetica e mi ero resa conto di dover trovare un modo per evidenziare gli argomenti (delle liste) o la data (del diario) sfruttando magari una parola chiave (scritta in stampatello?). A ottobre ho trovato la soluzione: separare i due tipi di annotazioni nell'indice.

Tre mesi di Bullet journal.

Inizialmente ho usato un foglio volante, perché pensavo fosse più comodo da trovare e consultare, ma l'ho talmente stropicciato che ho deciso di trascriverlo in bella copia su due pagine alla fine del quaderno del trimestre. A proposito: avendo rilegato io il quaderno ho inserito abbastanza pagine per tutto il trimestre e me ne sono pure avanzate (infatti lo uso ancora per appunti non strettamente legati al 2017, come quelli per questo post).
Ho messo su una pagina del foglio l'indice dei calendari e dei diari, quindi tutto ciò che è legato alle date; sull'altro lato ho messo l'indice delle liste e degli appunti, a cui spesso ho dedicato una pagina intera dell'agenda: la lista dei regali e degli auguri di natale, il bagaglio per due giorni a Padova, appunti presi durante una visita guidata, ricette; ma anche appunti, ricette, impressioni su un libro ecc scritti sull'agenda in breve, sotto la data del giorno, e proprio per questo più difficili da trovare, se non esistesse l'indice.

Tre mesi di Bullet journal.

Queste due parti dell'indice le ho strutturare diversamente, perché ospitano informazioni diverse e posizionate in maniera diversa sull'agenda. I calendari e le pagine giornaliere, indipendentemente dal punto in cui si trovano e da quante pagine occupano, rispettano l'ordine cronologico: prima viene la panoramica mensile, poi quella settimanale (io la faccio), poi sette diari giornalieri, poi un'altra panoramica settimanale, sette giorni e così via, a fine mese si ricomincia con la panoramica del nuovo mese, la nuova prima settimana, i primi sette giorni del mese eccetera. Tra l'una e l'altra pagina ci possono essere liste o appunti, ciò però non interrompe l'ordine cronologico del diario.
Il mio indice dei calendari ha a sinistra il numero di pagina, a destra la descrizione per tutte le voci, tranne i diari: in questo caso infatti a sinistra scrivo “diari” a destra data e pagine, raggruppando sia le date che sono su una stessa pagina, sia le pagine che riguardano una stessa data. E risparmio spazio.

NON:
pag. 52 calendario novembre
pag. 53 cose da fare a novembre
pag. 54 settimana dall'1 al 6 novembre
pag. 55, 1.11
pag. 56, 2.11
pag. 58, 3.11
pag. 59, 4.11
pag. 60, 4.11
pag. 61, 5.11
pag. 61, 6.11
ecc...

MA:
pag. 52-53 calendario novembre + cose da fare
pag. 54 settimana dall'1 al 6 novembre
diari: 1.11 55; 2.11 56; 3.11 58; 4.11 59-60; 5-6.11 61
ecc...
Il risparmio di spazio è evidente: tre righe anziché dieci.

E, dall'altra parte:
pag. 51+57, viaggio a Venezia-Padova + bagaglio
psg. 62, foto da riordinare
pag. 64, poesia di natale + 72-74

La divisione in due parti è utile non solo perché le annotazioni delle date sono molte di più (pensiamo solo ai giorni in un trimestre, circa novanta, contro una trentina di liste singole nello stesso lasso di tempo, e io sono una che liste ne fa tante volentieri, eppure entrambi i miei indici occupano una sola pagina ciascuno) ma cerco molto meno di frequente una giornata precisa nell'agenda, più spesso una lista o un appunto; ma anche perché trattandosi di due diversi tipi di annotazione, posso gestirle in maniera diversa senza creare confusione sulla pagina: è molto più facile rimanere ordinati quando si segue un metodo di annotazione adatto.

Tre mesi di Bullet journal.

Per l'indice degli appunti e delle liste ho messo sempre e comunque a sinistra il numero di pagina, ma colorando il quadratino secondo i colori che ho scelto io per ogni argomento, ovvero per ogni aspetto della mia vita inserito in agenda: a colpo d'occhio so quali righe devo leggere se sto cercando una vecchia annotazione sull'orto (verde) o su un'idea per un post (gialla) o una ricetta (marrone), non devo ricordarmi quando l'avevo scritta, mi basta cercare sull'indice il colore corrispondente e poi leggere i titoli. A destra del numero di pagina infatti c'è il titolo della lista o dell'appunto, un dettaglio che sembra un vezzo inutile, che viene invece caldamente consigliato dall'ideatore del bullet journal e di cui io, dopo ormai cinque mesi completi di esperienza, posso confermare l'utilità. Se cerco le mie “foto da riordinare” (che non è “foto da stampare/già stampate”, e nemmeno “foto, come salvarle/modificarle”), il colore giallo da solo non basta, visto che è comune a qualsiasi mia annotazione che riguardi il computer, il blog, internet, e non un'esclusiva delle “foto da riordinare (sul pc)”.

Tre mesi di Bullet journal: indice doppio.
Indice doppio alla fine del quaderno: a sinistra i calendari e diari, a destra le liste e gli appunti.
Il calendario annuale.
Anche se io l'indice, non più volante, l'ho messo alla fine del quaderno, proseguo secondo l'ordine ufficiale delle pagine del bullet journal, che vede dopo l'indice il calendario annuale.

