venerdì 3 marzo 2017

Riassunto del mese di febbraio.

Alli mi ha chiesto ieri “Allora, com'è stato questo febbraio? Lungo o corto?”, perché su questo mese eravamo in disaccordo: per lui è un mese veloce, per me è sempre stato lentissimo, con picchi negli anni bisestili. Di febbraio 2016 non ho un bel ricordo, perché negli anni bisestili cambia anche la qualità del mese. “Giusto”, ho risposto a Alli, “né lungo né corto”. In effetti è proprio così, anzi è stato meglio degli altri mesi, di sempre, perché febbraio 2017 l'ho vissuto giorno per giorno a 24 ore alla volta, non mi è sembrato troppo veloce, né lento e rilassato come è stato ad esempio gennaio.
Che io abbia trovato la chiave segreta?

La mia Matilde.

Leggiamo di più.
Con molta calma, solo il 19 ho iniziato il libro che pensavo di leggere a febbraio, L'amore ai tempi del colera di Gabriel Garcia Marquez. In tedesco. Mi sta piacendo. Ho letto anche ¡Viva la vida! di P. Cacucci, su Frida Kahlo, ma ho preferito la sua biografia di Rauda Jamis (Frida Kahlo. La donna e l'artista, selvaggia, visionaria e seducente, tradotto da F. Celotto). La lingua batte dove il dente duole invece è un interessante dialogo tra Andrea Camilleri e Tullio De Mauro sulla lingua, sui dialetti, sugli usi moderni e quelli della loro infanzia, sia dell'una che degli altri, sullo scrivere. Infine ho letto Il mito della dieta, ma forse lo sapete già.

Monologo di Frida Kahlo per il teatro.
Regalo di san Valentino.
 
“Li chiamiamo dialetti, ma in linea di principio non c'è alcuna differenza dal punto di vista dell'organizzazione grammaticale: c'è una grammatica dei dialetti, ciascun dialetto, quanto mai rigorosa. [...] Non c'è dialetto, non c'è idioma subalterno che col tempo non possa diventare una lingua nel senso stretto di lingua letteraria, lingua nazionale, lingua di larga intesa tra popolazioni di dialetto diverso.” De Mauro, p.23-24 
“Sai papà, ho pensato a una storia.”, e gli raccontai la storia del mio primo romanzo Il corso delle cose.
“Perché non la scrivi?”
“Eh, papà, perché in italiano mi viene difficile scrivere.”
“E perché la devi scrivere in italiano? Scrivila come l'hai raccontata a me.” E da quella primissima riflessione ho fatto tantissimi tentativi per trovare l'equilibrio nel mio modo di raccontare. Camilleri, p. 76-77

Da La lingua batte dove il dente duole. 
I film del mio 2017.
A proposito di alimentazione ho voluto vedere The founder di J. L. Hancock, sul cosiddetto fondatore della catena Mac Donald, molto interessante soprattutto dal punto di vista umano, ma anche economico e alimentare; bravissimo Keaton. Mi è piaciuto meno Jackie di P. Larrain, perché essendo incentrato sui primi giorni dopo l'attentato a Kennedy, c'erano troppe lacrime, anche se la figura di Jackie e la situazione in cui si è trovata e il modo in cui ha affrontato tutto tra ruolo pubblico e ruolo privato è molto interessante ed è bravissima Natalie Portman. Il medico di campagna di T. Litli: troppo sangue, io non riuscirei mai a fare il medico o l'infermiera, comunque bello, belli i personaggi per niente banali. Merita il premio di miglior film La La Land di D. Chazelle, Alli dice che io non lo volevo vedere, ma questo non me lo ricordo più: mi è piaciuto moltissimo. Mi sono piaciuti i personaggi, mi è piaciuta la storia con un bel finale moderno, mi sono piaciuti i sottotitoli delle canzoni: il motivo per cui non mi piacciono i musical è che le canzoni sostituiscono le battute del film, ma spesso non vengono tradotte coi sottotitoli quindi mi perdo metà film e il resto mi sembra banale. La musica mi è piaciuta molto, al punto da cercare subito la colonna sonora su youtube (e ho trovato una marea di playlist che la contengono). Mi sono ricordata anche che, vedendo il trailer, avevo commentato più o meno così “dev'essere proprio bello 'sto film, solo nel trailer lei indossa trenta vestiti diversi” con tono sarcastico. Vedendo il film ho notato che gli abiti hanno spesso colori primari, sgargianti, appariscenti in alcune scene, mentre per il resto ci ho fatto poco caso o non cambiano così tanto, sicuramente acquistano significato i colori: sgargianti all'inizio, all'epoca dell'innocenza, più sobri nel resto del film – idem per i modelli, eccessivi all'inizio, vestiti normali dopo, compreso un maglioncino che io definirei “da casa” e che è stato protagonista di diverse scene fuori casa. È un film sui sogni, sui desideri, che sono la vera base “musicale” del film, e che ritornano nel finale, con una scena in cui lei immagina tutto ciò che sarebbe stato (e qui tornano i colori fantasiosi), lo immagina più bello e più grande di come sarebbe stato (coi sogni si esagera sempre) e pure la musica più complessa, più completa, più avvolgente.


