Veranda

Nella mia fantasia mi immaginavo sempre seduta su una poltroncina, ad un tavolino tondo, in una veranda affacciata su un lago di montagna. Montagne innevate e un prato di margheritine bianche fra me e il lago. Nel lago si specchiano le montagne, io guardo il panorama con una matita in mano (una che scriva come una penna, una matita copiativa ad esempio), davanti a me sul tavolino un quaderno con una copertina sobria (blu notte o rosso scuro), aperto. Io penso e scrivo il mio diario.


Un diario è sempre stato il mio sogno, ma ero troppo agitata per averne uno. Ci ho provato tante volte senza successo, e poche volte con successo, ma è durata poco. Se non vogliamo considerare le pause, se non vogliamo vedere i miei diari come tentativi poco duraturi, ma semmai come un unico lungo tentativo (che dura ancora oggi) con tante pause nel mezzo, allora ce l'ho fatta: ho finalmente un diario!

Scrivere mi è sempre sembrata una colpa. Mi vergognavo di avere un diario, mi vergognavo di non aver nulla da scriverci, mi vergognavo quando scrivevo qualcosa, e mi vergognavo di non aver avuto il coraggio di scrivere ancora, o di aver fatto le pagine a brandelli. Coi diari su internet (Web Log, o anche Blog) è altrettanto facile distruggere un diario in modo che nessuno lo scopra.
Ma sulla carta come su internet c'è un'alternativa: spostare le confessioni su un piano parallelo, con altri riferimenti, altri personaggi, altri nomi, altri fatti: tutti perfettamente corrispondenti a quelli reali, a modo loro. Un modo che credo di conoscere solo io, e questo mi tranquillizza. Il mio primo diario è una storia inventata con materiale vero, il mio secondo diario è una storia vera con molti personaggi inventati o nomi fittizi, il mio terzo diario è una storia vera, ma senza fatti, senza personaggi, molto astratta, il mio quarto diario è una fiaba di cui non so più dire cosa sia vero e cosa falso, il mio quinto diario è scarno ma vero, poco personale ma reale, il mio quinto ancora non lo so, perché lo sto scrivendo adesso.

Riuscire a inventare storie, a modificare quelle esistenti o a raccontare meglio la realtà, in modo che sembri se non diversa, almeno più divertente, sembra facile. In realtà non lo è. Ogni tanto provo ad inventare di sana pianta o a stravolgere totalmente la realtà, non so come giudicare il risultato, ma se volete farvi un'idea vostra, trovate nel mio blog qualche racconto, qualche poesiola e alcuni post sulla scrittura.
Buona permanenza nella casa nella palude da Elle, il vostro Spirito narratore. 

Post sulla scrittura.
Quella volta che ho tentato di scrivere su un giornale “che parla del territorio”, ma è durata poco, meno di niente >Scambi di parole e frasi;

l'articolo per il suddetto giornale, dal titolo Le pecore e il capro;

quella volta che volevo fare un corso di scrittura creativa e mi hanno chiesto di presentarmi >Una presentazione continua;

quella volta che ho sentito il bisogno di ribadire che il mio blog è un diario, e di spiegare che cos'è un diario, ovvero cos'è un blog per chi lo scrive; visto che c'ero ho riflettuto anche su me stessa, che non guasta mai >Il diario segreto secondo Elle;

quella volta che ho raccontato di come scrivo i post, ho ricordato il mio primo blog e ho riflettuto sull'uso della lingua (scritta) >Volevo proprio riprendere gli allenamenti;

quella volta che ripensavo al mio rapporto con la scrittura e finivo per parlare di incipit, di storie collegate, di trilogie sulla mia vita! >L'ordine è importante

quella volta che ho fatto un esercizio di (ri)scrittura di alcuni incipit >Incipit+;

quella volta che (nell'ambito di un giochino a premi inventato da me) ho risposto – davvero – alla solita domanda “hai mai pensato di scrivere un libro?” >Consegna dei premi

I racconti.
La regina piccolina (per un piccolo gioco a premi)

L'intervista (per un gioco a premi inventato da me, ho fatto un collage e ne è venuto fuori il racconto di un'intervista a me!)

L'allarmismo paranoico dell'Apprendista Mago (un vecchio racconto ripubblicato nel 2012)

Cause the sweetest kiss I ever got is the one I've never tasted (un racconto che è anche recensione: di un film e di musica, perciò il titolo in inglese)

In linea d'aria (scritto per il corso di scrittura creativa, che poi ho lasciato perdere, tenendo il racconto così com'era, perché non avevo più voglia di correggerlo)

In testa (scritto per un piccolo gioco di halloween, in attesa che iniziasse il concerto dei JoyCut a Berlino; nella fretta ho scelto un titolo brutto; solo venti giorni dopo, a mente sgombra, mi è venuto in mente il titolo bello, quello logico)

Dolce natale (scritto per il magazine Scriveregiocando, che raccoglie ogni anno scritti sul natale)




I dialoghi.





Le poesie.



Natale è arrivato (poesia scritta per il magazine Scriveregiocando)


Se solo...

Il sogno

L'isola

Sono condannata

Stretti, a natale (poesia scritta per Scriveregiocando)

Il mio romanzo.
Ma tu mi vuoi bene? In questo preciso istante, no
Dopo aver deciso di lasciarlo nel cassetto, l'avevo fatto recensire da un'amica blogger, per chiudere il cerchio. In questo post del 2012 ci sono un'anteprima e il link alla recensione. Nel 2014 ho deciso di rivederlo e correggerlo, con molta calma: mi sono data cinque anni, ma siccome ci lavoro una settimana ogni sei mesi, saranno pure dieci.

Pagina aggiornata al 12.02.2017
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...