Tre mesi di Bullet journal: calendario annuale.

Ho disegnato il mio calendario di dodici mesi su due pagine, partendo da ottobre 2016 fino a settembre 2017, perché lo scopo di questo calendario è avere una panoramica dell'anno futuro, e infatti all'inizio l'ho chiamato proprio “panoramica”. Il nome mi piace perché quella panoramica è la visuale che preferisco su molte cose, non solo sull'anno che verrà. La versione originale prevede tre mesi per pagina, o quattro come avevo fatto a settembre, con un po' di spazio sotto il calendario di ognuno. Io mi sono distratta e ho riempito due pagine senza nessuno spazio per scrivere; nel bullet journal 2017 sono stata attenta a non sbagliare, ma da ottobre a dicembre mi sono arrangiata con quello che avevo (creato): ho segnato sul calendario annuale solo i compleanni (in rosso, senza nomi, tanto lo so chi è di ottobre, chi è di novembre ecc) e la luna (in marrone), colorata se piena, un cerchio vuoto se nuova (visto che mi serve per l'orto avrei dovuto farla verde, ma va be').

Tre mesi di Bullet journal: calendario annuale.

Nel corso del trimestre si sono aggiunti dei quadrati con dentro un numero (quando li scrivo così sono numeri di pagina) e colorati: dopo vari pasticci, ho capito che gli unici colori, cioè gli unici tipi di annotazioni che posso mettere qui, sono il celeste degli appuntamenti (il famoso appuntamento dal medico, esempio classico), il lilla di quelle che io chiamo curiosità (mostre o eventi interessanti, che segno sul calendario annuale a pochi giorni dalla data ultima), e il verde dell'orto, vicino al giorno utile per una semina o un trapianto: in tutti questi casi il numero indica la pagina del diario in cui ho scritto le informazioni dettagliate sull'appuntamento dal medico, la mostra temporanea o la semina degli spinaci. Altri colori, cioè altre informazioni, qui non trovano spazio.

Tre mesi di Bullet journal: calendario annuale.
Qualche numerino colorato soprattutto a ottobre e novembre non fa che pasticciare un bel calendario. Nel bullet journal 2017 non l'ho fatto.

Il metodo dei numerini colorati sul calendario non è dello stesso inventore del bullet journal, ma di un certo Eddie Hope, ma del suo calendex si parla anche sul sito ufficiale del bullet journal di Ryder Carroll (qui); il metodo consiste nel segnare sul calendario annuale solo numeri di pagina, e poi nelle pagine corrispondenti tutti i dettagli. Di qualsiasi cosa. I colori sono un'ulteriore variante, non so di chi.
Io preferisco il metodo di Ryder Carrol di avere un po' di spazio per scrivere sotto il calendario annuale (salvo dimenticarmi di lasciarlo), con abbreviazioni e sigle che magari capisco solo io (ma almeno io le capisco), e rimandare ad un'altra pagina solo se le informazioni sono troppe.

Tre mesi di Bullet journal.
Sul calendario annuale il quadratino lilla col numero 8 rimanda a pagina 8: alcuni eventi in zona (non siamo andati a nessuno di questi, e così ora ho ridotto le "curiosità" che mi segno a quelle più realizzabili).

Il calendario del mese.
A settembre, in ricordo dei turni di lavoro in tabella, avevo disegnato un calendario del mese in tabella: anche in questo caso senza spazio per scrivere. A ottobre, novembre e dicembre ho rimediato con un calendario mensile in colonna, a sinistra la data a destra lo spazio per brevi appunti; tutto ciò che scrivo qui si trova anche nei diari delle singole giornate, meglio descritto e definitivo: può capitare infatti che qualcosa venga annullato (ha piovuto e non ho seminato) o che un'idea venga lasciata cadere (la sagra del bollito a novembre), questo calendario è un'utile panoramica degli impegni mensili futuri, ma anche un bel registro degli impegni passati, quasi un indice di ciò che si è fatto nel mese. Anche qui, infatti, se maggiori e più importanti informazioni sono presenti in un'altra pagina, aggiungo il numerino della pagina (che coloro solo se non ho più spazio per una o due parole di descrizione).

Tre mesi di bullet journal: calendario mensile.

Tre mesi di bullet journal: calendario mensile.

Il quadratino con numero di pagina può tornare utile in casi in cui ad esempio il 2 novembre devo preparare la valigia e stampare i documenti per il viaggio del 3-4 novembre che avevo organizzato a pag. 51, allora scrivo “51” nel 2 novembre sul calendario, in modo che quel giorno sappia dove andare a controllare quali biglietti ho già pronti e quali devo stampare o confermare eccetera.

Tre mesi di bullet journal: calendario mensile.

Nel calendario mensile non uso simboli, se non il punto esclamativo rosso di urgenza e pacchetti regalo rossi per i compleanni (questi ultimi li disegno già a inizio mese, quando disegno l'intero calendario).

Tre mesi di bullet journal: calendario mensile.

Mi piace rivedere queste pagine a posteriori (foto più giù), disomogenee per penne/matite usate, ma in qualche modo ordinate, o forse semplicemente tipiche mie.

Tre mesi di bullet journal.
A dicembre ho messo da parte le tre margherite e ho fatto solo disegni a tema natalizio.