Spirito in cucina.
A febbraio, due uscite a cena mi hanno vista in ristoranti in cui si mangiava carne alla grande. Ho sgridato Alli perché anziché ordinare la sua carne, ha chiesto prima cosa ci fosse di vegetariano nel menù (che non era cartaceo, ma a voce): gentile, ma ha usato un termine vietatissimo. Secondo la mia teoria sulla specie umana infatti, se dici che sei vegetariano mandi tutti nel panico.

Quelli che ti hanno invitato a cena si sentono in difetto, incapaci di accontentare le tue stranezze:
E cosa ti faccio allora?
Una teglia di patate al forno con rosmarino.
Patate? E mangi solo quello??
Mah, prova tu a mangiarti una teglia di patate al forno, poi dimmi se dopo hai ancora fame.
Certo, così ne va della famosa varietà dei nutrienti, ma bastano un risotto e un'insalata di finocchi per saziarmi, e questi sono da sempre i miei piatti preferiti, cosa cambia se nel risotto anziché i gamberetti in scatola ci sono i funghi in barattolo?

In trattoria invece:
Alli: Cosa avete di vegetariano?
Cameriere (che forse vorrebbe farci notare che siamo nel regno del bollito e della selvaggina): Mmm... verdure grigliate, forse, funghi...
Elle: I funghi vanno bene.
Alli intanto ordina la sua carne sala', che di solito viene servita coi fagioli.
Cameriere: E come contorno?
Alli: Cos'avete? Fagioli?
Cameriere: Fagioli con cipolle, oppure piselli, o patate al forno.
Elle non è tipo da sbottare col cameriere, ma ci sarebbe stato bene un bel: Famme' capi', se chiedo cose vegetariane forse non hai nulla, se ti chiedono contorno c'è ogni ben di dio??
In compenso dopo che è andato via ho sgridato Alli e gli ho detto di non usare mai più la parola “vegetariano”: Meglio dire “contorno” altrimenti vanno nel panico o si insospettiscono.
Io sono sempre per la linea “meglio non dire niente”, perché non sopporto le reazioni delle persone che, se va bene, ti martellano di domande sulla tua scelta. È una mia scelta, punto, non voglio raccontare ogni volta una storia, io voglio mangiare. Alla fine mi sono anche chiesta perché ho preso il contorno, se con gli gnocchi al pesto ero già più che sazia. Come sempre. E poi io potrei essere convalescente dopo una delicata operazione e poter mangiare solo verdurine, no? Non devo proprio rendere conto a nessuno, né mi interessa vantarmi di essere vegetariana in prova per sei mesi.

Ps. il secondo cameriere, che ha portato il mangiare, ha messo la carne sala' sotto il mio naso e il piatto vuoto sotto il naso di Alli: Così ve lo dividete. Gentile, ma questo, unito alla faccia sospettosa del cameriere che ha preso l'ordinazione “vegetariana”, mi ha fatto pensare che volesse fare un dispetto a una stupida vegetariana rompipalle; poi ho pensato che altre volte i camerieri burloni fanno gli spiritosi, anzi è capitato che Alli ricevesse la mia carne e io le sue verdure, perché si pensa che le donne mangino più leggero degli uomini (motivo in più per non necessitare di precisazioni vegetariane), ma non sono riuscita a togliermi dalla testa l'idea che quello volesse irritare una vegetariana. Io però sorrido sempre, e ai risvolti della questione ci penso con calma a casa, tanto soffro d'insonnia e ho tempo, al ristorante preferisco buttarmi sul cibo, quindi ho porto ad Alli la sua carne e mi sono affrettata a chiedergli conferma che lui i funghi non li avrebbe assaggiati. E li ho fatti fuori.