Le cose da fare nel mese.
Questa è la mia super pagina, con tutto ciò che è incluso nella mia vita. Credo.
Sicuramente sono fiera della suddivisione per argomenti o temi o aspetti o... chiamateli come vi pare, per me sono le mie “cose da fare”. Che poi le faccia davvero nel mese, è un altro discorso.
Appuntamenti: scrivo qui in realtà gli appuntamenti che mi devo ricordare di prendere, o le cose burocratiche che mi devo ricordare di fare (chiudere un conto corrente prima che entrino in vigore le modifiche unilaterali, ad esempio); mentalmente ricollego questo riquadro alla cartella di documenti cartacei che abbiamo tutti, quella con referti medici, documenti dell'inps, della banca, dell'assicurazione, tasse, bollette ecc.. di alcune di queste cose si occupa Alli, quindi io non mi devo segnare proprio nulla.

Tre mesi di bullet journal: cose da fare.

Giardinaggio: le semine, le idee da controllare (si può seminare direttamente il frutto?), i lavori da fare nel mese, i semi da comprare; questo riquadro era inizialmente più un pozzo dei desideri campati in aria, sta diventando via via un mini calendario dei lavori dell'orto, unito a pagine specifiche qua e là nell'agenda in cui prendo appunti e che ritrovo facilmente grazie all'indice o grazie ai numeri di pagina che scrivo subito accanto alla relativa voce in questo riquadro.

Tre mesi di bullet journal: cose da fare.

Cucito/creatività: il nome si è assestato su “cucito” ma ci rientra qualsiasi lavoro creativo; all'inizio del bullet journal occupava da solo quasi tutta la pagina (questi riquadri erano una lista unica) e nel corso dei mesi si è ridotta sempre più, man mano che eliminavo idee creative che non ho nessuna voglia di concludere, sia perché mi affascinano davvero solo le cose che davvero mi servono (e se davvero mi servono non le rimando di certo), sia perché ho sostituito la lista caotica con le bacheche di pinterest, dove soddisfo il bisogno momentaneo di “segnare un'idea geniale” e non mi sento obbligata a farla dato che non è in agenda: ho risolto così il problema dell'accumulo compulsivo di idee creative, continuo a farlo, ma non mi sento in colpa a non realizzarne neanche una, in fondo è un gioco, no?

Tre mesi di bullet journal: cose da fare.

Al computer: questa voce esce dalla serie di sostantivi, infatti è un sintagma preposizionale; il computer è solo il mezzo attraverso il quale scrivo un post, catalogo foto, cerco info, scrivo mail. Se ho un'idea di post e arriva il mese giusto per scriverlo; se rimando da tempo una mail; se ho un'ennesima curiosità o mi serve un'informazione che posso cercare su internet, be' lo scrivo qui.

Tre mesi di bullet journal: cose da fare.

In cucina: di nuovo un sintagma preposizionale, ma non si tratta solo di ricette, ci sono anche il ricettario da scrivere, le idee da controllare (e se facessi una torta senza uova senza farina senza lievito senza latte senza burro? Rido, poi scopro che esiste davvero), gli ingredienti da comprare.

Tre mesi di bullet journal: calendario mensile e cose da fare.

Pulizie: qui rientra anche il semplice riordino, anche di documenti cartacei, e poi il bucato, la pulizia mensile degli elettrodomestici, nonché cose che si fanno una volta all'anno ed è arrivato il mese per farle.

Tre mesi di bullet journal: calendario mensile e cose da fare.

Svago: ci scrivo poco qui, per me svago è una passeggiata, ma di solito le improvvisiamo, e poi io preferisco leggere; perciò ho iniziato a scrivere a quanti libri sono arrivata il mese precedente e quanti ne ho letti alla fine del mese in corso; è il mio unico vero svago e, come ho accennato altrove, a gennaio ho deciso di dedicare alle letture e alle frasi preferite, ai pensieri scaturiti dai libri ecc un quaderno apposito, mentre da ottobre a dicembre segnavo ancora tutto sull'agenda-diario, ma in quale giorno? Se leggo un libro in tre giorni e ogni giorno ci trovo una frase interessante, come faccio? Avrei dovuto lasciare libera una pagina, per poi scoprire che il libro intero non aveva una sola frase interessante? Insomma, il quaderno apposito per i libri è fondamentale. Il cinema invece è diverso: un film inizia e finisce in poche ore, anche quando ho un biglietto da incollare, anche quando ho da scrivere le mie impressioni, posso sfruttare il poco spazio dell'agenda... che poco non è, visto che posso incollarci anche la locandina e la mappa della zona, come per qualsiasi altra gita o evento. Qui nel riquadro mensile, però, scrivo solo quanti libri ho letto.

Tre mesi di bullet journal: calendario mensile e cose da fare.

Curiosità: questo è il riquadro delle mostre o delle gite che vorremmo fare, ma siccome le gite in sé ormai le improvvisiamo, ci scrivo quasi solo di mostre interessanti, aggiungendo sempre il periodo così da sapere quando dobbiamo affrettarci perché sono gli ultimi giorni. Ho scoperto a ottobre di alcune mostre che saranno visibili solo fino a inizio marzo, e ci andremo a febbraio o a inizio marzo, e infatti a novembre e dicembre non mi sono disturbata a trascriverle, e questo riquadro è rimasto vuoto. Ci avrei scritto di alcuni eventi yoga, ma una volta visti i prezzi ho lasciato perdere, e poi a pensarci bene non mi piacerebbe buttare i soldi di una vacanza per chiudermi in un resort a fare solo yoga e meditazione: preferisco muovermi.

Tre mesi di bullet journal: calendario mensile e cose da fare.
Anni fa (credo fosse il 2010) avevo un quaderno con una pagina di calendari mensili e appuntamenti. Il bullet journal prima del bullet journal.

Acquisti (all'inizio si chiamava “da comprare", bruttissimo): libri o oggetti utili, quelli che un tempo scrivevo su un post-it chiamato “potrebbe servire”, cose come l'inchiostro per la stampante, fili per cucire, all'inizio ci mettevo pure i semi, ma stanno meglio sotto “giardinaggio”, a natale ci ho scritto “regali di natale” ma era più per ridere che per ricordarmelo.

Tre mesi di bullet journal: panoramica della settimana.

La panoramica della settimana.
Questa pagina è la mia preferita. Mi piace disegnarla e mi piace compilarla, perché ci ho messo dentro tutte le cose che vorrei tenere d'occhio ogni giorno, e farla settimanale anziché mensile come ho visto in giro è molto più comodo perché, al di là della “fatica” di riscriverla ogni settimana, non mi dimentico mai di compilarla e, soprattutto, non mi ricorda le check list che avevamo al lavoro. All'inizio ci facevo i disegnini, poi per fortuna ho smesso. Ho anche provato diverse disposizioni delle voci, che sono sempre le stesse (a parte forse una o due).

Tre mesi di bullet journal: panoramica della settimana.

A ottobre avevo assegnato giorni precisi anche al pane e allo shampoo, più che altro per dare una disposizione armoniosa alla pagina. Sono due voci che segnavo per capire quanto ci dura una pagnotta e quanto in fretta si sporcano i miei capelli, visto che ancora me li lavavo con uno shampoo fatto da me.

Tre mesi di bullet journal: panoramica della settimana.

Il mercoledì di Matilde non viene mai rispettato, anche se cerco di darle da bere una volta a settimana, perché mi pareva che soffrisse se lasciavo seccare la terra (ora che lo scrivo mi sembra logico).

Tre mesi di bullet journal: panoramica della settimana.

Nei rettangolini del menù scrivevo data e pagina, ma ha senso solo se in quella pagina c'è una ricetta, perciò ora mi limito alle crocette. La voce del peso non la segno più, io peso sempre uguale, al massimo oscillo di uno o due chili, perché in inverno mangio di più, o dovrei dire che in estate mangio di meno, come molti.

Tre mesi di bullet journal: panoramica della settimana.

In quest'altra pagina, l'ultima colonna del menù era dedicata ai prodotti in scadenza, in modo da non dover buttare nulla, cosa che odio con tutta me stessa. Infatti non è mai più successo.

Tre mesi di bullet journal: panoramica della settimana.
A ottobre ho rilegato fogli bianchi per fotocopiatrice.

A novembre, nel pieno dei miei lavori creativi natalizi che dovevano essere pronti per il primo dicembre, ho aggiunto un riquadro di fianco a Pane/Matilde/Shampoo (a cui si era aggiunto LievitoMadre) per le cose da fare nella settimana: oberata com'ero mi ero suddivisa le creazioni e anche altre cose da fare in base all'urgenza (dopo aver fatto un calendario con le uscite dei regali). Sto parlando del Calendario dell'avvento quizzoso, per chi se lo fosse perso o arriva qui per la prima volta.

Tre mesi di bullet journal: panoramica della settimana.
A novembre ho scaricato e stampato fogli puntinati (da paperkit.net)

Tre mesi di bullet journal: panoramica della settimana.

Una cosa che ho sempre fatto e non cambierò, anche se dà sempre un aspetto un po' disordinato all'agenda, è quello di tenere separati i mesi, e disegnare quindi una settimana corta, quando il passaggio di testimone non avviene di lunedì. Se i giorni sono solo due li aggiungo alla settimana vicina, così anziché sette riquadri, ne ha nove.

Tre mesi di bullet journal: panoramica della settimana.

Oltre a una lista a crocette per i vari alimenti della nostra dieta mediterranea equilibrata (ciascuno da consumare almeno una volta a settimana, non più di due, tranne le verdure e la frutta tutti i giorni), ho iniziato a scrivere anche cosa mangiamo, così da avere qualche idea di abbinamento quando non so proprio cosa cucinare. Più passa il tempo, meno ho questo problema, ma quelle righe scritte mi affascinano troppo e così continuo. A volte aggiungo la pagina in cui ho appuntato la ricetta, ma solo se è venuta bene (e la aggiungo anche all'indice).

Tre mesi di bullet journal: panoramica della settimana.

Tre mesi di bullet journal: panoramica della settimana.

A dicembre ho aggiunto un babbo natale e una renna, e ho scritto le pagine settimanali e i titoli di tutto il mese in due colori a tema natalizio: davvero troppo. Come noterete nel video che sto preparando non è molto comodo scrivere con le matite colorate, non scorrono sul foglio e io tendo a premere anche la penna, quindi con le matite, che oltretutto ho con me dai tempi delle elementari e alcune sono davvero corte, mi venivano i crampi alla mano ogni volta che compilavo una pagina. Ho resistito pensando che da gennaio avrei usato solo la penna, anche se è un po' triste non avere colori. L'idea di usare un colore diverso per ogni mese mi piaceva così tanto! (no, non mi va di comprarmi le penne colorate, per ora).