GoodyGoody di Elle e Alli.
Come dicono i bimbi della Daria: gli animali sono miei amici, io non mangio i miei amici.

Veniamo alle mie ricettine del mese: innanzitutto ho riprovato a fare il lievito madre, dopo aver letto da qualche parte che un lievito che sembra morto non è detto che lo sia, quindi ho deciso di non lasciarmi abbattere da segni “inequivocabili” di fallimento e di seguire il consiglio di provare a rianimarlo più spesso; non è servito perché stavolta è andato tutto bene e mai ho avuto l'impressione che il lievito mi avesse mandata a quel paese. Ho iniziato anche ad usarlo per il pane e mi piace proprio tanto. È un lievito un po' liquido (licoli, preso dal sito La regina del sapone), lo tengo in frigo e posso rinfrescarlo una volta a settimana, ma il pane sta venendo così buono che lo faccio ogni quattro giorni, quindi rinfresco ogni quattro giorni (la pagnotta l'ho presa dal sito My Ricettarium).

Pagnotta con lievito madre.

Altro esperimento riuscito è lo yogurt (precisamente la ricetta del sito Le mie ricette con e senza), che dovrebbe durare una settimana, ma siccome io e Alli lo mangiamo tutti i giorni è già finito, e questo nonostante per sicurezza avessimo fatto scorta dei nostri soliti yogurt. Proprio perché lo mangiamo tutti i giorni ho pensato di risparmiare un pochino di soldini facendo lo yogurt in casa: con un vasetto di yogurt (anzi, con tre cucchiai) e un litro di latte si parte, poi si prosegue con un litro di latte e tre cucchiai dello yogurt precedente. Il nostro yogurt è durato quattro giorni, calcolando un euro per un litro di latte necessario a rifarlo, ma anche due euro se lo vogliamo biologico, e considerando circa 70-80 centesimi per lo yogurt che mangiamo di solito, moltiplicato per due persone per quattro giorni, cioè euro 5,60, il risparmio settimanale e poi mensile è evidente.

Yogurt fatto in casa.

A febbraio il nostro menù settimanale, quello famoso “lunedì riso, giovedì zuppa”, è andato un po' a schifio, e abbiamo mangiato senza considerare cosa e quante volte, ma comunque abbiamo mangiato sano, giuro.

Zuppa in casa dello Spirito.

Le ricette dello Spirito.

Forse a ben vedere un po' più carboidrati che altro, perché c'è stato di mezzo il carnevale (venerdì gnocchi) e perché mi sono venute voglie di pasta, tra cui una voglia pazza di fare le lasagne (integrali), ma anche una voglia matta di pizza (fatta in casa).

Le lasagne dello Spirito.

A proposito di farina integrale: Alli era un vero appassionato di piadina, prima di conoscere me la mangiava una volta a settimana, e da quando in palude ci sono io ha provato a mantenere questa abitudine, più che altro perché la sera della piadina (il sabato) era anche la sera in cui cucinava lui. Purtroppo a me la piadina non piace, quindi ho cercato più volte di proporre alternative, insinuando che non fosse sana (prodotto confezionato, olio di palma, strutto). La stessa azienda fornitrice di piadine mi ha remato contro, proponendo nuove ricette senza olio di palma né strutto, ma con l'olio d'oliva, ma è riuscita a darmi il colpo di grazia solo con la piadina integrale: mi piace così tanto che quasi ogni sera chiamerei Alli ai suoi doveri conviviali, ordinandogli di preparare un “antipastino con piadina integrale”, perché per la cena “ci vorrà una mezz'oretta”, così “tappiamo il buco”. Poi Alli esagera e la condisce come una pizza...

Piadina à la Elle.
Piadina semplice.

Piadina à la Alli.
Piadina-pizza.

Tornando invece ai condimenti goduriosi, oltre al pesto di foglie di cavolo (che non butterò mai più) e noccioline americane, ho fatto anche un sugo di barbabietola e ceci (basta frullare entrambi e condirli con le spezie preferite) che era nato come sorta di purè per accompagnare i piselli, ma quando l'ho visto vicino all'uovo sembrava sugo e così ci abbiamo condito anche gli gnocchi (comprati). Ma il primo premio, secondo i miei gusti, va alla crema di cipolle e ricotta, così buona che non ci credo nemmeno io. Certo che ci credo: ho cercato sul blog di Mary Dafne's Corner una qualche crema di ricotta per condirci la pasta, perché lei la usa spesso (e io non l'ho mai), ma non avevo nessun altro ingrediente di quelli richiesti; dopo aver letto diverse sue ricette con crema di ricotta mi è rimasto impresso l'abbinamento limone e timo, e l'ho tenuto, per la crema invece mi sono inventata una crema di cipolle, quindi ho pianto per una cipolla e mezzo, l'ho cotta con un po' d'olio e di sale, ho aromatizzato, frullato e unito alla ricotta pestata con la forchetta, e siccome avevo fatto anche gli spinaci ho aggiunto un cucchiaino di spinaci per colorare di verde la crema; assaggio, aggiustamento di sale, aggiunta di poca acqua di cottura della pasta e tocco finale: cubetti di pane rosolati nell'olio. Il momento di perdere il filo della ricetta è arrivato mentre condivo gli spaghetti con la crema: ho aggiunto subito anche il pane che quindi si è ammorbidito e non era più croccante. Però il sapore era buonissimo, non immaginavo che le cipolle si sposassero così bene con limone e timo (più limone, meno timo) e la ricotta, che era di pecora, né è risultata alleggerita.

Crema di barbabietola e ceci.

Crema di cipolle e ricotta.

Altro grande successo è stata la pizza, e stavolta il merito è di Rosy del sito Non solo cucine isolane, di cui ho seguito i consigli non solo per l'impasto, ma anche per il sugo, che è risultato davvero saporito, mentre io di solito mettevo direttamente la passata di pomodoro con un po' di sale e di origano. Quanto alla pasta, io volevo una pizza alta e soffice ed è uscita proprio così, e tutto ciò decidendo all'ultimo di prepararla: erano le cinque e alla fine abbiamo cenato alle nove, che per noi è tardi, ma ne è valsa la pena (no, niente antipasto con piadina quella sera, abbiamo fatto merenda un po' più tardi).

Pizza fatta in casa.

Per la merenda, dopo la fase acuta delle mele ho fatto solo un dolce al cioccolato, mi sono ribellata e l'ho inventato di sana pianta: ne è venuto fuori una specie di tiramisu con mele. Ah, sì, certo la mela come ingrediente principale è rimasta, mica sono matta. Sono un po' ferma con i dolci, perché dopo un po' mi stancano, così Alli li deve finire da solo e ci impiega più tempo. Io mi accontento di una fetta di pane buonissimo fatto da me con nocciolata comprata ma buona.

Torta di mele.

Pane e nocciolata.

Lo Spirito, l'uncinetto, l'ago e il filo.
A febbraio ho spiegato a instagram che anche se io pubblico foto di cene e seguo alcuni profili di foodblogger (che seguo anche sul blog), a me non interessa vedere la colazione, il pranzo e la cena di tutti gli italiani che sono su instagram. Ho provato a usare il motore di ricerca e a scrivere “uncinetto” e ho messo un po' a caso “mi piace” di qua e di là, perché instagram mi ha risposto che lui propone in base ai "mi piace", appunto, ed è stato di parola, perciò ho iniziato a seguire vari profili di ragazze turche (o almeno la lingua scritta mi sembra quella) che postano un'infinità di copertine a uncinetto, di cui come sempre mi piacciono più che altro i colori, e questo mi ha fatto tornare la voglia di uncinetto, e al contempo mi ha fatto mantenere la parola data mesi fa a proposito di un sottopentola all'uncinetto che avrei fatto. Aspettavo il momento di cucire l'imbottitura per vedere se il mio io-pigro avrebbe preso il comando, ma è rimasto rintanato con il suo amico io-orso, e io ho potuto finire e consegnare il sottopentola all'uncinetto.