Tre mesi di bullet journal: panoramica della settimana.

I disegni che sono sopravvissuti sono: la sveglia, perché tento ancora di alzarmi presto; il bicchiere, perché tento ancora di bere almeno due litri di acqua o tè al giorno; quella specie di goccia con cui ho provato a simboleggiare lo yoga, perché tento ancora di farlo almeno tre volte la settimana.

Tre mesi di bullet journal: agenda-diario del giorno.

Il diario giornaliero.
La vera agenda degli impegni è quella giornaliera. Io elenco tutto con i pallini, senza distinguere tra appuntamenti, cose da ricordare, cose da fare a casa. All'inizio disegnavo ancora la brocca e la pentola che mi avevano accompagnato per tutto settembre, ora invece la cena la scrivo sulla pagina settimanale, mentre per l'acqua disegno otto quadratini e man mano metto una crocetta per ogni bicchiere d'acqua che bevo.

Tre mesi di bullet journal: agenda-diario del giorno.

Tre mesi di bullet journal: agenda-diario del giorno.
Otto o dodici quadratini (bicchieri d'acqua), a seconda del mio grado di aderenza alla realtà...

Ogni mattina leggo l'elenco e organizzo la mia giornata: nella pagina qua sopra ho fatto prima il pane, cioè l'ho impastato e messo a lievitare, poi la marmellata; conoscendomi credo di aver lavato i capelli a tarda notte, perché è una cosa che odio fare, mi fa perdere tempo (penso sempre). Il mobile finalmente l'ho pulito, mentre cose come la trascrizione delle ricette le lascio per momenti in cui voglio rilassarmi oppure in cui non posso distrarmi con qualcosa di più impegnativo: quel giorno ho trascritto le ricette mentre preparavo la marmellata, dopo ogni ricetta mi alzavo a dare una girata alle prugne. Questo è solo un esempio, infatti quel giorno il pane non l'ho fatto, ma ho aggiunto una freccia al pallino (la freccia rimanda la cosa da fare) e ho aggiunto una nuova cosa da fare quel giorno: comprare le farine. Con un punto esclamativo rosso (il punto esclamativo ricorda l'urgenza).

Tre mesi di bullet journal: agenda-diario del giorno.

Un metodo che trovo molto utile per organizzarmi, quando non ho particolare urgenza di finire un lavoro, è quello di suddividerlo in più fasi, da farsi una la giorno, così non impazzisco passandoci la giornata intera, col rischio di non finire comunque e di convincermi di aver sprecato il mio tempo. Io da sempre non amo i tempi morti (salvo fantasticare come se non ci fosse un domani), e devo mettere in agenda anche la lettura perché pur essendo la mia prima passione, tendo a rimandare a “quando ho finito” così da godermi meglio il libro; finire però non è semplice se continuo a inserire nel programma nuove cose da fare “adesso”. L'agenda mi ha salvata da questa tendenza a strafare e a non concludere (e a sentirmi in colpa per questo): scrivo cose da fare del tipo “iniziare a”, che significa semplicemente vedere cosa c'è da fare e impostare il lavoro, decidere cosa fare il giorno dopo, mettere tutto ciò che mi serve sulla scrivania. Il più è fatto. Il giorno dopo scrivo “continuare a”, oppure una cosa ben precisa: nel caso di lavori di cucito potrebbe essere “scucire tutto”, oppure “disegnare il modello”; nel caso di un post potrebbe essere “rileggere e aggiungere i link”, oppure “scegliere foto”.

Tre mesi di bullet journal: agenda-diario del giorno.

Nel caso dei post, a volte oltre a “proseguire post” mi scrivo anche diverse cose da controllare, aggiustare, cercare. Nel diario giornaliero scrivo anche le spese del giorno, che poi a fine mese sommo, per vedere quanto siamo stati bravi.

Bullet journal: agenda-diario del giorno.

Il diario giornaliero e l'agenda degli impegni sono quindi la stessa cosa: inizio la sera prima scrivendo data e cose da fare che già conosco, proseguo il giorno dopo aggiungendo qualcosa che è sopraggiunto (comprare le farine), e facendo tutto quello che riesco. A volte esagero con le mansioni, altre volte sbaglio completamente programmi e faccio tutt'altro (ma segno tutto), altre ancora ho poche cose da fare e nel corso della giornata ne faccio anche altre che non sempre segno (il sole improvviso e io parto con la lavatrice). A volte segno anche gli impegni di Alli, se in qualche modo influiscono sui miei.

Tre mesi di bullet journal: agenda-diario del giorno.

Tre mesi di bullet journal: agenda-diario del giorno.
A novembre ancora prendevo appunti sui libri letti sull'agenda-diario. Ora ho un quaderno apposito.

Se provo nuove ricette o nuove combinazioni di farine per il pane, scrivo la ricetta sull'agenda. Molte di queste restano lì, le migliori invece le rifaccio e se le confermo le copio sul ricettario.

Tre mesi di bullet journal.

Quando io e Alli usciamo ci riempiamo sempre di foglietti e volantini, biglietti e scontrini; questi ultimi li tengo da parte, ma il resto, se merita, lo incollo sulla mia agenda-diario: il diario giornaliero diventa un diario di ricordi o di viaggio, oltre che un registro delle attività nella casa dello spirito.