Sottopentola a uncinetto.

Sottopentola a uncinetto.

Sottopentola a uncinetto.

Sottopentola a uncinetto.

Il giardino dello Spirito.
A febbraio abbiamo seguito ancora due lezioni del corso di orticoltura, una sui macerati, interessante, una sulle erbe spontanee, noiosa, e io ho preso tanti appunti sul mio bullet journal. Qualcosa però mi blocca e io non ho al momento molta voglia di seminare nei vasetti, né di zappare nuovi rettangoli di terra. Mi chiedo anzi perché ho avuto questa fissa, cos'ho fatto di male per meritarmi questo vizio di incuriosirmi e entusiasmarmi per (quasi) tutto ciò che vedo? L'anno scorso ho ricevuto in regalo delle primule, che mi hanno fatta un po' arrabbiare, perché non voglio fiori di cui occuparmi e per i quali sentirmi in colpa quando moriranno senza sapere perché; alcune erano già mezzo morte e sono riuscita a salvarne solo una, due mi pare siano morte subito; quest'anno una di quelle più sane è già sbocciata, ho fatto la foto il 19 febbraio e oggi i fiori sono cinuqe! Mi fa piacere, ma allo stesso tempo quell'angolino mi sembra vuoto e ridicolo. Preferivo le piante aromatiche, ma anche quelle sono mezzo morte, solo il timo che è perenne è sopravvissuto, e un po' la salvia. Vedremo se, come le primule, erano solo in letargo.
Ho conservato i semi dei pomodori e delle melanzane ma non ho proprio voglia di seminarli...

L'orto dello Spirito: finocchio.
Finocchio: è da mesi che è così...

Il giardino dello Spirito: primula.
La prima primula!

Corso di orticultura, le erbe spontanee utili nell'orto: l'erba madre.

Uno Spirito in giro per il mondo.
Fortunatamente a febbraio siamo usciti poco, a parte il cinema, il corso, e due cene fuori, abbiamo solo visto la mostra su Picasso, che volevamo vedere e di cui avevo ricevuto i biglietti in regalo per il compleanno, ma che non ci è piaciuta granché. Abbiamo annullato altre due mostre in programma perché cercando maggiori informazioni abbiamo scoperto che anche queste non sono quello che pensavamo; e poi vogliamo mettere da parte i soldi per le ferie, e tra viaggio e hotel, queste mini gite non sono proprio una scampagnata. In realtà non vedo l'ora che arrivi il caldo per uscire in bici...

Varie ed eventuali mi sa che non ce ne sono...

18 commenti:

  1. che tenerezza il finocchio solitario :)

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    1. Sembra un ometto coraggioso :)

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  2. Un mese intensissimo!
    28 giorni pieni pieni!
    Un abbraccio
    Maria

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  3. Non capisco come mai i camerieri debbano andare in panico di fronte a una richiesta vegetariana. Ormai è assurdo non prevedere piatti senza carne, sarà che ho tantissimi amici vegetariani e per me è normale trovare posti che si rivolgono a una clientela più varia.
    Una sera al mare abbiamo ordinato un piatto enorme di frittura di pesce e un'insalata mista, il cameriere mi piazza davanti l'insalata (che era per mio marito) e il piattone davanti a lui. Mi sono messa a ridere e gli ho detto "guardi che sono io quella che mangia! Mica sono a dieta". Si è scusato, non l'ha fatto con cattiveria.

    Febbraio a me è volato, e sono contenta perché è sempre un mese difficile. Adesso non vedo l'ora che arrivi la primavera.

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    1. Per me il mio primo febbraio non difficile, però sono contenta che sia arrivati marzo, che è più di là che di qua rispetto alla primavera ;)
      I camerieri a volte hanno questo atteggiamento nei confronti delle richieste "scarse", mi è capitato di contrattare anche per avere acqua anziché vino o birra, o per avere una porzione da dividere in due anziché due porzioni. Mi è capitato anche di dover "stuzzicare" io le clienti (ma anche clienti) come cameriera, quando questi erano indecisi, ma fare una lista di "contorni" e avere solo funghi come "vegetariano" mi è sembrato.. sospetto ;)

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  4. Confermo, "La La Land", non lo volevi vedere ... tra novembre e dicembre hanno martellato con la pubblicità di questo film al cinema dove andiamo (è stata un'anteprima del martedì di gennaio dei martedì al cinema, se non erro), e a vederlo non ti entusiasmava ... a me sì, per fortuna, così alla fine siamo andati, ed è stata un buona scelta.
    p.s.
    non dirò più che sei vegetariana, e il non mangiare carne perché gli animali sono nostri amici mi piace, sarebbe l'unica valida per me se anche io abbracciassi questa dieta.

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    1. Sembrava sciocco, invece è bello! Però non ho cpaito se ha vinto l'oscar o no ahahah :D
      ps. teniamolo per noi..

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  5. Carissima Elle,innanzitutto devo ringraziarti per aver segnalato la ricetta della mia pizza all'interno del tuo blog e per aver pubblicato le foto della tua dalle quali si evince,chiaramente,che ti è venuta benissimo!!!:)).
    Mi fa piacere che hai apprezzato l'idea di preparare il sugo nel modo da me indicato,se viene usata la conserva di pomodoro fatta in casa poi il risultato è ancora migliore ma secondo me per ottenere un buon risultato e' necessario scegliere tra le tante in commercio la migliore in assoluto(io non le compro più in quanto ho il palato viziato e riesco solo a mangiare la conserva fatta in casa,prodotta da noi ogni anno,ma penso che dovrebbero forse esserci..).
    La cottura a crudo rende la salsa più leggera,l'aglio intero conferisce un buon aroma ma non troppo invasivo in quanto viene eliminato alla fine,la cottura e l'eventuale correzione con sale e zucchero migliora decisamente il sapore;).
    Mi fa veramente piacere che hai avuto fiducia e l'hai provato la mia ricetta seguendo in modo pedissequo miei suggerimenti,grazie mille ancora!!!:)).
    Grazie inoltre per le varie segnalazioni:interessanti le letture da te proposte,ne terrò conto!;).
    Per quanto riguarda i camerieri non capisco proprio il loro atteggiamento:penso che quando un cliente va al ristorante e' libero di ordinare ciò che vuole senza dover dare spiegazioni,anche perché in genere i menù,oggi soprattutto,sono molto vari e vanno incontro alle esigenze di tutti i clienti che siano vegetariani o onnivori!
    Ti faccio inoltre i miei migliori complimenti per la realizzazione del lievito madre:ancora io non mi sono cimentata,spero prima o poi di decidermi;).Ottimi tutti i piatti che hai preparato,ammiro l'ordine e la costanza con cui segui non dico un menù fisso ma una certa impostazione,io cerco grossomodo di seguirla ma spesso mi ritrovo a preparare due differenti menù:(in quanto mio marito non è molto salutista e sembra,quando mangia più sano,che lo faccia per fare un piacere a me(quando abitava con i suoi era anche peggio..fortunatamente sono riuscita a fargli apprezzare alimenti che prima neanche guardava,quindi.....).
    Ammiro la tua manualità e i lavori con l'uncinetto,sei bravissima (io in questo settore sono un disastro...).
    Ammiro anche la costanza con la quale ti dedichi al giardinaggio,hai davvero il pollice verde:)).
    Un bacione,grazie mille per il post,di piacevolissima lettura (come tutti quelli che pubblichi,del resto;).
    Un bacione e buon fine settimana:)).
    Rosy

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    1. Grazie Rosy, troppa ammirazione, ma è più la mia per le tue ricette semplicissime ma buone da leccarsi i baffi. Quando ho tutti gli ingredienti (semplici) io già mi emoziono, ma se poi la ricetta riesce davvero buona come promesso (pur con la mia sbadataggine in cucina e gli imprevvisti che sempre mi capitano), allora finisco al settimo cielo!
      Alli mangia proprio tutto, mangia anche le cose che (dice) non gli piacciono, e la vera critica sono io, che invece mangio poco e quel poco oramai voglio che sia buono (non dico ottimo). Con la carne avevo appunt il problema che non mi soddisfava mai davvero, nemmeno quando la desideravo e soddisfavo questo desiderio. Se penso che ogni volta che andavo al ristorante comunque prendevo poca carne (fino a pochi anni fa) e la pizza sempre vegetariana o addirittura Margherita (tranne quando vegetariana significava verdure in foglia, che prima non mi piacevano affatto), non dovrei trovare problemi ora che la carne assolutamente non la voglio, e in effetti ne incontro solo quando ho voglia di variare sul menù, ma dipende sempre dal ristorante/pizzeria: c'è chi offre più scelta, chi si limita ai sapori classici. Basta saperlo ;)
      Il lievito madre è di una comodità unica, anche per il fatto che si conserva in frigo, e non subisce gli sbalzi di temperatura (a casa spesso accendo il riscaldamento solo la sera), e basta avere in casa farina (e acqua) per rinfrescarlo all'occorrenza o almeno una volta a settimana. Provaci e vedrai che cambia anche il sapore di pane e pizza!