Tre mesi di bullet journal: agenda-diario del giorno.

Tre mesi di bullet journal: agenda-diario del giorno.

Tre mesi di bullet journal: agenda-diario del giorno.

Col tempo ho imparato a essere breve, dopo tante annotazioni alcune cose sono ormai sottintese, a volte evito i verbi (“lavatrice” vuol dire fare la lavatrice, non certo comprarla) o le precisazioni inutili (se scrivo “leggere” non specifico ogni volta titolo autore e traduttore) o i nomi di persone per cui basta l'iniziale. Altre volte invece devo essere precisa, perché tendo a distrarmi (“cinema h 16, uscire h 15” vuol dire chiaramente che alle 15 devo essere già pronta per uscire) o a dimenticare le cose che non mi vanno (tra “riordinare creazioni” e “riordinare creazioni prima che arrivi P.” c'è una bella differenza, la seconda mi ricorda che P. quelle creazioni non le deve vedere). Riuscire a far stare tre, quattro giorni in una sola pagina, per me è un gran traguardo.

Bullet journal: agenda-diario del giorno.

Bullet journal: agenda-diario del giorno.

Le liste e gli appunti.
Ci ho impiegato un po' ad abituarmi a dedicare una pagina nuova a appunti e liste: è facile quando la pagina la riempiono, ma se si tratta di appunti brevi e mini liste, e soprattutto quando mi servono sul momento e poi le potrei pure buttare (il classico post-it usa e getta), ancora riservo loro un angolino della pagina di diario, senza pentirmi. Per riconoscere la lista o l'appunto aggiungo un quadratino colorato e dò un titolino, ma una pagina intera per due righe non la spreco. Qualche volta ho inserito due diverse liste su una stessa pagina, ma si trattava di liste importanti che consulto ancora oggi.

Bullet journal: appunti ordinati.

Bullet journal: appunti disordinati.
Visita guidata alla Trento romana, nei sotterranei del SASS.

A parte le liste vere e proprie, sotto la categoria (e nell'indice) “liste e appunti” ci finiscono sia appunti ordinati presi da internet (sulle semine, sul lievito madre), sia appunti disordinati presi durante una visita guidata; sia appunti veloci su voli o treni quando vogliamo partire, per capire cosa e dove costa meno; sia appunti precisi su itinerari per la gita stessa, con indirizzi utili, orari e costi. Sulla mia agenda-diario ho preso appunti su come ottimizzare il blog, ho disegnato la mappa delle stanze quando ho cambiato di posto lo studio col salotto, ho preso appunti sull'alimentazione vegetariana e buttato giù una bozza di menù settimanale. Sopratutto ho fatto un calendario dei post di dicembre, quando ho pubblicato ogni giorno in corrispondenza delle sorprese del calendario dell'avvento, a loro volta elencate su un'altra lista con ognuna la sua bella domanda del quiz.

Bullet journal: lista dei regali e degli auguri di natale.
La famosa lista dei regali e degli auguri di natale.

Queste liste si trovano anche in pagine molto lontane fra loro, e ora posso dire che si trovano addirittura in un'altra agenda, visto che a gennaio ho iniziato un nuovo quaderno, eppure sono tutte facilmente rintracciabili grazie all'indice. Per questo è importante numerare le pagine e scrivere regolarmente i contenuti nell'indice: io lo faccio ogni settimana, riparto dall'ultima pagina che avevo annotato e sfoglio l'agenda aggiungendo man mano i nuovi contenuti all'indice.

Tre mesi di bullet journal: le liste e gli appunti.

A proposito di sfogliare: sono riuscita a preparare il video. Ne ho girati alcuni a novembre, ma non sono molto capace. In questo video l'agenda-diario è sulla sedia, perché non c'era altro modo di avere luce, senza farmi ombra con la mano o con la macchina fotografica, e riuscire comunque a riprendere tutto. Questo è il più simpatico perché sbaglio data. Oltre alla difficoltà della posizione, c'era anche la matita troppo corta, ma ce l'ho fatta. Nel video mostro quello che scrivo sull'agenda ogni domenica sera, subito dopo il video vi metto la foto di quella giornata, per mostrare come si è evoluta (per vostra fortuna sono riuscita ad aumentare la velocità di riproduzione e il video dura solo 5 minuti).


Tre mesi di Bullet Journal.

Avevo detto di desiderare un'agenda-diario che fosse agenda degli impegni e diario in cui registrare le mie giornate (ecco il perché del nome), ma anche blocco per appunti estemporanei e quaderno in cui raccogliere informazioni utili da conservare; un diario delle mie giornate come casalinga, ma anche delle mie gite e dei miei passatempi. E ci sono riuscita, ce l'ho! A gennaio, con il nuovo quaderno, l'agenda-diario si è personalizzata un pochino di più, sulla base dell'esperienza del trimestre di fine 2016, e per ora conservo separatamente solo un quaderno dei libri letti, con tanto di impressioni, e il quaderno della salute, che è sia un diario segreto vero e proprio, sia un registro dello yoga (io lo collego alla salute, perché mi scioglie spalle e collo che è una meraviglia, se lo faccio) e di eventuali malesseri, impostato però in positivo (non voglio più lamentarmi).
Per oggi è tutto, la prossima volta vi interrogo.

22 commenti:

  1. Caspita Elle, sei super organizzata ed efficientissima!
    Io mi faccio mille propositi e poi ... spesso improvviso e quello che era in programma ... rimandato!
    Un abbraccione
    Maria

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    1. Succedeva anche a me, troppo troppo spesso: ho dovuto porre rimedio e l'agenda è stata salvifica. E poi è divertente avere qualcosa da compilare ;)
      Un abbraccio Maria!

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  2. Troppo bello, rivedere le cose fatte, e quelle che f ... improvviseremo :)

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  3. Che bella la tua agenda, così vissuta e così personalizzata.
    Io, nonostante sia amante dell'handmade in tutti gli aspetti della mia vita, mi sono ridotta con entusiasmo all'agenda dello smartphone... pratica ed essenziale. =)
    Dani

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    1. Be' un'agenda deve essere innanzitutto questo: pratica.
      Io volevo meterci dentro mille altre cose (diario, post-it vari, ritagli) quindi un quaderno capiente, che oltrettutto ha un certo fascino, ha soddisfatto in un colpo solo tutte le mie esigenze :D
      Cia Dani!

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  4. Che dire... sono incantata dall'organizzazione! Io mi limito ad avere un'agenda (non fatta da me) che tengo in borsa per gli impegni di tutti i tipi, il calndario in cucina su cui scrivo gli impegni di tutti i componenti della famiglia in modo da vederli incastrati ed evitare troppe sovrapposizioni e poi una marea di fogli e foglietti sparsi tutto attorno al pc! Ho sempre inviadiato chi sa tenere tutto in ordine... io dovrei prendere nota anche di aggiornare le pagine!

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    1. ahaha sai che nei bullet journal che ci sono in internet ho visto anche chi si scrive di aggiornare il bullet journal? Non saresti sola ;)
      Scherzi a parte, la tua famiglia è più numerosa, il calendario della cucina è l'ideale per avere una panoramica completa, mentre a me e Alli basta uno scambio di mail per informarci a vicenda ;p
      I foglietti sparsi li ho usati per anni ma ho sempre tentato di smettere, di passare ad un'agenda vera, senza mai riuscirci... fino ad ora! Non che la mia scrivania sia ora in ordine, sia chiaro ;)
      Ciao Daria!

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  5. Che brava! Soprattutto per la costanza. Ho preso un'agenda a settembre, avevo bisogno di un posto unico dove segnare impegni, orari di lavoro e tutto il resto. Da un mese non scrivo più niente e non so neanche bene dove sia finita, l'ho tolta dalla borsa perché pesava e temo di averla persa (sono un disastro).

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    1. Ora che mi parli di costanza mi ricordo che all'inizio non sapevo se ne avrei avuta: capita di abbandonare un'idea perché richiede troppo impegno. In questo caso ho trovato la mia strada, perché decisamente mi aiuta il fatto di usare l'agenda anche come quaderno per appunti e diario (benché schematico) delle mie giornate, mentre quando mettevo in agenda solo impegni fuori casa (lavoro ecc) mollavo dopo poco: al lavoro i turni me li davano su un foglio che incollavo all'agenda e non ci scrivevo molto di più...
      Spero tu l'abbia persa dentro casa tua, così prima o poi la ritroverai ;)
      Ciao Simo!

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  6. Ahahahaah...notavo che Alli ha corretto un "f(aremo)" con un "improvviseremo" :D
    Elle, ti ho già detto che ti ammiro tantissimo perché sei ingegnosa. Hai idee belle e funzionali. E' un po' come prendersi cura di qualcosa...un "diario" da nutrire e accudire con quel che ci accade nel quotidiano e in cui andare a curiosare tutte le volte che ci viene voglia. Mi piace la tua costanza :) Buona domenica e un abbraccio :*

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    1. Tenta di cogliermi di sorpresa, ma io tiro fuori l'agenda e segno tutto ;)
      Esatto, volevo proprio un diario da nutrire e accudire, il mio diario. Soprattutto curiosare mi piace molto, mi ha affascinata quando riaprivo vecchi quaderni incasinatissimi che impiegavo delle mezz'ore a decifrare - ho pensato, se sono leggibili sarà ancora più emozionante sfogliarli, valgono quanto le foto ricordo!
      Buona domenica a te, Mary, oggi sole tiepido anche qui :)) Un abbraccio caldo!

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  7. Wow, tu sei super organizzata, avevo notato in passato che ti piaceva avere tutto calcolato però vedo che organizzi anche le cose chiamiamoli "di piacere", non solo quelle di "dovere". Anch'io cerco di raccogliere le frasi che mi piacciono quando leggo un libro, di solito le sottolineo con una matita e dopo, se ho tempo, creo a computer un foglio con il titolo, l'anno e l'edizione del libro e inserisco lì le frasi che mi sono piaciute di più. Confesso però che non lo faccio per tutti i libri perché non trovo mai il tempo, il più spesso rimangono cosi, a matita sul libro :P
    Ogni giorno scopro qualcosa in più di te, ti piace anche il giardinaggio, che bello, veramente un bellissimo hobby, rilassante e appagante.
    P.S: per quanto riguarda le tue ricette, dovresti pubblicare un libro un giorno, io le vedo sempre su instagram, nei momenti più infelici per me, quando sono al lavoro e mi viene fame vedendo tutte quelle bontà... e mi tocca aspettare di finire di lavorare e tornare a casa per provare a prepararle :P
    Buona domenica,
    Flo