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  6. Ciao Elle, molto interessanti le tue recensioni libresche e cinematografiche, grazie.
    Ispirantissime anche le ricette di cucina, soprattutto mi attira la crema di ricotta e cipolle, mi sa che la proverò.
    Lo yogurt in casa lo faccio abitualmente anch'io e, dato che ne mangiamo tanto in tre, ne faccio due litri di latte per volta, così il risparmio è ancora maggiore.
    Lieta che tu abbia ripreso in mano l'uncinetto.
    Buon inizio di settimana. =)
    Dani
    P.S. io adoooooooooro la piadina, la mangerei tutti i giorni. =))))

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    Risposte
    1. Crema di cipolle premiatissima, te la consiglio davvero!
      Mi ricordo che avevo letto anche da te dello yogurt. Per ora sta andando bene, dura davvero non più di sette giorni (finisco di rispondere ai commenti e mi metto di nuovo all'opera), ma è così veloce da fare che potrebbe durare anche meno (ora che abbiamo finito gli yogurt comprati) e io non batterei ciglio ;) Ho anche comprato il malto d'orzo per ricreare i sapori del mio preferito industriale!
      L'uncinetto mi ha vista molto attiva a creare e disfare, dopo il sottopentola, ma mi vedo anche mlto tranquilla e per niente ansiosa di finire il lavoro: mi sono lanciata in un lavoro lungo e non ho scadenze!

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  7. Come sempre interessanti e densi i tuoi post! Sono d'accordo con te che nei ristoranti è meglio non dire di essere vegetariani o vegani... solitamente vanno nel panico o pensano che mangiamo solo insalata e verdure grigliate. Ai legumi che pure ci sono nel menù non ci pensa mai nessuno...
    Belle le tue ricettine! Anche qui la piadina va per la maggiore. Tra l'altro visto che hai ripreso in mano la pasta madre, le puoi fare in casa in un attimo con l'esubero di pasta madre, se ne hai, o sei vuoi fare una preparazione veloce. La cuoci direttamente in padella e via!
    Molto interessante anche il libro! Me lo segno!

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    Risposte
    1. Sì, infatti, sono disposta a fingere indecisione tipica femminile davanti al menù, o un'allergia mortale, ma mai più userò quella parola :D Naturalmnte no dirò nemmeno "legumi" perché pochi sanno che anche i piselli sono legumi ahahah.
      Di esubero di pasta madre non ne ho mai, perché mi sono organizzata con le quantità giuste, ma ora che mi dici così, farò in modo di averne, perché quella integrale è proprio buona, se poi si cuoce direttamente in padella mi sta pure simpatica ;)

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  8. Ok, se non ricordo male in palude c'è il giardino, per cui mi procuro una tenda, siamo quasi in primavera, e vengo per un corso intensivo (stage) dallo Spirito di fiducia.
    Tra yougurt, pane e zuppe e l'orto e tutto il resto che fai dopo posso tranquillamente ritirarmi dal mondo conosciuto :**

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    1. Il mio sogno è sempre stato (dopo avere una fattoria) fondare una specie di comune (come nel film L'albero di Antonia, io facevo Antonia); partiamo con la tenda, ma dopo ti sistemo la stanza (il divano letto è molto grande, puoi spaparanzarti) :D

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    2. Bellissimo film... Chissà che non possa accadere. Anche solo il pensiero, mi hai commossa. Grazie con tutto il cuore, anche se malandato, ha voluto mettersi in piedi per te.
      Un grande abbraccio.

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Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

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