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    1. Le cose di piacere me le segno se tendo a rimandarle, mi è capitato solo una volta in via mia di trascurare la lettura per "mancanza di tempo", e mi ha segnata così tanto che ho promesso di non farlo mai più. Per me stessa devo nutrire la mia passione per la lettura, a costo di segnarla in agenda ;)
      Anche a me piace sottolineare i libri; scrivo le frasi su un quaderno da quando leggo libri di Alli, che lui lascia intonsi (io li leggo in maniera più "vissuta"), ed essendo amante dei fogliettini non ci scrive mai nulla, perciò i suoi non li sottolineo. I miei sì, ci scrivo anche sopra, ci scrivo la data di lettura e pure il mio nome (possessiva!).
      Mi è sempre piaciuta l'idea di un orticello, e ora che finalmente ho lo spazio sto cercando di imparare e di essere costante (ehm... per fare spazio all'orto sto zappando via il prato verde). L'anno scorso ho avuto successo con le patate germogliate che ho seminato quasi per scherzo e invece son cresciute benissimo!
      Ahahah un libro di ricette, no! Sto imparando anche a cucinare, grazie a Alli, perché se fosse per me mangerei solo pane ;) Su instagram pubblico soprattutto le zuppe perché quelle oramai le faccio a occhi chiusi, e siccome minestroni e zuppe mi piacciono moltissimo, sono fiera di me e soddisfatissima :DD
      Buona domenica anche a te, un abbraccio!

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  8. Un lavoro immane, considerando che io segno solo gli appuntamenti e per questo ringrazio il calendario del cellulare che mi avverte, altrimenti sarei nel caos.
    Di sicuro funzionale e creativo anche, ma non alla mia portata. Inizierei bene per farlo diventare un guazzabuglio.
    Però qualche spunto mi è utile forse per fare un po' di ordine... Sei una risorsa!!!!

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    1. Io uso il cellulare per appuntamenti a breve termine, del tipo "spegnere il forno fra mezz'ora". Mi è capitato infatti di infornare e non guardare nemmeno l'ora! Per me è prassi abituale puntare la sveglia per tutto, dovrei farlo anche per il tè, che sistematicamente ritrovo da qualche parte ormai gelido, la tazza ancora piena perché se è bollente nemmeno lo assaggio. Semplicemente inizio a fare altro ;)
      Anche gli spunti vanno benissimo, Santa, ognuno conosce sé stesso e le proprie necessità, e se il mio papiro ti è utile anche solo per dividere gli scatoloni "per argomento" ben venga ;)
      Buonissima domenica di sole (in tutti i sensi), un abbraccio cara :)

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  9. Carissima Elle rimango sempre a bocca aperta davanti alla tua incredibile capacità organizzativa!!!In confronto io non posso che farmi piccola piccola in quanto mi limito a segnare qualche importante appuntamento o visita nel calendario appeso in cucina...e stop!Da bambina e adolescente al contrario avevo l'abitudine di tenere un diario ma concepito non come promemoria delle cose da fare ma come mezzo per esprimere i miei pensieri e riportare quanto mi accadeva quotidianamente(una sorta di cronaca con tanto di riflessioni personali)ed ero anche costante..poi con il tempo lo sono stata sempre meno fino a perdere del tutto questa bella abitudine...peccato,perché era un modo per soffermarmi,riflettere,autoanalizzarmi...
    Ti ammiro tantissimo perché dimostri costanza,capacità di organizzare le giornate e le settimane e sicuramente riesci ad attenerti a tutto e rispettare i programmi,bravissima!!!
    Un bacione, buona domenica e grazie infinite per tutti i tuoi consigli e suggerimenti che trovo preziosissimi..sarebbe troppo bello riuscire a metterli in pratica!
    Rosy

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    1. Io invece da piccola non riuscivo nemmeno ad iniziare, e mi sarebbe piaciuto così tanto avere quella che tu chiami, perfettamente, "cronaca con riflessioni personali"! Eppure non ci riuscivo! Solo col mio primo blog sono riuscita ad uscire dall'impasse ;)
      Il calendario in cucina ho provato ad usarlo anche io, ma è troppo... esposto e poi scomodo da usare. Ti dirò che la cosa che mi piace di più è poter avere la mia agenda sempre con me, nel caso voglia scriverci qualcosa :) poi magari non la tiro fuori dalla borsa, ma sapere che c'è mi dà sicurezza :D
      Un abbraccio, buona settimana Rosy!

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  10. Urca! Ma se ti assumo come segretaria la fai anche per me? :-D

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  11. Ma che interessante questo Bullet Journal!!! ma il post è lunghissimo e dovrò tornarci sopra per approfondire il metodo.
    Intanto, così di primo acchito, mi ha ricordato un mio tentativo di Art Journal Pages, http://nelmondodikrilu.blogspot.it/search/label/Art%20Journal%20Pages che però non superò il primo mese di vita. Ma quello era praticamente un mini-diario del già vissuto e non un'agenda con cui organizzarsi il tempo.

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    1. Bellissimo il tuo art journal, mi sembra un bel modo per riassumere gli eventi del mese, e anche per riuscire a trovare una cosa positiva al giorno. Una vera sfida per i periodi bui che stimola la creatività più dei disegnini in sé. Appena mi assesto con l'agenda scritta faccio un tentativo, perché, sai?, cerco sempre di sponarmi a riprendere a disegnare :)

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Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

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